giovedì 10 settembre 2009

Il lìder maximo

L’ineffabile Max di Gianluca Perricone

Rileggiamo con attenzione quelle parole: «Attorno a lui c’è una vicenda torbida non degna di un Paese civile. Una storia di cortigiane, cattivi consiglieri, giornalisti sicari, gelosie e vendette. Sembra un romanzo d’appendice sugli ultimi giorni dell’impero romano d’Oriente». Massimo D’Alema si stava riferendo (manco a dirlo) al presidente del Consiglio. Ma se con il termine “lui” si fosse riferito al vertice del Partito Democratico pugliese, le parole proferite con “sottile” ironia dal Max nazionale sarebbero state ugualmente appropriate. Ecco perché. La vicenda giudiziaria che riguarda la sanitopoli pugliese non solo è “torbida” ma, se si vuole, pure piuttosto squallida anche perché, tra i tanti aspetti, sono emersi collegamenti tra prestazioni sessuali di “cortigiane” (con amministratori pubblici) e l’assegnazione alle stesse di lavori e/o consulenze. Sarebbe sufficiente leggere qualche carta relativa all’inchiesta per capire che qualche amico “dell’amico” è circondato da consiglieri, non soltanto cattivi, ma anche un po’ troppo loquaci come hanno ampiamente dimostrato le intercettazioni disposte dagli investigatori. Fino a qualche settimana fa dell’inchiesta relativa agli intrecci tra politici ed imprenditori pugliesi se ne parlava piuttosto poco perché gran parte dei giornalisti (“sicari”?) era impegnata nel tentativo di impallinare il Cavaliere spiattellando all’opinione pubblica ogni aspetto delle abitudini private e/o personali dello stesso. Si parlava di Bari solo perché terra di origine della “cortigiana” passata anche sul lettone di Putin (ma sul quale il leader russo aveva dormito in tempi precedenti). Insomma si leggeva di escort anziché di corruttela, di lenzuola piuttosto che di bustarelle, di compleanni invece di forniture sanitarie, si è preferito porre domande su presunti incontri privati che non su (meno presunti) scambi di favori-mazzette. Ne è venuto fuori un “romanzo d’appendice”, scritto a più mani e mirato a smontare il ruolo e la figura del premier; ma che in realtà si è trasformato in un boomerang che rischia di far davvero male a chi intendeva usarlo come clava contro il Capo del Governo. E, a Bari, quello che rischia di venir giù è “l’impero romano d’Oriente” costruito proprio da lui: l’ineffabile Max.

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