domenica 28 ottobre 2018

Desiree’, Salvini e il pd


E' davvero affascinante la capacità che ha la sinistra di suicidarsi senza sosta. Così affascinante che, eccezionalmente, voglio scriverci sopra un post inedito. (Chi mi legge sa che uso e userò sempre meno i social: non ho tempo e mi piacciono sempre meno. Pubblicherò sempre i miei interventi video e i miei appuntamenti teatrali/letterari, e ogni tanto gli articoli usciti sul cartaceo del Fatto. Continuerò a leggere personalmente i vostri commenti (grazie!). Ma i post inediti, sempre meno. E solo qui, non sul blog del Fatto, perché la moderazione la faccio io e non voglio fratture prepuziali. Niente critiche, neanche garbate. Qua faccio quel che mi pare e voglio solo divertirmi: di problemi è già piena la vita reale. Dunque tolleranza zero. Gli analfabeti funzionali, tipo quelli che dopo un post simile mi daranno del "salviniano", in quanto cerebralmente fallaci non hanno diritto d’asilo. E i prosciugatori di uallera, se proprio han bisogno di sproloquiare, possono andare nella pagina di andrearomano. Daje) Dicevamo: il lento suicidio della sinistra. Essa si adopera ogni giorno per accrescere il successo di Salvini senza neanche accorgersene. Per ogni tweet di un campione del renzismo, o magari della sinistra-radicale-che-tutto-sa, la Lega guadagna ulteriore consenso. Invece di attaccarlo per falle evidenti, dalla classe dirigente che rischia di imbarcare ogni residuato forzitaliota a certi ameno conflitti di interesse tipo la nomina di Gualandris voluta da Giorgetti, la menano ogni giorno con la "xenofobia" (ohibò) e il "paese razzista" (eia eia alalà). Il loro stratega dev'essere Gigi Il Merda. L'ultimo capolavoro di tafazzismo-de-sinistra è l'attacco a Salvini perché è andato a San Lorenzo. Internazionale ha parlato di "speculazione" (vamos) e Repubblica di "danza macabra" (urca). E le firme pensose di questa fava non hanno mancato di ricordarci una volta di più che son tempi barbari, che il paese è razzista e che anche il tè al bergamotto delle 17 non è più caldo come una volta. Son problemi grossi. Nello specifico. - Salvini ha fatto benissimo ad andare a San Lorenzo. In primo luogo, mentre il Pd si faceva le seghe votando Renzi e quell'altra, Salvini visitava ogni giorno e per anni il paese reale, rafforzando quel concetto di "appartenenza" che ha portato la Lega al trionfo e il Pd ai Parioli.

Se vuoi far politica devi vivere nel paese reale. Altrimenti puoi sempre berti un ginger ale con la Murgia e Calabresi; poi però non stupirti se alle elezioni voteranno tutti tranne te. - Salvini punta da anni su sicurezza e clandestini. A San Lorenzo, che non è il Bronx ma è Roma centro, una 16enne è stata barbaramente torturata e ammazzata (pare) da quattro clandestini. Ora: se non ci fosse andato, politicamente sarebbe stato oltremodo deficiente. E tutto Salvini è, fuorché deficiente. - La "sinistra" risponde al problema dei clandestini con le consuete articolesse lesse che esortano alla tolleranza e alla fratellanza. Bravi, bene, bis. Siete buoni solo voi, siete bravi solo voi. Ma il problema rimane, e se a fronte di un paese pieno di buchi neri opponete una sorta di "buonismo tout court", continuerete a non capire nulla e a regalare voti alla destra. Complimenti, fenomeni. - Salvini ci farà campagna elettorale sopra? Sì. Salvini dà molta importanza a questi reati mentre non parla con analogo trasporto di reati analoghi compiuti da italiani? Sì. E' anche per questo che mai l'ho votato e mai lo voterò. Ed è anche per questo che, quando ho voglia di sentirmi umano, leggo e ascolto Liliana Segre (Genny Migliore no di sicuro). - Ci sono reati che fanno vacillare la mia repulsione per la pena di morte. I reati abietti sulle donne sono uno di questi. E non me ne frega nulla che i colpevoli siano clandestini. Quanto accaduto a Desirée mi ha suscitato lo stesso sgomento che mi suscita ripensare al massacro del Circeo del '75, compiuto da tre italianissime nonché arianissime merde fasciste che purtroppo non sono morte subito tra mille stenti, ma in taluni casi sono ancora vive e hanno pure reiterato reati analoghi. Diciamo che, se penso alle carogne che hanno torturato e ammazzato Desirè, penso che il giorno in cui moriranno sarà sempre troppo tardi.

Sono per questo qualunquista e giustizialista? Sai cosa me ne frega. Chi commette reati simili, per me non merita niente. Se non punizioni esemplari. Chiudeteli in una cella e buttate via la chiave. - Capisco che Salvini sia ritenuto dai detrattori-de-sinistra un mix tra Goebbels, Mengele e Jabba The Hutt. Ognuno fa quel che vuole, e mi fa ridere che a ragionare così sia spesso la stessa gente che ha votato (e magari rivoterebbe) renzi, 8 miliardi di volte peggiore di Salvini. Io però continuo a pensare che, forse, Salvini oltre a essere un populista e sovranista è pure un essere umano. E magari, come me e come voi, di fronte a quella morte si è commosso. E c'è andato pure per quello. Se poi vogliamo pensare che l'empatia e la commozione appartengano solo a Mimmo Lucano e Bob Saviano, possiamo farlo. Ci farà sentire migliori. Ma servirà solo a continuare a vivere nelle nostre (vostre) torri d'avorio. E a regalare il paese una volta per tutte alle destre. - Così, a margine: Salvini è Ministro dell'Interno e anche per questo DOVEVA andare a San Lorenzo. Da cittadino avrei trovato schifoso se non ci fosse andato. Il problema non è che ci sia andato: il problema sarà se, dopo quella visita, non farà nulla. L'Italia è piena di "luoghi sospesi" dove lo Stato non c'è. A Roma, a Milano, a Torino, a Mestre, a Napoli. Persino nella mia Arezzo, con un quartiere (Saione) dove è diventato normale avere paura a ogni ora del giorno. Ecco: è qui che Salvini deve dimostrarmi di non essere solo chiacchiere e distintivo. Straparlare di "ruspe" non serve a una mazza: io voglio risultati, voglio sicurezza, voglio uno Stato che mi protegga. Chiedo troppo? (Sì).
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A grandi linee sono d'accordo con Scanzi. Però, Lucano e Saviano non sono empatici e commuoventi. No, non lo sono affatto.

domenica 30 settembre 2018

Gli antiitaliani

E direttamente dal facebook di Maurizio Martina,  (e vi invito ad andare sul suo facebook per leggere i commenti) copio e incollo il suo grido di dolore contro la manovra dell'attuale governo. Io, dal canto mio, gli ho ricordato chi sono gli antiitaliani. Sono quelli che hanno governato 7 anni senza essere stati eletti, sono quelli che hanno derubato i risparmiatori per salvare le loro banche, quelli che hanno tolto tutti i diritti ai lavoratori con il jobs act, quelli che hanno devastato le pensioni con la fornero, quelli che hanno distrutto il welfare, quelli che hanno condonato le società di slot machine... quelli che ci hanno fatto invadere dai clandestini facendo ingrassare le loro coop e le ong... perchè ce lo chiedevano l'europa e i mercati.

"Quello del governo di Lega-Cinque Stelle non è cambiamento. E’ ingiustizia. Che si abbatterà prima di tutto sui giovani. Perché un paese più indebitato è un paese più povero che decide di scaricare tutto sulle generazioni future. Hanno deciso di spendere miliardi di euro a pioggia. Non esistono impegni concreti sul lavoro, sulla scuola, sulla sanità, sulla riqualificazione del territorio. Niente investimenti, solo spesa corrente. Una manovra pericolosa e ingiusta contro il futuro del Paese. Una manovra iniqua per condonare gli evasori, fare assistenzialismo vecchia maniera, togliere risorse ai quartieri popolari, tagliare le tasse ai ricchi (pochi) e non dare NULLA agli altri (tanti). Una manovra solo per ingrassare la loro propaganda di giornata. Quella che si ferma al minuto dopo e non pensa al domani. Tanto paga ancora pantalone, tanto pagano ancora gli italiani. Sono ladri di futuro. E anche per questo Domenica saremo tanti in piazza a Roma per l’Italia."

domenica 23 settembre 2018

Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera

Non sono una persona empatica. Non soffro delle sofferenze altrui e non soffro nemmeno delle mie sofferenze. Alcuni, mi direbbero che sono arida di sentimenti. Può essere. Quando e se piango, lo faccio solo per rabbia e niente altro. Oggi è stato diverso. Siamo andati a Visso e a Castel Sant'Angelo sul Nera, si, sui luoghi del terremoto a quasi 2 anni di distanza. Ogni foto e ogni immagine passata sugli schermi televisivi, posso assicurare, non rendono affatto l'idea di cosa sia. Ho pianto a vedere quelle case sventrate, spaccate, crepate, cadute. Ho pianto del silenzio attorno alle zone rosse, ho pianto di due paesi desertificati nei cuori centrali. Ci sono case chiuse e lasciate morire. Risate, saluti, chiacchiere e scalpiccii di scarpe che tacciono. Centri transennati, macerie tutto attorno ma, le persone non vogliono mollare. Abbiamo oltrepassato decine di sae sparse dovunque e, laddove c'è ancora silenzio, intorno la vita cerca di andare avanti. C'erano molti turisti a pranzare e a comprare prodotti locali e queste, per loro sono piccole boccate d'ossigeno. Non ho scattato foto delle sae perchè rispetto chi ha perso tutto e ha dovuto accettare ciò che gli è stato offerto. Ho fatto alcune foto a ciò che resta di Visso e di Castel Sant'Angelo, poche perchè ha prevalso in me la tristezza. E non rendono così tanto, bisogna vederlo cosa è.

Castel Sant'Angelo sul Nera


Visso

sabato 22 settembre 2018

L'idiota Ceriscioli e le piste ciclabili...

Che dire, Ceriscioli, insulso e dannoso presidente della regione marche, ce l'ha fatta a realizzare il suo ambizioso progetto di nuove (e immagino utilissime, insieme alle decine di scuole inaugurate nei territori terremotati) ciclabili in tutto il territorio mentre, a chi ha perso tutto, si chiedono immani sforzi come il pagamento dei mutui su case crollate, pagamento dei ticket sanitari e molto molto altro... Lui è soddisfatto, la ricostruzione non c'è, la desertificazione delle zone avanza inesorabilmente. Io ho la speranza che alle prossime elezioni, i marchigiani lo buttino fuori a calci nel sedere.


ANCONA – Uno sviluppo “a pettine” che collega le aree interne con la fascia costiera. È lo schema della Rete ciclabile regionale per lo sviluppo della mobilità ciclistica marchigiana. È stato illustrato dal presidente Luca Ceriscioli e dalla vicepresidente Anna Casini, in occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile. Prevede un investimento di 46,3 milioni di euro che consentirà la realizzazione di ulteriori 247 km di ciclabile, per un totale di 432 km di percorsi disponibili: più del doppio di quelli già esistenti (162 km). “Si tratta di un bel salto di qualità. Fa delle Marche una regione importante che sa coniugare un paesaggio straordinario a una mobilità dolce che si lega perfettamente alla bellezza del territorio”, ha commentato il presidente Ceriscioli. “Nelle Marche si parte con un piano veramente ambizioso e, inoltre, siamo capofila nella realizzazione della Ciclovia adriatica: nella pianificazione nazionale, rappresenta una infrastruttura con pari dignità rispetto a quelle viarie tradizionali. Unisce Trieste a Santa Maria di Leuca, in Puglia, con uno sviluppo di 1.300 Km e il coinvolgimento di sette regioni adriatiche. Per i collegamenti a pettine verso l’interno, la Regione sarà a fianco dei Comuni sia nella progettazione che nella realizzazione. Inoltre i Rup (Responsabili unici del procedimento) saranno dipendenti regionali”, ha ribadito la vicepresidente Casini. Quello avviato dalle Marche, ha proseguito Ceriscioli, “è un progetto complessivo, di rete, molto ampio, che segna un cambiamento profondo di strategia e di sviluppo: non si tratta più di realizzare un tratto che collega due punti mappali, ma una vera e propria rete che va a unire gran parte del territorio. Raddoppiamo i tracciati esistenti con un progetto ulteriormente implementabile fino alla completa realizzazione dei percorsi. Costruiamo un’opportunità importante per il turismo, collegando le bellezze delle aree interne all’attrattività della costa. Sono piste che ci parlano d’ambiente, senza impattare sulla sostenibilità. Distanze, all’interno delle Marche, da percorrere con la velocità della bici, ideale per gustare le bellezze del territorio”. Il progetto di ciclovia delle Marche, ha evidenziato Anna Casini, “si sposa bene con l’obiettivo regionale di puntare sulla qualità, sia se si parla di agricoltura o paesaggio, che dei centri storici e di mobilità. Il sistema Marche si sta delineando secondo le direttrici che l’amministrazione regionale ha progettato nel suo programma di governo”. Il sistema delle ciclovie marchigiane prevede la realizzazione di una rete di infrastrutture ciclabili, interconnesse tra loro e con il sistema di trasporto pubblico locale, ferroviario e automobilistico. Una rete integrata con parcheggi dedicati, nodi di scambio intermodali, velostazioni, bike officine, punti di informazione cicloturistica e ristoro. L’obiettivo è contribuire a ridurre l’inquinamento, a rilanciare le città, a promuovere una migliore fruizione del territorio dal punto di vista ambientale, paesaggistico e culturale. Le principali direttrici di sviluppo coinvolgono la litoranea (individuata come Ciclovia adriatica, nell’ambito del progetto nazionale delle ciclovie turistiche) e le dodici vallate regionali attraversate dai fiumi: Foglia, Matauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Tenna, Ete Vivo, Aso, Tronto. La Regione dispone già di 46,3 milioni (oltre 17 milioni europei del Por Fesr e più di 29 nazionali del Fondo di sviluppo e coesione) che assicureranno la realizzazione di 247 km di ciclabili. Al tratto marchigiano della “Adriatica” sono destinati altri 4,4 milioni di fondi ministeriali. Si sommano ai 6 milioni Por Fesr stanziati dalla Regione con un recente bando che consente di realizzare 58 km di tracciato, coinvolgendo 21 comuni raggruppati in sei progetti.

mercoledì 19 settembre 2018

Se fossi italiano...

E' alquanto singolare che tutti si sentano in diritto di criticare alcuni membri dell'attuale governo, (che si, se fossero comuni mortali, avrebbero tutto il diritto di farlo),dimenticandosi però che questi, siano stati eletti democraticamente. E' la volta di tale Thuram, un "francese" che ha speso parte della sua vita a correre dietro ad un pallone diventando milionario. Dall'alto della sua superiorità morale, ci dice che se fosse italiano si vergognerebbe di essere rappresentato da Salvini. Non è italiano e noi ce ne facciamo una ragione, inoltre, tralascia il fatto che tanti italiani lo abbiano votato senza essere costretti a farlo. Pensi alla sua terra d'adozione che con gli immigrati irregolari fa peggio di Salvini. Ed è anche più singolare che ad intervistarlo sia una sempre peggiore famiglia cristiana. La redazione s'è dimenticata dei maltrattamenti del signore verso sua moglie... si, la moglie poi ritirò la denuncia. Quindi, pensi al suo micron piuttosto che a Salvini.

Lui dice: "se fossi italiano". Io dico: "se fossi foco, arderei il mondo".

martedì 18 settembre 2018

L'hotel house

Il ministro Salvini, domenica scorsa, è tornato per la terza volta a visitare l'hotel house (ne ho parlato qui di cosa fosse ora) ed è salito fin sul tetto. L'hotel house ha tantissime problematiche e il ministro, senza tanti giri di parole, ha detto che va abbattuto. E non è l'unico. Ce ne sarebbero altri due a Porto Recanati e un ghetto a Lido tre archi in provincia di Fermo. In questi posti, non ci sono mai entrati nemmeno i governatori di regione o i sindaci che si sono succeduti negli anni. Matteo Salvini c'è stato. Renzi faceva le leopolde e Salvini mette a rischio la sua incolumità. All'hotel house la situazione pare davvero irrisolvibile perché ci sono oltre due milioni di Euro di debito ascritto alla personalità giuridica del condominio, un debito che è impensabile poter esigere. Per questo motivo, anche nell'ipotesi che i condomini improvvisamente ricominciassero a pagare le proprie quote condominiali, queste verrebbero immediatamente sequestrate dai creditori e non potrebbero riportare in alcun modo la situazione alla normalità. Oltre al fatto che ci sono criminali e spacciatori extracomunitari. E pensare che un tempo, qualcuno si vantava della fantastica convivenza di più di un centinaio di etnie... Inoltre, altra notizia da Macerata, è stato fermato uno dei tizi colpito da Luca Traini, naturalmente, stava spacciando droga e per di più, davanti ad una scuola. Al controllo, pare abbia aggredito le forze dell'ordine. Ma è solo una percezione di pericolo...

giovedì 13 settembre 2018

La Ue e internet

Del Primo Ministro Ungherese Viktor Orban ne sta parlando Nessie. Io, voglio parlare della tristissima pagina (sono tante, a dire il vero, le pagine tristissime aperte dalla UE) che si è aperta ieri in parlamento UE a favore della censura del web, mascherata da "salvaguardia del copyright". Prendo un post di Luca Donadel che spiega esattamente ciò che sta accadendo in questo momento, appellandosi anche a Luigi Di Maio.Tra l'altro, proprio Luigi Di Maio ha rilasciato alcune dichiarazioni veritiere e Tajani, ha definito quelle dichiarazioni come infamità.

Ebbene, oggi abbiamo avuto prova di come funziona la democrazia nella UE. Dopo le numerose rimostranze popolari di luglio, in cui Wikipedia era arrivata ad auto-censurarsi per protesta, è bastato rimandare il voto di qualche mese, attendere che le acque si calmassero leggermente, e approvare il tutto con calma.

C'è davvero bisogno di una riforma del copyright ma serve qualcosa che vada nella direzione di una maggiore libertà, non verso maggiori restrizioni (come cerca di fare, ancora una volta, questa proposta). Questa legge è scritta in modo pericolosamente vago, non c'è nulla di chiaro e definito ma solo un “consoni ed equi” (per esempio sull'articolo 11, la “link-tax”) che sostanzialmente non vuol dire nulla. L’articolo 13 pone le basi per un sistema automatico, potenzialmente liberticida, di filtraggio dei contenuti in fase di upload sulle grandi piattaforme. Non essendo chiaramente definito il concetto di “FAIR USE”, molti dei miei video passati in cui mostro immagini o video per commentarli probabilmente sarebbero stati censurati in modo preventivo e non sarebbero mai arrivati a voi.

In molti mi hanno chiesto perché non mi sono espresso prima sulla questione. Risposta: perché non mi piace sprecare il fiato per nulla. Sono state scritte decine di migliaia di email, intasate le linee telefoniche degli eurodeputati, fatte numerose proteste, e a cosa è servito? A nulla. Alla fine hanno vinto le lobby, per gli eurodeputati la loro voce vale più di quella di noi cittadini, è una partita persa in partenza.

Non mi aspettavo un esito diverso da parte di un’entità sovranazionale e fondamentalmente antidemocratica come la UE e non c’è realisticamente nulla che i cittadini possano fare per ribellarsi a questo, se non protestare contro la UE stessa. Spero che voi tutti ricorderete quanto accaduto oggi quando sarete chiamati al voto alle prossime elezioni europee nel 2019: è finito il tempo delle supercazzole in stile “cambiare l'Europa da dentro”, è evidente che ci siano gravi falle sistemiche in questa macchina sovranazionale difficilmente risolvibili, indipendentemente dai partiti che vinceranno. Inoltre non mi sorprende che partiti come il PD abbiano votato a favore di questa riforma (con rarissime eccezioni come Benifei e Viotti) mentre mi complimento con il Movimento 5 Stelle e la Lega che hanno sempre votato contro.

COSA SUCCEDE ADESSO

 
La direttiva del copyright sarà ora analizzata nei negoziati tra istituzioni europee e stati membri. C’è ancora una possibilità che non sia adottata, nel caso in cui uno o più stati si mettano di traverso. I negoziati potrebbero durare più di un anno.
Mi appello a politici come Luigi Di Maio che gli scorsi mesi avevano dichiarato che anche se questa riforma fosse passata l’Italia non l’avrebbe recepita.
Nel nome della libertà di espressione e della nostra sovranità nazionale, spero che il governo mantenga fede a questa promessa. #SaveTheInternet

-Luca Donadel

venerdì 24 agosto 2018

Lo stato contro Salvini


Per la prima volta nella storia, quantomeno dall’Unità d’Italia in poi, abbiamo un governo privo non solo del sostegno di giornaloni e Tv, ma addirittura con gli apparati e gli ingranaggi dello Stato intrisi di uomini che remano contro. È il caso, ma non è il solo, della nave Diciotti della Guardia costiera. Già, la Diciotti, sempre lei. Sarà un caso? Crediamo proprio di no. Sono cinque giorni ormai che girovaga al largo delle coste di Lampedusa con ben 177 migranti a bordo (tutti uomini e solo 11 donne). La nave chiede di poter sbarcare in Italia, ma il governo le ha risposto di no, chiedendo – sia per bocca del ministro dell’Interno che per quella del ministro degli Esteri – l’intervento dell’Unione europea per una redistribuzione pro-quota delle persone a bordo, esattamente come accaduto in un caso analogo qualche settimana fa.

CATENA DI COMANDO

Se l’Ue non interviene, Matteo Salvini ha già detto che il governo manderà la nave in Libia, con i migranti a bordo. Intanto Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia costiera, prova a difendere l’operato della Diciotti sulla base del «diritto del mare», cioè quell’insieme di regole che impongono a ogni imbarcazione di salvare la gente in mare. Vero, ma qui non si tratta più di salvare naufraghi, siamo di fronte ad un business miliardario sulla pelle della povera gente, una vera e propria tratta di esseri umani che arricchisce falsi filantropi alla Soros e parecchie cooperative e organizzazioni di casa nostra. Quindi la Diciotti dovrebbe fare meno di testa sua e osservare di più le direttive impartite dal governo. La nave Diciotti è un’imbarcazione della Guardia costiera, quindi della Marina militare italiana. E i militari devono obbedire agli ordini del ministero, cioè del governo. Diversamente, si verificherebbe un’insubordinazione militare e gerarchica, punita secondo le leggi militari in tempo di pace (giurisdizione speciale). Chiarito questo presupposto, i 177 migranti si trovano a bordo di una nave della Guardia costiera e sono giuridicamente già in territorio italiano. Se nei prossimi giorni l’Ue non dovesse intervenire, il governo italiano dovrà comunque agire. Ed è quello che nel frattempo ha deciso di fare, visto che la nave attraccherà a Catania. Ma sia l’ultima volta! Il governo dovrebbe riunire con urgenza il Consiglio dei ministri e varare un decreto legge, quindi con effetti immediati, che preveda il divieto per qualsiasi imbarcazione con a bordo migranti di sbarcare sulle coste italiane senza l’autorizzazione del governo. In caso contrario, se si tratterà di navi della Marina (e della Guardia costiera) si dovrà procedere nei confronti dei responsabili per insubordinazione con relativo giudizio davanti agli organi della giustizia militare. Se, invece, si tratterà di Ong o di navi mercantili, si dovrà procedere col sequestro preventivo dell’imbarcazione con un inasprimento delle misure accessorie, prevedendo la confisca. Passerà a tutti la voglia di fare i fenomeni e i buonisti col culo degli italiani. Nessun militare rischierà il licenziamento e processo, così come nessun armatore correrà il rischio di vedersi prima sequestrate e poi confiscate le proprie navi con grosse perdite economiche. In questo modo verrebbe risolto una volta per tutte il problema degli sbarchi. Rimarrebbe comunque un problema serio: nello Stato ci sono uomini che remano contro lo Stato stesso.

GLI INFILTRATI

Negli ultimi 24 anni hanno governato il Paese centrodestra e centrosinistra. Se Berlusconi sul punto era thatcheriano (un nuovo assunto nella pubblica amministrazione ogni cinque che vanno in pensione), i post-comunisti hanno seguito scrupolosamente gli insegnamenti sovietici: occupare lo Stato attraverso i suoi uffici. E così è successo. Il Pd ha nella macchina amministrativa statale parecchi dei suoi uomini ai posti di comando e molti sono persino finiti nel sottogoverno, nel Csm, etc. Tutto questo è stato sinora sottovalutato dal nuovo governo.

mercoledì 22 agosto 2018

La teoria del criminale Attali


La teoria di Jacques Attalli è chiara. C'è un legame tra il crollo del ponte di Genova e l'arrivo al potere di Salvini. Chiaro, no? Il leghista arriva al potere e il viadotto Morandi crolla. La causa non può che essere questa. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio il ragionamento che l’economista, saggista e banchiere francese ha scritto sul suo blog su L’Expresse, la stessa rivista che ha dedicato una copertina al ministro dell’Interno italiano definendolo “xenofobo”, “populista” e che “fa tremare l’Europa”. Secondo Attalli ci sono dieci motivi che spiegano il crollo del ponte. Il primo è tecnico: “Questo ponte avrebbe dovuto essere riparato da tempo – scrive - e chiunque sia colpevole di negligenza dovrebbe essere severamente punito”. Fin qui, nulla da eccepire. Ma colpevoli per Attalli sono anche “i residenti” che vivono vicino al ponte che “affermano di aver avvertito dei rischi", ma che hanno peccato di "non aver insistito e di non aver creato le condizioni per una soluzione tecnica, sociale, economica o politica". I morti, per l’economista, sono tutte vittime “di una sindrome ben nota: maggiore importanza viene data alle auto che viaggiano su un ponte rispetto alla solidità di quel ponte”.

L’Italia avrebbe dovuto tenere il viadotto Morandi con più considerazione, vista l’importanza strategica che ha per la regione. Non è invece colpa dell’Europa. Ma dell’uso “improprio del debito pubblico, che avrebbe dovuto essere utilizzato per finanziare le infrastrutture, non per migliorare il benessere delle generazioni presenti usando il credito”. "Se misuriamo in che modo una comunità protegge i suoi beni – continia Attalli - per il bene delle generazioni future (cioè come è "positivo"), questi problemi vengono alla luce. Quindi, dal momento che Positive Planet1 ha iniziato a misurare la "positività" dei paesi OCSE, l'Italia è sempre stata classificata al livello più basso nella classifica2, perché, tra le altre cose, le sue infrastrutture sono disordinate”. Ed ecco che arriva la correlazione tra caduta del ponte e Salvini. Gli Italiani per l’economista hanno forte preoccupazione del futuro e la classifica prima descritta ne è un indicatore. E questo produce il “ declino dei tassi di natalità” e l'”aumento del populismo”. ”In effetti – scrive Attalli - c'è un legame tra l'arrivo al potere di Salvini e il crollo del ponte di Genova: entrambi riflettono la stessa paura del futuro e una mancanza di fiducia in se stessi”.

mercoledì 1 agosto 2018

Il patto del nazareno due


Per anni, milioni di italiani mooolto ingenui hanno creduto nella vocazione anti-sinistre e libertaria di Silvio Berlusconi. Stamane il ciclo si è compiuto. E' una decisione molto giusta - quella del vecchio leader di Forza Italia - di "impallinare" la candidatura di Marcello Foa. Ora la strada per l'asse PD-FI, manutengoli dell'Eurolager e delle sue scelte di decrescita altamente infelice per l'Italia, è aperta. L'offensiva settembrina può partire. Al popolo la non ardua sentenza...

venerdì 27 luglio 2018

Finalmente!

Dal facebook di Marcello Foa

Sono orgoglioso ed emozionato per la nomina a presidente della Rai, che è giunta inaspettata nell’arco di pochissime ore.
Ringrazio di cuore il primo ministro Giuseppe Conte, i vice premier Matteo Salvini e Luigi di Maio, il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’economia Giovanni Tria per la fiducia accordatami.
Mi impegno sin d’ora per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani.
Sin dai tempi del mio maestro Indro Montanelli, mi sono impegnato per un giornalismo intellettualmente onesto e indipendente e da oggi rinnovo questo impegno morale nei confronti dei giornalisti e di tutti i collaboratori della Rai.

Grazie di cuore al Gruppo Corriere del Ticino per questi splendidi anni trascorsi assieme. E’ stato un onore, lascio con commozione una squadra meravigliosa.

venerdì 13 luglio 2018

L'abominevole alcolizzato della Ue

I debunkers dicono che questo tizio non era sbronzo. Aveva solo problemi di sciatica. Ma quello che più mi fa rabbrividire è che tutti vedono il suo stato pietoso ma fanno finta che sia tutto normale.

venerdì 6 luglio 2018

Tutti contro Salvini

Sherif El Sebaie scrive sul suo facebook: "Salvini ha spostato 42 milioni da "accoglienza" a rimpatri. I giornali ostili si stanno stracciando le vesti: "stretta brutale di Salvini". Di quale accoglienza parlano costoro, se proprio l'altro giorno il "richiedente asilo" che ha salvato una cassiera da un rapinatore a Torino era uno che stazionava li davanti chiedendo l'elemosina? Salvini dovrebbe tagliare almeno 100 milioni al business della finta accoglienza che ingrassa le cooperative dei mafiosi. E con quei soldi finanziare voli charter di sola andata. Si badi bene infatti: i giornali strepitano parlando di "stretta brutale" ma in realtà i 42 milioni vanno a "rimpatri volontari". Cioè rimpatri che prevedono "anche un sussidio di reintegrazione". Poi ti dicono che Salvini è fascista. Se lui è fascista, allora io sono Mussolini reincarnato".

Invece, i geni della rivista Rolling Stone italia, fanno questa copertina fantasmagorica contro. Dentro la rivista c'è la lista dei nomi contro Salvini e, tra questi, c'è anche il nome di Enrico Mentana che dal suo facebook smentisce. Invece, la Lucarelli (che non mi piace) ci racconta come è la rivista vissuta da dentro...


 Manco se Salvini fosse Arzog l'orco pallido di Gundabad...

mercoledì 27 giugno 2018

Due o tre cose...

La francia non vuole clandestini, Malta non vuole clandestini, l'olanda e la germania non vogliono clandestini ma gli xenofobi razzisti siamo noi italiani che non ne possiamo più di vedere gente che delinque, spaccia, stupra e occupa intere città portandole al degrado.

Ipocrisia e massoneria...



Due cose sull'incontro massonico Bergoglio-Macron qui e qui. Poi, Alessia Morani esulta per la "vittoria" di Ancona (già rossa da tempo immemore così come i coglioni anconetani che hanno rivotato PD)


e poco dopo esulta anche per la "vittoria" di Porto Sant'Elpidio, anch'essa rossa da un bel pò di tempo. Farsi una domanda perchè è stata una debacle in toscana e in emilia, quando mai!

lunedì 25 giugno 2018

24 giugno 2018

E niente, ennesima sconfitta della sinistra alle elezioni di ieri. Il pd perde, in ordine sparso: Siena, Massa, Pisa, Terni e Imola. Ancona resta coglionamente rossa... ma fa niente. Va già bene così. 

martedì 19 giugno 2018

Sul censimento

Che poi, si schieri contro il censimento dei rom pure la comunità ebraica italiana paventando le leggi razziali, è da ridere proprio. Primo, perché la comunità ebraica non accetta alcun estraneo, secondo, perché non si è mai schierata a favore degli italiani indigenti. Terzo, perché un censimento per chi calpesta il suolo italiano, è giusto e doveroso. Tuttavia, meglio l’illegalità dei rom e clandestini che il rispetto delle leggi italiane?

Ah, riguardo i censimenti non fascisti, fatti di nascosto e dimenticati da tutti: QUI e anche QUI. La comunità ebraica non ha fatto un fiato come daltronde tutti gli antifascisti, gli intellettuali e i radical chic italici.

martedì 5 giugno 2018

Non lo capiscono...

Non ci riescono proprio a fare un minimo di autocritica. Non riescono a chiedersi perchè il PD sta perdendo voti ad ogni tornata elettorale. Ognuno è libero di pensarla a modo proprio, ma insultare milioni di elettori credendoli addirittura da rieducare, bhe, mi pare un pò troppo. Sono solo milioni di persone che si stanno illudendo (o forse no) di poter cambiare qualche cosa. Mentre loro insultano una parte importante dell'italia senza rendersi conto di cosa hanno fatto, continuano a perdere voti. Un altro che più di tanto non capisce, è Ceriscioli, presidente della regione marche che, di fatto, ha ignorato i terremotati limitandosi a tagliare nastri in giro per il cratere e basta... Continuate, continuate a non recepire i messaggi...

lunedì 28 maggio 2018

Sul senso della vergogna

"Dopo aver sperimentato nei primi due mesi tutte le possibili soluzioni, si è manifestata una maggioranza parlamentare tra Lega e Cinque Stelle, che pur contrapposti alle elezioni hanno raggiunto una intesa dopo un ampio confronto programmatico. Ne ho agevolato in ogni modo il tentativo di dar vita a un governo, ho atteso tempi da loro richiesti e per farli approvare dalle rispettive basi di militanti, pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche. Ho accolto la proposta per l'incarico del presidente del Consiglio pur superando la perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento ed ho accompagnato con piena attenzione il lavoro per formare il governo.  Nessuno può affermare che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene chiamato del cambiamento. Al contrario ho accompagnato questo tentativo come del resto mio dovere in presenza di una maggioranza parlamentare nel rispetto delle regole della Costituzione.Avevo fatto presente ai rappresentati dei due partiti e al presidente incaricato, senza riceverne obiezioni, che su alcuni ministeri avrei esercitato una attenzione particolarmente alta sulle scelte da compiere. Questo pomeriggio il professor Conte, che apprezzo e ringrazio, mi ha presentato le sue proposte per i decreti di nomina che come dispone la Costituzione io devo firmare assumendone la responsabilità istituzionale. In questo caso il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzia che non ha mai subito né può subire limitazioni. Ho accettato tutte le proposte di ministri tranne quella del Ministro per l'Economia. La designazione del ministro dell' Economia costituisce sempre un messaggio immediato di fiducia o di allarme per gli operatori finanziari. Ho chiesto per quel ministero l'indicazione di un autorevole esponente di quella maggioranza, coerente con l'accordo di programma, un esponente che al di là della stima e della considerazione della persona non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe portare probabilmente o inevitabilmente alla fuoriuscita dell'Italia dall'Euro, cosa ben diversa da una atteggiamento vigoroso nell'Ue per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano. A fronte di questa mia sollecitazione ho registrato con rammarico una indisponibilità a ogni altra soluzione e il presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato. L'incertezza della posizione italiana nell'Euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri che hanno investito nei nostri Titoli di Stato e nelle nostre aziende. L'impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite della Borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito, e configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri cittadini e della famiglie italiane. Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi dei mutui e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando prima dell'Unione monetaria europea, i tassi sui mutui sfioravano il 20%. E' mio dovere nello svolgere il compito di nomina dei ministri che mi affida la Costituzione, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. In questo modo si riafferma concretamente la sovranità italiana, mentre vanno respinti al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull'Italia apparsi sulla stampa di un Paese europeo. L'Italia è un Paese fondatore dell'Ue e ne è protagonista. Non faccio le affermazione di stasera a cuor leggero, anche perché ho fatto ogni sforzo possibile per far nascere un governo politico. Nel fare questa affermazioni antepongo a tutto la difesa della Costituzione e dell'interesse della Comunità nazionale. Quella dell'adesione all'Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani. Se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento anche perché è un tema che non è stato in primo piano nella recente campagna elettorale. Sono stato informato della richiesta di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate. Si tratta di una decisione che mi riservo di prendere doverosamente sulla base di quello che avverrà in Parlamento. Nelle prossime ore assumerò una iniziativa".

Il presidente della repubblica italiana

sabato 26 maggio 2018

Dal facebook di Fonzarelli...

Come ho avuto modo di dire, non mi piace un governo M5s-Lega ma visto e considerato che tutto il mondo pare contro Salvini e Di Maio, mi auguro che questo governo prenda forma (con Savona ministro dell'economia), cominci a governare e resti al suo posto almeno per 5 anni. Il post sottostante, è del signor fonzarelli in persona, evito di scrivere qualsiasi cosa su di lui perchè gli improperi non mi basterebbero. Il prossimo fine settimana, ci saranno le elezioni in circa 750 comuni, mi auguro che da quei comuni, il Pd sparisse definitivamente dalle liste.

Lo spread sale ai massimi dal 2013. Non pensate che sia una notizia tecnica perché purtroppo riguarda la nostra vita. Dai prossimi giorni - infatti - i mutui per le famiglie costeranno di più, l'accesso al credito per le piccole imprese sarà più difficile e pagheremo di più gli interessi sul debito pubblico. Chi è il colpevole? Non c'è nessun complotto, non guardate Bruxelles, non è colpa dei mercati finanziari. Il responsabile ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio. Se sale lo spread è grazie al teatrino incredibile di questi giorni. Da 84 giorni questi signori stanno prendendo in giro tutti gli italiani, anche quelli che li hanno votati. L'aumento dello spread dipende da ciò che hanno detto e scritto nelle varie bozze del contratto di governo: tagliare 250 miliardi di debito, minibot e altre amenità. Quando proveranno a fare ciò che hanno promesso (Fornero, Flat Tax, reddito di cittadinanza) e scopriranno che non ci sono soldi, allora sì che ne vedremo delle...brutte. Spero che sia chiaro a tutti perché ho insistito tanto perché il PD non facesse l'accordo con nessuno di questi signori. Con noi lo spread è sceso, il PIL è ripartito, i posti di lavoro sono aumentati. Ora che tocca a loro, l'inizio è balbettante. E il conto lo pagheranno gli italiani. Caro Salvini, caro Di Maio: se volete sapere di chi è la colpa dello spread che sale non fate dirette Facebook urlando contro l'Europa: fatevi un selfie. Se aumenta il costo dei mutui, la responsabilità è solo vostra.

giovedì 24 maggio 2018

M5s, Lega e Pd

Non mi piace del tutto la realtà dei 5stelle al governo con la Lega. Non mi piace "la politica" dei 5stelle per motivi che non sto a spiegare. Ma, preferisco di gran lunga il fatto che il Pd sia in declino e, prima ancora che non ci sia un altro governo Pd o un nuovo governo tecnico. A leggere i post su fb degli esponenti Pd, viene fuori tutta la loro rabbia per non essere stati votati. Il post sottostante, è di tal Matteo Orfini che, orfano, porello, delle partite alla playstation con Fonzarelli, sbotta ed inizia a delirare. Cazzo, ridategli la play col nuovo cd di gods of war.  

"Alcune cose sono oggi più chiare. Sta per nascere un governo di estrema destra, composto da forze politiche di estrema destra, con un programma di estrema destra. Con una cultura politica di estrema destra, come dimostrano le fascisteggianti minacce al Quirinale di Alessandro Di Battista. Un governo di estrema destra che nasce grazie ai voti di Berlusconi, perché i parlamentari della Lega che voteranno la fiducia sono stati eletti nei collegi uninominali anche con i voti di Forza Italia. E grazie al via libera di Berlusconi, senza il quale Salvini non si sarebbe seduto al tavolo con Di Maio. Nasce un governo che ha una idea della democrazia diversa da quella che sta scritta nella nostra Costituzione. A proposito, quelli che hanno spiegato per mesi che superare il bicameralismo paritario fosse eversivo cosa pensano oggi del tentativo di introdurre il vincolo di mandato e superare i principi della democrazia rappresentativa? Nasce un governo che taglierà servizi e stato sociale per finanziare misure come la flat tax, che arricchiranno chi ricco già è. Oggi forse apparirà chiaro a tutti quanto sia stato saggio rimanere lontani da ogni ipotesi di accordo con questa roba. L'idea che per evitare la saldatura tra due destre dovessimo mettere i nostri voti a loro disposizione avrebbe prodotto un unico risultato: la scomparsa dell'unica forza che può opporsi a tutto questo. La fine di ogni prospettiva di ricostruzione di un'alternativa. Fare opposizione, in parlamento e nel paese. È questo il nostro ruolo. E questo faremo".

sabato 12 maggio 2018

Niente da aggiungere...


domenica 6 maggio 2018

In ricordo di Pamela

Ricordando che noi comuni mortali, Pamela la ricordiamo e la ricorderemo sempre mentre, le femministe e le istituzioni (che condannano l'uomo bianco e mai l'uomo nero) tacciono su certi efferati delitti o, nel caso del sindaco di Macerata, Carancini (che ha dato il via all'immigrazione selvaggia gestita da onlus alquanto oscure)  ha prima minimizzato e poi s'è presentato al funerale per dovere istituzionale... hanno già dimenticato. Noi no, noi che siamo persone normali, ricorderemo Pamela e siamo vicini alla sua famiglia così come lo è stato Luca Traini che dal carcere ha inviato una corona di fiori. 

Gramellini bacchetta la sinistra in tv: persino Traini ha mandato fiori per Pamela, e voi?

Alessandra Verni e con lei il fratello Marco Valerio, che è anche il legale della famiglia di Pamela Mastropietro, hanno accettato i fiori bianchi di Luca Traini, il pistolero di Macerata che proprio per vendicare la ragazza sparò ai neri in centro seminando panico e terrore in città. Traini non ha dimenticato Pamela e nel giorno dei funerali, dopo oltre 90 giorni dall’atroce delitto, ha fatto arrivare il suo omaggio a Pamela. Imbarazzo? Per niente. La famiglia non ha voglia di polemiche. La mamma Alessandra finalmente avrà un luogo dove recitare una preghiera per la sua povera figlia massacrata, un omicidio dove le negligenze delle istituzioni (l’assassino Oseghale si trovava illegalmente su territorio italiano) sono apparse evidenti. Per questo, ha spiegato ancora lo zio, accettiamo i fiori e le strette di mano di tutti. Anche quelle dei rappresentanti della comunità nigeriana a Roma, presenti ai funerali.  I fiori di Traini? «Ci hanno fatto piacere — dicono i parenti —, è stato un omaggio apprezzato, di vicinanza. Anche perché se avessimo rifiutato la sua corona, allora non avremmo dovuto nemmeno stringere la mano a tutti quei politici che non hanno fatto nulla per evitare la morte di Pamela». I politici presenti ai funerali non erano numerosi: c’erano  Virginia Raggi, e poi Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, Maurizio Gasparri e ancora il neodeputato leghista Tullio Patassini (eletto a Macerata). La sinistra ha lasciato sedie vuote a quei funerali che per quella parte politica rappresentano un evento imbarazzante, da rimuovere. Un evento cui forse nessuno di quella parte si è presentato per evitare fischi e contestazioni. Lo ha rimarcato su Raitre ieri sera, nella rubrica “Le parole della settimana”,  Massimo Gramellini, giornalista non certo ascrivibile alla destra, osservando a proposito dell’omaggio floreale arrivato da Luca Traini, che ancora una volta il centrosinistra non è stato in grado di capire da dove viene il disagio, di comprendere a chi era necessario dare risposte. “Quando non consideri la presenza ai funerali una forma di solidarietà ovvia nei confronti di chi ha perso una figlia in modo tanto brutale – ha detto Gramellini – allora non sei né di destra né di sinistra. Sei semplicemente un posto vuoto in chiesa che qualcun altro occuperà”. Come dire: persino Traini ha fatto meglio di voi…

domenica 29 aprile 2018

Di Maio scrive...

La lettera di Luigi Di Maio al Corriere della Sera

Caro direttore,
se c'è una cosa che possiamo rivendicare con forza è la massima coerenza tra quanto fatto dal giorno dopo il voto e quanto detto in campagna elettorale. Per tre mesi ho girato l'Italia e ho sempre ripetuto che qualora non avessimo ottenuto la maggioranza assoluta avrei proposto ai partiti un contratto vincolante sul programma. Avevo anche ribadito più volte che non avevamo un interlocutore preferito, ma che avremmo parlato con tutti. E' quello che stiamo facendo.

Il prossimo sarà il governo dei cittadini, non dei partiti. Il contratto alla tedesca servirà a mettere nero su bianco le azioni immediate per migliorare la qualità della vita degli italiani per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica. Non si tratta di alleanze. Un'alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa. Siamo nati per fare altro. Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica italiana perché ha identità e valori ben precisi, che difendiamo senza compromessi.

La nostra identità e quello che abbiamo detto agli italiani prima del voto per me sono i punti di partenza. Noi abbiamo sempre difeso il ruolo centrale del Parlamento e porteremo avanti le istanze dei cittadini anche tramite l'introduzione di strumenti di democrazia diretta come i referendum propositivi, le proposte di legge di iniziativa popolare, le consultazioni nell’ambito della realizzazione delle grandi opere. Strumenti in uso in tante democrazie moderne e a beneficiarne non è solo la qualità della democrazia, ma soprattutto la qualità della governance.

Agli 11 milioni di italiani che ci hanno votato abbiamo garantito la continuità dell’Italia nell’Unione europea e monetaria, perché la nostra presenza in quel consesso avrà come obiettivo una profonda modifica dei vincoli di austerità, oltre che dell’impianto della governance economica e istituzionale europea. Dovremo superare il fiscal compact e avviare il percorso di definizione di un’unione fiscale per smantellare il sistema di elusione ed evasione nell’ambito della UE. Questa impostazione è oggi condivisa anche da altre forze politiche, tra cui il PD.

Lo studio del prof. Della Cananea ha individuato i punti in comune tra il nostro programma e il loro e oggi vorrei passare in rassegna i principali e lanciare un appello: realizziamoli per il bene superiore degli italiani! Sono fiducioso perché sulla carta -la carta dei programmi- ci sono tanti punti di convergenza che vanno nella direzione di soddisfare le esigenze dei cittadini, nostro unico interesse. Non ci illudiamo che i programmi elettorali abbiano sempre una valenza, ma adesso è il momento di mettere alla prova la politica affinché dimostri che non si tratta solo di parole, ma di obiettivi concreti che si possono tradurre in fatti, con tempi e procedure concordate. Una delle funzioni del MoVimento 5 Stelle è proprio questa. I programmi per noi valgono nel momento in cui si dimostra di volerli realizzare.

Ad esempio se si parla di Europa si parla di immigrazione. In comune c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per gestire i flussi migratori serve anche investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine. Assumiamoli!

Lotta alla povertà. I fondi del REI non sono sufficienti e le politiche attive del lavoro non funzionano. Il Reddito di Cittadinanza risolverebbe entrambi i problemi, estendendo il beneficio a più famiglie e rendendo effettivo il reinserimento lavorativo grazie alla riforma dei centri per l’impiego. Parliamo anche di pensione di cittadinanza per gli anziani. Non lasciamoli indietro.

Sul lavoro si può partire dal salario minimo orario, obiettivo condiviso anche dal PD, stando al loro programma. Oltre a proteggere il lavoro è urgente crearne di nuovo e di qualità, ad esempio con la banca pubblica di investimento per finanziare a tassi agevolati le piccole e medie imprese italiane. Riteniamo sia necessaria la reintroduzione dell’articolo 18 come “misura ponte”, in attesa di una piena realizzazione del reddito di cittadinanza e della riforma dei centri per l’impiego: una flexicurity alla danese che, a regime, consentirà di superare le rigidità dei contratti di lavoro.

Capitolo tasse. Il MoVimento 5 Stelle prevede una riduzione delle cinque aliquote Irpef oggi in essere, mentre loro ipotizzano una detrazione per i figli a carico; per le imprese il MoVimento 5 Stelle preferisce dimezzare l’Irap; dall'altra parte si parla di un’ulteriore riduzione dell’aliquota Ires. Il fine è lo stesso, un’intesa si può trovare.

Sanità pubblica. A quanto risulta dal programma, il Pd scrive nero su bianco di voler ridurre le ormai lunghissime liste di attesa. Siamo d’accordo, ma occorre un serio incremento del Fondo Sanitario Nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici.

In tema di giustizia, entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale. Facciamolo! C’è la lotta alla mafia e alla corruzione: loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter. Senza dimenticare l’estensione dell’agente sotto copertura per i reati di corruzione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati in via definitiva e una modifica sostanziale della prescrizione. Un capitolo a parte riguarda la legge sul conflitto di interessi che il Paese aspetta da troppi anni.

Infine i costi della politica e l’efficienza della Pa. I tagli agli sprechi sono un nostro storico cavallo di battaglia, e il programma del Partito Democratico prevede il ricalcolo dei vitalizi col metodo contributivo, un tetto agli stipendi dei manager pubblici e la trasformazione delle costose e inutili auto blu in auto elettriche e sostenibili. Meno sprechi significa anche Pa digitale e lotta alla burocrazia per semplificare la vita a cittadini e imprese.

Questa è la strada che stiamo seguendo e gli obbiettivi che vogliamo raggiungere. Se si può fare qualcosa di buono per l'Italia e mettere finalmente i cittadini al primo posto, noi ci siamo, perché il MoVimento 5 Stelle è nato per fare gli interessi degli italiani, oltre gli steccati ideologici e oltre le vecchie logiche di potere. E di questo sono orgoglioso. Allo stesso modo, siamo fieri del fatto che l'eventuale contratto a cui perverremo verrà sottoposto alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau.

sabato 28 aprile 2018

Il commissario De Micheli

IL CAPOLAVORO DEL COMMISSARIO DE MICHELI
Comunicato integrale

Quando nell’apparentemente lontano 9 settembre 2017 il Consiglio dei ministri nominò Paola De Micheli commissario straordinario alla ricostruzione le sue prime dichiarazioni furono: “E' un incarico importante e gravoso, lo affronterò con umiltà e determinazione" - “opererò non solo per la ricostruzione materiale delle zone colpite dal sisma, ma anche per la rinascita civile e sociale delle comunità" (fonte Ansa).
 

“RINASCITA CIVILE E SOCIALE DELLE COMUNITA' “

Non sapevamo cosa intendesse con queste parole, ma da umili terremotati, pensavamo avesse buone intenzioni e comunque, tutto sembrava fuorché, la volontà di trovare scuse ed espedienti per aggredire, proibire e addirittura denunciare penalmente quelle popolazioni già duramente colpite dal terremoto! Un Commissario straordinario (straordinario di che ed in che cosa poi...) dovrebbe, a nostro avviso, prendere a cuore le esigenze delle persone sfortunate delle quali dovrebbe occuparsi e mettere in piedi tutte le misure possibili affinché questo stato negativo,inaccettabile e deprimente delle cose, cambi in maniera repentina e radicale.

Così non è stato, anzi, nei pochi mesi in cui lei stessa è stata operativa, si ricordano gli innumerevoli tagli di nastro di Sae incomplete ed inutilizzabili (nessuna delle Sae “consegnate” durante le inaugurazioni fino a dicembre, potevano essere immediatamente abitate dal terremotato di turno!) o di opere finanziate da privati e dove i politici di turno hanno fatto a gara a presentarsi attribuendosi non si capisce quale merito e quale motivazione alla loro stessa presenza, visto che di pubblico ancora non è stato fatto nulla!

Da Dicembre il nostro amato Commissario De Micheli va in giro a raccontare che non può “agire o modificare” nulla di concreto e sostanzioso prima perché il parlamento era “depotenziato" perché il governo stava per dimettersi, poi perché il governo,dimissionario, non avrebbe avuto la forza di modificare alcuna legge, poi perché effettivamente non vi era la possibilità di “legiferare” causa assenza di governo.

Nel frattempo mancano ancora il 35% di Sae, i posti di lavoro perduti sono sulle migliaia di unità, la tutela sanitaria e contrattuale dei lavoratori delle Sae appare una chimera (c’è stato anche uno sciopero), i suicidi e l’incremento dell’uso di ansiolitici tra i terremotati sono purtroppo in costante aumento, la burocrazia blocca, de facto, le approvazioni delle (poche) pratiche presentate e registra un assurdo 16% nelle approvazioni, i villaggi Sae mancano di zone di aggregazione dove le comunità potrebbero confrontarsi e ritrovarsi, non è stata assolutamente istituita una vera zona franca urbana differenziata per danni subiti, gli incentivi ci sono soprattutto da chi viene da fuori e non c’è alcuna priorità alle imprese/ lavoratori colpiti dal terremoto, non è stato fatto assolutamente nulla per dare la possibilità ai non residenti di rientrare ed alimentare quel flusso commerciale indispensabile alle imprese locali non soltanto per il rilancio, ma per il semplice sostentamento delle loro attività, ma ci sono due record del quale questo premuroso Commissario può vantarsi:

1) AVER IMPOSTO IL PAGAMENTO DELLE TASSE A CHI NON È IN GRADO DI PRODURRE CHIEDENDOGLI DI INDEBITARSI CON LE “SOLITE BANCHE” con tanto di lettera ai sindaci

2) AVER CONFEZIONATO UN DECRETO GRAZIE AL QUALE ALMENO 400 TERREMOTATI SONO STATI DENUNCIATI PENALMENTE; DECRETO CHE, ANZICHÉ SALVARE, HA CONDANNATO SENZA APPELLO CHI DA SOLO, CON I PROPRI RISPARMI E SUL PROPRIO TERRENO, SI È COSTRUITO UNA CASETTA DI LEGNO TEMPORANEA PER NON ABBANDONARE LA PROPRIA ATTIVITÀ E/O GOVERNARE LE PROPRIE BESTIE!

Questa sarebbe la rinascita civile e sociale delle comunità? È questo che intendeva caro Commissario?

AVVISO A POLITICI E POLITICANTI:

Il tempo concesso sta per scadere, i terremotati sono stanchi di questo teatrino volto a spartirsi le poltrone! Dovete dare priorità ai problemi che non possono essere rimandati e vanno immediatamente affrontati. Non possiamo aspettare ancora!

Convocheremo i comitati dei cittadini e prenderemo insieme una decisione, ma non staremo di certo ad attendere e subite inermi queste incomprensibili ingiustizie!

Francesco Pastorella
Coordinatore Comitati Terremoto Centro Italia

Macerata, 25 aprile 2018

Ho deciso di copiare un post dal facebook di un gruppo di marchigiani. Il blog in genere, tratta di argomenti simpatici. Stavolta è stato fatto un post molto serio e intelligente.


MUSOLI' E LA PIGNATTA

Diciamo la verità, Macerata stava un po' in ansia. Settimane lontana dalla popolarità, senza titoloni sui giornali, senza televisione, stava in crisi come i reduci del Grande Fratello che dopo un mese vengono ignorati pure dai parenti stretti. Per fortuna che c'è stato il 25 aprile e allora qualcuno ha avuto l'ideona dell'anno. Ma che te ne fai di discorsi, commemorazioni, cortei... sai che coglioni? Molto meglio un bel pupazzo de Musolì a testa in giù come a piazzale Loreto, che fa sempre scena. Va bè, quello tecnicamente accadde il 28 aprile, ma sò dettagli. Non basta? Ma no, serve un colpo di genio. Eccolo: riempiamolo di caramelle, invitiamo i bambini a prenderlo a bastonate. Testa spaccata, pioggia di dolcetti. L'innocente gioco della pignatta in salsa noir. E les jeux sons fait: via titoloni, dibattiti, nipotine inferocite. Un'ottima pensata, non c'è che dire. Siamo nel terzo millennio baby, la gente non ha più voglia di approfondire e non ha tempo per conoscere. Ci vogliono messaggi immediati, smart. Bella l'idea che un bambino possa imparare che la Liberazione sia stata fracassare la testa di un nemico morto. Vieni bimbo, ti insegno a stare al mondo. Che te ne fai dei libri, la storia è uno scontro tra tifoserie. "Fasci appesi" all'angolo rosso, "I treni arrivavano in orario" all'angolo nero. Da che parte stai, piccolo? Prendi un bastone, colpisci, stai dalla parte dei buoni. Imparalo che il coraggio non è quello di chi combatte per le sue idee, ma quello di Maramaldo, che uccide un uomo morto (Maramaldo chi, un giocatore?). E pazienza se non ci si rende conto che questo brillante sfoggio di odio e spregio dell'altro è il nutrimento principale di tutta l'ignoranza e l'intolleranza che si vorrebbero combattere. Pure Sandro Pertini, proprio lui, quello che popola a sproposito migliaia di pagine Facebook con frasi che non ha mai detto, uno che Mussolini lo voleva morto e lo avrebbe ammazzato con le sue mani, disse che "a piazzale Loreto l'insurrezione si è disonorata". Ma che ti frega piccolo, Pertini per te è quel vecchio che giocava a briscola sull'aereo con la Coppa del mondo sul tavolo e che voleva cacciare i governanti con pietre e bastoni. No, non l'ha mai detto, ma sticazzi. Prendi il bastone bimbo, sfogati. Colpisci il pupazzo. "La storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa" diceva uno che dovrebbe piacere a quelli che quel bastone te l'hanno messo in mano. Sei nel pieno del secondo giro baby. Divertiti.

sabato 14 aprile 2018

Crimini e criminali di guerra


sabato 7 aprile 2018

Erri De Luca

Io continuo a chiedermi perchè, continuano ad invitare (a pagamento) nei programmi tv gente come Vauro, De Luca e molti altri radical chic perchè se è vero che in italia vige la democrazia, certi personaggi, dovrebbero solo che tacere. Stavolta, è stato ospitato Erri De Luca e ha detto la sua, l'italia è un paese vecchio, c'è carenza di immigrazione, l'immigrazione non è una emergenza e nemmeno una invasione...

Erri De Luca: 'M5S-Lega? Un'accozzaglia; PD riparta da Primarie aperte'. Il noto scrittore Erri De Luca a 'Piazzapulita' su La7 parla a tutto tondo di politica, dai rapporti M5S-Lega al futuro del PD, fino al tema migranti

In occasione della puntata di "Piazzapulita" su La7 di questo giovedì 5 aprile è intervenuto il noto scrittore Erri De Luca, il quale un po' insolitamente è entrato esplicitamente nel dibattito politico di queste settimane, vediamo le parti salienti di quello che ha detto. All'inizio Erri De Luca ha precisato: "Non sono un politico né un giornalista, ma un cittadino con dei riferimenti politici che non sono rappresentati da queste forze politiche attuali. E credo che anche l'oltre 1/4 di italiani che non ha votato non si senta rappresentato".

Prima di aggiungere: "Gli italiani con questo voto innanzitutto hanno voluto scongiurare del tutto l'ipotesi di una coalizione fra Pd e Forza Italia, tagliando le gambe a questa possibilità. Dopo di che hanno creato le condizioni di impraticabilità della formazione di un Governo, adesso forse si potranno fare delle accozzaglie numeriche, ma non delle vere alleanze di Governo".

Sulla possibilità di un accordo fra Lega e 5 Stelle, De Luca ha detto: "Non sarebbe un accordo ma un'accozzaglia. Lo ritengo impossibile. Se comunque succedesse significherebbe che non è mai esistita una vera coalizione di destra che pretende di avere vinto le elezioni, essa invece era solo una formula di comodo. Comunque tutto questo non tiene. Credo che la cosa migliore sarebbe quella di tornare a votare rapidamente e penso che gli italiani stavolta voterebbero diversamente e polarizzerebbero di più: non finirebbe nello stesso modo, visto cosa hanno combinato con questo voto si aggiornerebbero con uno nuovo".

De Luca sulla crisi della sinistra: 'PD faccia Congresso aperto e Primarie spalancate per ridare voce alla base'

Erri De Luca si è anche soffermato sulla crisi della sinistra, dicendo: "Essa non rappresenta la sinistra che esiste in questo paese, ovvero quella dell'uguaglianza, della libertà e della fraternità che per me sono la trinità laica sulla quale si fonda la comunità civile di un Paese. Il PD se volesse rianimarsi dovrebbe fare un Congresso aperto e delle Primarie spalancatissime cercando di riconvocare quell'elettorato che se n'è andato, solo partendo dalla base possono ricostruire un consenso e riprendere una linea. Finché rimangono chiusi dentro gli spostamenti fra le correnti non faranno molto: hanno fatto delle Primarie in passato anche per molto meno, questo è invece il momento in cui devono ridare la voce alla base per cercare di raccoglierla".
'Immigrazione ha contato nella percezione malata del fenomeno, Italia è paese vecchio che ha paura'

De Luca ha poi aggiunto: "La Lega non ha vinto, ha solo ribaltato gli equilibri dentro l'elettorato di destra"; mentre sull'incidenza del tema accoglienza sul voto politico, ha precisato: "L'immigrazione ha contato nella percezione malata, clinica e non politica del fenomeno: una percezione sballata. In questo paese non c'è alcuna invasione. Semmai abbiamo 5 milioni di italiani all'estero, il problema è l'evasione e non l'immigrazione. Questo è un paese senile, vecchio e con un'età media troppo alta, i giovani sono una minoranza schiacciata: gli anziani hanno paura e il Paese si alimenta della paura". Infine riguardo al rapporto fra M5S e accoglienza ha detto: "Sono rimasti sulla linea dei respingimenti in mare e dell'opposizione allo Ius Soli, sono rimasti appiattiti sulla linea della procura di Catania che non ha portato prove su quello che affermava".

venerdì 6 aprile 2018

C'erano dubbi?


mercoledì 4 aprile 2018

L'hotel house

... ovvero, il condominio degli orrori. 2700 persone di ogni razza ed etnia e nella maggior parte dei casi (se non tutti), clandestini, spacciatori e delinquenti. Doveva essere un esempio di "integrazione" per l'italia e invece, ancora una volta, l'integrazione si dimostra un totale fallimento così tanto che è diventato zona franca. TUTTI sapevano e TUTTI sono colpevoli di quello schifo. L'assessore Fabbracci si lagna... ora: "Hotel house sfuggito di mano, problema più grande delle nostre forze". Ah, ma davvero? Non se n'era accorto nessuno... Ecco come veniva descritto dal corrierone: "Il falansterio dove si parlano 32 lingue". Addirittura c'è una pagina di Wikipedia a descriverlo. Qui. Picchio news si chiede se nel frattempo, ci sono piccoli passi verso una normalità... quando la normalità, sarebbe abbatterlo, riqualificare l'area e ricostruire per i turisti. Non per mantenere delinquenti, spacciatori ed etnie diverse. E dopo la pausa pasquale, ricominciano gli scavi... perchè qualcuno non sa nemmeno che lì c'è un pozzo dove percaso, per puro caso, sono state trovate delle ossa. Un tempo, tra gli anni 80 e i 90, nel sotterraneo dell'hotel house, c'era una delle più importanti discoteche della riviera, ci andavo, oh, se ci andavo, in compagnia di amici o anche tra amiche. Parcheggiavamo con tutta tranquillità, chiacchieravamo lì fuori prima di entrare, senza mai aver avuto problemi. Gli unici stranieri, specie d'estate, erano i villeggianti e non c'era la delinquenza e soprattutto, non era abitato da extracomunitari. Si, c'era qualche furto nelle auto ma i casi erano rarissimi. Ad anni 90 inoltrati, l'ultima volta che sono stata in quella discoteca, è stato il 98. Ma già era in declino e poco dopo avrebbe chiuso i battenti ma nel frattempo, cominciavano ad installarsi sul palazzone, i primi extracomunitari. Di colore e anche quelli dell'est europa e non erano villeggianti. Da lì, è stato un crescendo di immigrati che nessuno ha visto o ha sentito... o non ha voluto farlo.

mercoledì 28 marzo 2018

Criminali di governo e di jihad

Quando la lega diceva che c'era un serio pericolo di jihadisti che arrivavano dai barconi, veniva tacciata di xenofobia e razzismo e che, vedere jihadisti dovunque era da pazzi visionari scriteriati perchè ni, il pericolo non arrivava dai barconi MA dai cittadini nati e vissuti in europa... E meno male che criminali come Minniti siano stati finalmente disarcionati dal cavallo italia... almeno per il momento.

Marco Minniti: "Minaccia della jihad mai così forte in Italia"

"Nessuno ha mai detto che fosse finita. Il quadro della minaccia di Isis rimane radicalmente immutato. Anzi, la caduta di Raqqa e Mosul, se da una parte fa venir meno l'elemento territoriale del Califfato, dall'altro aumenta la pericolosità dell'altra componente, quella terroristica". Marco Minniti, in una intervista a La Stampa, lancia l'allarme: "Lo Stato islamico è stato capace di arruolare 25-30 mila foreign fighters da circa 100 Paesi diversi. La più importante legione straniera che la storia moderna ricordi. Molti sono morti, ma i sopravvissuti stanno cercando rifugio altrove. Anche qui in Europa". Quindi l'appello del ministro uscente al governo che verrà è che prosegua le espulsioni dei radicalizzati.

Sull'inchiesta legata all’imam di Foggia, Minniti osserva: "La cosa importante oggi è soffermarci su questa indagine esemplare, che ha dimostrato con prove solari uno scenario assolutamente agghiacciante. Una cosa che non ha eguali in Occidente. L'unica cosa che si può associare alla scuola di Foggia sono le immagini che provenivano dal profondo dell'Iraq e della Siria, quelle di bambini addestrati a usare la pistola o utilizzati per esecuzioni capitali".

Sulla condizione dei migranti in Libia, Minniti spiega che "con Oim e Unhcr si è potuto stabilire, in Libia, chi ha diritto alla protezione internazionale. E questi rifugiati sono arrivati in Italia attraverso corridoi umanitari gestiti dal governo italiano. Chi scappa dalla guerra non lo devono portare qui gli scafisti, ce ne occupiamo noi. L'Oim ha fatto più di 22500 rimpatri volontari assistiti dalla Libia ai Paesi d'origine. L'Italia è stato il primo Paese ad aver organizzato un corridoio umanitario da Tripoli direttamente in Europa. Controllo dei confini, aiuti umanitari, intervento per gestire i rimpatri volontari, aiuto a chi ha diritto alla protezione internazionale. Può diventare un modello, che tiene insieme umanità e sicurezza. Forse l'unico possibile".

martedì 27 marzo 2018

Bonus bebè alle straniere...


Il bonus mamme a tutte le donne immigrate. Anche quelle con un permesso di soggiorno non di lungo periodo. L'Inps ha perso la sua battaglia ed è stato costretto di erogare a tutte le donne immigrate il bonus mamma da 800 euro. Ma con riserva. Facciamo un piccolo passo indietro. Ricorderete forse le sentenze emesse di tribunali di Milano e di Bergamo con cui i giudici avevano condannato l'ente pensionistico a versare i contributi alla nascita a tutte le donne straniere che ne avessero fatto richiesta, anche se non in possesso di permessi di soggiorno di lungo periuodo o titolari di protezione internazionale. E oggi le associazioni che avevano sostenuto le donne nei loro ricorsi hanno annunciato una nuova sconfitta dell'Inps. "La Corte d'appello di Milano, con dispositivo di sentenza emesso in data odierna - hanno reso noto - ha respinto l'appello dell'Inps contro l'ordinanza del Tribunale di Milano che, accogliendo un ricorso di Asgi, Apn e Fondazione Piccini, aveva ordinato all'Istituto di riconoscere il 'premio nascita' a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti, e non soltanto alle mamme lungosoggiornanti o titolari di protezione internazionale come preteso dall'Inps". L'Ente guidato da Tito Boeri intendeva versare il contributo solo alle donne straniere con un permesso di soggiorno di lungo periodo. Secondo i giudici, però, l'interpretazione della legge data dall'Inps nella sua circolare era eccessivamente restrittiva e non giustificata.

Così a febbraio l'Inps aveva deciso di pagare, con riserva, i bonus richiesti dalle donne straniere. "Le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte in applicazione delle circolari n. 39/2017, n. 61/2017 e n. 78/2017 - aveva scritto l'Inps a febbraio - saranno oggetto di riesame alla luce dell'Ordinanza n. 6019/2017. Il riesame della domanda sarà effettuato su istanza della richiedente da presentarsi alla Struttura territoriale competente. I premi verranno corrisposti con riserva di ripetizione se, all'esito del giudizio di impugnazione del citato provvedimento giudiziale da parte dell'Istituto, emergerà un diverso orientamento giurisprudenziale". Nel frattempo il ricorso presentato presso il tribunale di Milano non è andato secondo i desideri degli uomini di Boeri.

"L'Inps ha emanato il messaggio n. 661 del 13 febbraio 2018 con il quale ha dato esecuzione all'ordinanza, consentendo quindi a tutte le mamme straniere la presentazione delle domande, ma precisando che l'assegno viene pagato con riserva in relazione agli sviluppi futuri del giudizio", hanno scritto le associazioni coinvolte Asgi, Apn e Fondazione Piccini. Per le associazioni la scelta di versare i contributi è ovviamente una vittoria. "Tuttavia - dicono - se l'Istituto mantenesse la 'riserva' sui pagamenti e decidesse di proseguire nel giudizio, i beneficiari che hanno nel frattempo ottenuto il titolo, resterebbero in una situazione di incertezza per altri anni, fino alla decisione della Cassazione".

giovedì 22 marzo 2018

Castel Sant'Angelo sul nera

Questi fantasmi sono ciò che restano di un antichissimo paesino delle Marche. Tutto ancora così, abbandonato come quando c'è stata la seconda scossa di terremoto. La zona rossa, l'ho chiamata fantasmi. Perchè alcuni, hanno la fortuna di vederli, altri, li percepiscono, sanno che ci sono e non hanno il privilegio di vederli o addirittura, li ignorano.



E poi, ci sono le famigerate salvifiche SAE che, dovrebbero essere a buon mercato e temporanee e invece, sono più costose di un attico nel centro storico di una città d'arte e non sono buone a niente perchè "studiate e assemblate" per climi più dolci, ad esempio, per il clima di Lampedusa. Queste SAE, verranno consegnate sabato con tanto di cerimonia in pompa magna. Basta guardare i boiler posizionati sui tetti per capire che in montagna possono esplodere... La gente di questi posti dimenticati da dio e soprattutto dal governo, chiede aiuto con dignità. Vuole tornare a vivere del proprio lavoro. Non pretende ville dorate. Vuole aiutare a ricostruire le proprie stalle, le attività e le case che avevano prima e che non ha più. Ed è uno schifo che il governo precedente, tutto ha fatto tranne che aiutare queste popolazioni.

martedì 20 marzo 2018

FMI

"Ridurre le pensioni, la Fornero non basta". Il Fmi pubblica un report di economisti che chiedono tagli per gli assegni retributivi e misti di Gian Maria De Francesco

Altro che abolizione della riforma Fornero. Il sistema previdenziale italiano necessita di ulteriori miglioramenti per garantirgli una sostenibilità di lungo termine. È quanto sostiene il Fondo monetario internazionale in un working paper (un'analisi che contiene proposte di lavoro) intitolato «Italia: verso una riforma fiscale improntata alla crescita». Come si evince dal titolo, l'oggetto della disamina è costituito dalle politiche di sviluppo, ma per gli economisti di Washington (il team che si occupa dell'Italia è guidato dall'ex commissario alla spending review Cottarelli) nessuna misura espansiva è possibile senza una riduzione della spesa per le pensioni. Tutto questo perché l'Fmi ritiene tutto sommato giusto lo «scongelamento» dopo 9 anni di blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici con i nuovi contratti, mentre considera sbagliato un ulteriore taglio agli investimenti in conto capitale e al sistema del welfare.

Ecco perché la ricetta del Fondo prevede nell'ordine: eliminazione totale della quattordicesima (per i redditi bassi) e parziale della tredicesima per i pensionati col sistema retributivo e con il sistema misto retributivo-contributivo, fissazione di un limite di età per i coniugi e di forti restrizioni per gli eredi per le pensioni di reversibilità, ricalcolo su base contributiva delle pensioni retributive e aggiornamento rapido dei coefficienti di trasformazione e delle rivalutazioni. Allo stesso modo, si propone di rivedere il sistema dei contributi previdenziali avvicinando le aliquote (ora al 33% per i dipendenti e al 24% per gli autonomi).

I rimedi in ambito fiscale, invece, sono già noti al grande pubblico sia perché già evidenziati dall'Ocse e dalla Commissione Ue, sia perché il programma di +Europa di Emma Bonino in campagna elettorale li aveva fatti propri. Si tratta di: istituzione di una property tax sugli immobili (cioè più Imu per tutti), ampliamento della lotta all'evasione Iva «sguinzagliando» l'Agenzia delle Entrate, aumento delle imposte su dividendi e capital gain (anche esteri) e taglio dei bonus fiscali. In particolare, sostituendo le detrazioni per lavoro dipendente (soprattutto quella delle donne lavoratrici) con un credito d'imposta. Solo in questo modo, secondo l'Fmi, è possibile abbassare Irpef, Ires e Irap.

Il dato di partenza dell'analisi è già stato vagliato dall'Ocse e dalla nostra Ragioneria generale dello Stato. La spesa pensionistica in Italia è la più alta in Europa dopo quella della Grecia e si attesta al 16% del Pil. Le riforme che si sono succedute dalla legge Dini del 1995 alla Fornero del 2011 hanno progressivamente abbassato i costi, ma nel 2025 è atteso il picco di spesa. Le stime italiane sono considerate ottimistiche perché si fondano su un incremento del tasso di occupazione dal 56 al 66,5% nel 2070 e su una crescita media annua del Pil pro capite dell'1,75 per cento. Considerata la scarsa produttività del lavoro, concludono gli esperti, non si pongono molte altre alternative in caso di choc.

La pubblicazione di questo report durante le trattative per la formazione di un governo a guida «populista» (M5S o Lega) dichiaratamente anti-Fornero rappresenta un severo monito. L'Fmi, assieme a Commissione Ue e Bce, è infatti uno dei componenti della troika. Se ne deduce che il commissariamento dell'Italia è più di un'ipotesi di scuola.