giovedì 21 novembre 2019

Ridere o piangere con le sardine?

Il manifesto delle “sardine”

Benvenuti in mare aperto. Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita. Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare. Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara. Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete. Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare. Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. È stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi. Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto. Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie. Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare. Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perché siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo. Vi siete spinti troppo lontani dalle vostre acque torbide e dal vostro porto sicuro. Noi siamo sardine libere, e adesso ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto. È chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi, è un pesce. E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare.

Firmato: 6000 sardine

Riflessioni e ipotesi

Comunque non illudetevi, l’ennesima votazione/farsa sulla piattaforma Rousseau serve solo a tutelare il direttivo del cinque stelle per le scelte (sbagliate) che stanno portando avanti, in modo da scaricare le colpe sugli attivisti e sollevare i capi politici da ogni responsabilità.

La decisione è già presa a monte, il partito con la maggioranza relativa in Parlamento ha deciso di non partecipare alle regionali 2020 per favorire il PD a discapito di Salvini, in modo da arginarne l’eventuale ascesa. 

Come in Francia qualche anno fa quando la sinistra si ritirò dai ballottaggi per favorire la sconfitta del Front Nationale. 

Non stupitevi, non stupiamoci, si potrebbe pensare che pd e 5 stelle siano amici, e gli amici si aiutano tra di loro, sempre, ma l’attuale atteggiamento grillino sembra un servilismo fine a se stesso, in grado di cedere argomenti ed elettorato agli avversari storici, un harakiri dei tempi moderni.

La stagione di governo della Lega è stata apprezzatissima dagli italiani, il partito è salito da 17% delle nazionali al 34% delle europee per via dell’azione di Governo, non per le barzellette di Repubblica e co., ma l’allergia delle sinistre al volere popolare si dimostra anche non accettando le sconfitte e non cambiando atteggiamento nei confronti degli elettori, i quali chiedono garanzie per il lavoro e riduzione della pressione fiscale, ma loro continuano a proporre ius soli e immigrazione.

La trasformazione del MoVimento, da sindacato del popolo a difensori delle elite è compiuto, proprio come ci raccontava Orwell nella “Fattoria degli animali”, prima i porci uccidono il contadino umano per protesa contro i suoi metodi, ma una volta saliti al potere assumono sembianze antropomorfe e attuano gli stessi metodi del contadino. Ed ora chiedono ai propri attivisti di farsi anche garanti di queste scelleratezze.

Dalla bacheca di Scure Sovranista

mercoledì 6 novembre 2019

Il terremoto, una questione di partito

PER LA SINISTRA DELLE MARCHE IL TERREMOTO È UNA QUESTIONE DI PARTITO. Sciapichetti definisce “inutile” la mozione che chiedeva di risolvere i problemi dei tecnici professionisti del sisma

Comunicato integrale

Per Sciapichetti & co, i problemi e le richieste dei tecnici professionisti del terremoto sono questione “inutile e datata”, sebbene nessuna sia stata ancora risolta. Bocciata in consiglio regionale la mozione del capogruppo Elena Leonardi che chiedeva l'impegno della Regione per risolvere i nodi legati alle professioni tecniche che operano sul sisma. “La valutazione, a seguito della bocciatura della mozione chiedeva alla Giunta regionale un impegno per risolvere i problemi dei tecnici professionisti del terremoto, potrebbe essere nel merito della questione. Perché nessuna delle richieste che avevo fatto ben quattro mesi fa ad oggi è stata risolta – ha commentato il consigliere di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi –. Non l'anticipo del 50% delle parcelle dei tecnici (che è già legge dall'ottobre 2018, con il Decreto Genova, ma per la quale continua a mancare l'ordinanza commissariale che attui questa misura), non la nomina del Comitato Tecnico Scientifico, per la quale non esiste nessun atto formale da parte del commissario, al contrario di quanto detto dall'assessore Sciapichetti, non il rinnovo del Protocollo d'Intesa tra il commissario e la Rete nazionale delle Professioni, scaduto il 31 dicembre 2018, non la possibilità di anticipo economico delle prestazioni tecniche da parte dei committenti beneficiari del contributo di ricostruzione, non l’istituzionalizzazione nei Tavoli Tecnici, della presenza dei rappresentanti degli Ordini professionali ricadenti sul cratere e anche delle rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria, non il pagamento delle Schede Aedes con esito “A”, che almeno finalmente sappiamo essere ben 644. Potrei entrare nel merito, ma non serve, perché l'assessore Sciapichetti si è smentito da solo – prosegue il capogruppo di Fratelli d'Italia – dichiarando ormai datato e inutile il mio atto, da me presentato il 25 luglio e calendarizzato solo ieri, il 5 novembre. Invece di cogliere al volo l'occasione, e rafforzare l'azione politica della Regione per cercare di risolvere alcuni dei problemi che attanagliano la ricostruzione, soprattutto in questi giorni in cui in Parlamento è in discussione il decreto sisma, lui la bolla con un “inutile” per una mera questione politica, per far passare il messaggio che tutto quello che si stava chiedendo era già stato affrontato e risolto. Una grande falsità! Sciapichetti e la sinistra delle Marche, bocciando la mia mozione, hanno di fatto ribadito che per loro il terremoto è una questione di partito. L'altroieri, quando si sono trovati a dover scrivere le regole della gestione del sisma, hanno messo in piedi un sistema che senza distinzione, a tutti i territori delle Marche, dà la stessa medicina, facendo morire quelli in codice rosso e rafforzando quelli in codice verde o che godono di ottima salute. Ieri, che si sono trovati all'opposizione, hanno cominciato a gridare “al lupo al lupo”, e a chiedere al governo gialloverde di risolvere al più presto i problemi che loro stessi avevano creato. Ed oggi, che si trovano di nuovo nella maggioranza di Governo, mentendo ai cittadini mettono a tacere coloro i quali invece, da sempre, come la sottoscritta, cercano di risolvere le criticità legate alla gestione scellerata del post sisma, a prescindere dal colore dell'esecutivo. Fa molto sorridere, infine, che l'assessore Sciapichetti abbia ironizzato in consiglio sull'eventualità che questa questione, che reputo grave e molto seria, potesse essere frutto di un mio comunicato stampa. Forse ha paura, l'assessore Sciapichetti, che i marchigiani sappiano quello che accade in consiglio regionale?”.

Sull’ilva

Conte ripristini ripristini lo scudo penale e vediamo se la decisione di ArcelorMittal è un bluff

Se la decisione di Arcelor Mittal di rescindere il contratto per l'ILVA è un bluff, oggi il premier Conte avrà un modo cristallino per dimostrarlo: reinserire lo scudo penale. Solo a quel punto potremo capire veramente le intenzioni dell'azienda franco indiana.

Detto questo, nel caso sia veramente lo scudo penale la pietra dello scandalo, possiamo dire che si è consumato lo scempio più devastante al sistema industriale italiano degli ultimi 50 anni. Molti rimproverano il fatto che la salute venga prima. Infatti è così. Ricordiamo che il piano ambientale di AM vale più di un miliardo di euro. Senza quei soldi, non ci sarà alcuna bonifica , dunque il problema per Taranto peggiorerà. Va da sé che lo Stato italiano non ha quel miliardo e rotti di euro per bonificare da sé il sito. Si aggiunga inoltre la lista di bonifiche ambientali, per conto dello stato, finite male. Quindi, messa in pericolo ulteriormente la salute di migliaia di cittadini, i demagoghi al governo hanno anche messo a repentaglio occupazione, PIL, esportazioni di una Nazione intera.

Non è possibile puntare il dito contro AM e lavarsi la coscienza. Per l'azienda franco indiana, l'ILVA è probabilmente il più grande disastro industriale che abbiano mai avuto dalla loro nascita. Studi indipendenti dimostrano che l'uscita da ILVA frutterà ad AM 1.5MLD di euro, nel breve periodo. Tuttavia nel medio lungo ne perderà il doppio.

Ad ogni modo, sia come sia, oggi Conte ha la possibilità unica di stanare il bluff, oppure di porre rimedio al disastro compiuto dai 5S. A lui la scelta. E a tutti noi, gli effetti. Buona giornata a tutti.

Dalla pagina GeopoliticalCenter

martedì 5 novembre 2019

Quarto Reich

E soprattutto oggi è stato presentato dal Reich Millenario di Bruxelles il Multiannual Financial Framework per il settennato 2021-2027. L'Italia dovrà contribuire ogni anno mediamente per 15,27 miliadi all'anno per una cifra complessiva di 107 miliardi di euro (diconsi, centosette miliardi di euro). Non ci sono commenti da fare.  Un paese che sta collassando, con oltre cinque milioni di poveri assoluti, il 20% della popolazione che si trova nella fascia di reddito a rischio povertà, il sistema produttivo al collasso e in balia di scorribande dei saccheggiatori stranieri. L'Ue che non perde occasione per darci lezioni quando ci levano il sangue per tenerli nel lusso, che oltretutto ci fanno una guerra senza esclusione di colpi comprese le navi dei bucanieri nordeuropei che fanno trasbordo di clandestini e che ci costano oltre 5 miliardi l'anno mentre i nostri fratelli europoidi ci danno lezioni e nel frattempo chiudono le frontiere. E noi, a questa gente? Gli diamo centosette miliardi in sette anni? Ma che davvero? E io sarei estremista perchè voglio l'uscita dell'italia dal Reich Europoide? Ci hanno fatto le scarpe. O come si dice in sardo, nos ant salidu sa pala. 

PS Per correttezza, ovviamente il costo di 107 miliardi di euro è lordo. Al quale dovrà essere sottratto quanto la UE ci restituirà sotto forma di fondi strutturali, per la ricerca, per l'agricoltura ecc. Naturalmente però continueremo ad essere contributori netti, ovviamente.

Giuseppe Masala

sabato 2 novembre 2019

Boldrini e la commissione Segre

Prima del post, aggiungo che la signora Segre non ha alcun social network, si mormora addirittura che abbia appreso dai giornali di essere stata vittima di insulti. Lascio a voi i commenti.

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Se qualcuno ha dei dubbi sulla funzione reale della cosiddetta "Commissione Segre" (Dio, non sapete neanche quanto mi costi chiamare così la istituenda commissione scaturita dalla mozione che vede come prima firmataria Liliana Segre) ecco che tutto si è chiarito. La giornalista del Tg2 Anna Mazzone è stata posta alla pubblica gogna per un innocente post su facebook e una foto raffigurante Laura Boldrini vestita da Maria Antonietta con la dicitura "Se il popolo ha fame tappiamogli la bocca con la commissione contro l'odio". Immediatamente, come se non bastasse, è arrivata la dichiarazione di tale Michele Anzaldi - parlamentare de Italia Viva - che chiede provvedimenti disciplinari contro la giornalista evidentemente colpevole di lesa Maestà. A questo serve la commissione istituenda contro l'odio, ad intimidire e a reprimere qualsiasi forma di dissenso, anche la più innocente come in questo caso. Scusatemi, ma questo è fascismo. Mi spiace per Liliana Segre, senza dubbio strumentalizzata ma ha prestato il suo nome ad una masnada di fascisti. 

E attenzione, la vicenda è doppiamente grave. Primo per i metodi fascisti: altrimenti non saprei come definire chi spia i profili social altrui con la finalità di vedere la vittima cadere in fallo. Metodi degni dell'Ovra. Secondo perchè la finalità è fascista: reprimere la libera manifestazione del pensiero. Metodi fascisti per finalità fasciste.

Di Giuseppe Masala

giovedì 31 ottobre 2019

La commissione contro l’odio della Boldrini

Spiace davvero leggere decine di commenti intelligentissimi e corretti sotto ogni punto di vista che stigmatizzano l'istituzione della "commissione straordinaria per il contrasto (...) dell'istigazione all'odio". C'è chi ricorda Gramsci (<>), chi ricorda Edoardo Sanguinetti (<>), c'è chi ricorda la poesia che apre "Se questo è un uomo" di Primo Levi (<<(...)O vi si sfasci la casa, la malattia vi impedisca>>), c'è chi ricorda lo psicoreato del 1984 di George Orwell. C'è chi fa correttamente notare che non si può comprimere la libertà di pensiero (e di sentimento) quando peraltro - se l'odio si trasformasse in qualcosa di concreto - sono già previsto dal nostro ordinamento i reati di diffamazione, minaccia, ingiuria e qualsiasi forma di discriminazione. C'è chi la butta sullo storico e fa correttamente notare che uno dei (non) reati di cui furono accusati i dissidenti del regime fascista trascinati davanti ai tribunali speciali era proprio quello di "istigazione all'odio tra classi sociali" (art. 415 codice penale allora vigente). 

Comunque la si voglia mettere questa storia della "commissione straordinaria per il contrasto all'odio (ecc. ecc)" è una mostruosità giuridica e filosofica. 

Spiace davvero perchè una persona cristallina come Liliana Segre, a cui tutti siamo debitori, sia incorsa in errore. Ma la ragione è ragione. Capita, gli si vuole bene lo stesso. Altrettanto non si può dire di tutti coloro che hanno spinto per questa commissione il cui chiaro intento è quello di mettere il bavaglio ai social network. Belli i tempi, Signora Bonino, quando pontificavate senza reale contradditorio dalle tv e dai giornali?

Giuseppe Masala

martedì 29 ottobre 2019

La storia che si ripete


Lascia davvero stupefatti la naturalezza con la quale si anticipa la nomina di Draghi a Senatore a Vita. Certamente si tratta di una prerogativa del Presidente che può essere esercitata autonomamente ma non arbitrariamente. Infatti se capisco bene l'italiano (pur non essendo un giurista) mi pare evidente che i costituenti abbiano messo precisi limiti rilevabili dalla lettura dell'Art. 59 della Costituzione: <<(...) cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario>>. Non si capisce quali possano essere questi altissimi meriti con i quali Draghi abbia dato lustro alla nazione. Sì, è un accademico, ma onestamente ha esercitato per pochissimi anni e non risulta abbia lasciato testimonianza di ricerche che abbiano accresciuto la conoscenza della sua materia. Potenzialmente certo - l'intelligenza e la bravura non gli mancano - poteva farlo ma, potenzialmente, per quanto ne sappiamo noi potrebbe essere anche un pittore superiore a Michelangelo. Fatto sta che non ha mai dipinto come non ha mai fatto ricerca economica per quanto mi risulti.
 
Per quanto riguarda la sua attività si tratta di un Pubblico Funzionario, lautamente pagato per fare il suo lavoro. Non mi pare una ragione sufficiente per dargli questa carica. Dico questo senza entrare nel merito di quello che sono state le scelte nelle varie cariche che ha svolto. Scelte che, sia chiaro, non sono certamente esenti da critiche; per andarci leggero. Ma la torsione più grave della Costituzione derivante da questa possibile nomima è, per come la vedo io, un'altra. La nomina di Draghi sarebbe premessa ad una sua discesa nell'agone politico. Situazione questa che già si è verificata con Mario Monti che dopo aver ricevuto l'onorificenza è stato nominato Presidente del Consiglio e dopo, addirittura, ha presentato una lista con il suo nome alle elezioni (Scelta Civica con Monti). Ecco, non vi è traccia nella Costituzione della prerogativa del Presidente della Repubblica di usare - di fatto - la concessione di un onorificenza per paracadutare qualcuno nell'agone politico e per consentirgli la possibilità di occupare cariche istituzionali come per esempio la Presidenza del Consiglio. Non sono un esperto di Costituzione ma se questa prassi fosse realmente prevista saremmo di fronte non ad una Costituzione improntata alla democrazia, all'eguaglianza dei cittadini grazie alla sovranità popolare ma ad una Costituzione delle Oligarchie e degli Ottimati che hanno il diritto di agire al di sopra della volontà popolare. C'è solo un modo previsto dalla Costituzione per scendere in politica: candidarsi alle elezioni e sottoporsi al giudizio del popolo sovrano.

sabato 26 ottobre 2019

Multikulti tedesco

La Germania sta iniziando a pagare il conto delle sue politiche 

A Limburg (Assia, Germania), un 34enne di origini tunisine ieri ha ucciso la ex-compagna 29enne, madre dei suoi figli, in mezzo alla strada. Dopo averla speronata con l'auto, l'ha pugnalata con un coltello da macellaio, infine le ha staccato la testa con un colpo d'ascia, che teneva nel bagagliaio dell'auto. 

L'omicidio è diventato un caso in Germania. I mainstream sembrano fare a gara a occultare la notizia e le generalità dell'assassino per timore di rappresaglie etniche e, soprattutto,  per non offrire combustibile all'estrema destra. Succede, però, che qualcuno ha ripreso la scena con il telefonino e il video dell'esecuzione è ormai diventato virale sulle reti sociali, scatenando una rabbia generalizzata. L'account della polizia di Limburg è stato preso d'assalto da gente inferocita che chiede giustizia sommaria. 

La Germania sta iniziando a pagare il conto delle politiche deflattive della signora Merkel. Uno studio della Fondazione Hans-Böckler in collaborazione con il sindacato DGB uscito pochi giorni fa (e pubblicato anche dal Sole24Ore) rivela che negli ultimi dieci anni, nonostante la crescita del PIL e il tanto declamato boom economico, i salari della classe media e meno abbiente in Germania non sono aumentati proporzionalmente. Oggi la forchetta tra il 10% più ricco e il resto della popolazione si è allargata notevolmente (dal 2005 al 2016 l'indice di Gini è cresciuto del 2%). L'1% dei tedeschi possiede da solo oltre il 56% della ricchezza nazionale e ha beneficiato negli ultimi dieci anni delle rendite finanziarie, dell'esplosione del DAX e, in particolare, del boom immobiliare. Fatalmente, anche gli episodi di violenza urbana sono in aumento preoccupante, amplificati dagli inevitabili problemi associati a un'immigrazione incontrollata (solo nel 2015 in Germania sono entrati più di 1,1 milioni di extracomunitari). 

Con la recessione globale alle porte, l'Europa si è trasformata in una bomba a orologeria. Se vivremo abbastanza, la storia presto o tardi darà ragione a chi tutto questo lo aveva previsto in tempi non sospetti.

Dalla bacheca di Filippo Nesi

Sul criminale Draghi

Più leggo tutte le pompose agiografie dedicate oggi a Mario Draghi e più penso che qualcosa non torna. Draghi è l'uomo che spedì al Governo Italiano le famose raccomandazioni di Politica Economica nel 2011 (peraltro assolutamente lesive della Costituzione e dei Trattati) che hanno reso inefficace la sua politica monetaria. Se si chiedono politiche economiche ferocemente deflattive non si può poi sperare che le politiche monetarie riescano a generare inflazione. Il risultato infatti non è lusinghiero, come il tempo secondo me chiarirà più avanti. 

Rimane poi il crimine di aver tagliato i finanziamenti emergenziali al sistema bancario greco per piegare la volontà politica del governo di Atene. Un vero e proprio golpe per via monetaria  che però ha chiarito la natura autoritaria dell'Unione Europea. Per me, possono farlo Senatore a vita e magari Presidente della Repubblica. Rimane un boiardo dell'alta finanza e dell'Unione Europea filo tedesca. Su quello che fece negli anni bui del saccheggio dello stato italiano attraverso privatizzazioni manco mi soffermo. 

Io ve lo dico chiaro, se questo individuo sale al Quirinale (peraltro senza essersi mai sottoposto ad elezioni manco condominiali) è proprio il segno che peggio sei e più fai strada.

Di Giuseppe Masala 

martedì 8 ottobre 2019

E mentre ci ammazzano...

Immigrazione, il rapporto sull’economia Leone Moressa: “L’Italia non può fare a meno di migranti economici e integrazione” di Alberto Sofia

Dalla ricchezza prodotta e dall’apporto al Prodotto interno lordo nazionale, fino al contributo per le sorti future del sistema pensionistico e al valore aggiunto offerto nelle differenti tipologie professionali. A fotografare come gli “stranieri residenti oggi in Italia rappresentino una forza vitale per il nostro Paese” è la fondazione Leone Moressa, nel suo rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri in Italia sono stati 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza da loro prodotta è stata stimata in 139 miliardi di euro, pari al 9% del Pil. Questo è il dato emerso dall’analisi dello stesso rapporto, dove si sottolinea come gli occupati stranieri si concentrino però soprattutto nelle professioni non qualificate (33,3%), solo il 7,6% in quelle qualificate. Il restante 60% si divide quasi equamente tra operai, artigiani-commercianti e impiegati.

Nonostante la popolazione italiana stia diminuendo, a causa della bassa natalità, con il saldo tra nati e morti negativo da oltre 25 anni, l’Italia ha però chiuso le porte da circa un decennio agli immigrati regolari. Allo stesso tempo è tornata terra d’emigrazione, con quasi 250mila giovani persi negli ultimi dieci anni: una fuga che ci è costata 16 miliardi di euro. Un gap che potrebbe essere colmato con l’apporto dei lavoratori stranieri regolari. Anche perché allo stesso tempo aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione. “Ciò determinerà squilibri sociali, economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati”, si spiega nel rapporto.

“L’Italia avrebbe bisogno di rivitalizzare i decreti flussi. Sono le stesse organizzazioni datoriali a chiedere manodopera”, spiega Enrico Di Pasquale, ricercatore della fondazione Moressa. Mentre Andrea Stuppini, ex rappresentante delle Regione nel comitato tecnico nazionale immigrazione, chiarisce: “C’è stato un forte calo negli ultimi dieci anni, è mancato un piano. Responsabilità della politica? L’onda della propaganda è stata forte, ha sottovalutato l’investimento economico e culturale necessario per l’integrazione degli immigrati. Eppure questa è l’unica strada: tornare ad aumentare l’immigrazione economica rispetto ai profughi. Si avrebbero maggiori persone pronte a pagare tasse e contributi”. Già oggi abbiamo “un contributo pari a 3,5 miliardi di euro di Irpef e quasi 14 miliardi di contributi previdenziali che sostengono la nostra economia”, ha aggiunto Di Pasquale. Oltre che un rapporto positivo tra entrate e uscite per quanto riguarda la spesa pubblica relativa all’immigrazione. “Quando si arriva a sprecare fondi europei, come hanno fatto alcune Regioni italiane, piuttosto che usarli per l’integrazione, si pagherà un alto prezzo nei prossimi anni”, ha denunciato Stuppini. “Rispetto alla discussione pubblica rivolta alla pancia del Paese, questo rapporto fa emergere tutta l’utilità che l’Italia avrebbe se facesse partire un percorso di reale integrazione degli immigrati”, ha concluso Triantafillos Loukarelis, Direttore UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Mentre Paola Alvarez (Oim) rivendica: “Il cambiamento nel governo apre un periodo di nuove opportunità. Introduzione dello Ius culturae? Non abbiamo una posizione in merito, ma sarebbe un’opportunità per arricchire la società”.

domenica 6 ottobre 2019

A fermo con la roncola in mano...

Quindi, i ricollocamenti in unione europea, avverranno nelle regioni italiane. Si sono fatte avanti le marche e altre due regioni. Ancona, ne "ospiterà" gentilmente 30. Qui, il documento. E il bluff dei ricollocamenti tanto sbandierato dall'avvocato del diavolo Conte bis. Ma tant'è... tant'è che ormai è diventato normale farsi sopraffare da una vera e propria orda di clandestini, malati mentali e delinquenti stranieri. Così talmente normale che due giorni fa, in una mattinata di pioggia battente, un bravo clandestino, minacciava auto e passanti al centro di una rotonda, armato di roncola. Era recidivo, qualche giorno prima, con la stessa roncola, minacciava e rubava gli avventori all'ingresso del cimitero. Era stato espulso... per dove? Per la nigeria, forse? No, era rimasto a Fermo a farsi i cazzi suoi e a rapinare e minacciare la gente. Qui, il racconto di una mattinata di follia. E' di cronache fermane,  il racconto, lo si prenda con le pinze perchè il giornale, è un tantino così... Ah, si, ovviamente, gli agenti, hanno subito delle lesioni più o meno gravi. Perchè secondo il signor Rubio, gli agenti non sanno fare il proprio mestiere... Però, forse, non ha tenuto conto dell'austerità nazista della ue che non fa altro che tagliare fondi... o che gli agenti non possono sparare per primi perchè tacciati di fascismo o per paura di finire in galera. Senza taser e senza possibilità di potersi difendere per davvero?

Dimenticavo: Osagie Halvebhose, il Nigeriano che, giovedì scorso ha terrorizzato Fermo girando con una roncola, lo ha fatto per "difendersi da eventuali aggressioni". Lo dice il suo avvocato al Corriere Adriatico in un articolo uscito oggi. Secondo il legale dell'uomo con la roncola, il 38enne sarebbe "una persona estremamente sola, un ragazzo visibilmente malnutrito che ha vissuto, dal suo arrivo in Italia, 3 anni e 8 mesi fa, ai margini della società". Questo spiega tutto: chiunque, quando si sente solo, va in ferramenta, si compra una roncola e va a farsi un giro.

Riflessione sulle forze dell’ordine

L’ipocrita rispetto per le divise solo quando il berretto d’ordinanza sta sopra una bara

Se arrestano delinquenti con troppa veemenza, finiscono indagati. Quando in 3 o 4 devono fermare il clandestino che scalcia e morde, c'è sempre una "progressista" che pur di cercare di metterli nei guai riprende tutto con lo smartphone nella custodia rossa, mentre la si sente squittire stizzita: "Piano!!! Poverino, fugge dalle guerre! Fate piano!" Quando si difendono sparando al ROM che ha appena tentato di investirli al posto di blocco, finiscono sotto processo. Il taser non glielo hanno dato, perchè potrebbe essere lesivo della dignità dei delinquenti.

Sui social abbondano le insegnanti scolastiche progressiste, gli intellettuali, ed ora perfino un esponente di governo, che li coprono di insulti. Quando sfilano alla festa della Repubblica, c'è una nota esponente politica che con una smorfia di disgusto volge lo sguardo altrove, e c'è chi dedica la manifestazione ai ROM. Quando finiscono in ospedale per le coltellate ricevute in stazione centrale durante il controllo del clandestino senza fissa dimora, i giornalisti si preoccupano che il clandestino non sia stato maltrattato, e si finisce con quest'ultimo che viene rilasciato mentre gli agenti sono ancora sotto ai ferri a farsi ricucire.

Se c'è la vedova di un Carabiniere a cui far visita, prima si va in carcere a trovare i suoi assassini, perchè per una certa ideologia politica, le priorità sono importanti. Nelle manifestazioni violente c'è chi vorrebbe schedare loro piuttosto che i delinquenti che manifestano con spranghe, molotov, e bombe carta, e pur di criminalizzarli è stato introdotto il "reato di tortura", grazie al quale ogni spacciatore con un minimo di fantasia, può dilettarsi nel vedere finire indagati quelli che lo hanno disturbato arrestandolo. Rischiano di pagare più loro facendo un giro sulla moto d'acqua assieme al figlio di Salvini, di quanto tra sconti di pena ed attenuanti culturali non pagherà il macellaio Innocent Oseghale.

Sono costretti a lavorare con i guanti da maggiordomo mentre fermano trogloditi abituati da secoli a dirimere ogni controversia a colpi di machete, perchè se durante le colluttazioni negli arresti solo alzano la voce, o gli scappa un buffetto, o qualche "parolina proibita" dal neo sillogismo del politicamente corretto, sono praticamente rovinati. Ecco, oggi Pierluigi e Matteo, Poliziotti poco più che trentenni, hanno fatto una delle poche cose che in questo paese malato possa fare un Poliziotto, senza urtare troppo la sensibilità dei "progressisti" di una certa parte politica. Rispetto per i due agenti morti a Trieste. Disprezzo assoluto per un'ideologia aberrante e patologica, capace di ostentare un ipocrita e subdolo rispetto per le divise, solo quando il berretto d'ordinanza sta sopra una bara.
E nemmeno sempre...

Dalla bacheca di Fabio Armano

sabato 5 ottobre 2019

su Greta

CARA GRETA, SAREBBE STATO BELLO SE...

Sarebbe stato bello se un bambino libico sul quale l'Europa ha sganciato bombe per mesi, avesse ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se un bambino greco, al quale l'Europa ha tolto il diritto ad una sanità ed istruzione adeguata con le politiche restrittive, avesse ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le migliaia di bambini denutriti in Yemen nel disinteresse degli Stati Uniti e del mondo, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le migliaia di spose bambine che ogni giorno vengono private dell'infanzia,avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se i bambini siriani bombardati per un'assurda guerra di potere sostenuta dall'occidente, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le decine di migliaia di bambini sfruttati in Cina ed India in nome del libero mercato, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Si, sarebbe stato bello! Ma non è successo! Loro non hanno voce. Ai potenti non interessano. Anzi spesso i potenti ne sono la causa. Abbiamo preferito la pagliacciata in barca vela, le centinaia di aerei inquinanti usati per raggiungere l'assemblea ONU, e il più grande sfruttamento mediatico di una giovane ragazzina che di clima scientificamente non sa nulla, ma che funziona benissimo per il marketing.

(dal web)

domenica 29 settembre 2019

Reddito di cittadinanza

L’ex brigatista Saraceni, percepisce il reddito di cittadinanza. Quando la tetta di stato, nasconde sempre le serpi in seno.

20 maggio 1999, Massimo D’antona - giuslavorista- viene ucciso in via Salaria. Tra i sette componenti delle Nuove Br, autori del gesto, c’è Federica Saraceni a cui vengono contestati i reati di partecipazione a banda armata e concorso in omicidio. Viene condannata in via definitiva a 21 anni e 6 mesi e dal 2005 usufruisce dei domiciliari. E già ci sarebbe tanto da dire ma andiamo avanti. Il padre della novella brigatista è nientemeno che Luigi Saraceni, toga rossa e uno dei fondatori di Magistratura Democratica. Luciano Violante, che Magistratura Democratica la lasciò dopo averla fondata, dichiarò anni fa:” Ho lasciato MD per l’insopportabile ambiguità nei confronti del fenomeno terroristico. MD era spaccata al suo interno e c’era una componente esagitata- il gruppo romano- che considerava il brigatismo rosso come una montatura ad opera di apparati dello Stato. Questa fazione faceva capo a Luigi Saraceni, padre di una terrorista”.

Questa premessa è doverosa ed importante per sottolineare come l’ex (?) brigatista FEDERICA SARACENI dal mese scorso percepisca 623 euro di reddito di cittadinanza nonostante sia tutt’ora ai domiciliari. Peccato che tra i requisiti richiesti per ottenere il rdc ci sia proprio quello di non essere sottoposti a misura cautelare personale. Per quanto riguarda la condanna invece tra le condizioni vi è quella non essere condannati in via definitiva per reati gravissimi nei 10 anni precedenti la richiesta. La Saraceni è stata condannata a giugno 2007 e quindi sarebbe in regola. Incredibile questa clausola vero? Anche voi non capite come questa ex brigatista ai domiciliari possa essere mantenuta dallo Stato contro cui si è rivoltata? Non siamo i soli nemmeno a chiederci come possa essere indirizzata ad un lavoro essendo ai domiciliari.

È ben vero che purtroppo molti soffrano di memoria corta ma D’Antona collaborava proprio con il Ministero del Lavoro, ministero che ha ideato una misura mal espressa, peggio applicata e ridotta ad assistenzialismo di nostrana fattura. E dovrà rendere conto insieme all’INPS- ente erogatore- di questa inspiegabile concessione. Ci auguriamo che qualcuno di realmente competente metta mano a questo provvedimento nella sua interezza in modo da trasformarlo in un aiuto serio e non in un allattamento alla tetta di mamma Stato. Naturalmente non è l’unica. La Faranda nel 2016 tenne un corso per la formazione dei magistrati.

Roberto Del Bello, ex brigatista della colonna veneta, ha lavorato al Viminale come segretario particolare del rifondarolo Francesco Bonato. Pagato coi soldi dello Stato, lo stesso Stato che in passato voleva annientare.

Maurizio Iannelli, uno dei componenti della colonna romana condannato a due ergastoli, dal 1999 ha iniziato a lavorare in Rai come autore di documentari impegnati e di programmi tv.

La Balzerani ha lavorato con la coop «Blow Up» ed ha dichiarato: “Io non sono e non sarò mai un ex brigatista, sono sempre io con le mie idee. Nessuno può chiedermi di dissociarmi dalle mie idee. Nel libro racconto la mia storia e ammetto di essere colpevole di tanti reati, ma penso che ci siano tante responsabilità in quel pezzo di storia d'Italia”.

Susanna Ronconi ha avuto consulenze da Asl, Comuni e dal ministro Livia Turco.

E come dimenticare i responsabili dell’omicidio di SERGIO RAMELLI. Ferrari Bravo è diventato giornalista di “Liberazione”, quotidiano di Rifondazione Comunista. Antonio Belpiede da qualche anno è primario a Canosa, in Puglia. Dal 1 gennaio 2015 anche Claudio Scazza è arrivato all’apice della sua carriera: è primario del reparto di Psichiatria 3 di Niguarda. E così la tetta di mamma Stato in realtà ospita le serpi in seno.

~Giulia