giovedì 24 maggio 2018

M5s, Lega e Pd

Non mi piace del tutto la realtà dei 5stelle al governo con la Lega. Non mi piace "la politica" dei 5stelle per motivi che non sto a spiegare. Ma, preferisco di gran lunga il fatto che il Pd sia in declino e, prima ancora che non ci sia un altro governo Pd o un nuovo governo tecnico. A leggere i post su fb degli esponenti Pd, viene fuori tutta la loro rabbia per non essere stati votati. Il post sottostante, è di tal Matteo Orfini che, orfano, porello, delle partite alla playstation con Fonzarelli, sbotta ed inizia a delirare. Cazzo, ridategli la play col nuovo cd di gods of war.  

"Alcune cose sono oggi più chiare. Sta per nascere un governo di estrema destra, composto da forze politiche di estrema destra, con un programma di estrema destra. Con una cultura politica di estrema destra, come dimostrano le fascisteggianti minacce al Quirinale di Alessandro Di Battista. Un governo di estrema destra che nasce grazie ai voti di Berlusconi, perché i parlamentari della Lega che voteranno la fiducia sono stati eletti nei collegi uninominali anche con i voti di Forza Italia. E grazie al via libera di Berlusconi, senza il quale Salvini non si sarebbe seduto al tavolo con Di Maio. Nasce un governo che ha una idea della democrazia diversa da quella che sta scritta nella nostra Costituzione. A proposito, quelli che hanno spiegato per mesi che superare il bicameralismo paritario fosse eversivo cosa pensano oggi del tentativo di introdurre il vincolo di mandato e superare i principi della democrazia rappresentativa? Nasce un governo che taglierà servizi e stato sociale per finanziare misure come la flat tax, che arricchiranno chi ricco già è. Oggi forse apparirà chiaro a tutti quanto sia stato saggio rimanere lontani da ogni ipotesi di accordo con questa roba. L'idea che per evitare la saldatura tra due destre dovessimo mettere i nostri voti a loro disposizione avrebbe prodotto un unico risultato: la scomparsa dell'unica forza che può opporsi a tutto questo. La fine di ogni prospettiva di ricostruzione di un'alternativa. Fare opposizione, in parlamento e nel paese. È questo il nostro ruolo. E questo faremo".

sabato 12 maggio 2018

Niente da aggiungere...


domenica 6 maggio 2018

In ricordo di Pamela

Ricordando che noi comuni mortali, Pamela la ricordiamo e la ricorderemo sempre mentre, le femministe e le istituzioni (che condannano l'uomo bianco e mai l'uomo nero) tacciono su certi efferati delitti o, nel caso del sindaco di Macerata, Carancini (che ha dato il via all'immigrazione selvaggia gestita da onlus alquanto oscure)  ha prima minimizzato e poi s'è presentato al funerale per dovere istituzionale... hanno già dimenticato. Noi no, noi che siamo persone normali, ricorderemo Pamela e siamo vicini alla sua famiglia così come lo è stato Luca Traini che dal carcere ha inviato una corona di fiori. 

Gramellini bacchetta la sinistra in tv: persino Traini ha mandato fiori per Pamela, e voi?

Alessandra Verni e con lei il fratello Marco Valerio, che è anche il legale della famiglia di Pamela Mastropietro, hanno accettato i fiori bianchi di Luca Traini, il pistolero di Macerata che proprio per vendicare la ragazza sparò ai neri in centro seminando panico e terrore in città. Traini non ha dimenticato Pamela e nel giorno dei funerali, dopo oltre 90 giorni dall’atroce delitto, ha fatto arrivare il suo omaggio a Pamela. Imbarazzo? Per niente. La famiglia non ha voglia di polemiche. La mamma Alessandra finalmente avrà un luogo dove recitare una preghiera per la sua povera figlia massacrata, un omicidio dove le negligenze delle istituzioni (l’assassino Oseghale si trovava illegalmente su territorio italiano) sono apparse evidenti. Per questo, ha spiegato ancora lo zio, accettiamo i fiori e le strette di mano di tutti. Anche quelle dei rappresentanti della comunità nigeriana a Roma, presenti ai funerali.  I fiori di Traini? «Ci hanno fatto piacere — dicono i parenti —, è stato un omaggio apprezzato, di vicinanza. Anche perché se avessimo rifiutato la sua corona, allora non avremmo dovuto nemmeno stringere la mano a tutti quei politici che non hanno fatto nulla per evitare la morte di Pamela». I politici presenti ai funerali non erano numerosi: c’erano  Virginia Raggi, e poi Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, Maurizio Gasparri e ancora il neodeputato leghista Tullio Patassini (eletto a Macerata). La sinistra ha lasciato sedie vuote a quei funerali che per quella parte politica rappresentano un evento imbarazzante, da rimuovere. Un evento cui forse nessuno di quella parte si è presentato per evitare fischi e contestazioni. Lo ha rimarcato su Raitre ieri sera, nella rubrica “Le parole della settimana”,  Massimo Gramellini, giornalista non certo ascrivibile alla destra, osservando a proposito dell’omaggio floreale arrivato da Luca Traini, che ancora una volta il centrosinistra non è stato in grado di capire da dove viene il disagio, di comprendere a chi era necessario dare risposte. “Quando non consideri la presenza ai funerali una forma di solidarietà ovvia nei confronti di chi ha perso una figlia in modo tanto brutale – ha detto Gramellini – allora non sei né di destra né di sinistra. Sei semplicemente un posto vuoto in chiesa che qualcun altro occuperà”. Come dire: persino Traini ha fatto meglio di voi…

domenica 29 aprile 2018

Di Maio scrive...

La lettera di Luigi Di Maio al Corriere della Sera

Caro direttore,
se c'è una cosa che possiamo rivendicare con forza è la massima coerenza tra quanto fatto dal giorno dopo il voto e quanto detto in campagna elettorale. Per tre mesi ho girato l'Italia e ho sempre ripetuto che qualora non avessimo ottenuto la maggioranza assoluta avrei proposto ai partiti un contratto vincolante sul programma. Avevo anche ribadito più volte che non avevamo un interlocutore preferito, ma che avremmo parlato con tutti. E' quello che stiamo facendo.

Il prossimo sarà il governo dei cittadini, non dei partiti. Il contratto alla tedesca servirà a mettere nero su bianco le azioni immediate per migliorare la qualità della vita degli italiani per interpretare al massimo lo spirito della terza repubblica. Non si tratta di alleanze. Un'alleanza è uno scambio di poltrone, un do ut des di potere. Non ci interessa. Siamo nati per fare altro. Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica italiana perché ha identità e valori ben precisi, che difendiamo senza compromessi.

La nostra identità e quello che abbiamo detto agli italiani prima del voto per me sono i punti di partenza. Noi abbiamo sempre difeso il ruolo centrale del Parlamento e porteremo avanti le istanze dei cittadini anche tramite l'introduzione di strumenti di democrazia diretta come i referendum propositivi, le proposte di legge di iniziativa popolare, le consultazioni nell’ambito della realizzazione delle grandi opere. Strumenti in uso in tante democrazie moderne e a beneficiarne non è solo la qualità della democrazia, ma soprattutto la qualità della governance.

Agli 11 milioni di italiani che ci hanno votato abbiamo garantito la continuità dell’Italia nell’Unione europea e monetaria, perché la nostra presenza in quel consesso avrà come obiettivo una profonda modifica dei vincoli di austerità, oltre che dell’impianto della governance economica e istituzionale europea. Dovremo superare il fiscal compact e avviare il percorso di definizione di un’unione fiscale per smantellare il sistema di elusione ed evasione nell’ambito della UE. Questa impostazione è oggi condivisa anche da altre forze politiche, tra cui il PD.

Lo studio del prof. Della Cananea ha individuato i punti in comune tra il nostro programma e il loro e oggi vorrei passare in rassegna i principali e lanciare un appello: realizziamoli per il bene superiore degli italiani! Sono fiducioso perché sulla carta -la carta dei programmi- ci sono tanti punti di convergenza che vanno nella direzione di soddisfare le esigenze dei cittadini, nostro unico interesse. Non ci illudiamo che i programmi elettorali abbiano sempre una valenza, ma adesso è il momento di mettere alla prova la politica affinché dimostri che non si tratta solo di parole, ma di obiettivi concreti che si possono tradurre in fatti, con tempi e procedure concordate. Una delle funzioni del MoVimento 5 Stelle è proprio questa. I programmi per noi valgono nel momento in cui si dimostra di volerli realizzare.

Ad esempio se si parla di Europa si parla di immigrazione. In comune c’è la revisione del Regolamento di Dublino e l’equa ripartizione dei migranti tra tutti i Paesi dell’Unione Europea. Per gestire i flussi migratori serve anche investire in sicurezza: c’è la comune volontà di aumentare le risorse per la cyber security e l’assunzione immediata di 10.000 nuovi agenti nelle forze dell’ordine. Assumiamoli!

Lotta alla povertà. I fondi del REI non sono sufficienti e le politiche attive del lavoro non funzionano. Il Reddito di Cittadinanza risolverebbe entrambi i problemi, estendendo il beneficio a più famiglie e rendendo effettivo il reinserimento lavorativo grazie alla riforma dei centri per l’impiego. Parliamo anche di pensione di cittadinanza per gli anziani. Non lasciamoli indietro.

Sul lavoro si può partire dal salario minimo orario, obiettivo condiviso anche dal PD, stando al loro programma. Oltre a proteggere il lavoro è urgente crearne di nuovo e di qualità, ad esempio con la banca pubblica di investimento per finanziare a tassi agevolati le piccole e medie imprese italiane. Riteniamo sia necessaria la reintroduzione dell’articolo 18 come “misura ponte”, in attesa di una piena realizzazione del reddito di cittadinanza e della riforma dei centri per l’impiego: una flexicurity alla danese che, a regime, consentirà di superare le rigidità dei contratti di lavoro.

Capitolo tasse. Il MoVimento 5 Stelle prevede una riduzione delle cinque aliquote Irpef oggi in essere, mentre loro ipotizzano una detrazione per i figli a carico; per le imprese il MoVimento 5 Stelle preferisce dimezzare l’Irap; dall'altra parte si parla di un’ulteriore riduzione dell’aliquota Ires. Il fine è lo stesso, un’intesa si può trovare.

Sanità pubblica. A quanto risulta dal programma, il Pd scrive nero su bianco di voler ridurre le ormai lunghissime liste di attesa. Siamo d’accordo, ma occorre un serio incremento del Fondo Sanitario Nazionale e un piano di assunzioni per infermieri e medici.

In tema di giustizia, entrambi vogliamo semplificare e ridurre i tempi dei processi attraverso l’applicazione del rito del lavoro e investendo nella digitalizzazione anche in ambito penale. Facciamolo! C’è la lotta alla mafia e alla corruzione: loro prevedono meccanismi di prevenzione per l’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni. Per noi si può realizzare una riforma complessiva dell’ordinamento penitenziario e con la modifica del 416ter. Senza dimenticare l’estensione dell’agente sotto copertura per i reati di corruzione, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati in via definitiva e una modifica sostanziale della prescrizione. Un capitolo a parte riguarda la legge sul conflitto di interessi che il Paese aspetta da troppi anni.

Infine i costi della politica e l’efficienza della Pa. I tagli agli sprechi sono un nostro storico cavallo di battaglia, e il programma del Partito Democratico prevede il ricalcolo dei vitalizi col metodo contributivo, un tetto agli stipendi dei manager pubblici e la trasformazione delle costose e inutili auto blu in auto elettriche e sostenibili. Meno sprechi significa anche Pa digitale e lotta alla burocrazia per semplificare la vita a cittadini e imprese.

Questa è la strada che stiamo seguendo e gli obbiettivi che vogliamo raggiungere. Se si può fare qualcosa di buono per l'Italia e mettere finalmente i cittadini al primo posto, noi ci siamo, perché il MoVimento 5 Stelle è nato per fare gli interessi degli italiani, oltre gli steccati ideologici e oltre le vecchie logiche di potere. E di questo sono orgoglioso. Allo stesso modo, siamo fieri del fatto che l'eventuale contratto a cui perverremo verrà sottoposto alla votazione dei nostri iscritti online sulla piattaforma Rousseau.

sabato 28 aprile 2018

Il commissario De Micheli

IL CAPOLAVORO DEL COMMISSARIO DE MICHELI
Comunicato integrale

Quando nell’apparentemente lontano 9 settembre 2017 il Consiglio dei ministri nominò Paola De Micheli commissario straordinario alla ricostruzione le sue prime dichiarazioni furono: “E' un incarico importante e gravoso, lo affronterò con umiltà e determinazione" - “opererò non solo per la ricostruzione materiale delle zone colpite dal sisma, ma anche per la rinascita civile e sociale delle comunità" (fonte Ansa).
 

“RINASCITA CIVILE E SOCIALE DELLE COMUNITA' “

Non sapevamo cosa intendesse con queste parole, ma da umili terremotati, pensavamo avesse buone intenzioni e comunque, tutto sembrava fuorché, la volontà di trovare scuse ed espedienti per aggredire, proibire e addirittura denunciare penalmente quelle popolazioni già duramente colpite dal terremoto! Un Commissario straordinario (straordinario di che ed in che cosa poi...) dovrebbe, a nostro avviso, prendere a cuore le esigenze delle persone sfortunate delle quali dovrebbe occuparsi e mettere in piedi tutte le misure possibili affinché questo stato negativo,inaccettabile e deprimente delle cose, cambi in maniera repentina e radicale.

Così non è stato, anzi, nei pochi mesi in cui lei stessa è stata operativa, si ricordano gli innumerevoli tagli di nastro di Sae incomplete ed inutilizzabili (nessuna delle Sae “consegnate” durante le inaugurazioni fino a dicembre, potevano essere immediatamente abitate dal terremotato di turno!) o di opere finanziate da privati e dove i politici di turno hanno fatto a gara a presentarsi attribuendosi non si capisce quale merito e quale motivazione alla loro stessa presenza, visto che di pubblico ancora non è stato fatto nulla!

Da Dicembre il nostro amato Commissario De Micheli va in giro a raccontare che non può “agire o modificare” nulla di concreto e sostanzioso prima perché il parlamento era “depotenziato" perché il governo stava per dimettersi, poi perché il governo,dimissionario, non avrebbe avuto la forza di modificare alcuna legge, poi perché effettivamente non vi era la possibilità di “legiferare” causa assenza di governo.

Nel frattempo mancano ancora il 35% di Sae, i posti di lavoro perduti sono sulle migliaia di unità, la tutela sanitaria e contrattuale dei lavoratori delle Sae appare una chimera (c’è stato anche uno sciopero), i suicidi e l’incremento dell’uso di ansiolitici tra i terremotati sono purtroppo in costante aumento, la burocrazia blocca, de facto, le approvazioni delle (poche) pratiche presentate e registra un assurdo 16% nelle approvazioni, i villaggi Sae mancano di zone di aggregazione dove le comunità potrebbero confrontarsi e ritrovarsi, non è stata assolutamente istituita una vera zona franca urbana differenziata per danni subiti, gli incentivi ci sono soprattutto da chi viene da fuori e non c’è alcuna priorità alle imprese/ lavoratori colpiti dal terremoto, non è stato fatto assolutamente nulla per dare la possibilità ai non residenti di rientrare ed alimentare quel flusso commerciale indispensabile alle imprese locali non soltanto per il rilancio, ma per il semplice sostentamento delle loro attività, ma ci sono due record del quale questo premuroso Commissario può vantarsi:

1) AVER IMPOSTO IL PAGAMENTO DELLE TASSE A CHI NON È IN GRADO DI PRODURRE CHIEDENDOGLI DI INDEBITARSI CON LE “SOLITE BANCHE” con tanto di lettera ai sindaci

2) AVER CONFEZIONATO UN DECRETO GRAZIE AL QUALE ALMENO 400 TERREMOTATI SONO STATI DENUNCIATI PENALMENTE; DECRETO CHE, ANZICHÉ SALVARE, HA CONDANNATO SENZA APPELLO CHI DA SOLO, CON I PROPRI RISPARMI E SUL PROPRIO TERRENO, SI È COSTRUITO UNA CASETTA DI LEGNO TEMPORANEA PER NON ABBANDONARE LA PROPRIA ATTIVITÀ E/O GOVERNARE LE PROPRIE BESTIE!

Questa sarebbe la rinascita civile e sociale delle comunità? È questo che intendeva caro Commissario?

AVVISO A POLITICI E POLITICANTI:

Il tempo concesso sta per scadere, i terremotati sono stanchi di questo teatrino volto a spartirsi le poltrone! Dovete dare priorità ai problemi che non possono essere rimandati e vanno immediatamente affrontati. Non possiamo aspettare ancora!

Convocheremo i comitati dei cittadini e prenderemo insieme una decisione, ma non staremo di certo ad attendere e subite inermi queste incomprensibili ingiustizie!

Francesco Pastorella
Coordinatore Comitati Terremoto Centro Italia

Macerata, 25 aprile 2018

Ho deciso di copiare un post dal facebook di un gruppo di marchigiani. Il blog in genere, tratta di argomenti simpatici. Stavolta è stato fatto un post molto serio e intelligente.


MUSOLI' E LA PIGNATTA

Diciamo la verità, Macerata stava un po' in ansia. Settimane lontana dalla popolarità, senza titoloni sui giornali, senza televisione, stava in crisi come i reduci del Grande Fratello che dopo un mese vengono ignorati pure dai parenti stretti. Per fortuna che c'è stato il 25 aprile e allora qualcuno ha avuto l'ideona dell'anno. Ma che te ne fai di discorsi, commemorazioni, cortei... sai che coglioni? Molto meglio un bel pupazzo de Musolì a testa in giù come a piazzale Loreto, che fa sempre scena. Va bè, quello tecnicamente accadde il 28 aprile, ma sò dettagli. Non basta? Ma no, serve un colpo di genio. Eccolo: riempiamolo di caramelle, invitiamo i bambini a prenderlo a bastonate. Testa spaccata, pioggia di dolcetti. L'innocente gioco della pignatta in salsa noir. E les jeux sons fait: via titoloni, dibattiti, nipotine inferocite. Un'ottima pensata, non c'è che dire. Siamo nel terzo millennio baby, la gente non ha più voglia di approfondire e non ha tempo per conoscere. Ci vogliono messaggi immediati, smart. Bella l'idea che un bambino possa imparare che la Liberazione sia stata fracassare la testa di un nemico morto. Vieni bimbo, ti insegno a stare al mondo. Che te ne fai dei libri, la storia è uno scontro tra tifoserie. "Fasci appesi" all'angolo rosso, "I treni arrivavano in orario" all'angolo nero. Da che parte stai, piccolo? Prendi un bastone, colpisci, stai dalla parte dei buoni. Imparalo che il coraggio non è quello di chi combatte per le sue idee, ma quello di Maramaldo, che uccide un uomo morto (Maramaldo chi, un giocatore?). E pazienza se non ci si rende conto che questo brillante sfoggio di odio e spregio dell'altro è il nutrimento principale di tutta l'ignoranza e l'intolleranza che si vorrebbero combattere. Pure Sandro Pertini, proprio lui, quello che popola a sproposito migliaia di pagine Facebook con frasi che non ha mai detto, uno che Mussolini lo voleva morto e lo avrebbe ammazzato con le sue mani, disse che "a piazzale Loreto l'insurrezione si è disonorata". Ma che ti frega piccolo, Pertini per te è quel vecchio che giocava a briscola sull'aereo con la Coppa del mondo sul tavolo e che voleva cacciare i governanti con pietre e bastoni. No, non l'ha mai detto, ma sticazzi. Prendi il bastone bimbo, sfogati. Colpisci il pupazzo. "La storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa" diceva uno che dovrebbe piacere a quelli che quel bastone te l'hanno messo in mano. Sei nel pieno del secondo giro baby. Divertiti.

sabato 14 aprile 2018

Crimini e criminali di guerra


sabato 7 aprile 2018

Erri De Luca

Io continuo a chiedermi perchè, continuano ad invitare (a pagamento) nei programmi tv gente come Vauro, De Luca e molti altri radical chic perchè se è vero che in italia vige la democrazia, certi personaggi, dovrebbero solo che tacere. Stavolta, è stato ospitato Erri De Luca e ha detto la sua, l'italia è un paese vecchio, c'è carenza di immigrazione, l'immigrazione non è una emergenza e nemmeno una invasione...

Erri De Luca: 'M5S-Lega? Un'accozzaglia; PD riparta da Primarie aperte'. Il noto scrittore Erri De Luca a 'Piazzapulita' su La7 parla a tutto tondo di politica, dai rapporti M5S-Lega al futuro del PD, fino al tema migranti

In occasione della puntata di "Piazzapulita" su La7 di questo giovedì 5 aprile è intervenuto il noto scrittore Erri De Luca, il quale un po' insolitamente è entrato esplicitamente nel dibattito politico di queste settimane, vediamo le parti salienti di quello che ha detto. All'inizio Erri De Luca ha precisato: "Non sono un politico né un giornalista, ma un cittadino con dei riferimenti politici che non sono rappresentati da queste forze politiche attuali. E credo che anche l'oltre 1/4 di italiani che non ha votato non si senta rappresentato".

Prima di aggiungere: "Gli italiani con questo voto innanzitutto hanno voluto scongiurare del tutto l'ipotesi di una coalizione fra Pd e Forza Italia, tagliando le gambe a questa possibilità. Dopo di che hanno creato le condizioni di impraticabilità della formazione di un Governo, adesso forse si potranno fare delle accozzaglie numeriche, ma non delle vere alleanze di Governo".

Sulla possibilità di un accordo fra Lega e 5 Stelle, De Luca ha detto: "Non sarebbe un accordo ma un'accozzaglia. Lo ritengo impossibile. Se comunque succedesse significherebbe che non è mai esistita una vera coalizione di destra che pretende di avere vinto le elezioni, essa invece era solo una formula di comodo. Comunque tutto questo non tiene. Credo che la cosa migliore sarebbe quella di tornare a votare rapidamente e penso che gli italiani stavolta voterebbero diversamente e polarizzerebbero di più: non finirebbe nello stesso modo, visto cosa hanno combinato con questo voto si aggiornerebbero con uno nuovo".

De Luca sulla crisi della sinistra: 'PD faccia Congresso aperto e Primarie spalancate per ridare voce alla base'

Erri De Luca si è anche soffermato sulla crisi della sinistra, dicendo: "Essa non rappresenta la sinistra che esiste in questo paese, ovvero quella dell'uguaglianza, della libertà e della fraternità che per me sono la trinità laica sulla quale si fonda la comunità civile di un Paese. Il PD se volesse rianimarsi dovrebbe fare un Congresso aperto e delle Primarie spalancatissime cercando di riconvocare quell'elettorato che se n'è andato, solo partendo dalla base possono ricostruire un consenso e riprendere una linea. Finché rimangono chiusi dentro gli spostamenti fra le correnti non faranno molto: hanno fatto delle Primarie in passato anche per molto meno, questo è invece il momento in cui devono ridare la voce alla base per cercare di raccoglierla".
'Immigrazione ha contato nella percezione malata del fenomeno, Italia è paese vecchio che ha paura'

De Luca ha poi aggiunto: "La Lega non ha vinto, ha solo ribaltato gli equilibri dentro l'elettorato di destra"; mentre sull'incidenza del tema accoglienza sul voto politico, ha precisato: "L'immigrazione ha contato nella percezione malata, clinica e non politica del fenomeno: una percezione sballata. In questo paese non c'è alcuna invasione. Semmai abbiamo 5 milioni di italiani all'estero, il problema è l'evasione e non l'immigrazione. Questo è un paese senile, vecchio e con un'età media troppo alta, i giovani sono una minoranza schiacciata: gli anziani hanno paura e il Paese si alimenta della paura". Infine riguardo al rapporto fra M5S e accoglienza ha detto: "Sono rimasti sulla linea dei respingimenti in mare e dell'opposizione allo Ius Soli, sono rimasti appiattiti sulla linea della procura di Catania che non ha portato prove su quello che affermava".

venerdì 6 aprile 2018

C'erano dubbi?


mercoledì 4 aprile 2018

L'hotel house

... ovvero, il condominio degli orrori. 2700 persone di ogni razza ed etnia e nella maggior parte dei casi (se non tutti), clandestini, spacciatori e delinquenti. Doveva essere un esempio di "integrazione" per l'italia e invece, ancora una volta, l'integrazione si dimostra un totale fallimento così tanto che è diventato zona franca. TUTTI sapevano e TUTTI sono colpevoli di quello schifo. L'assessore Fabbracci si lagna... ora: "Hotel house sfuggito di mano, problema più grande delle nostre forze". Ah, ma davvero? Non se n'era accorto nessuno... Ecco come veniva descritto dal corrierone: "Il falansterio dove si parlano 32 lingue". Addirittura c'è una pagina di Wikipedia a descriverlo. Qui. Picchio news si chiede se nel frattempo, ci sono piccoli passi verso una normalità... quando la normalità, sarebbe abbatterlo, riqualificare l'area e ricostruire per i turisti. Non per mantenere delinquenti, spacciatori ed etnie diverse. E dopo la pausa pasquale, ricominciano gli scavi... perchè qualcuno non sa nemmeno che lì c'è un pozzo dove percaso, per puro caso, sono state trovate delle ossa. Un tempo, tra gli anni 80 e i 90, nel sotterraneo dell'hotel house, c'era una delle più importanti discoteche della riviera, ci andavo, oh, se ci andavo, in compagnia di amici o anche tra amiche. Parcheggiavamo con tutta tranquillità, chiacchieravamo lì fuori prima di entrare, senza mai aver avuto problemi. Gli unici stranieri, specie d'estate, erano i villeggianti e non c'era la delinquenza e soprattutto, non era abitato da extracomunitari. Si, c'era qualche furto nelle auto ma i casi erano rarissimi. Ad anni 90 inoltrati, l'ultima volta che sono stata in quella discoteca, è stato il 98. Ma già era in declino e poco dopo avrebbe chiuso i battenti ma nel frattempo, cominciavano ad installarsi sul palazzone, i primi extracomunitari. Di colore e anche quelli dell'est europa e non erano villeggianti. Da lì, è stato un crescendo di immigrati che nessuno ha visto o ha sentito... o non ha voluto farlo.

mercoledì 28 marzo 2018

Criminali di governo e di jihad

Quando la lega diceva che c'era un serio pericolo di jihadisti che arrivavano dai barconi, veniva tacciata di xenofobia e razzismo e che, vedere jihadisti dovunque era da pazzi visionari scriteriati perchè ni, il pericolo non arrivava dai barconi MA dai cittadini nati e vissuti in europa... E meno male che criminali come Minniti siano stati finalmente disarcionati dal cavallo italia... almeno per il momento.

Marco Minniti: "Minaccia della jihad mai così forte in Italia"

"Nessuno ha mai detto che fosse finita. Il quadro della minaccia di Isis rimane radicalmente immutato. Anzi, la caduta di Raqqa e Mosul, se da una parte fa venir meno l'elemento territoriale del Califfato, dall'altro aumenta la pericolosità dell'altra componente, quella terroristica". Marco Minniti, in una intervista a La Stampa, lancia l'allarme: "Lo Stato islamico è stato capace di arruolare 25-30 mila foreign fighters da circa 100 Paesi diversi. La più importante legione straniera che la storia moderna ricordi. Molti sono morti, ma i sopravvissuti stanno cercando rifugio altrove. Anche qui in Europa". Quindi l'appello del ministro uscente al governo che verrà è che prosegua le espulsioni dei radicalizzati.

Sull'inchiesta legata all’imam di Foggia, Minniti osserva: "La cosa importante oggi è soffermarci su questa indagine esemplare, che ha dimostrato con prove solari uno scenario assolutamente agghiacciante. Una cosa che non ha eguali in Occidente. L'unica cosa che si può associare alla scuola di Foggia sono le immagini che provenivano dal profondo dell'Iraq e della Siria, quelle di bambini addestrati a usare la pistola o utilizzati per esecuzioni capitali".

Sulla condizione dei migranti in Libia, Minniti spiega che "con Oim e Unhcr si è potuto stabilire, in Libia, chi ha diritto alla protezione internazionale. E questi rifugiati sono arrivati in Italia attraverso corridoi umanitari gestiti dal governo italiano. Chi scappa dalla guerra non lo devono portare qui gli scafisti, ce ne occupiamo noi. L'Oim ha fatto più di 22500 rimpatri volontari assistiti dalla Libia ai Paesi d'origine. L'Italia è stato il primo Paese ad aver organizzato un corridoio umanitario da Tripoli direttamente in Europa. Controllo dei confini, aiuti umanitari, intervento per gestire i rimpatri volontari, aiuto a chi ha diritto alla protezione internazionale. Può diventare un modello, che tiene insieme umanità e sicurezza. Forse l'unico possibile".

martedì 27 marzo 2018

Bonus bebè alle straniere...


Il bonus mamme a tutte le donne immigrate. Anche quelle con un permesso di soggiorno non di lungo periodo. L'Inps ha perso la sua battaglia ed è stato costretto di erogare a tutte le donne immigrate il bonus mamma da 800 euro. Ma con riserva. Facciamo un piccolo passo indietro. Ricorderete forse le sentenze emesse di tribunali di Milano e di Bergamo con cui i giudici avevano condannato l'ente pensionistico a versare i contributi alla nascita a tutte le donne straniere che ne avessero fatto richiesta, anche se non in possesso di permessi di soggiorno di lungo periuodo o titolari di protezione internazionale. E oggi le associazioni che avevano sostenuto le donne nei loro ricorsi hanno annunciato una nuova sconfitta dell'Inps. "La Corte d'appello di Milano, con dispositivo di sentenza emesso in data odierna - hanno reso noto - ha respinto l'appello dell'Inps contro l'ordinanza del Tribunale di Milano che, accogliendo un ricorso di Asgi, Apn e Fondazione Piccini, aveva ordinato all'Istituto di riconoscere il 'premio nascita' a tutte le mamme straniere regolarmente soggiornanti, e non soltanto alle mamme lungosoggiornanti o titolari di protezione internazionale come preteso dall'Inps". L'Ente guidato da Tito Boeri intendeva versare il contributo solo alle donne straniere con un permesso di soggiorno di lungo periodo. Secondo i giudici, però, l'interpretazione della legge data dall'Inps nella sua circolare era eccessivamente restrittiva e non giustificata.

Così a febbraio l'Inps aveva deciso di pagare, con riserva, i bonus richiesti dalle donne straniere. "Le domande di premio alla nascita presentate dalle donne straniere regolarmente presenti in Italia, in precedenza respinte in applicazione delle circolari n. 39/2017, n. 61/2017 e n. 78/2017 - aveva scritto l'Inps a febbraio - saranno oggetto di riesame alla luce dell'Ordinanza n. 6019/2017. Il riesame della domanda sarà effettuato su istanza della richiedente da presentarsi alla Struttura territoriale competente. I premi verranno corrisposti con riserva di ripetizione se, all'esito del giudizio di impugnazione del citato provvedimento giudiziale da parte dell'Istituto, emergerà un diverso orientamento giurisprudenziale". Nel frattempo il ricorso presentato presso il tribunale di Milano non è andato secondo i desideri degli uomini di Boeri.

"L'Inps ha emanato il messaggio n. 661 del 13 febbraio 2018 con il quale ha dato esecuzione all'ordinanza, consentendo quindi a tutte le mamme straniere la presentazione delle domande, ma precisando che l'assegno viene pagato con riserva in relazione agli sviluppi futuri del giudizio", hanno scritto le associazioni coinvolte Asgi, Apn e Fondazione Piccini. Per le associazioni la scelta di versare i contributi è ovviamente una vittoria. "Tuttavia - dicono - se l'Istituto mantenesse la 'riserva' sui pagamenti e decidesse di proseguire nel giudizio, i beneficiari che hanno nel frattempo ottenuto il titolo, resterebbero in una situazione di incertezza per altri anni, fino alla decisione della Cassazione".

giovedì 22 marzo 2018

Castel Sant'Angelo sul nera

Questi fantasmi sono ciò che restano di un antichissimo paesino delle Marche. Tutto ancora così, abbandonato come quando c'è stata la seconda scossa di terremoto. La zona rossa, l'ho chiamata fantasmi. Perchè alcuni, hanno la fortuna di vederli, altri, li percepiscono, sanno che ci sono e non hanno il privilegio di vederli o addirittura, li ignorano.



E poi, ci sono le famigerate salvifiche SAE che, dovrebbero essere a buon mercato e temporanee e invece, sono più costose di un attico nel centro storico di una città d'arte e non sono buone a niente perchè "studiate e assemblate" per climi più dolci, ad esempio, per il clima di Lampedusa. Queste SAE, verranno consegnate sabato con tanto di cerimonia in pompa magna. Basta guardare i boiler posizionati sui tetti per capire che in montagna possono esplodere... La gente di questi posti dimenticati da dio e soprattutto dal governo, chiede aiuto con dignità. Vuole tornare a vivere del proprio lavoro. Non pretende ville dorate. Vuole aiutare a ricostruire le proprie stalle, le attività e le case che avevano prima e che non ha più. Ed è uno schifo che il governo precedente, tutto ha fatto tranne che aiutare queste popolazioni.

martedì 20 marzo 2018

FMI

"Ridurre le pensioni, la Fornero non basta". Il Fmi pubblica un report di economisti che chiedono tagli per gli assegni retributivi e misti di Gian Maria De Francesco

Altro che abolizione della riforma Fornero. Il sistema previdenziale italiano necessita di ulteriori miglioramenti per garantirgli una sostenibilità di lungo termine. È quanto sostiene il Fondo monetario internazionale in un working paper (un'analisi che contiene proposte di lavoro) intitolato «Italia: verso una riforma fiscale improntata alla crescita». Come si evince dal titolo, l'oggetto della disamina è costituito dalle politiche di sviluppo, ma per gli economisti di Washington (il team che si occupa dell'Italia è guidato dall'ex commissario alla spending review Cottarelli) nessuna misura espansiva è possibile senza una riduzione della spesa per le pensioni. Tutto questo perché l'Fmi ritiene tutto sommato giusto lo «scongelamento» dopo 9 anni di blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici con i nuovi contratti, mentre considera sbagliato un ulteriore taglio agli investimenti in conto capitale e al sistema del welfare.

Ecco perché la ricetta del Fondo prevede nell'ordine: eliminazione totale della quattordicesima (per i redditi bassi) e parziale della tredicesima per i pensionati col sistema retributivo e con il sistema misto retributivo-contributivo, fissazione di un limite di età per i coniugi e di forti restrizioni per gli eredi per le pensioni di reversibilità, ricalcolo su base contributiva delle pensioni retributive e aggiornamento rapido dei coefficienti di trasformazione e delle rivalutazioni. Allo stesso modo, si propone di rivedere il sistema dei contributi previdenziali avvicinando le aliquote (ora al 33% per i dipendenti e al 24% per gli autonomi).

I rimedi in ambito fiscale, invece, sono già noti al grande pubblico sia perché già evidenziati dall'Ocse e dalla Commissione Ue, sia perché il programma di +Europa di Emma Bonino in campagna elettorale li aveva fatti propri. Si tratta di: istituzione di una property tax sugli immobili (cioè più Imu per tutti), ampliamento della lotta all'evasione Iva «sguinzagliando» l'Agenzia delle Entrate, aumento delle imposte su dividendi e capital gain (anche esteri) e taglio dei bonus fiscali. In particolare, sostituendo le detrazioni per lavoro dipendente (soprattutto quella delle donne lavoratrici) con un credito d'imposta. Solo in questo modo, secondo l'Fmi, è possibile abbassare Irpef, Ires e Irap.

Il dato di partenza dell'analisi è già stato vagliato dall'Ocse e dalla nostra Ragioneria generale dello Stato. La spesa pensionistica in Italia è la più alta in Europa dopo quella della Grecia e si attesta al 16% del Pil. Le riforme che si sono succedute dalla legge Dini del 1995 alla Fornero del 2011 hanno progressivamente abbassato i costi, ma nel 2025 è atteso il picco di spesa. Le stime italiane sono considerate ottimistiche perché si fondano su un incremento del tasso di occupazione dal 56 al 66,5% nel 2070 e su una crescita media annua del Pil pro capite dell'1,75 per cento. Considerata la scarsa produttività del lavoro, concludono gli esperti, non si pongono molte altre alternative in caso di choc.

La pubblicazione di questo report durante le trattative per la formazione di un governo a guida «populista» (M5S o Lega) dichiaratamente anti-Fornero rappresenta un severo monito. L'Fmi, assieme a Commissione Ue e Bce, è infatti uno dei componenti della troika. Se ne deduce che il commissariamento dell'Italia è più di un'ipotesi di scuola.

martedì 13 marzo 2018

Sul gus di Macerata

Le tre domande dell'opposizione della giunta Carancini. "Quanti soldi il comune ha versato al Gus nel 2017? Perchè la onlus che accoglie gli immigrati, non ha ancora presentato resoconto dell'incasso? Che farà l'amministrazione comunale?" Queste sono le domande che alcuni membri dell'opposizione hanno firmato e presentato a Carancini e vogliono una risposta per il prossimo consiglio comunale del 19 e 20 marzo. Da notare che tra i nomi di chi ha firmato il documento, non c'è nessuno del movimento 5 stelle...