venerdì 24 marzo 2017

Sull'attentato di Londra


Bufera sul sindaco musulmano. "Non condanna gli integralisti". Non nomina mai l'Isis e i jihadisti. E il mondo si indigna per le frasi di Khan. Attaccato anche dal figlio di Trump di Valeria Robecco

A ventiquattr'ore dall'attacco terroristico che ha di nuovo insanguinato Londra è il primo cittadino della capitale britannica Sadiq Khan a finire al centro dell'attenzione. Da una parte per la tardiva condanna dell'attentato, e dall'altra per lo scontro a distanza con il figlio del presidente americano, Donald Trump Jr Khan, 46enne figlio di due immigrati pachistani musulmani - il padre conducente di autobus e la madre sarta - è nato a Tooting, quartiere popolare nel Sud di Londra. Dopo la laurea in giurisprudenza e la carriera da avvocato specializzato in diritti umani ha inseguito il sogno della politica, prima con Gordon Brown e poi nel governo ombra di Ed Miliband. Considerato esempio di integrazione e cosmopolitismo, la sua scalata è arrivata ai vertici nel maggio 2016 con l'elezione a sindaco della City dopo il conservatore, e inglesissimo, Boris Johnson.

Khan è diventato così il primo sindaco di una minoranza etnica della città, e il primo sindaco musulmano di una grande capitale occidentale. La sua attenzione alla coesione intercomunitaria è stata elogiata dai sostenitori del dialogo interreligioso, mentre i detrattori ne hanno criticato la volontà di «condividere una piattaforma» con religiosi islamici fondamentalisti. E l'impegno per migliorare le relazioni tra la comunità musulmana e il resto della società britannica gli è costato minacce sia dagli islamisti che attivisti di estrema destra. Dopo l'attacco a Westminster, Khan è stato criticato per il suo iniziale «silenzio», poiché nelle ore successive si è limitato a una breve dichiarazione. Solo in seguito ha affermato: «Non permetteremo a questi terroristi di cambiare il nostro modo di vivere», lanciando un appello ai fedeli di tutte le religioni della città, elencandole una a una. E riferendosi genericamente ai terroristi, senza mai nominare l'Isis o i jihadisti, ha aggiunto: «Odiano il fatto che qui a Londra cristiani, ebrei, musulmani, sikh, buddisti e indù si tollerano, si rispettano e sono fra loro uniti».

Mentre alla veglia organizzata ieri sera a Trafalgar Square in memoria delle vittime, ha ribadito che i londinesi non saranno «mai intimiditi e piegati dal terrore»: «Quando si trovano di fronte alle avversità si riuniscono. La nostra risposta mostra al mondo che cosa significa essere londinesi». Una durissima polemica è invece scoppiata in rete dopo la critica da parte di Donald Trump Jr. Proprio nel giorno dell'attentato, il figlio del presidente Usa si è scagliato contro il sindaco di Londra su Twitter: «Mi state prendendo in giro?! Gli attacchi terroristici sono parte della vita in una grande città, dice Sadiq Khan». Donald Jr si riferiva ad un'intervista rilasciata dal sindaco lo scorso settembre all'Independent, nella quale spiegava come l'essere preparati a eventuali attacchi è diventato parte della vita nelle grandi città, e incoraggiava i londinesi ad essere vigili per combattere i pericoli. Il tweet ha fatto infuriare i britannici e infiammato la rete, scatenando una bufera intorno al figlio del tycoon. Khan, invece, ha liquidato la polemica con poche parole, spiegando di non aver risposto al messaggio perché nelle ultime 24 ore ha «avuto cose molto più importanti da fare», e aggiungendo che Londra «resta una delle città più sicure al mondo».

Da sindaco a sindaco, invece, il predecessore di Khan, e oggi ministro degli esteri, Boris Johnson, ha parlato dall'Onu, spiegando che «le vittime di Westminster provengono da undici Nazioni. L'attacco a Londra è un attacco al mondo, e il mondo è unito nello sconfiggere chi lo ha organizzato. Lo dico con fiducia perché i nostri valori sono superiori, la nostra visione del mondo è migliore e più generosa». Quindi, a chi gli chiedeva dei rapporti con l'amministrazione Trump, Johnson ha assicurato che «la cooperazione tra il governo della Gran Bretagna e quello americano è intensa, e continuerà». «A New York e a Washington ho visto Paesi, anche del mondo islamico, unirsi per combattere l'Isis - ha concluso - e credo che questo avrà un grande effetto».

Con l'augurio che sia SOLO un fotomontaggio di cattivo gusto... però, Vanity fair ha già fatto un articolo su questa donna che, hanno detto, non è stata l'unica a non fermarsi...

venerdì 10 marzo 2017

L'immigrazione secondo Gentiloni



mercoledì 8 marzo 2017

Immigrazione

Niente di nuovo, però, prima che magari venga tolto di circolazione, guardatevi questo video per intero. Ne vale la pena.


domenica 26 febbraio 2017

Eccesso di legittima difesa

Fugge all'alt e il carabiniere spara. Qui.

Il post in aiuto del carabiniere di Giuseppe Sardini

La macchina della "giustizia" si è messa in moto. Arma sequestrata al Carabiniere. Indagine in corso. Sicuro "atto dovuto" con avviso di garanzia per un reato odioso a tutto il Popolo come "l'eccesso di legittima difesa". Sono cose lunghe e penose per i militari che ci passano per aver fatto il proprio dovere e per le loro famiglie. Probabile sospensione dal servizio e - peggio ancora - dello stipendio. E' di un paio di giorni fa la notizia che un poveruomo si è visto condannare anche al risarcimento del delinquente cui aveva sparato. Speriamo non capiti al nostro amico, ma cominciamo subito a difendere concretamente il nostro Carabiniere. Chiediamo all'Amministrazione Comunale due cose veloci:
 
1) conferma che si costituirà parte civile contro i delinquenti nel caso di rinvio a processo del Carabiniere di Monte San Giusto.
2) apertura immediata di un conto corrente bancario per le spese legali di difesa e di mantenimento della famiglia, qualora gli venisse sospeso lo stipendio. Comunicazione mensile pubblica delle entrate su tale conto corrente.
 
Se non lo fa l'Amministrazione Comunale, lo faccio personalmente io. Quanto alla Costituzione di Parte Civile in un eventuale e probabile processo, se l'Amministrazione Comunale non intendesse o non potesse procedere a difesa degli interessi della sua cittadinanza, costituiremo un Comitato Cittadino di Difesa cui dovranno aderire tutte le famiglie sangiustesi che non ne possono più. LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO. Facciamo per una volta un passo concreto nei confronti di chi rischia la vita per cercare di proteggerci. Siccome non tutti leggono i commenti fino in fondo, aggiungo quanto segue: Condividete il post con i vostri amici. Dobbiamo sentirci tutti uniti in questa vicenda che non riguarda solo qualcuno di noi, ma l'intera comunità sangiustese. Condividetelo e basta. I 1000 amici che ha ognuno di voi servano per una volta alla causa più giusta: la difesa dell'Arma, di un Carabiniere e della sua famiglia.

venerdì 24 febbraio 2017

Non c'era, se c'era, dormiva...

Ricordiamo inoltre che lo stato da mesi è insolvente con le strutture che ospitano gli sfollati e, le banche hanno chiuso i rubunetti a tali strutture. Tra poco più di un due mesi, gli sfollati, verranno di nuovo sfollati (non si sa dove) perchè sta per partire la stagione balneare. E, a quanto pare, nessuno conosce la soluzione della cosa. Per non parlare della desertificazione di vastissimi territori di quattro regioni. Ma paghiamo le associazioni che vanno a prendere i clandestini e paghiamo altre associazioni che organizzano feste gay...

Terremoto, Errani: «Non c'è ricostruzione, è tutto fermo» di Alessia Tripodi

«Non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda di avere il fabbisogno definitivo di tutte le casette. Non esiste. Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo. Non esiste. Non esiste». Sono le parole che il commissario straordinario alla ricostruzione, Vasco Errani, avrebbe pronunciato lo scorso 15 febbraio ad Ancona, secondo quanto riportato dal settimanale "Panorama" e ripreso da "Il Fatto quotidiano". Un audio fuorionda, spiega il settimanale, durante il quale l'ex governatore dell'Emilia Romagna avrebbe parlato di «fallimento dello Stato», dichiarazione che, però, l'ufficio stampa del commissario si è affrettato a smentire. Intanto, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile addio di Errani al Pd. Un'eventualità che, dicono fonti di Palazzo Chigi, non mette in dubbio la collaborazione con il commissario sui temi della ricostruzione, che è confermata e proseguirà.

L'audio citato da Panorama

Errani, nel chiuso di una stanza con gli altri amministratori, avrebbe sottolineato, come riferisce il settimanale in edicola, «il fallimento dello Stato, che lui stesso rappresenta, nella gestione delle fasi successive alle terribili scosse che hanno messo in ginocchio diversi paesi di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio». «Errani ha detto più volte 'non esiste' - prosegue 'Panorama' - di fronte all'evidenza della consegna delle casette, della quasi totale inagibilità delle stalle e dei ritardi sul ripristino della viabilità che vede ancora molti paesi isolati». «Rivolgendosi ai sindaci - prosegue l'articolo - Errani ha testualmente parlato di un quadro drammatico a cui si aggiunge la beffa dei sopralluoghi».

Ancora un anno per ultimare i rilievi

Secondo un calcolo effettuato da Panorama, ci vorrà ancora un anno per ultimare i rilievi tra schede Aedes e schede Fast, due tipi di sopralluoghi che si accavallano e che stanno allungando ulteriormente i tempi per arrivare a un quadro generale sull'agibilità di edifici privati e pubblici. Intanto, sottolinea il settimanale, i cosiddetti "ospiti del sisma" che alloggiano in alberghi e centri turistici, attendono di sapere quale sarà la loro sorte dopo che diversi proprietari di hotel, alcuni dei quali non hanno ancora ricevuto rimborsi dal governo, hanno fatto sapere di voler "liberare" le stanze per la stagione estiva.

Portavoce Errani: «Mai parlato di fallimento Stato»

«Ad Ancona, ad una affollata assemblea di sindaci, amministratori locali e regionali, il commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, non ha parlato né di drammi né tanto meno di 'fallimenti dello Stato', assolutamente inesistenti». Lo ha precisato l'ufficio stampa del Commissario, spiegando che «semplicemente, anche in forza del nuovo decreto che prevede procedure più rapide, il commissario Errani ha sottolineato l'esigenza concreta di moltiplicare gli sforzi per accelerare. Questo - conclude il comunicato - è ciò che si è deciso in quella sede ed è ciò che si sta facendo».

venerdì 17 febbraio 2017

Pochezza e pressapochismo


Papa Francesco in visita all'università Roma Tre. Durante il suo intervento davanti agli studenti dell'ateneo, il Pontefice ha affrontato diversi temi tra cui l'immigrazione e il terrorismo internazionale.

Sui migranti la posizione del Papa è chiara: "Le migrazioni non sono un pericolo. L’Europa è stata fatta di invasioni, migrazioni ed è stata fatta artigianalmente, così. Le migrazioni non sono un pericolo sono una sfida per crescere".

Poi ha aggiunto: "È importante il problema dei migranti pensarlo bene oggi che c’è un fenomeno così forte: pensiamo ad Africa e Medio Oriente rispetto all’Europa. Dirlo non è far politica di parte: c’è la guerra e fuggono dalla guerra, c’è la fame e fuggono dalla fame. Ma quale sarebbe la soluzione ideale? Che non ci siano fame e guerra. Che ci sia la pace e che si facciano investimenti in quei posti perchè si abbiano risorse per lavorare e guadagnarsi la vita. Ma attenzione: c’è una cultura che li fa soffrire, è il fatto di essere gente sfruttata. Noi in generale andiamo là per sfruttarli. Un premier africano mi ha detto l’anno scorso che il suo primo impegno è la riforestazione del paese perchè le multinazionali erano andate lì e sfruttato. Non sfruttare Non facciamo i potenti che vanno a sfruttare. Hanno fame perchè non hanno lavoro e non hanno lavoro perchè siamo andati a sfruttarli". Per questo partono, diventano migranti ma, ha continuato Francesco, "anche qui sono sfruttati dagli sfruttatori dei barconi, da quel che ha fatto del Mediterraneo un cimitero: il ’mare nostrum’ oggi è un cimitero. Pensiamo a questo quando siamo da soli, come se fosse una preghiera".

Poi il Papa ha parlato del terrorismo e soprattutto degli attentati che hanno insanguinato l'Europa: "I ragazzi che hanno fatto la strage a Zaventem erano belgi: nati in Belgio, immigrati di seconda generazione, ghettizzati non integrati". Il Papa ha parlato dei giovani e ha analizzato quel processo, a suo dire, che lega il dramma della disoccupazione al terrorismo: "Quando c’è liquidità nell’economia non c’è lavoro concreto. Nella nostra cara Europa: come si può pensare - si è chiesto - che i paesi sviluppati abbiano una disoccupazione giovanile così forte? Non dirò i paesi ma sì le cifre: 40 per cento, 47 per cento, un altro il 50 altro lìvicino quasi il 60. Questa liquidità dell’economia toglie la concretezza del lavoro e la cultura del lavoro, perchè non si può lavorare. I giovani non sanno cosa fare e io, giovane senza lavoro, ho l’amarezza nel cuore: dove mi porta? Alle addizioni che hanno una radice, o mi porta al suicidio? Lo dicono quelli che sanno le vere statistiche dei suicidi, che non si pubblicano. Le vere statistiche non si pubblicano. Oppure - ha continuato il Papa - vado dall’altra parte e mi arruolo in un esercito terroristico. Almeno ho qualcosa da fare, dò senso alla mia vita".

Il messaggio di Papa Francesco

Il Pontefice ha poi inviato un messaggio ai Movimenti popolari riuniti in California. E anche qui tra i vari temi trattati c'è anche quello del terrorismo internazionale: "Nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Non esiste il terrorismo cristiano, non esiste il terrorismo ebraico e non esiste il terrorismo islamico. Non esistono. Nessun popolo - afferma il Papa - è criminale o narcotrafficante o violento". Secondo Francesco, infatti, "ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti i popoli e in tutte religioni, che si rafforzano anche con le generalizzazioni intolleranti, e si nutrono dall’odio e dalla xenofobia".

giovedì 9 febbraio 2017

Dovreste seppellirvi

Ovviamente, i cari politici italici che hanno saputo della lettera e del suicidio, se ne sono guardati bene dal prendere le distanze. Non è mica colpa loro, no. Loro hanno creato il jobs act per migliorare il paese e le condizioni di vita dei giovani. Ieri sera, con la solita arroganza (e profonda stupidità targata PD), Matteo Ricci, sindaco di Pesaro (che a suo tempo lasciò morire su una cazzo di panchina un senzatetto pesarese, si immagini il motivo), ha rimandato le accuse al mittente in maniera alterata. Rivotateli, mi raccomando, semmai si tornasse al voto. Nel facebook del bimbominkia, nessuna parola su questa tragedia ma, l'ultimo post risale a ieri dove ci dice che ha chiamato per ringraziarlo, un tale imprenditore Schiavon che ha assunto una donna incinta al nono mese di gravidanza, beandosi del suo fantastico jobs act. Qui il post coi commenti possibili ai soli iscritti...

La lettera di Michele che si è ucciso a trent'anni perchè stanco del precariato e di una vita fatta di rifiuti. La denuncia dei genitori: "Nostro figlio ucciso dal precariato, il suo grido simile ad altri che migliaia di giovani probabilmente pensano ogni giorno di fronte a una realtà che distrugge i sogni". Michele ha scritto: "Non posso passare il tempo a cercare di sopravvivere". Ecco il suo scritto-denuncia di Michele. Con questa lettera un trentenne friulano ha detto addio alla vita. Si è ucciso stanco del precariato professionale e accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive. La lettera viene pubblicata per volontà dei genitori, perché questa denuncia non cada nel vuoto: «Di Michele - dice la madre - ricorderemo il suo gesto di ribellione estrema e il suo grido, simile ad altri che migliaia di altri giovani probabilmente pensano ogni giorno di fronte ad una realtà che distrugge i sogni» di MICHELE

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi. Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia. Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile. A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive. Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione. Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno. Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri. Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino. Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene. Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto.

mercoledì 25 gennaio 2017

Un aiuto concreto

VUOI AIUTARE LE MARCHE?
Non mandare sms, a primavera vieni in vacanza qui.
Otterrai 2 importantissimi risultati:
1) il 100% dei tuoi soldi verrà veramente nelle Marche e aiuterai concretamente la nostra economia;
2) vedrai posti stupendi, mangerai benissimo, conoscerai persone fantastiche e vivrai giornate indimenticabili.


La foto è mia e l'ho scattata a Camerino pochi giorni prima del secondo terremoto. Camerino è ancora da ricostruire.

martedì 24 gennaio 2017

Il solito schifoso scarica barile

Ho sempre detto che la regione marche, per la sua natura, è una bellissima regione. Peccato che sia dominata da sempre da partiti di sinistra con in se, gente assolutamente inadatta e idiota. 


Terremoto - l'associazione di categoria attacca l'assessore e la regione marche, invitandoli ad assumersi le proprie responsabilità sull'assenza di strutture mobili.

"Il tentativo di scaricabarile messo in atto dall'assessore Casini sarebbe ridicolo se non ci fossero di mezzo 200 animali morti e altri seimila al gelo assieme a centinaia di allevatori per colpa della regione marche di garantire l'arrivo di stalle mobili. Si faccia un esame di coscienza e ne tragga le conseguenze". [continua qui]

Inoltre, aggiungo una lettera: 

Terremoto: Lettera al PRESIDENTE

Copiamo e Incolliamo così come ci è arrivata, fate girare e segnalateci chi l'ha scritta. CONDIVIDIAMO IN PIENO QUESTO APPELLO

Signor Presidente,
non so se leggerà mai questa mia lettera…oggi ho sentito questa voglia si scriverle per farle sapere quello che sto provando. Stamani mi sono svegliata nella mia bella casa al caldo, mi sono guardata intorno ed ho visto le foto dei miei figli, una casa piena di amore e ricordi. Ho fatto quello che normalmente si fa…colazione e una doccia. Mentre aprivo il rubinetto dell’acqua calda ed ho messo la mano per sentire l’acqua mi sono fermata ed ho riflettuto…mi sono domandata se anche lei lo stava facendo e se si chiedeva come me come un normale gesto di routine fosse così importante…perché vede, Presidente, in questo momento ci sono tante persone che non si svegliano piu nella loro bella casa, persone che non hanno piu i loro ricordi, che hanno perduto molte persone care…persone che NON HANNO PIU’ NIENTE e che il gesto di aprire un rubinetto, gesto che facciamo centinaia di volte, è un gesto che non possono più fare. Allora signor Presidente mi sono chiesta se lei e gli altri politici come lei di notte dormono. Perché vede Presidente io non lo riesco più a fare… Io non ho genitori, figli, amici coinvolti in questa triste vicenda, e neppure riesco ad immaginare quello che stanno provando…perché per farlo bisogna provarlo sulla propria pelle, ma vede, a differenza di alcuni, ho ancora quella sensibilità che mi permette, anche se non lo provo personalmente, di sentirlo lo stesso sulla mia pelle…capita anche a Lei? In questi giorni sento parlare di emergenza…sa signor Presidente l’emergenza c’è stata ad Agosto…tutti sanno che in quelle zone d’inverno nevica…Forse non i 3 metri di quest’anno, ma signor Presidente, Lei è in grado di spiegarmi quando non hai una casa, quando dormi in una tenda, in una rulotte che differenza c’è tra un metro di neve o tre? Quando l’acqua si gela e devi uscire per fare pipi? Si signor Presidente ha letto bene FARE PIPI’… Qui non c’è più dignità…qui le persone non hanno la possibilità di farsi una doccia, di lavare i propri indumenti…eppure lo sapevate che lì nevica in inverno…lì ha sempre nevicato in inverno ed ora siamo a gennaio…siamo in inverno. Signor Presidente io sono una volontaria, mi occupo di animali, sono vegetariana…non ho un buon rapporto con gli allevatori, ma come potete pensare che uomini che hanno 20/30 vacche, asini, pecore si possano trasferire negli alberghi della costa. Signor Presidente lei non lo sa che gli animali mangiano tutti i giorni…che vanno tenuti nelle stalle in inverno…ed ora siamo in inverno. Ho letto di un anziano allevatore morto perché ieri la sua stalla già in precedenza lesionata è crollata del tutto seppellendo lui ed i suoi animali in un abbraccio mortale…ed ho pure sentito dire che lì lui non ci doveva essere…ma signor Presidente mi dice dove questo anziano uomo avrebbe dovuto essere secondo lei ? Quello che sta accadendo in questi giorni è una tragedia annunciata…contro il terremoto siamo impotenti, contro la neve siamo impotenti, ma i politici nei mesi scorsi hanno fatto promesse che sono rimaste inattese…Ecco mi domando come vi sentite nelle vostre calde case, con i vostri ricordi, con i vostri rubinetti che erogano acqua ogni volta che li aprite. Sa Signor Presidente io sono una piccola donna, ma sono tanto arrabbiata. La mia rabbia si mescola alle lacrime, perche so ancora commuovermi ed immedesimarmi nel dolore altrui. Lei ha detto lasciate lavorare chi sta portando aiuti…, ma certo mi inchino davanti ai volontari, mi inchino davanti ai Pompieri, mi inchino davanti ai Carabinieri, mi inchino davanti ai Poliziotti, ma non mi inchino davanti ad una classe politica che nulla ha fatto. Signor Presidente sa che cosa le scrivo… che avete una grande fortuna… che gli Italiani… brava gente... non hanno però il CORAGGIO per scendere in piazza e gridarvi tutti insieme il proprio disgusto!!!!!! #mattarella #gentiloni

lunedì 23 gennaio 2017

Giornalisti

Marcello Sorgi, giornalista: "quei poveracci stavano in quell'hotel perché in questo periodo si pagava 70 euro in pensione completa. L'albergo, in quelle condizioni, doveva restare chiuso, non avrebbe danneggiato nessuno". Di sindaco, prefetto e chi ha ignorato il grido di aiuto e non ha mosso un dito, nessuna parola. La colpa non è mai delle istituzioni che non fanno il proprio dovere. La colpa è sempre degli altri.

sabato 21 gennaio 2017

Sul laboratorio misterioso

Premessa: il post è un tantino lungo e probabilmente è anche annoverato tra le tesi complottiste ma secondo me, vale la pena di leggerlo fino alla fine perchè, qualcosa di vero ci sarà pure...


Io so di non sapere, ma in ogni caso il dubbio ma non l’accettazione acritica di presunte verità ufficiali, è la base di ogni civiltà umana, nonché il fondamento della ricerca. Quando la scienza è un pretesto ammantato dal segreto di Stato, quando si nega e si tranquillizza fino all’imbonimento delle masse. Quanto è piccolo il mondo disumano, dove la fantascienza (DARPA) ha soverchiato la realtà. Basta scavare un po’ e tutto torna a rigor di logica, per ricostruire il bandolo della matassa sulla base di un’esperienza personale diretta, verificabile da chiunque. Le autorità tricolori non hanno mai rivelatogli eventuali danni subiti a seguito del sisma dell’Aquila (309 vittime) e pure adesso tacciono al laboratorio di fisica nucleare. Perchè? Qualcosa da nascondere? Si sa solo che parte del corno piccolo ha subito danni e non era mai successo prima. Chi controlla i controllori – laureati e analfabeti funzionali – in Italia? Nessuna anima viva super partes. Dinanzi all’ennesima carneficina (291 morti accertati attualmente) di connazionali innocenti e di tanti bambini non si può tacere. [Continua qui]

Chi l'ha visto?


Ascoli Piceno. Centinaia di volantini ironici per ritrovare Vasco Errani, commissario straordinario del terremoto, affissi in città da CasaPound. Sopralluoghi e schede Aedes a rilento, contributi autonoma sistemazione mai erogati, casette di legno estratte a sorteggio (sic!), nessuna attrezzatura per l'inverno e l'ondata di maltempo (ampiamente prevista), abbandono e morte. Questa è la vergognosa situazione dopo oltre 5 mesi dal sisma nel cratere del terremoto. Provvedimenti immersi in una burocrazia infinita: ci chiediamo a cosa serva allora un "Commissario Straordinario". Di Vasco Errani nemmeno l'ombra nel momento del bisogno. "È solito frequentare gli amici delle Coop e gli ambienti del Partito Democratico" si legge nelle informazioni utili al ritrovamento del disperso.

venerdì 20 gennaio 2017

Facciamo che...

... voi idioti del governo fate schifo e dovreste dimettervi per andare a raccogliere macerie e spalare la neve A MANI NUDE. Facciamo che avete rotto i coglioni coi vostri "non è il momento delle polemiche e non è colpa di nessuno". Facciamo pure che ve ne fregate altamente degli italiani. Le cose stanno così, come descrive la vignetta qui sotto:


Come ho scritto a Massimo in un commento al post precedente, ci sono decine di posts e immagini su facebook che raccontano di queste tragedie che il governo ignora. Un post è questo, un altro quiun altro ancora e si potrebbe andare avanti fino all'infinito con le richieste di aiuti di chi, nonostante tutto, è rimasto a cercare di far rinascere il territorio... tutti appelli caduti nel vuoto. E non esiste più nemmeno la pietà per gli animali lasciati a morire al gelo sotto la neve. E poi, il dramma dell'hotel sepolto da una slavina con 30 probabili morti, e gli anziani sepolti dalla neve senza elettricità e da soli. Interi paesini isolati, nel 2017 e con un governo di MERDA. Il primo terremoto con morti, feriti e macerie, è stato ad agosto. Ci sono state le solite passerelle, le condoglianze e le frasi di circostanza. Una su tutte: "non vi lasceremo soli". L'attivazione di una task force con a capo Vasco Errani che prometteva mari, monti, tende provvisorie, moduli abitativi per l'inverno e casette di legno in primavera. Poi, ce ne sono stati altri due in ottobre. Senza morti ma con tante macerie.  Poi, è arrivato l'inverno con la neve... Poi c'è stato il referendum che ha buttato fuori a calci nel culo il bimbominkia toscano. Poi è arrivato Gentiloni che ha stanziato 20 miliardi euro per salvare mps e le altre banche. È arrivato Natale e pure capodanno. E dopo è arrivata la neve. Tanta neve, troppa neve. In altre condizioni, con la gente nelle case e gli animali nelle stalle, tutto sarebbe normale. Ma dopo il terremoto, di normale non c'è più niente. Poi gentiloni è stato operato d'urgenza. Non appena uscito, ha pensato bene di fare il decreto attuativo delle unioni civili. Mentre i terremotati rimasti nelle zone ad accudire gli animali, morivano e muoiono di freddo. Evidentemente, in un paese civile si preferisce dare priorità a determinate cose piuttosto che ad altre. Io, davvero, l'unica cosa che ho in mente è che dovreste morirci voi del governo sotto le macerie e sepolti da metri di neve. Altro che non fare polemiche!

mercoledì 18 gennaio 2017

18 gennaio 2017

Dalle 10 e 20 di stamattina si sono susseguite tre forti scosse, la prima con epicentro nei pressi dell'Aquila di 5.1, poco dopo, un'altra di 5.4 e un'altra ancora di 5.3. E ripiombiamo nella paura e nella disperazione di chi ha già perso tutto.

domenica 8 gennaio 2017

Il terremoto c'è stato?

Spezzo il silenzio perchè sono davvero infuriata. Il governo italiano non eletto, sta decidendo di spendere i nostri soldi per aprire i CIE in TUTTE le regioni italiane mentre si continua a dibattere sulle espulsioni si, espulsioni no. A stare molto molto peggio degli immigrati, però, c'è un'altra popolazione di pallidi, nati in italia, con cittadinanza e residenza italiane; i marchigiani, o meglio, la popolazione dei Sibillini e dintorni. Non hanno più le case, non hanno più un lavoro, vivono precariamente senza riscaldamenti e acqua mentre guardano i propri animali morire di freddo. 

Questa è una foto attuale di un "parcheggio" di Visso, rendetevi conto:

In una situazione NORMALE, quel popolo silenzioso, sarebbe rimasto silenzioso: avrebbero avuto casa, lavoro e i suoi animali sarebbero stati in stalle riscaldate. E' un popolo montano e in montagna d'inverno fa freddo e nevica. Avrebbero taciuto appunto, perchè sarebbe stato tutto normale. Ma ora, niente è più normale e mentre si continua ad intervistare e a fare servizi giornalistici su Norcia e Amatrice, un popolo MUORE. Una parte importante di una regione, seppur piccola, MUORE. Cari governatori di MERDA, caro porco grasso Fonzarelli che dopo averci rovinati, ti sei fatto la tua bella vacanza sulla neve a Selva di Valgardena, avresti potuto scendere nelle marche di nuovo insieme al tuo sveglio sottoposto Gentiloni e vedere quali cazzo sono le condizioni di quei poveracci dei terremotati. Perchè, voi luridi porci, avete fatto solo promesse ma noi marchigiani salvi da quel sisma, abbiamo raccolto tante cose, viveri, scarpe, vestiti, giocattoli, soldi e molto altro, siamo partiti e abbiamo consegnato TUTTO personalmente. Purtroppo, ciò che non possiamo dare loro sono case, lavoro e stalle. A questo mio scritto, segue la lettera di una signora dignitosamente arrabbiata. Non posso postarla nel facebook di quel porco ingrassato di Fonzarelli, devo iscrivermi per commentare ma non voglio. La posto qui, nel caso qualcuno di voi avesse accesso ai commenti e farmi il favore di copiargliela così com'è.

Il terremoto c'è stato? di Silvia Sorana

Abbiamo aspettato il risultato del referendum. Abbiamo aspettato il Natale. Abbiamo aspettato il Capodanno. Abbiamo aspettato l'Epifania. Ora vogliamo delle risposte. Ma non le vogliamo dai nostri Sindaci, che si adoperano come possono per sopperire al meglio alle esigenze della popolazione. Le risposte le vogliamo da chi dovrà immaginare la riconversione di un intero territorio. Che ci dovrà spiegare quali sono le strategie previste dal Governo per garantire un reddito alle famiglie che ora sono sfollate sulla costa. E di certo la risposta che ci rassicura non è rappresentata dal "villaggio" temporaneo delle casette di legno. Perché solo se ingenui o in mala fede possono raccontarci che una volta trovata la soluzione abitativa il problema della sostenibilità economica si risolverà. Che se verranno riaperte delle attività commerciali nelle casette anche l'economia della montagna sarà salva. L'economia dei nostri territori è una economia che si basa sul turismo e sui servizi che al turismo sono collegati. Ora che un'intera area non c'è più con la sua bellezza e la sua forza di attrazione, di che cosa vivrà la montagna marchigiana? Se la regione Umbria sta fornendo tutto il sostegno possibile ad una cittadina come Norcia, lo stesso non sta avvenendo per il territorio montano marchigiano. Da sempre la montagna non è stata considerata area strategica per le politiche di sviluppo regionale e fino a questo momento eravamo sopravvissuti grazie alla nostra forza e al nostro spirito di iniziativa. Ma ora non è più possibile fare da soli e fra un po' non avremo nemmeno più la forza di gridare le nostre necessità, il nostro bisogno di sostegno da parte dello Stato. E cadremo nel dimenticatoio, nella frustrazione come a tanti altri è successo prima di noi. E saremo sempre più distanti, gli uni dagli altri. Non saremo né più fortunati, ma nemmeno più sprovveduti. E ancora per un po' dovrete trovare delle risposte da darci. Siamo gente colta e consapevole dei nostri diritti. E i diritti non si elemosinano. Si esigono! E l'ora delle risposte univoche e chiare è giunta! 

Inoltre, per farvi capire ulteriormente le loro condizioni, un articolo da Pieve Torina, qui.