giovedì 20 luglio 2017

Su certe scarcerazioni...


Milano, 19 luglio 2017 - È stato scarcerato con obbligo di firma S.M.D., il 31enne della Guinea che due giorni fa ha aggredito con un coltello un poliziotto all'esterno della Stazione Centrale, mentre con altri agenti tentava di bloccarlo. Lo ha deciso il gip di Milano Maria Vicidomini.  Il 31enne è stato ora preso in carico dall'ufficio Immigrazione della Questura di Milano che si occuperà di lui perché è irregolare sul territorio italiano. Gli scenari possibili sono una sua collocazione in Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio) o un'eventuale espulsione sulla base di un provvedimento che pende sul suo capo da diverso tempo e mai eseguito.

Il pm di Milano Paola Pirotta aveva chiesto la convalida dell'arresto e la misura cautelare in carcere per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale per lui.  Il giudice, da quanto si è saputo, dopo l'interrogatorio di oggi ha sì convalidato l'arresto ma non ha accolto la richiesta di custodia in carcere per Diallo, difeso dal legale Nicoletta Collalto (l'uomo era stato portato a San Vittore dopo l'arresto) e ha applicato come misura cautelare l'obbligo di firma. Da quanto si saputo, infatti, il giudice non ha riconosciuto la contestazione di tentato omicidio, che avrebbe giustificato la misura in carcere, ma ha confermato solo l'imputazione di resistenza a pubblico ufficiale, mentre per quella di minacce l'uomo era già indagato a piede libero. Per il giudice, infatti, "si ha ragione di ritenere che per le tre contestazioni la pena finale dopo un eventuale processo non sarà superiore ai due anni e dunque l'uomo potrà godere della sospensione condizionale". Quindi, secondo il giudice, non si può applicare la custodia preventiva in carcere. Inoltre, il gip fa notare anche che l'uomo ha solo precedenti "dattiloscopici", ossia identificazioni, segnalazioni, denunce, e non precedenti penali con sentenza definitiva.

L'accusa di minacce, in particolare, si riferisce al fatto che l'uomo, con diversi precedenti penali, prima di essere fermato, aveva inveito mostrando il coltello agli autisti di un bus nella zona della stazione Centrale. Nessun fascicolo, invece, è stato aperto dopo il fatto con eventuali ipotesi di terrorismo, anche perché la frase "voglio morire per Allah", che l'uomo ha detto mentre veniva portato in Questura, è stata ritenuta da investigatori e inquirenti un'espressione pronunciata da un esagitato con un numerosi precedenti penali. Anche nell'interrogatorio davanti al gip è apparso molto confuso.

giovedì 13 luglio 2017

Sms solidali e piste ciclabili

Vi racconto, anzi, vi faccio raccontare una storia che disgusta e che disturba. Una storia di sms solidali e di inutili piste ciclabili. La racconta (e non solo) genziana project nel suo facebook (se volete, potete iscrivervi in modo da avere notizie in tempo reale). Io ve la riporto copiandola e incollandola qui. Non servono commenti... eppure, c'è un lieto fine, sperando che dietro non ci sia un maledetto trucco.

Ci provano davvero. Non che non lo sospettassimo. Del resto avevamo denunciato questo piano diabolico nei giorni scorsi. Ma l’ulteriore conferma arrivata da poche ore segna un nuovo vergognoso atto delle istituzioni, in questo caso la Regione Marche, a danno dei terremotati. Parliamo ancora dei fondi raccolti con gli Sms solidali, quelli donati attraverso il numero 45500. Alle Marche spettano 17,5 milioni di euro dei 31 milioni complessivi. E di questi ben 5,5 milioni andranno, ora è ufficiale, alla pista ciclabile che dall’Abbadia di Fiastra arriverà a Sarnano. Questa è la proposta, assurda e inconcepibile, che la Regione inoltrerà alla commissione dei garanti, istituita a livello nazionale per vigilare sul corretto utilizzo dei fondi. Fondi che, come detto, verranno spesi principalmente per la prima parte della pista ciclabile ad anello Civitanova-Sarnano: per la precisione 5 milioni e 450 mila euro.

Gli altri interventi proposti sono poi il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme (3 milioni), l’ammodernamento della Valdaso (5 milioni), la realizzazione di 7 elisuperfici attrezzate per il volo notturno ad Acquasanta Terme, Montegallo, Montemonaco, Comunanza, Visso, Montegiorgio e Fiastra (1 milione e mezzo). Poi l’adeguamento sismico e funzionale della scuola “Giuseppe Rizzi” di Montegallo (250mila euro), la nuova area per le attività economiche nello spazio dell’ex Park Hotel a Visso (2 milioni), la nuova scuola di Pieve Torina (250mila euro). Le proposte, nonostante l’opposizione di alcuni sindaci o loro delegati, sono passate a maggioranza.

E così, a meno di uno stop imposto dal comitato nazionale dei garanti, si proseguirà nel prendere in giro le popolazioni terremotate e la generosità degli italiani che tutto pensavano tranne di finanziare, in un momento in cui ancora si lavorava per estrarre le persone dalle macerie, un percorso per turisti amanti delle due ruote. Le tantissime persone che, nelle ore successive alle scosse del 24 agosto scorso, non si sono tirate indietro, ne siamo sicuri, avevano in mente altri obiettivi. Credevano, giustamente, che quanto da loro offerto andasse ad alleviare, almeno un po', le difficoltà di chi nel sisma aveva perso tutto. Perché se da un lato è vero che tutti i fondi raccolti con gli Sms solidali, non devono essere utilizzati in emergenza dall’altro la loro finalità è stata chiaramente spiegata e ribadita più volte: «queste somme servono a finanziare gli interventi di ricostruzione nei territori». Lo diciamo perché, mentre osservavamo da vicino lo sforzo degli eroici soccorritori e facevamo il nostro lavoro di fotografi, siamo stati noi stessi ad invitare amici e parenti a mandare questi messaggi. Lo abbiamo fatto credendo di essere utili. Di aiutare. Poi, come in un brutto film, è arrivata la Regione Marche. Ora provate voi a spiegarci, perché noi veramente non ce la facciamo, cosa abbia a che fare una pista ciclabile con il terremoto e la ricostruzione. Spiegatecelo bene, cercate di convincerci. Oppure fate la sola cosa sensata: vergognatevi!
#genzianproject

Dopo l'indignazione, è stata lanciata una petizione, sono stati fatti appelli e un bel pò di casino, oggi, forse, il lieto fine.

Quelli della Regione Marche e di tutta la banda della ciclabile si sono arresi. Arresi all’evidenza di aver messo in cantiere un gesto scandaloso. Così hanno fatto un passo indietro. Ammettendo da un lato il loro cattivo gusto, la loro scarsa sensibilità e dando, dall’altro, piena ragione alle proteste dei terremotati. In pratica ci hanno provato, ma questa volta gli è andata male. Risultato: niente più pista ciclabile con i fondi degli sms solidali, quei 5,5 milioni, parte delle donazioni degli italiani, saranno usati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto. Lo si legge in una nota ufficiale della Regione diffusa nel tardo pomeriggio. Così dopo le polemiche e lo scandalo scoppiati in merito alla destinazione dei fondi raccolti con gli sms solidali il governatore Luca Ceriscioli ha deciso di cambiare la destinazione del denaro. «Il gesto della donazione è una scelta preziosa e importante che la politica e le istituzioni hanno il dovere di preservare. Per questo la cabina di coordinamento per evitare ogni polemica o dubbio sull'utilizzo di questi fondi ha deciso di finanziare la ciclovia con le risorse strutturali europee. I 5 milioni - afferma il Governatore - verranno utilizzati per le scuole e il recupero del municipio di Arquata del Tronto come simbolo del ricordo, della ricostruzione e della rinascita dal terremoto». Un primo passo, insomma, è stato compiuto anche se la strada è ancora lunga. Un esempio? I 3 milioni per il recupero della grotta sudatoria di Acquasanta Terme, chiusa da oltre 20 anni. Trattasi quindi di progetto che non ha nulla a che fare con il terremoto, visto che era fuori uso da ben prima delle scosse, e che non si può certo definire un obiettivo primario. Ecco perchè ci aspettiamo una marcia indietro anche in questo caso. Il prima possibile. #genzianaproject

lunedì 10 luglio 2017

Bonino e gli immigrati

Ho trovato un commento interessante su un post di Maurizio Blondet che trattava altro argomento. E rendetevi conto, qualora non lo avreste già fatto, in che mani siamo...

La senatrice Emma Bonino è ora impegnata nella raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare, dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

Essa è stata depositata presso la Corte di Cassazione il 13 aprile dai promotori dell’iniziativa (Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A Buon Diritto, Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili).

Questa legge ha l’obiettivo di fornire agli stranieri extracomunitari già raggiunti da provvedimento di espulsione ma tutt’ora illegalmente presenti sul territorio italiano una via legale per rimanere in Italia.

Potete trovare ulteriori dettagli qui:

http://openmigration.org/analisi/ero-straniero-legalita-e-diritti-per-vincere-la-sfida-dellimmigrazione/

Il Portale Openmigration.org ha la collaborazione di Open Society Foundations, Cilds e AK Foundation.

mercoledì 5 luglio 2017

La confessione sugli sbarchi

La vecchia befana che in gioventù praticava aborti clandestini, si confessa e ci fa sapere che: "Abbiamo chiesto NOI che TUTTI gli sbarchi avvenissero in italia andando contro il patto di dublino ma quella è un'altra storia". Noi chi? Vecchia bagascia. A che pro e senza pensare alle conseguenze? Dovresti essere condannata per alto tradimento verso la patria... e invece il cancro, purtroppo, ti sta risparmiando. QUI l'audio della "confessione".

martedì 4 luglio 2017

Il buco nel cervallo di Boeri (e del PD)

Inps, Boeri: "Abbiamo bisogno di immigrati". Il presidente dell'Inps, Boeri: "Non chiudiamo le frontiere. Abbiamo bisogno di immigrati. Rischio buco da 38 miliardi" di Franco Grilli

"Non abbiamo bisogno di chiudere le frontiere. Al contrario, è proprio chiudendo le frontiere che rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale. Siamo consapevoli del fatto che l'integrazione degli immigrati che arrivano da noi è un processo che richiede del tempo e comporta dei costi". Così nella sua relazione annuale il presidente Inps Tito Boeri.

"È anche vero che ci sono delle differenze socio-culturali che devono essere affrontate e gestite e che l'immigrazione, quando mal gestita, può portare a competizione con persone a basso reddito nell'accesso a servizi sociali, piuttosto che nel mercato del lavoro - aggiunge - Ma una classe dirigente all'altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale". Boeri ha inoltre evidenziato come "gli immigrati che arrivano da noi siano sempre più giovani: la quota degli under 25 che cominciano a contribuire all’Inps è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015", corrispondenti a "150mila contribuenti in più ogni anno. Un dato, ha fatto rilevare, in grado di’compensare il calo delle nascite nel nostro Paese, la minaccia più grave alla sostenibilità del nostro sistema pensionistico, che è attrezzato per reggere ad un aumento della longevità, ma che sarebbe messo in seria difficoltà da ulteriori riduzioni delle coorti in ingresso nei registri dei contribuenti rispetto agli scenari demografici di lungo periodo".

"L'analisi fatta oggi dal presidente Boeri conferma semplicemente che gli immigrati stanno sostituendo gli italiani non solo a livello demografico ma anche a livello lavorativo", accusa quindi Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord, "Proprio ieri l'Istat ha rilevato che a maggio la disoccupazione generale è all'11,3%, ovvero 11 italiani su 100 non hanno un lavoro, e che la disoccupazione giovanile è al 37%, una cifra che coincide alla perfezione con quel 35% di giovani immigrati che, stando a Boeri, stanno invece versando contributi all'Inps. I conti sono semplici: il 37% dei nostri ragazzi non ha lavoro perché al loro posto lavorano i giovani immigrati. E stavolta a dirlo non è la Lega ma è il presidente Inps, di nomina renziana, Boeri..."

Qui un post di Marco Cedolin sull'uscita di Boeri.

sabato 1 luglio 2017

Solidarietà (n)europea...