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venerdì 13 marzo 2026

Punti di vista

MA NON CI ERAVAMO RISVEGLIATI? 


Molti miei follower restano stupiti e a volte si inalberano per le mie critiche al governo Meloni, dato che dalla passata legislatura avevo sempre attaccato la sinistra. Intanto mi corre l’obbligo di ricordare a tutti che i due terzi delle forze politiche che oggi fanno parte di questo governo, nella passata legislatura facevano parte del governo Draghi (Lega e Forza Italia). Non vi sembra il caso di porsi qualche domanda? La Meloni nella passata legislatura faceva una opposizione molto blanda, praticamente fatta di astensione e di facciata. Sul greenpass i suoi parlamentari si astenevano, i suoi sodali al governo invece votavano a favore, salvo oggi l’essersi rifatti la verginità avendo allestito il palcoscenico della commissione parlamentare Covid che tanto non porterà a nessuna condanna, serve solo a tenere a bada l’oppofinzione. Se non si è capito che la Meloni porta avanti lo stesso programma di Draghi e dei suoi predecessori, vuol dire che il risveglio è durato troppo poco. Io vengo dal morto e nessuno mi farà credere che è vivo.


Solo qualche esempio: In campo economico punta sulle esportazioni colpendo l’agricoltura (vedi sostegno al MERCOSUR), alla faccia della sovranità alimentare (perfetta continuità con i suoi predecessori).

Danneggia chi dice di sostenere, ossia i ceti medio-bassi: tiene compressi i salari come i suoi predecessori per favorire le esportazioni (proprio le ricette di Draghi), ha alzato le accise sul Diesel provocando il rincaro di tutte le merci; ha alzato l’età pensionabile di altri tre mesi oltre i 67 anni previsti dalla Fornero; non ha rifinanziato adeguatamente il fondo per il bonus docente, inserendo ulteriori restrizioni sul suo utilizzo e abbassando l’importo; ha ridotto i finanziamenti alla scuola pubblica, imponendo accorpamenti che hanno abbassato la qualità dell’offerta formativa, ha inserito nel curriculum studente anche le prove INVALSI, cosicché i nostri studenti saranno schedati già mentre sono in formazione, dopo aver loro sottratto ulteriori 90 ore introducendo nel triennio delle superiori un “orientamento” che era già incluso nelle ore di PCTO (praticamente ha riportato il monte ore delle lezioni rubate alle discipline alle stesse cifre previste dalla famosa Buona Scuola di Renzi, sarà un caso o è sempre la stessa agenda?) ; ha completato l’opera di demolizione della giustizia iniziata sotto il governo Draghi con la Cartabia, votata dai suoi sodali al governo assieme al PD e al Movimento 5 Stelle, introducendo nuovi scudi penali per i dirigenti, i politici e i magistrati (abolizione del reato di abuso d’ufficio), ridimensionando il reato di traffico di influenze illecite, scudi penali per gli agenti di intelligence anche per reati eversivi, ha ridotto l’entità delle sanzioni ai politici per danno erariale, ha depotenziato la Corte dei Conti e limitato l’attività di intercettazione a 45 gg, mentre ha introdotto reati del tutto nuovi per la gente comune che restringono le libertà costituzionali, vedi quello del daspo preventivo basato sul sospetto per le manifestazioni o il famoso disegno di legge censura sull’antisemitismo proposto dalla Lega in fase di discussione alla Camera.


Ha fatto passare il disegno di legge sull’autonomia differenziata che non promuove un’equa redistribuzione delle risorse, ma cristallizza i costi storici a beneficio delle regioni avvantaggiate, derubricando definitivamente il sud dall’agenda politica. Ha sancito per legge l’abbandono definitivo dei borghi e delle aree interne. Adesso sostiene una riforma che modifica 7 articoli della costituzione sulla separazione delle magistrature che era (guarda caso) già stata proposta, oltre che da Licio Gelli, dal PD nella passata legislatura, rispetto alla quale il PD finge di opporsi, schierando la feccia della politica italiana al suo interno per il No, al fine di affossarlo, così come il governo propone la riforma per fini ulteriori rispetto a quelli dichiarati. In politica estera la Meloni continua sulla stessa linea di Draghi: finanziamenti all’Ucraina, sanzioni alla Russia, Percentuale del PIL in armi al 5% da devolvere agli USA (una gran bella mazzetta), equilibrismi improbabili a favore di Israele, degli USA e dell’UE in cambio di una prestigiosa poltrona per Fico. E se qualcuno obietta che l’aumento dei prezzi è dovuto alla guerra ovvero alla speculazione, intanto le accise sul diesel sono state aumentate con l’ultima legge di bilancio, poi la scelta scellerata di mantenere sanzioni contro la Russia rifiutando di approvvigionarsi da questa di energia a basso costo è una SUA scelta, in perfetta continuità con i suoi predecessori.


Sul fronte sanitario: non ha fatto nulla di concreto, a parte la passerella della commissione Covid. Schillaci ha anche aderito alla politica sanitaria comune dell’UE. Sono rimasti invariati gli obblighi vaccinali per i bambini, quindi la legge Lorenzin, nonostante non siano stati prodotti i report previsti, ha innalzato le soglie di inquinamento elettromagnetico da 6 a 15 V/m misurate nell’arco di 24h, per far risparmiare investimenti alle TELCO, esponendo tutti noi ad un aumento indiscriminato confermato dagli studi delle patologie tumorali. Vi pare che io possa, in tutta onestà, sapendo queste cose, astenermi dall’attaccare questo governo? Molti della nostra area hanno scelto di schierarsi col governo dopo la parentesi Covid, pensando sia meno peggio. Io invece purtroppo vedo gli elementi inequivocabili di continuità e non nutro alcuna illusione, anzi vedo una prospettiva plumbea per il nostro futuro, se continuiamo a dormire.


Bianca Laura Granato

lunedì 18 settembre 2023

Anatre e cigni. Dove sta la destra?

Ma sapete di chi è la colpa dello sfacelo apocalittico italiano? La colpa dell’invasione ormai infrenabile dell’immigrazione clandestina, del dilagare incontrastato della violenza sulle strade e anche della deprimente crisi economica sempre più attanagliante? De cigni! Sì, proprio di quei grossi uccelli acquatici di grosse dimensioni dal collo lungo e dal portamento elegante.

…no, aspè! Prima di chiamare la neuro, datemi il tempo di spiegare l’iperbole… Ricordate la favola del brutto anatroccolo? Ecco, questo governo vive proprio quella sindrome. Votato a larga maggioranza proprio perché "diverso", finito nel laghetto dorato dei cigni ne è rimasto così soggiogato da assimilarne la nobile fisionomia, le mosse austere, la candida postura. E così, nel disperato tentativo di farsi accettare da questi animali superbi, altezzosi, fondamentalmente inutili, stupidi (e pure incommestibili), in breve tempo ha subito una profonda metamorfosi. Il risultato della mutazione genetica è una “destra” sottomessa, impacciata, imbranata. Insomma, una destra che ha paura di fare la destra. Una destra che teme il pensiero unico, il politicamente corretto, attratta dai salotti buoni, dai circoli vip dei benpensanti… gli stessi che fino a ieri li schifavano. Ed ecco così la premier volteggiare leggiadra tra giravolte internazionali di selfie e passarelle mondane, Crosetto cantare bellaciao e crocifiggere Vannacci per soddisfare le inorridite anime belle, Picchetto Frattin piangere con gli eco teppisti, Piantedosi temere la propria ombra… Eppure il voto degli italiani e, in ultimo il caso Vannacci, hanno dimostrato che sto pensiero unico buonista NON ESISTE! O almeno esiste solo nelle teste cuneiformi dei cigni. La maggioranza dei cittadini, al contrario, ne ha le scatole piene di garantismo a senso unico, di finta accoglienza, di inclusioni sconsiderate, di masochistiche resilienze, di comiche ecoansie e stupidaggini varie!

I cittadini vogliono pragmatismo, buon senso, sana repressione quando serve, certezza della pena, flussi regolari gestiti dallo stato e non dai trafficanti di esseri umani, vite serene senza più emergenze e, per dirla tutta, anche un mondo che torni ad essere multipolare e non unipolare nella visione di un assurdo suprematismo occidentale che vorrebbe imporre un globale trans umanesimo senza più valori, differenze, radici e tradizioni. Ora che la situazione dell’ordine pubblico non è più esplosiva ma è esplosa, ora che non si frigna più che "il nostro paese non può rimanere solo" perché ci si è resi conto che lo è sempre stato e tale rimarrà, si corre ai ripari. Nelle periferie degradate inizia a intravedersi qualche blitz della polizia e, messo in soffitta il blocco navale e la lotta ai trafficanti nel globo terraqueo, si punta sui più fattibili Centri di Permanenza per evitare che orde di clandestini disperati scorrazzino per le vie finendo, inevitabilmente, nell’illegalità o nella schiavitù. Ovviamente non sarà facile. I cigni allungheranno il lungo collo e sbatteranno violentemente le ali. Scenderanno in campo costituzionalisti in punta di coltello, legulei, azzeccagarbugli e cavalocchi assatanati. Si schiererà contro lo Stato nello Stato che è la magistratura. L’europa sbraiterà, la stessa europa che alza muri e finanzia prigioni. E non ultimo scenderà in campo il capo dell’opposizione (no, non mi sto riferendo alla Schlein, povera donna, ma al presidente della repubblica). Ma mai come stavolta bisogna resistere al canto del cigno. E nel farlo occorre tornare alle origini, riscoprirsi fieramente Anatre, robuste nuotatrici e abili tuffatrici. E migrare via da quel finto lago dorato dei cigni che in realtà è uno stagno putrido nel quale stiamo sempre più affondando... 


Salvino Paternò 

domenica 3 ottobre 2021

Spudoratamente

Tre anni di giornalismo infiltrato, cento ore di girato e un montato di dieci minuti per sputtanare un dirigente di Fratelli di Italia e farlo apparire contiguo se non affine a un apologeta del fascismo, una macchietta dell'estrema destra. Una inchiesta su un fatto accaduto il quattordici agosto scorso e relativo a Luca Morisi, ex spin doctor di Salvini, una storia squallida di festini e droga, un fatto che riguarda la vita privata di una persona nei confronti della quale, al momento, non è stato formalizzato alcun reato, ma che da una settimana apre le prime pagine di tutti i quotidiani. Tutto ciò viene fuori solo adesso, in concomitanza delle elezioni comunali con una sincronia così perfetta da non lasciare dubbi di alcun tipo. Corpi contundenti assestati bene allo scopo di colpire i due principali partiti di destra del paese, e, nello specifico, i loro leader, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. E' tutto così smaccato, così scoperto, da risultare perfino grottesco, ma non importa, l'importante è il clamore mediatico, è il rimpallo della notizia, è la merda nel ventilatore, azionato al momento giusto, con i tempi giusti. 


"La politica", diceva Rino Formica, "è sangue e merda", ed è esattamente così. In questo caso, prevale soprattutto la sostanza fecale. Paragonate il clamore dato alla vicenda Morisi e a quella che vede implicato Carlo Fidanza, alla sentenza di primo grado nei confronti di Mimmo Lucano, accusato di  reati contro la pubblica amministrazione, la pubblica fede e il patrimonio: associazione per delinquere finalizzata a “commettere un numero indeterminato di delitti”, falso in atto pubblico e in certificato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e peculato, al quale, Il Manifesto esprime "solidarietà". Non c'è  alcuna proporzione.  Gli indignati sono tutti da una parte sola, perchè è automatico indignarsi se a destra qualcuno commette fallo in centro campo, vero o presunto non importa, l'importante è che ci sia la  sua percezione e che questa percezione venga ingigantita. 


LORO sono dalla parte del giusto, e i loro, sono sempre e solo compagni che sbagliano, ai quali, come a Lucano, devono essere riconosciute tutte le attenuanti. Lucano, in fondo, è un umanista meridionale. Morisi invece non ha nessuna attenuante, Fidanza nemmeno. Loro non sbagliano, non hanno ideali, sono solo ontologicamente reprobi, fanno parte del "basket of deplorables" di cui parlò Hillary Clinton, una Giusta, per indicare gli elettori di Donald Trump. "Colpirne uno per educarne cento", era un detto di Mao, poi ripreso dalle Brigate Rosse. E si colpisce chi si teme, se no perchè colpirlo? C'è un chiaro incastro di poteri, trasversalmente compatto, che non può accettare che un domani, un domani dietro l'angolo, al governo possano sedere Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Bisogna fare in modo che non accada, così come si fece di tutto per evitare di andare alle elezioni nel 2019, quando il rischio che il centrodestra potesse conquistare Palazzo Chigi era troppo grande. Esiste un antidoto? Sì, solo uno. La scheda elettorale.


Niram Ferretti

martedì 4 maggio 2021

Il pass vaccinale di Draghi

Draghi lo annuncia: ora il pass vaccinale è realtà di Diego Fusaro 


Così parlò non Zarathustra, ma Mario Draghi, l’euroinomane di Bruxells, ex banchiere Goldman Sachs: "a partire dalla seconda metà di giugno sarà pronto il Green pass europeo. Nell'attesa il governo italiano ha introdotto un pass verde nazionale, che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio". Queste le parole di Draghi nel corso della conferenza stampa convocata a conclusione del G20 con i ministri del Turismo. "Il mondo vuole viaggiare in Italia - ha asserito l’ex banchiere sulla plancia di comando del Paese - e l'Italia è pronta a ridare il benvenuto al mondo. Non ho dubbi che il turismo nel nostro Paese riemergerà più forte di prima". Insomma, Draghi ha spiegato che il permesso nazionale permetterà di viaggiare senza restrizioni: a patto che, naturalmente, si disponga del permesso stesso. "Grazie al pass italiano - ha affermato l’ex governatore della BCE, ora propagandato come salvatore della patria - i turisti saranno in grado di spostarsi da un Paese all'altro senza quarantena, a patto che possano dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone". La notizia buona, come usa dire, si accompagna a quella negativa. Buona è, naturalmente, la notizia che finalmente si recuperano quote delle libertà sospese, tra le quali la libertà di movimento. Meno buona, invece, mi pare quella secondo cui soltanto chi potranno beneficiare di tale libertà solo quanti – con le summenzionate parole di Draghi – “possano dimostrare di essere guariti dal Covid, vaccinati o negativi a un tampone”. Insomma, non è poi vero che venga restituita la libertà sequestrata: o, meglio, viene restituita ma sub condicione. Solo per quanti, appunto, si rivelino, esibendo il pass corrispondente, sudditi zelanti del nuovo Leviatano terapeutico, in grado cioè di dimostrare, esibendo l’apposito documento, o di essersi sottoposti al vaccino come nuovo sacramento della religione sanitaria o di essere negativi al tampone, piegandosi al nuovo rito del controllo biopolitico incessante sopra e sotto la pelle. Insomma, la libertà che dicono di averci sottratto per proteggere la nostra vita non ce la restituiscono sic et simpliciter: per averla, occorre abbassare la testa e fare ciò che lor signori, i pretoriani dell’ordine terapeutico, hanno deciso; in caso contrario, si resta privi della libertà di movimento. Non è, invero, una prassi particolarmente originale e innovativa: si chiama ricatto e la storia del genere umano, nelle sue pagine più buie, l’ha conosciuta non poche volte.

venerdì 5 marzo 2021

Crimini dell’Unione europea

"L'Europa si prepari a un'era delle pandemie." Questo ha detto Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione UE, al Financial Times. Se la lobotomia attraverso i mezzi di propaganda non avesse fuso il cervello di milioni di cittadini, una simile frase avrebbe scatenato il putiferio. Cosa significa "era delle pandemie"? Non dovevamo "tornare alla normalità"? Non dovevamo "tornare ad abbracciarci"? Questi criminali hanno deciso che quella che stiamo vivendo ora è già la "nuova normalità". Ve lo dicono in faccia: non si torna indietro. Non ponetevi domande, è così e basta. Vi ricordate come vivevamo nel 2019? Bene, scordatevelo. La "nuova normalità" prevede una società sfilacciata fatta di individui ipocondriaci, sociopatici e iper controllati. Una poltiglia di molluschi impauriti e mansueti, a cui il sistema garantirà il minimo indispensabile per sopravvivere e continuare a consumare. La mortificazione di tutte le conquiste sociali e filosofiche fatte in Occidente. Un mondo mentalmente asettico. A questo va aggiunto il nuovo assetto economico che sta venendo imposto e che prevede la desertificazione delle PMI (o come la chiamerebbe Draghi: "distruzione creativa") ad uso e consumo delle multinazionali e delle grandi imprese. Il tutto sotto la cappa ideologica di una nuova religione spacciata per scienza. Il dubbio? Bandito. Esiste un solo verbo, quello dell'emergenza e del terrore, a cui si deve credere ciecamente, senza porsi alcuna domanda. Un credo inculcato sin da piccoli, come nei più classici regimi. La nuova normalità non ha nulla di normale. Ma la cosa più inquietante è che, ormai, una porzione consistente della popolazione lo ha già dimenticato.


Matteo Brandi

sabato 27 aprile 2013

Il nostro disagio e il nostro disgusto... non necessità, virtù

Un lungo commento di Gondor: "Come dare torto a Veneziani per quello che ha scritto ?! Una sola eccezione: "fare di necessità virtù". Siamo sicuri che la necessità di formare un governo con questa composizione sia ora una virtù? A ben pensare, il Governo Letta è l'esatta fotocopia di quello precedente (dominato dai Poteri forti transnazionali) e poco conta a tale riguardo l'assenza tra le sue fila del Commissario liquidatore dell'Italia (M. Monti), già mandato dai Poteri forti sovranazionali a blindare la morte del Sistema Italia (precedente e, a ben vedere, propedeutica di quella della Nazione Italia). Una informazione prezzolata fatta da troppi pennivendoli-schiavi (... e pure arroganti) lascia passare del tutto inosservato (tra le tante altre cose) che il Fiscal Compact, vero e proprio cappio al collo dei popoli economicamente, politicamente e socialmente deboli, sta per stringersi in maniera definitiva intorno al nostro (dopo quello greco, spagnolo, ecc ecc). Sanno gli italiani che a Ottobre, dopo la stangata estiva dell'IVA, la Commissione Europea (non eletta da nessun cittadino europeo!) avrà potere di veto e indirizzo assoluto sulle nostre manovre finanziarie, a partire da quella del prossimo Ottobre? Conoscono gli italiani e gli altri popoli europei i contenuti del Trattato di Lisbona in termini di gestione poliziesca del dissenso e delle residue prerogative politiche ed economiche lasciate ai governi nazionali? Le dismissioni dei beni pubblici (da regalare ai privati a prezzi stracciati e, al tempo stesso da fare apparire e accettare al popolo-gonzo come la ben nota “carota”, anche se si tratta del solito e proverbiale “cetriolo”), l'estrazione del (residuo) sangue dalle nostre vene con ulteriori tasse ecc ecc, lo strozzamento finale da parte delle banche della piccola e media impresa e dell'artigianato (bastioni storici dei popoli antichi e delle loro tradizioni culturali, sociali e civili) sono mosse sapientemente articolate da combriccole autoreferenziali, violente e senza Patria, che dominano da tempo la scena mondiale e l'Europa, in particolare. Il concetto stesso di Sovranità politica dei popoli dovrà essere cancellato in quanto opposto alle strabordanti visioni globalizzanti e massificanti dei Poteri forti, a tutto vantaggio delle Tecnocrazie finanziarie (e non solo) che mirano alla creazione di una Gotham City planetaria nella quale possedere, amministrare e dirigere tutto: dalla giustizia (la Corte internazionale dell’Aja è solo un esercizio preliminare) alla politica (l’EU e le tante Unioni commerciali ed economiche tra paesi e di interi continenti sono solo passi preliminari), dal commercio (WTO) alla società (Internet e i social network sono un vero veleno messo sapientemente nelle mani di giovani ignoranti e senza autocoscienza). Altri (e ben tristi) esempi sono sotto gli occhi di che vuole guardare. La stessa globalizzazione dei diritti (ne stiamo morendo ubriachi sulla carta, ma drammaticamente privi nella realtà), incluso quello delle adozioni per le coppie gay (la Francia dei giorni scorsi è solo l’ultimo stato, morente, che ha accolto questa nefandezza), è un modo come un altro per dire: l’Uomo e i Diritti naturali, la Storia e il Presente non sono nulla ed è necessario sostituire a essi un nuovo Pantheon, un nuovo Codice e una nuova Civiltà (Civiltà???!!) per il futuro (tutto questo e anche di più, se possibile, viene chiamato “Nuovo Ordine Mondiale”). Il tutto da inoculare rapidamente e a piccole dosi affinchè questi veleni possano essere metabolizzati, senza creare eccessive resistenze, nel sangue ormai annacquato e fiaccato delle vittime globali globalizzate, incoscienti e narcotizzate. Non a caso non si parla più dei Doveri, il fondamentale contrappeso dei Diritti, fonte di Valori archetipali e quindi necessari alla convivenza comune e alla stessa essenza dell’Individuo. A mio modo di vedere, quindi, è del tutto necessario che il popolo italiano (prima ancora che altri, in virtù della sua Storia e Nobiltà antiche di millenni) si svegli e comprenda che (tra le altre mille cose) ha i giorni contati. E’ diventato del tutto inutile, oltre a essere controproducente, dividersi politicamente tra destra e sinistra. Questo antico (ma per molti vecchio e logoro) discrimine sociale e economico (poi divenuto politico) nato a metà dell’800 aveva ragion d’essere in un mondo proto-industriale e industriale maturo che ha terminato di essere effettivo negli anni scorsi, con ogni evidenza dalla caduta del Muro di Berlino e dalla successiva globalizzazione dei commerci e del terziario avanzato. Il vero e cruciale discrimine politico dei nostri giorni è un altro, ben più drammatico e centrale delle contrastanti visioni (per l’appunto di destra o di sinistra) sulle modalità di creazione e distribuzione della ricchezza e dei frutti del progresso tecnologico. La nuova categoria centrale e discriminante nella politica di oggi (e ancora per poco tempo, temo) è il concetto di Sovranità nazionale. In un certo senso, la Destra tende, per sua natura storica e sociale, a volerla preservare (anche perché considerata come la sommatoria politica dei Diritti naturali individuali). Al contrario, la Sinistra tende a considerarla una categoria storica con ampie ricadute economiche e sociali assolutamente avverse alla formazione di una massa popolare omogenea (da indottrinare e dirigere nell’utopia dell’Uomo Nuovo). Per i motivi appenna accennati, non c’è da meravigliarsi del fatto che la (vera) Destra italiana (ormai allo “zero-virgola” dal punto di vista dei consensi e delle capacità di creare un serio dibattito storico, culturale e politico) non parteciperà al Governo della Tecnocrazia e della Finanza, mentre la quota-parte della Sinistra, già metabolizzata e ridotta a scendiletto dei Poteri forti (ovvero il PD), ne farà parte in modo più o meno entusiastico. In questo senso, il PDL ha due possibilità: la prima è di partecipare al banchetto per contrattare un’agonia dell’Italia il più indolore possibile (si può davvero??); l’altra è di far finta di nulla per lucrare grazie a posizioni di rendita. Che la Destra (quella “accomodante” e maggioritaria in Italia) estragga dal cilindro magico un coniglio che si chiama “uscita dall’Euro” (la vera riconquista della Dignità e Sovranità nazionale, a mio parere auspicabile,) è tutto da verificare, ma molto improbabile. A quel punto il Governo cadrebbe dopo un secondo anche se la Sinistra si opponesse con tutte le sue (residue) forze in virtù della sua “sciocca” e proverbialmente “sciagurata” vocazione europeista. Nella realtà, la Sinistra storica mira alla distruzione della Sovranità dei popoli ed è per questo motivo un ottimo e ideale (temo non inconsapevole) alleato della Finanza globale e della Tecnocrazia globalizzante (nonché di visioni europeiste retoriche, infondate ed astruse). Quest’ultima tende a sfruttare masse enormi non più solo di lavoratori, ma di interi popoli mentre la Sinistra politica ed elitaria mira semplicemente a rappresentarle. Ben diverso è il caso della sinistra popolare (SEL, in Italia) che, non a caso, non parteciperà al nuovo (nuovo??) Governo. Se lo scenario presente e futuro è davvero quello prospettato (ma molte evidenze sembrano confermarlo) non c’è da stare allegri; staremmo infatti assistendo alla “fine programmata” di millenni di storia e tradizioni di interi popoli a scala planetaria. Un’operazione enorme e drammatica che proprio perché tale non va nascosta dai suoi artefici, ma, al contrario, resa manifesta e addirittura condivisa con le masse in virtù del vecchio adagio secondo il quale “per nascondere davvero occorre palesare”. Siamo in grado di individuare e contrastare questo scenario? Non c’è più molto tempo per agire!"


Non solo a sinistra si vivono le larghe intese con largo disagio. Anche a destra, se permettete. Ci sembra di star solo cambiando incubo. Ma la realtà ci impone di prenderne atto e fare di necessità virtù. E allora un governo transitorio d'emergenza dev'essere sì incentrato sulle urgenze e dunque sul fare, ma deve pur avere alle sue basi una scintilla per accendere il motore, una visione comune. Quell'idea comune non può essere la Resistenza o la Costituzione, a cui pur va il nostro rispetto, ma qualcosa che esprima il Bene Comune. Non riesco a trovare altra sintesi che questa: l'Italia e gli italiani, ovvero la loro salute e la loro sovranità, popolare e nazionale. Ognuno poi avrà le sue aspettative e le sue priorità, ma la priorità unitaria sia quella. Poi lo spirito con cui partire non è «siamo alla frutta, altrimenti c'è il baratro» ma l'opposto: si azzera il pregresso, palla al centro, si inizia daccapo. Si ricostituisce su basi unitarie e sul reciproco riconoscimento la fase successiva quando ciascuno andrà a rappresentare la sua parte. Arrivano morte la destra, il centro e la sinistra, sfiniti i loro leader e i loro simulacri. Erano l'ultimo retaggio del Novecento. Questo interregno serva a cambiare le forze politiche e la loro cultura, i loro leader e i loro dirigenti. Impresa temeraria quasi come uscire dalla crisi. Ma l'unico modo per accettare il promiscuo vagone Letta che sta partendo è istradarlo su questo binario, Bene Comune e politica nascente. Senza una visione comune il treno non parte o deraglia.