domenica 18 ottobre 2009

Premi

Montalto di Castro - Stupro di gruppo, la famiglia della vittima: ora ci rivolgeremo al giudice civile. Processo sospeso agli 8 violentatori La madre della ragazza: disgustata. Affidati «in prova» al Comune. Il sindaco aveva pagato loro le spese legali

ROMA
— Dovranno dimo­strare di essersi pentiti, di esser­si sbagliati a commentare allo­ra il loro comportamento come una semplice «ragazzata», di riuscire a chiedere scusa alla vit­tima e alla sua famiglia con sin­cerità, e non solo per conve­nienza. Dovranno farlo, ora che il tribunale dei minori di Roma ha concesso la sospensione del processo con «messa in prova» per 24 mesi agli otto adolescen­ti di Montalto di Castro, accusa­ti dello stupro di gruppo di una studentessa di 15 anni al termi­ne di una festa di compleanno, nell’estate 2007. Prossima udienza il 27 marzo 2012. Fra più di due anni, un tempo infi­nito, ancor più insopportabile di un faccia a faccia in tribuna­le, per chi quella violenza l’ha subita. La lista delle intenzioni (il rammarico profondo, le scuse) è stata messa a verbale, perché così è previsto per la concessio­ne del beneficio, invocato dalle assistenti sociali, e accolto dal giudice. Ora i ragazzi, sei dei quali sono nel frattempo diven­tati maggiorenni, saranno affi­dati ai servizi sociali dell’ammi­nistrazione della giustizia che, in collaborazione con il Comu­ne di Montalto di Castro, li sot­toporranno a un programma di osservazione, sostegno e con­trollo. Vuol dire che quel che hanno tolto alla giovanissima vittima due anni fa - «non vuol più andare a scuola, ha attacchi di panico, è molto impaurita» racconta la mamma, che si dice «disgustata, delusa e amareg­giata» da quest'en­nesima beffa - do­vranno restituirlo attraverso l’impe­gno al servizio de­gli altri e la dedi­zione ai compiti che gli verranno assegnati. Alla «re­denzione» degli ot­to parteciperà an­che il Comune di Montalto, che allo scoppio del caso concesse loro aiuto per pagare le spese legali, scatenando polemiche a non fi­nire. E se la «prova» avrà un esi­to positivo, il tribunale dei mi­nori potrà dichiarare estinto il reato. Da quando la notizia s’è diffu­sa nel paesotto, al confine fra la Tuscia e la Toscana, il telefono di casa della quindicenne di al­lora non ha smesso di squillare. «Telefonate di solidarietà e of­ferte d’aiuto - riferisce la consi­gliera di parità della Provincia di Viterbo, Daniela Bizzari - . In attesa di vedere come si conclu­de il procedimento penale, i ge­nitori hanno intenzione di av­viare un’azione civile contro gli stupratori e alle spese legali si potrà contribuire servendosi di un conto corrente». Precisazio­ne non casuale: «A pagare gli avvocati saranno le persone co­muni, non le istituzioni locali». Le «istituzioni locali» hanno un nome e un cognome: quello del sindaco di Montalto di Ca­stro Salvatore Carai, che appun­to all’indomani della violenza scatenò una bufera decidendo di stanziare 20.000 euro per aiu­tare nelle spese legali sei degli otto aggressori. Bufera politica: l’allora segretario del Pd Piero Fassino impose la sua esclusio­ne dalle liste per il congresso di fondazione del Pd. Bufera fra le donne ds, indignatissime. «Se nella giunta di Montalto, fatta di soli uomini - si sono doman­date - ci fossero state anche donne, si sarebbe presa una de­cisione di quel tipo?». Alla sena­trice Anna Finocchiaro il primo cittadino replicò definendola una «talebana del c.», salvo poi schermirsi pubblicamente: «Tutto è partito da una richie­sta dei servizi sociali. Quei sol­di non servono per il processo, ma per il reinserimento dei ra­gazzi». Fra gli otto c’era anche suo nipote? «Si dicono tante stupidaggini» obiettò in un’in­tervista. La bufera è stata anche me­diatica: la storia ha colpito l’opi­nione pubblica, è diventata un caso nazionale. Addirittura è en­trata a far parte di uno spettaco­lo teatrale: «Bambole -Storie si­lenziose di donne», di Candela­ria Romero. Fra i comportamen­ti messi sott’accusa dalla pièce, l’abitudine a trattare le vittime con sarcasmo, come se l’accadu­to fosse anche un po’ colpa lo­ro.

Laura Martellini

2 commenti:

Nessie ha detto...

Castrazione chimica per questi bastardi!

Maria Luisa ha detto...

sì, concordo con la castrazione chimica