MILANO - «Non è un caso di eutanasia. Semplicemente non bisogna infierire sul malato, e lasciare che la natura esegua il suo corso». E così è avvenuto per Horst Tappert, l'attore tedesco che interpretava il popolare ispettore Derrick, deceduto lo scorso 13 dicembre all'età di 85 anni in una clinica di Monaco di Baviera. Lo racconta la moglie Ursula Frau a Qn, raccontando che il marito aveva firmato il suo testamento biologico. I medici, su indicazione della moglie, hanno rispettato l'atto scritto, eliminando le flebloclisi e staccando la spina per la respirazione artificiale quando le condizioni dell'attore sono diventate disperate.
«VOLEVA VIVERE IN DIGNITÀ» - «L'ho lasciato morire. Quando ho visto che le sue condizioni peggioravano di giorno in giorno, che non riusciva a parlare e che non aveva più percezione di nulla, e quando prendevo la sua mano non la sentiva, ho consegnato ai medici curanti il testamento biologico, che avevamo firmato insieme alcuni anni fa», racconta la moglie. Tappert era malato di diabete in forma grave e il suo stato era andato peggiorando rapidamente negli ultimi anni, fino a costringerlo su una sedia a rotelle. «I medici hanno tentato di salvarlo fino all'ultimo. Mio marito amava la vita, ma voleva vivere in piena coscienza e dignità. Abbiamo dovuto constatare che ormai tutto era inutile e ho deciso di rispettare le sue volontà. Temo che adesso le mie rivelazioni faranno scandalo e scateneranno un'ondata di proteste, ma io non ho dubbi. Nessuno può essere costretto a sopravvivere in condizioni inumane. Ci sono pazienti che vengono tenuti in vita artificialmente. Grazie ai macchinari il cuore batte e i polmoni respirano, per anni e anni. È solo apparenza. Non bisogna rimanere vittime di una pratica crudele. Ho voluto che venisse risparmiata al mio Horst».

3 commenti:
Se un giorno avessi questo problema, vorrei una bella dose di morfina e via.
come non darle ragione... vorrei vedere chi non farebbe la stessa cosa per la persona che ama
Si, si, io le do ragione. L'ho sempre detto che sono per l'eutanasia nei casi terminali. Elly però vedi? Stanno mettendo su una bella commedia macabra degno della piccola bottega degli orrori. Continuano a toglierle la dignità.
Giò, poi tu ci sei dentro se ricordo bene. Le vivi cose del genere.
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