giovedì 19 febbraio 2009

Immigrazione

L'esercito dei pusher. Arruolati per lo spaccio a Tunisi e spediti a Padova con la mappa di Paolo Baron

Uno dei tre spacciatori braccati e arrestati l’altro ieri dalla squadra Mobile aveva in tasca la fotocopia di una cartina dell’Italia. Una cartina in cui - a penna - avevano cerchiato il nome «Padova» e fatto una freccia sull’isola di Lampedusa. Uno dei tre, Ibrahim Dehbi, tunisino incensurato, 30 anni, sbarcato sulla Penisola il 20 novembre scorso aveva anche appuntato il nome (un po’ storpiato) della città del Santo e la sua pronuncia in arabo. Padova: la sua destinazione finale non di un viaggio della speranza, ma probabilmente di un disegno criminale voluto da altri. Ibrahim Dehbi, infatti, (lui come tanti altri) nel novembre scorso è arrivato a Padova via Lampedusa per ingrossare le fila dei pusher, l’implacabile esercito dello spaccio che da anni tortura Padova e ingrassa i narcotrafficanti. Negli ultimi sei mesi gli sbarchi a Lampedusa hanno assunto dimensioni bibliche. Nelle settimane scorse ha dovuto ammetterlo anche il governo. E contestualmente in città questo esercito in pochi mesi ha cambiato gli uomini, affidando lo smercio a ragazzi incensurati che arrivano via mare, vengono immediatamente reclutati e poi cambiati di destinazione una volta «bruciati». Da mesi le forze dell’ordine sottolineano che la maggior parte dei tunisini arriva in città con un preciso scopo, trovando in città amici e sodali che danno loro un rifugio e una bustina da rivendere grazie ad un mercato sempre più florido. D’altra parte il questore di Padova Luigi Savina, tracciando il bilancio di fine anno, ha definito il consumo di stupefacenti in città «una piaga» che non può essere debellata con la sola repressione.E intanto la città «sballa». Ibrahim Dehbi l’altro ieri è stato arrestato in via Bordigno insieme a Bassem Khaldi, suo connazionale, 35 anni, vecchia conoscenza di polizia e carabinieri. Khaldi nel 2005 viveva in via Anelli, poi è stato arrestato, poi espulso, poi di nuovo arrestato. Nel 2007 la polizia era riuscita a trovargli un buco in un aereo. E Bassim Khaldi era così ritornato in Tunisia. Ma a febbraio 2008 è sbarcato di nuovo a «Badova» via Lampedusa. Ed era rientrato nel giro, insieme a Nabil Afsa, tunisino di 22 anni, anch’egli arrivato in città con un solo obiettivo. I tre sono stati arrestati lunedì scorso dopo un appostamento durato tre giorni da parte delle «Nutrie». Afsa aveva 66 grammi di eroina suddivisi in 58 dosi in tasca. Dehbi e Khaldi avevano appena disseppellito 222 grammi della stessa sostanza da un campo sempre in via Bordignon. Khaldi aveva anche 11 grammi di eroina nascosti dentro le mutande. Sono finiti in cella. Verranno sostituiti: in viaggio ci sono già altri pronti a prendere il loro posto.

... altro che viaggi della speranza. Questi sono veri e propri viaggi per arrivare in italia e delinquere indisturbati. Grazie anche alla complicità di alcune amministrazioni comunali e soprattutto grazie anche a certa magistratura.

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