sabato 15 agosto 2009

Eurabia

Da Libero, l'articolo di Simona Verrazzo dal titolo "Un altro partito islamico Olanda Mecca d’Europa". Dal Foglio, in prima pagina l'articolo dal titolo "Benvenuti in Eurabia, dove Maometto è già il più diffuso dei neonati" e, l' editoriale dal titolo "Compagni che non sbagliano". Dalla Repubblica, "Yale non pubblica le vignette di Maometto". Gli articoli:

LIBERO - Simona Verrazzo : "Un altro partito islamico. Olanda Mecca d’Europa". L’Olanda si conferma il paese del nord Europa dove i musulmani sono meglio organizzati a livello politico, nonostante l’ultraconservatore Partito della libertà di Geert Wilders sia riuscito a mandare quattro rappresentanti all’Europarlamento di Strasburgo.Il Partito musulmano olandese (Nmp) ha annunciato che presenterà suoi candidati alle elezioni municipali dell’anno prossimo in cinque Comuni: Almere, Noordoostpolder, Amsterdam, l’Aja e Rotterdam. Quest’ultima è da gennaio la prima città d’Europa a essere governata da un sindaco musulmano, il laburista Ahmed Aboutaleb, di origini marocchine. A dare l’annuncio è stato il leader del partito, Henny Kreeft, olandese convertito all’islam negli anni Novanta che nel 2007 ha fondato l’Nmp. La formazione ha natura confessionale, non a caso il programma politico sarà presentato dopo il 19 settembre: dopo la fine del Ramadan, il mese sacro ai musulmani che inizia il 21 agosto. Kreeft ha anche detto che l’Nmp si presenterà in altre cinque città, per un totale di dieci, ma non ha indicato quali. Un eventuale buon risultato del Partito musulmano olandese alle municipali del prossimo anno potrebbe avere un peso anche a livello nazionale, visto che nel 2011 si svolgeranno le elezioni legislative. In Finlandia, il Finnish Islamic Party sta invece avendo una vita travagliata. Fondato nel 2007 da Abdullah Tammi, convertito all’islam negli anni Settanta, oggi è un’organizzazione politica. Da due anni sta portando avanti una raccolta di firme per ottenere lo status di “partito” e concorrere alle elezioni. Nelle municipali del 2008 ha mancato l’obiettivo, ma ha già cominciato a muoversi per le legislative del 2011. Il “programma verde” (colore sacro all’islam) è improntato a un rigido fondamentalismo: il divieto di vendita degli alcolici nei negozi, l’esonero per gli studenti di materie non conformi all’islam, un codice di un abbigliamento non immorale ecc. In Danimarca non c’è un vero e proprio partito islamico, anche se un discorso lo merita la Liberal alliance, che nelle elezioni del 2007 ha ottenuto 5 seggi al Parlamento di Stoccolma. Uno dei suoi fondatori e leader è Naser Khader, di padre palestinese e madre siriana. Da 2 anni è deputato e in cima al suo programma ha messo la coesistenza tra i principi democratici occidentali e l’islam. È stato invece chiuso nel 2006 l’Islamic Party of Britain. Fondato nel 1989 da David Musa Pidcock, convertito all’islam nel 1975, l’unico successo elettorale è del 1990, quando si votò per rieleggere il deputato del distretto di Bradford North. Pidcock ottenne 800 preferenze e non entrò nella Camera dei comuni.

Il FOGLIO - "Benvenuti in Eurabia, dove Maometto è già il più diffuso dei neonati". Roma. In Olanda il nome Mohammed è oggi il più usato fra i nuovi nati. L’inesorabile statistica, indice di una islamizzazione rampante, non arriva dal corsaro Geert Wilders, che con il suo Partito per la libertà è oggi in testa a tutti i sondaggi politici. Il dato viene dal servizio di intelligence nazionale, l’Svb. Nelle quattro più grandi città dei Paesi Bassi – Amsterdam, Rotterdam, l’Aia e Utrecht – Mohammed, con le variazioni di Mohammed e Muhammad, è il nome più diffuso tra i nuovi nati. Addirittura all’Aia, variazioni dei nomi del Profeta sono al primo, al secondo e al quinto posto. Ad Amsterdam Mohamed e Mohammed sono al primo e al quarto posto, staccando di gran lunga nomi tipicamente olandesi come Adam e Max. Le nuove statistiche sull’Olanda giungono in contemporanea con le invadenti proiezioni sulla presenza islamica nel Vecchio Continente. Nel 2050, un quinto degli europei sarà musulmano. Il venti per cento. Per essere più comprensibili, due persone su dieci. Non a caso di “bomba demografica a orologeria che sta trasformando il nostro continente” parla il quotidiano britannico Daily Telegraph, pubblicando i dati emersi dagli studi più aggiornati su questo fenomeno. Aggiunge anche, il Telegraph, che ad aggravare la situazione è il fatto che l’Unione europea sta del tutto ignorando questo trend rivoluzionario. Nella capitale belga Bruxelles, e nemmeno da poco, al primo posto nella classifica dei nomi più diffusi tra i neonati c’è proprio Mohammed. Fatta eccezione per il secondo nome più usato – l’ebraico Adam – i successivi cinque sono nell’ordine gli islamici Rayan, Ayoub, Mehdi, Amine e Hamza. Nella cattolicissima Austria Si calcola che, se la popolazione europea di fede musulmana è più che raddoppiata negli ultimi trent’anni, analogo raddoppio sarà registrato entro il 2015. E di lì, a salire, fino ad arrivare a quel 20 per cento globale. Fino a giugno le stime ufficiali calcolavano una presenza musulmana in Germania variabile dai 3,1 ai 3,4 milioni. Poi il ministero degli Interni ha diffuso un’indagine in base alla quale in Germania vivrebbero tra i 3,8 e i 4,3 milioni di fedeli islamici; oltre il 5 per cento della popolazione. Nel 1945 erano seimila, nel 1971 250 mila, nell’81 un milione e 700 mila. Nel 2026, stando all’inchiesta del giornalista americano Christopher Caldwell autore di un libro sull’Eurabia, i musulmani saranno per esempio maggioranza nella britannica Birmingham e ancor prima nella vicina Leicester. Un altro studio calcola inoltre che di questo passo questa popolazione supererà la non musulmana in Francia e in buona parte dell’Europa occidentale per la metà del secolo. Considerato anche il fatto che in città come la francese Marsiglia e l’olandese Rotterdam la percentuale islamica sia già ora del venticinque per cento, del venti nella svedese Malmö, del quindici a Bruxelles e del dieci a Londra, Parigi e Copenhagen. E ancora: in Austria, cattolica al novanta per cento nel Ventesimo secolo, l’islam sarà la religione maggioritaria nel 2050 almeno tra la popolazione al di sotto dei 15 anni. Nella Amsterdam del regista Theo van Gogh, ucciso da un islamista olandese, l’islam è oggi la prima religione professata dall’intera popolazione.

Il FOGLIO - "Compagni che non sbagliano". Burqini, burqa, niqab. Tre simboli di sottomissione e degradazione della donna. Dietro al cimitero islamico di Kabul, in cima a una collina che un tempo era coperta di alberi ma poi la guerra civile ha reso completamente spoglia e brulla, c’è una piccola piscina costruita dai sovietici. “Ci nascondevamo tra gli alberi – raccontano gli afghani che allora erano bambini – per vedere le russe che facevano il bagno in costume”. Ma non erano invasori atei e comunisti? Vero, rispondono, ma per quanto possa sembrare blasfemo, almeno nelle città qualcosa di buono lo fecero: per esempio la scuola dell’obbligo anche per le bambine, in classi miste. Viene in mente la vasca sulla collina di Kabul a sentire la storia arrivata l’altroieri dalla Francia: una donna francese, Carole, convertita all’islam a 17 anni, si è presentata alla piscina pubblica di Emerainville coperta dalla testa ai piedi da un “burqini”, neologismo falso per un costume che del bikini non ha nulla e ha tutto del burqa, ma più fasciante per riuscire a nuotare. Il bagnino l’ha ovviamente bloccata (ovviamente perché lo dice il regolamento, non si entra in acqua vestiti), lei è andata alla polizia per denunciare la “discriminazione”. “Può darsi che il volto si veda con quel ridicolo costume, ma è ovvio che si tratta di una provocazione politica”, protesta André Gerin, parlamentare comunista che guida la commissione Legislativa per vietare che le donne islamiche girino con il velo sul volto. Non un leghista d’Oltralpe, non uno scherano di Le Pen. Un comunista per i diritti e la dignità delle donne, uno che torna a occuparsi di cose serie.

La REPUBBLICA - "Yale non pubblica le vignette di Maometto". "Oh, dice che è morto protestando per le vignette su Maometto. Ha diritto lo stesso alle 72 vergini?"

NEW YORK
- "The Cartoons That Shook the World" della Yale University Press non conterrà le 12 vignette "blasfeme" su Maometto pubblicate nel 2005 in Danimarca, pur se l´argomento dello studio sono per l´appunto loro. E non conterrà nemmeno il Maometto dell´Inferno di Doré. Lo ha consigliato alla casa editrice un autorevole gruppo di esperti di Islam: troppo sangue per quelle vignette, troppe violenze. Di tutt´altro avviso molti intellettuali di Yale: è "codardia accademica".

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