lunedì 15 giugno 2009

Provinciali

“La giunta vedrà rappresentate tutte le forze politiche. I tecnici? Lavoreranno nelle consulte”. Massucci-Cesetti, apparentamento fatto. Ieri l’annuncio ufficiale. “Insieme siamo più forti e coesi”. Basso e Di Ruscio ancora trattano: accordo pronto

Fermo - Indiscrezioni confermate. Il rappresentante del movimento di centro Massucci e il candidato del centrosinistra Cesetti hanno siglato ufficialmente l’apparentamento. Da ieri mattina sono alleati a tutti gli effetti. Niente da fare invece nel centrodestra tra Giovanni Basso e Saturnino Di Ruscio (i termini per gli apparentamenti scadevano infatti ieri a mezzogiorno). Ma i due si sono visti a pranzo e ieri sera l’ex sindaco di Montegranaro ha riunito i suoi. In ballo c’è ancora l’ipotesi di un accordo politico attraverso il quale Basso guadagnerebbe la vicepresidenza della giunta più due assessori o, in alternativa, un assessore e la presidenza del Consiglio in cambio di un appoggio incondizionato alla candidatura di Di Ruscio (comprensivo - si spera - di travaso di voti). Quest’ultimo ha convocato un incontro-stampa per stamane: sarà l’occasione per comunicare la sua decisione. Massucci vira a sinistra. “Oggi la coalizione di centrosinistra si candida al ballottaggio più forte e più coesa”. Fabrizio Cesetti ha aperto così la conferenza stampa convocata ieri mattina per dare l’annuncio dell’accordo con Massucci. “L’apparentamento era nelle cose, è il frutto di una convergenza politica e programmatica. E’ l’esito di una condivisione u-na-ni-me - scandisce Cesetti - ed è stato ben accolto e sollecitato dalla base. La nostra non è solo un’alleanza per vincere ma un vero progetto politico. Con Tano, da anni lo chiamo così e così l’ho registrato nella mia rubrica telefonica perché è un amico, c’è grande sintonia”. E non ditegli che queste sono parole che contraddicono quanto da lui stesso dichiarato fino a pochi giorni fa (“non farò alcun apparentamento”). “La politica è una disciplina - ha spiegato Cesetti - e talvolta si dicono delle cose per non dare vantaggio agli avversari”. Questione di tattica, insomma. Anche Massucci, ex coordinatore provinciale dell’Udc ora alla guida di un suo movimento civico, si mostra soddisfatto. “Era doveroso, per me, dare una rappresentanza al centro nel gruppo dirigente della nuova provincia. E sono contento di questo accordo perché vedo entusiasmo, mentre dall’altra parte c’è paura, e perché c’è stato il rispetto della dignità senza volontà di annettere”. Questa, per Massucci, non è una somma “ma la moltiplicazione delle forze in campo”. Parole pronunciate nella sede elettorale di Cesetti, a piazzale Azzolino, davanti a tutti i rappresentanti dei partiti di centrosinistra. “Fa un po’ strano vedermi qui, vero?”, scherzava Massucci coi giornalisti prima dell’inizio della conferenza stampa. Già, fino allo scorso anno lui, alla guida dell’Udc, era solito partecipare ai summit di centrodestra. Composizione della giunta. Nel caso di vittoria, la giunta di centrosinistra vedrà rappresentati tutti i 5 partiti della coalizione. Un posto verrà assegnato anche a Massucci, entrato a pieno titolo nell’alleanza. “Ci sarà un posto per tutti - ha detto Cesetti -. Uno dei criteri che seguirò sarà quello dei voti presi. Nessuna condizione mi è stata posta, non ho fatto alcuna promessa. Di certo nella formazione dell’esecutivo verranno rappresentate tutte le aree del territorio”. Niente spazio ai tecnici, però. “Se c’è la necessità di qualche esperto, di qualche “scienziato”- ha sottolineato - questi potrà dare gratuitamente il suo contributo partecipando alle consulte che andremo ad istituire”. “Non c’è rischio crisi”. Il centrosinistra, con l’ingresso di Massucci, mette insieme sei forze. Da Rifondazione al centro. Chi garantirà la governabilità? “La garanzia sono io - ha detto Cesetti -. Chi minerà la coesione politica dovrà o piegarsi alle ragioni dell’alleanza o fare un passo indietro. Nella vita ho fatto tutto, il sindaco, il consigliere comunale e provinciale, il deputato: non consentirò a nessuno di ricattarmi”. Resta il no alla centrale. Massucci e Cesetti hanno parlato di accordo sui programmi. C’era però un punto su cui i due non andavano molto d’accordo: la centrale e la Ned. Cesetti contrario, Massucci più possibilista. “Per me non era prioritaria la centrale, ero solo preoccupato per i lavoratori” ha precisato il leader del centro. “Resta quindi - ha spiegato Cesetti - un no secco a Ned e centrale. Ci siamo però impegnati a risolvere il problema dei lavoratori”. E come? “Beh - e la risposta qui è stata un po’ fumosa - chiederemo alla Regione un impegno straordinario”.

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