venerdì 10 settembre 2010

Cattoislamismi


MILANO - Il cartellone era scritto malamente a mano su due fogli di carta, un po' scarabocchiato, ma il senso era chiaro: «Grazie al cardinale di Milano». Lo hanno esposto i fedeli islamici che si sono radunati venerdì mattina di fronte al Teatro Ciak, per la preghiera di fine Ramadan. Il cardinale Dionigi Tettamanzi ha inviato un messaggio alla comunità islamica in occasione della fine del Ramadan e ha ribadito anche mercoledì, all'apertura del nuovo anno pastorale, la necessità di luoghi di culto per i musulmani. «Noi siamo qui, la moschea si farà, magari fra qualche anno», ha detto il presidente del centro culturale islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari. «Noi possiamo pregare ovunque, ma è assurdo che in una città come Milano non ci sia un simbolo sotto cui poterci radunare», ha aggiunto Shaari. Alla preghiera islamica al Ciak, che si è svolta senza disagi per i residenti o incidenti, erano presenti circa 800 uomini, una partecipazione nettamente inferiore a quella dello scorso anno. E su questo punta il dito il vicesindaco e e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato per ribadire la sua convinzione sull'inutilità di una moschea a Milano.

«SOLTANTO IL 3% PARTECIPA» - «Secondo i dati della Polizia Locale l’affluenza al Ciak di via Procaccini è stata di 800 persone, 1700 in meno rispetto allo scorso anno quando furono 2.500 - ha riferito De Corato -. Aggiungendo qualche migliaio che hanno raggiunto altre strutture del territorio, non ci discostiamo da quel 3%, su 100 mila musulmani presenti in città, che è la media dei fedeli durante i venerdì di preghiera. E stiamo parlando poi di una data di festa. Perché negli altri giorni della settimana i numeri scendono a poche centinaia. Alla luce anche di queste cifre in discesa e di quanto affermato dal cardinale Tettamanzi, la moschea con tanto di minareto si dimostra inutile e non è pertanto una priorità». Secondo De Corato, a Milano «i luoghi di culto sono pertanto sufficienti e vengono utilizzati, come dimostra il Ramadan».

«NON UNA PAROLA SU SAKINEH» - Sul caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, De Corato dichiara di essere dispiaciuto «di rilevare che anche in questo momento di ritrovo per la comunità islamica milanese non si sia spesa né una parola né una preghiera per Sakineh, condannata a una morte atroce con modalità tribali. Colpisce che la vita di una donna musulmana sollevi l’interesse della comunità internazionale ma non scuota gli animi degli islamici di Milano. Un’indifferenza che è un cattivo segnale. Perché lascia trasparire una connivenza con l’ala integralista e fondamentalista».

SPREAFICO: «UNA MOSCHEA NON E' UN AFFRONTO» - Sul tema della costruzione di luoghi di culto per gli islamici, un autorevole sostegno all'arcivescovo di Milano arriva dal vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico, Presidente della commissione Cei per l'evangelizzazione dei popoli e il dialogo fra le Chiese: «Mi pare che il cardinale Tettamanzi abbia già detto l'essenziale, esprimendosi a favore della costruzione. Non vedo perché in una grande città come Milano non ci possa essere una moschea, non vedo in questo un affronto al radicamento delle radici cristiane o alla nostra fede. Poi pragmaticamente, ma anche con tranquillità, si può discutere il dove e il come». «È un problema - ha detto ancora il vescovo - che va affrontato senza conflitto e pragmatismo, il problema di quest'epoca è che tutto diventa motivo di contrapposizione è diventato impossibile ragionare. Ci vuole più cultura, volontà di dialogo e di costruire il bene comune».

LA LEGA: MAI UN MINARETO - Pronta la replica, sul fronte Lega, del segretario provinciale della Lega Nord Igor Iezzi: «Ribadiamo la contrarietà della Lega a ogni ipotesi di costruzione di una moschea a Milano e ci spiace che la Cei, attraverso Monsignor Spreafico, smentisca Tettamanzi che aveva negato di aver mai parlato di moschee». «Finché a Milano ci sarà la Lega - aggiunge - non solo non permetteremo di innalzare alcun minareto ma non accetteremo neanche di sederci a un tavolo con chi è sempre stato colluso con il fondamentalismo islamico».

1 commenti:

Maria Luisa ha detto...

la moschea è un affronto
Maria Luisa