giovedì 19 agosto 2010

Sarkò non ci ripensa...


Parigi - Nonostante le accuse di xenofobia dell'opposizione e gli avvertimenti di Bruxelles, Nicolas Sarkozy non arretra di un millimetro nella sua politica sui rom. Sono 93 i primi nomadi che sono stati rimpatriati oggi. Un aereo con a bordo una sessantina di rom in situazione irregolare destinati al rimpatrio è decollato intorno alle 13 dall’aeroporto di Lione diretto verso Bucarest. Il velivolo riporterà nel loro Paese d’origine i rom romeni che hanno accettato l’aiuto al ritorno umanitario offerto dal governo francese, ovvero 300 euro di incentivo economico più 100 per ogni figlio minorenne. "Ciascuna delle persone allontanate - ha precisato il ministero dell’Interno francese - è stata oggetto di un esame individuale sulle condizioni del suo soggiorno in Francia". Da qui alla fine del mese, Parigi intende rimpatriare verso Romania e Bulgaria circo 700 rom stanziati in Francia in situazione irregolare, tramite lo sgombero dei campi abusivi e il sistematico controllo dei loro occupanti.

I primi rimpatri. Un gruppo di 93 rom è stato rimpatriato oggi in Romania, con due voli di linea partiti da Parigi e Lione. Il primo volo con a bordo 14 rom è già arrivato a Bucarest, mentre altri 79 in partenza da Lione sono attesi nel pomeriggio nella capitale rumena. Si tratta della prima operazione di questo tipo, da quando il governo francese di Nicolas Sarkozy ha indurito la sua politica nei confronti dei rom, chiudendo quest’estate 51 campi ritenuti illegali. Due altri voli dello stesso tipo sono previsti per domani e il 26 agosto, per un totale di 371 rimpatri. Il governo francese si difende dalle numerose critiche in patria e all’estero, sottolineando che si tratta di una procedura di ritorno volontario, in base alla quale ogni adulto ottiene 300 euro e i minori 100. La Francia assicura inoltre che tutti i casi sono stati esaminati singolarmente, rispondendo alla Romania che ieri ha messo in guardia Parigi da "espulsioni collettive" basate su "criteri etnici".

Le accuse a Sarkozy. Ieri la Commissione europea aveva invitato la Francia a "rispettare le regole" in materia di libera circolazione dei cittadini europei. Bucarest e Sofia, per la prima volta, hanno fatto sentire la loro voce, criticando l’inasprimento delle politica per la sicurezza del presidente francese Nicolas Sarkozy ed esprimendo timori che queste "derive populiste" possano generare reazioni xenofobe. Molto duro anche il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, monsignor Agostino Marchetto: "Non si possono prendere decisioni contro intere comunità senza l’applicazione al singolo individuo di queste decisioni in funzione dell’ordine pubblico, secondo quanto stabilito dalla stessa legislazione europea". Inoltre Marchetto ha rilevato che "la decisione del governo di Parigi ha già trovato alcune ripercussioni nei responsabili dell’Unione europea riguardo ai diritti umani" in particolare in riferimento "alla libertà di movimento e di insediamento".

Ricordiamo ciò che è successo in francia e il perchè della decisione di Sarkozy: tutto è partito da un fattaccio accaduto alla fine di luglio. Uno zingaro che ha forzato un posto di controllo della gendarmeria, che ha reagito sparando. Il giorno dopo gli zingari della comunità per ritorsione hanno assaltato il comando della gendarmeria. Ricordiamo anche le bainleues.

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