domenica 25 luglio 2010

Rosy Bindi e la P3


All'indomani dell'appello di Napolitano sul cosiddetto caso P3, il Pd chiede che si formi una commissione parlamentare d'inchiesta. Lo annuncia Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente dell’assemblea nazionale del partito, che nei prossimi giorni presenterà una proposta di legge per la costituzione della commissione. "Il monito del presidente della Repubblica sulla nuova questione morale - spiega in una nota - non può cadere nel vuoto. La magistratura farà la sua parte per accertare le responsabilità personali e deve essere lasciata lavorare in piena autonomia, senza subire forme più o meno esplicite di delegittimazione del proprio ruolo. Ma al tempo stesso, se vogliamo evitare come chiede il presidente Napolitano, un pericoloso massacro delle istituzioni, è necessario che il Parlamento faccia la sua parte per comprendere e analizzare le cause e le dimensioni reali del degrado della vita politica e le finalità di pratiche illegali e meccanismi opachi che stanno inquinando settori decisivi della vita pubblica".

Il commento di Di Pietro - Le parole del capo dello Stato colpiscono anche il leader dell'Idv, che però non perde occasione per polemizzare. Secondo Antonio Di Pietro, ha fatto bene Napolitano a lanciare l’allarme sulle "squallide consorterie dei modelli piduisti, ma che l’Italia abbia gli anticorpi è tutto da dimostrare". Il pensiero va sempre ai vecchi processi: "Già nel 1992 e nel '93, avevamo scoperto il metodo gelatinoso tra affari, politica e mafia, ma quelle persone e quei metodi sono ancora lì, anzi si sono appropriati delle istituzioni e le utilizzano per fare leggi, provvedimenti e scelte che rafforzano il loro potere piduista. Oggi c'è bisogno di un partito della legalità che metta insieme le persone per bene prima che sia troppo tardi. Dobbiamo cominciare a preoccuparci non del modello piduista che ha conquistato il potere ma del modello piduista che sta conquistando le coscienze", conclude Di Pietro.

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