giovedì 25 novembre 2010

La (s)lealtà coniglia dei finiani


Roma - Nuova sconfitta per governo e maggioranza alla Camera nelle votazioni sulla riforma dell’Università. E' stato approvato un emendamento presentato da Fli, a prima firma Granata. Ma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, non ci sta e avverte: "Se il ddl dovesse essere stravolto, sono anche pronta a ritirarlo". Il dibattito sul ddl ripartirà martedì con il provvedimento su "parentopoli", al quale il governo e Commissione hanno dato parere positivo per evitare episodi di nepotismo poco trasparenti all’interno degli atenei.

Il governo battuto alla Camera. Con 282 voti a favore di opposizioni e finiani, tre astensioni e 261 da Lega e Pdl. Il governo aveva dato parere contrario. Il risultato della votazione di Montecitorio è stato accolto con un boato dai deputati dell’opposizione. Poco dopo si sono creati due capannelli. Il primo nei banchi del Fli con Italo Bocchino, Fabio Granata e Benedetto Della Vedova che studiavano il fascicolo degli emendamenti: ad essi si è stranamente aggiunta la radicale eletta nel Pd Elisabetta Zamparutti, anche lei con in mano il fascicolo degli emendamenti. L’altro, accanto al banco dei Nove, con la presidente della commissione Cultura Valentina Aprea ed i colleghi del Pdl Marco Milanese e Guido Crosetto. Sola al banco del governo il ministro Gelmini: soltanto il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, che ieri avrebbe voluto la seduta notturna per accelerare i tempi dell’esame, le si è avvicinato a parlarle dopo il voto.

L'avvertimento della Gelmini. "Questa mattina è stato approvato un emendamento di scarso rilievo", ha ribattuto il ministro dell'Istruzione. "Finché Fli su un emendamento non particolarmente significativo marca una differenza questo rientra nella tecnica parlamentare e non entro nel merito", ha puntualizzato la Gelmini augurandosi che "non accada che vengano votati emendamenti il cui contenuto stravolga il senso della riforma, non sarebbe accettabile, se così fosse come ministro mi vedrei costretta a ritirarla".

Alfano: "Da Fli prove di sfiducia". "L’emendamento non influisce sull’impianto del ddl università - ha chiarito il ministro della Giustizia, Angelino Alfano - ma è un segnale per dimostrare che i finiani sono indispensabili". Secondo il Guardasigilli, però, il giorno del voto della sfiducia "ci sarà un vincitore e uno sconfitto e il gioco delle parti terminerà." "Il meccanismo è questo - ha spiegato Alfano - una o due volte al giorno bisogna far andare sotto il Governo per dimostrare che Fli è indispensabile. E' tutta una recita per preparare il voto del 14 dicembre. Ma il 14 qualcuno vincerà e qualcuno perderà e tutta queste parti del copione verranno cancellate".

2 commenti:

Massimo ha detto...

Si vada allo scontro.
La camera modifica la Riforma Gelmini ? Il senato ripristina il testo iniziale. Fino al 14 dicembre, quando si vedrà dove pende la fiducia. Poi porre la fiducia su ogni provvedimento, se si andrà avanti, oppure la parola agli elettori che spazzino via tutti coloro che tradiscono il mandato popolare.

Eleonora ha detto...

No, Massimo, non c'è da far ridere nessuno come faceva il governo prodi. Ad ogni voto andava a pigliare a casa i senatori a vita. Ci abbiamo riso fino a morirne, che facciamo la stessa cosa? Si torni al voto e basta.