mercoledì 31 agosto 2011

Arricchimenti kulturali

... e imbecillità varie sulla società multikulti e multireligiosa. Qui.


MILANO - Frustata con un filo elettrico, picchiata violentemente con schiaffi e pugni, sequestrata nella soffitta di casa perchè aveva comportamenti «troppo occidentali». È accaduto in un paesino della provincia di Pesaro dove una giovane marocchina, appena 17enne, stanca di anni di maltrattamenti da parte del padre, martedì ha tentato il suicidio. L'uomo è stato arrestato e la madre della ragazza denunciata in concorso per maltrattamenti in famiglia.

COMPORTAMENTI «OCCIDENTALI» - Il padre, un operaio di 52 anni, regolarmente residente in Italia da una decina d'anni, non tollerava quelli che considerava comportamenti «troppo occidentali» della figlia, dall'abbigliamento ai primi fidanzatini. E così, quando, circa due anni fa, scopre che la figlia si frequenta con un ragazzo connazionale, per la ragazza comincia quello che i carabinieri definiscono «un vero e proprio calvario con continue prevaricazioni ed umiliazioni da parte dei genitori». Segregata nella soffitta di casa, la giovane veniva spesso colpita violentemente con schiaffi, pugni ed un filo elettrico che fungeva da frusta. Quest'ultimo oggetto, trovato e sequestrato dai carabinieri della compagnia di Pesaro che hanno seguito il caso, era il vero incubo della ragazza. Il padre lo ha usato su di lei anche quando aveva scoperto che la figlia marinava la scuola. Spesso, quando i genitori non erano in casa, la ragazza veniva chiusa a chiave in quella soffitta «degli orrori».

IL TENTATO SUICIDIO - L'arresto dell'uomo è scattato venerdì scorso al termine di una escalation di violenze che poteva avere un epilogo davvero tragico. Il padre, tornato a casa, vede la ragazza con una maglietta a maniche corte e dopo averla afferrata per i capelli la sbatte verso una parete. La ragazza riesce però a scappare fuori dall'abitazione per le vie del paese. Rincorsa dal padre a piedi e poi in auto, ritorna a casa approfittando del fatto che il padre è andato fuori per lavoro. E qui subentra la mamma che dopo aver assistito a tutta la scena, incomincia ad insultare la figlia minacciandola ripetutamente di sbatterla fuori di casa. Il padre nel frattempo rientra a casa e la giovane si rinchiude nella soffitta. Il padre sfonda la porta e con in mano la sua «solita» frusta cerca di colpire la ragazza che si vede costretta a scappare dalla finestra. Una volta fuori grida al padre di volersi buttare. Alcuni vicini, così, avvertono i carabinieri che riescono a far desistere la ragazza. Adesso la giovane si trova in una comunità e il padre, dopo tre giorni in carcere a Villa Fastiggi, si trova ai domiciliari.

2 commenti:

Josh ha detto...

rinchiudete i genitori della poveretta in quella soffita, legati col filo elettrico, e buttate via la chiave...

Eleonora ha detto...

Dovrebbero infilarli in un aereo scortati e riportarli nelle loro amate caverne, altrochè. Non amano l'occidente, che se ne stiano a casa propria, nessuno li obbliga ad andarsene dai loro paesi di merda. E s'è preso pure i domiciliari, porello. -_-