domenica 9 giugno 2013

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Gli obiettivi restano l'abolizione dell'Imu e lo stop all'aumento Iva. Il problema del governo Letta restano sempre le coperture. Una boccata d'ossigeno potrebbe arrivare dal Consiglio Ue di Bruxelles dei prossimi 27-28 giugno, dove potrebbero essere sbloccati subito i fondi del programma Youth (400 milioni) e dove potrebbe essere autorizzato l'uso dei fondi strutturali europei non utilizzati per sostnere l'occupazione. In tutto, l'operazione potrebbe valere un paio di miliardi di euro, fondamentali per scongiurare l'aumento Iva.

Il dossier - Per evitare che l'imposta sul valore aggiunto diventi ancor più salata - dal 21 al 22% dal primo luglio - servirebbero 6 miliardi di euro: 2 per quest'anno e 4 per il prossimo. Il rinvio di sei mesi costerebbe due miliardi, mentre per spostare lo scatto Iva a ottobre è sufficiente un miliardo. Per il momento l'opzione favorita del governo Letta resta il rinvio di tre mesi, ma serve ancora un miliardo di euro. Al ministero dell'Economia un gruppo tecnico sta esaminando tutte le opzioni per rendere l'operazione sostenibile per i conti pubblici. Sul tavolo anche l'ipotesi di un aumento selettivo dell'Iva.

Agevolazioni fiscali - Allo studio dell'esecutivo anche il caso Imu e il taglio del cuneo fiscale reclamato dalle imprese. Per raggiungere gli obiettivi si considerano principalmente tre opzioni: una nuova fase della spending review sulla pubblica amministrazione, la revisione degli incentivi alle imprese, la razionalizzazione di detrazioni, deduzioni e agevolazioni fiscali. Su quest'ultimo punto, il governo ha a disposizione un dossier pronto da tempo, ripreso in mano dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. Il nostro ordinamento, tra sconti detrazioni e deduzioni, prevede 720 forme di agevolazione fiscale, che costano allo Stato ogni anno 253 miliardi di gettito. Il tentativo di mettere mano alle detrazioni, però, è sempre fallito: né l'ultimo governo Berlusconi né quello Monti sono riusciti a cambiare qualcosa.

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