lunedì 1 agosto 2022

Gli sciacalli veri

Riguardo l’omicidio di Civitanova Marche. Se, per pura curiosità, volete sapere chi parteciperà al sit in antirazzista a Civitanova previsto per mercoledì 3 agosto, ve li elenco:

Refugees Welkome Macerata, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Anpi, Libera, Amnesty, Rete degli studenti medi Marche, Gris Marche, Cnca Marche, Officina Universitaria, Articolo 1, Macerata Bene Comune, Sinistra Italiana, Federazione provinciale Partito Democratico, Demos Democrazia Solidale e Partito Democratico di Macerata.

giovedì 21 luglio 2022

Con il culo ciao ciao Draghi

All’improvviso, dopo anni passati a sentirci ripetere il contrario, abbiamo scoperto che il popolo italiano esiste. Non solo: abbiamo appreso che esso ha parlato con voce sola, chiedendo – anzi, pretendendo – che Mario Draghi restasse a capo del governo. Ce lo hanno detto i giornali spiegando, come ha fatto Goffredo Buccini sul Corriere della Sera, che “le voci del Paese” hanno lanciato “un grido di dolore” nel tentativo di convincere l’Unto del Signore a rimanere al suo posto. Soprattutto, però, lo ha confermato Draghi in persona, richiamando più volte nel suo discorso la potenza della nazione unita. Gli italiani, ha detto Draghi, “hanno sostenuto a loro volta questo miracolo civile, e sono diventati i veri protagonisti delle politiche che di volta in volta mettevamo in campo”. Del resto, ha specificato il Divo Mario, “l’Italia è forte quando sa essere unita”. Ma, “purtroppo, con il passare dei mesi, a questa domanda di coesione che arrivava dai cittadini le forze politiche hanno opposto un crescente desiderio di distinguo e divisione”. Già a chiedere che l’esecutivo restasse in sella “sono stati soprattutto gli italiani”. È interessante questo costante richiamo quasi mazziniano al popolo presentato come una sorta di Dio mortale, perché qualcuno potrebbe (a ragione) ritenerlo un argomento degno del populismo più superficiale. L’Italia, ci hanno più volte ricordato i dotti esponenti del bel mondo progressista, è una repubblica parlamentare, i cittadini si esprimono nelle urne ed è il Parlamento a legittimare il governo, non un generico plebiscito. Eppure, guarda un po’, ieri Draghi ha fatto proprio questo: ha personalizzato il popolo, utilizzandolo per puntellare il suo potere. A ben vedere, si è espresso come avrebbe potuto fare un caudillo sudamericano, o un autocrate d’altri tempi.


C’è, tuttavia, un particolare non secondario di cui tenere conto. Ai tempi delle adunate mussoliniane – come in passato ha accuratamente dimostrato, tra gli altri, Renzo De Felice – il popolo in effetti partecipava, acconsentiva. Oggi, invece, abbiamo il caudillo (anzi, il Draghillo), ma non le masse. I metodi elencati a suo tempo da Gustave Le Bon utili a creare e manipolare la folla sono stati utilizzati tutti, ma della folla, comunque, nessuna traccia. “L’Italia lo vuole!”. Ottimo: però l’Italia dov’era? Di certo non a piazza Venezia a inneggiare a Draghi. E qui arriviamo al nodo della questione. La presunta massa si è dimostrata molto meno malleabile delle presunte élite. Il famigerato popolo schierato con Draghi non esisteva, ma i media, la politica e quelli che una volta s chiamavano corpi intermedi hanno provato a raccontarci che invece era lì, pronto ad applaudire il Salvatore. Ecco, questa è la vera grande lezione che ci lascia questa pantomima politica estiva. Non soltanto abbiamo appreso che, alla bisogna, il richiamo alla volontà popolare può essere serenamente utilizzato. Ma abbiamo anche avuto l’ennesima – e stavolta definitiva – riprova della clamorosa disponibilità alla servitù volontaria delle nostre classi dirigenti. Sui quotidiani si sono letti commenti grotteschi sull’amore del popolino per il Grande Timoniere. Abbiamo visto paradossali raccolte di firme a sostegno di un leader di governo mai votato dai cittadini. Ci è toccato leggere inenarrabili piagnistei dei governatori, sempre pronti a dimenticarsi dell’ideologia quando c’è da allinearsi al potere costituito. Al solito, gli intellettuali hanno prodotto uno spettacolo raccapricciante. Natalia Aspesi che s’intruppa nell’appello delle sciure bene. Lo scrittore di montagna Paolo Cognetti pronto a dire che la crisi è irresponsabile perché bisogna fermare il riscaldamento globale. Gianfranco Carofiglio disposto a dichiarare che Draghi è straordinario, e che va preservato perché altrimenti nessuno penserà ai più deboli. Si son sentiti più violini negli ultimi tre giorni che in tutta la stagione della Scala. E figuriamoci se gli altri prelati potevano essere da meno. Il caudillo si trova in difficoltà? Presto, chiamate monsignor Paglia, patrono dell’oligarchia. Il presidente della Pontificia accademia per la vita, sulla scia di Carofiglio, è arrivato a dire che Draghi doveva proseguire perché “c’è in ballo il futuro di 14 milioni di anziani”.


Ma pensa. Dov’erano, tutti questi bianchi paladini dei più deboli quando c’era da tutelare chi perdeva il lavoro perché non vaccinato? Qualcuno di loro si è forse rivolto al governo, nei mesi passati, chiedendo che la piantasse di gettare benzina sul fuoco ucraino, magari al fine di evitare che i poveri e gli anziani restassero al freddo l’inverno venturo? Certo che no. Anche allora, erano tutti impegnati a servire. Erano entusiasti di servire. Questo abbiamo imparato: non c’è potente che la nostra élite non sia disposta a blandire. Anni fa è toccato persino a Conte, di cui si cantavano meraviglie presentandolo come colui che aveva traghettato i 5 stelle verso la maturità politica e morale. Ora Conte è tornato a essere un suino come tanti, sostituito da Draghi nel cuore di tutti i valletti. Dopo tutto, c’è sempre qualcuno a cui è importante sottomettersi, un signor padrone a cui votarsi: se si chiama Draghi bene, se è Sergio Mattarella anche meglio. In Italia, l’obbedienza è la virtù dei forti. Si edifica, così, un totalitarismo di tipo del tutto nuovo. Un tempo si facevano addomesticare le masse, e gli intellettuali si opponevano. Oggi i ceti intermedi si addomesticano da soli e le masse – benché mobilitate – collaborano solo in parte, e spesso malvolentieri. Si è scoperto che l’appoggio della folla no serve: basta sedarla. E alla sedazione provvedono proprio coloro che dovrebbero, invece, risvegliare le coscienze. Se non altro, abbiamo compreso perché invocano Draghi: hanno bisogno del Re perché amano essere sudditi.


Francesco Borgonovo, “Li hanno dimenticati e adesso straparlano dei deboli da tutelare”, “La Verità”, 21 luglio 2022

martedì 19 luglio 2022

Ipotesi…

Provate a chiudere gli occhi. Immaginate che domattina Putin si svegli e interrompa le operazioni belliche in Ucraina, anzi, ipotizziamo che Putin domani mattina ritiri le truppe dal territorio ucraino. L'Occidente ha trionfato? Vi piacerebbe, eh? Mi dispiace dirvelo, ma purtroppo per l'Occidente i problemi rimarrebbero tutti. E siccome non abbiamo modo di risolverli (o avere speranze di risolverli) se non facendo cadere Mosca la guerra continuerebbe, inizieremo a provocare in Khazakistan, o forse nel Caucaso e dei fantomatici gruppi di "democratici" inizierebbero a mettere bombe nella speranza di togliere la regione dal "dominio coloniale russo". La verità vera sta nei numeri: a Giugno la Russia ha un saldo attivo di oltre 70 miliardi di dollari, solo a Giugno eh. Cifre spettacolari. In compenso la Cina ha ripreso a produrre e ad essere la fabbrica del mondo: si prevedono 820 miliardi di attivo di bilancia commerciale nel 2022. Nuovo record storico. Questo significa che l'Occidente (USA + UE) soffre di un calo di competitività che alla lunga ci porterà all'impoverimento e al crollo, che sarebbe ovviamente accelerato qualora in resto del mondo abbandonasse il dollaro come moneta di scambio tra nazioni. A peggiorare la situazione ora c'è che la Russia sta riorientando la sua produzione di materie prime verso la Cina, l'India e il resto del mondo. A noi tocca quello che rimane, e pagato a caro prezzo. Altra perdita di competitività netta. 


Ecco perchè qualora - per ipotesi fantasiosa - Putin domani si ritirasse noi continueremo a provocare e a fare casini. Dobbiamo riprenderci la Russia. Costi quello che costi. Sia per avere le materie prime sia per circondare la Cina anche a Nord. Inutile dire che non ha senso parlare di "sostituzione" del gas russo con quello algerino come dicono i nostri trombettieri: intanto il prezzo è tre volte quello garantito dai russi. In secondo il 49% dei giacimenti algerini che verranno sfruttati per servire l'italia sono russi, quindi diamo soldi a loro. Infine ci daranno solo 4 miliardi di metri cubi a fronte dei 30 miliardi che perdiamo dai russi. Sostituiremo allora con le materie prime iraniane? Peccato che oggi i russi abbiano firmato con l'Iran un protocollo per garantire 40 miliardi di dollari di investimento nel settore energetico iraniano. Non parliamo dei sauditi che vogliono entrare nel Brics e che ci daranno 1 milione di barili/giorno aggiuntivi nel 2027 o nel duemilaeventimai. La verità è che siamo noi nei guai neri. E siamo noi che abbiamo bisogno della guerra: per ribaltare ciò che il mercato, la diplomazia e i rapporti culturali hanno sentenziato senza appello.


Giuseppe Masala 

lunedì 18 luglio 2022

I pieni poteri e il mojito

Draghi accoglierà le nostre suppliche e proseguirà la salvifica guida del paese solo se i partiti politici la smetteranno di fare le bizze e inseguire dannosi personalismi; se, come dice la Gelmini, “nessuno nella maggioranza si azzarderà a porgli condizioni”; se il parlamento eviterà di chiedergli di venire inutilmente in aula per riferire sulle decisioni adottate e in procinto di adottare; se i partiti che compongono la maggioranza la finiranno di rappresentare in maniera petulante le doglianze dei propri elettori; se la politica si impegnerà solennemente a non contestare e criticare i suoi provvedimenti. In altre parole, se gli verranno concessi… “PIENI POTERI”. E tutto ciò senza neanche andare al Papete e bersi neppure un goccio di mojito. Salvini!... sei na pippa!


Salvino Paternò

giovedì 14 luglio 2022

Le dimissioni

Pare che Draghi abbia deciso di rassegnare le sue dimissioni. Vediamo ciò che deciderà stasera il sepolcro imbiancato del colle, se farci tornare finalmente al voto, se rigetterà le dimissioni di Draghi o se farà traghettare due mesi di governo da Giuliano Amato… nel frattempo, mi faccio un Campari alla salute di Draghi perché ciò che doveva fare, ridurre l’Italia alla stregua della Grecia, lo ha fatto. 


Draghi: "Voglio annunciarvi che questa sera rassegnerò le mie dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica. Le votazioni di oggi in Parlamento sono un fatto molto significativo dal punto di vista politico. La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più. È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo. In questi giorni da parte mia c’è stato il massimo impegno per proseguire nel cammino comune, anche cercando di venire incontro alle esigenze che mi sono state avanzate dalle forze politiche. Come è evidente dal dibattito e dal voto di oggi in Parlamento questo sforzo non è stato sufficiente. Dal mio discorso di insediamento in Parlamento ho sempre detto che questo esecutivo sarebbe andato avanti soltanto se ci fosse stata la chiara prospettiva di poter realizzare il programma di governo su cui le forze politiche avevano votato la fiducia".

lunedì 4 luglio 2022

Non servono studi specifici…

Tre settimane fa commentavo la notizia della richiesta dei vertici di Pfizer di immettere su piazza il vaccino aggiornato senza che venissero richiesti studi sui suoi benefici. Notizia passata praticamente inosservata, perché considerata talmente folle da non poter trovare alcun appiglio nella realtà. Ripeto per l'ennesima volta: la parabola della nostra vita ha subito negli ultimi due anni una netta sterzata verso il surrealismo, laddove tutto ciò che credevamo appartenesse alla penna di Lewis Carroll è fuoriuscito assieme ad Alice dal Paese delle meraviglie per approdare sulla Terra. Questo salto fra due galassie, dal mondo dell'assurdo all'assurdo del mondo, può avvenire perché figure demoniache, indossate le vesti degli dei, hanno smesso di chiedersi se un limite possa essere superato con sotterfugi e furbizia: i limiti li hanno semplicemente spostati per far divenire l'illecito lecito, sotto il tetto impermeabile di un bene collettivo a cui sottrarsi viene visto come un atto di ribellione da storpiare sin dal principio. La notizia folle dunque, non solo trova appigli nella realtà, ma non viene nemmeno descritta come folle e pertanto gli organi di controllo sanitari statunitensi (EMA e AIFA seguiranno a ruota, come ha già annunciato il Ministero della Salute nell'ultima dichiarazione di Speranza a cui nessuno ha prestato attenzione) ritengono che non ci sia necessità di vedere alcuno studio clinico, fosse anche cianuro quello nelle fiale, perché il popolo accetterà, dovrà accettare, fidandosi dell'insaziabile fame di denaro delle aziende farmaceutiche e di brama di oppressione di novizie dittature mascherate da democrazie occidentali (ricordo che attualmente in USA ai non vaccinati è vietato manifestare). Guardatevi attorno. Se vedete saltellare il Bianconiglio inseguito da carte da gioco a cui la Regina di cuori ordina di tagliargli la testa, non è il caldo a farvi brutti scherzi. La vita come la conoscevamo è perduta per sempre, sebbene sia opinione comune che stiamo percorrendo una inevitabile fase transitoria che ci ricondurrà al punto da cui siamo partiti. Quella strada non esiste più e quel punto è un ricordo, forse un sogno così lontano da sfuggire anche alla vista più acuta. E così sono i nuovi limiti: miraggi all'orizzonte, irraggiungibili, così che tutto ciò che può essere pensato, statene certi, succederà fra noi e quell'orizzonte.


Qui la notizia: https://www.reuters.com/legal/government/fda-will-not-require-clinical-trial-data-authorize-redesigned-covid-boosters-2022-06-30/


Giovy Novaro 



Giovy Novaro 

giovedì 16 giugno 2022

Il treno per Kiev

 I tre pagliacci (Draghi, Macron e Scholz) che si sono fatti riprendere nel treno diretto verso Kiev (ma sarà proprio un treno e andrà veramente a Kiev?) danno la perfetta misura di cosa sia il declino di una civiltà. Se il contesto non fosse tragico - con una guerra da cento morti al giorno, uno schock energetico incombente , una crisi alimentare alle porte, eccetera eccetera - verrebbe da riderci sopra. Purtroppo il contesto è tragico e l'attivismo ferroviario dei tre moschettieri europeisti induce solo alla rabbia. Se i tre soggetti sopra menzionati avessero fatto realmente quello che fingono di fare, vale a dire gli interessi dei loro popoli, non ci sarebbe stata nessuna guerra in Ucraina. 


Era  interesse dei popoli italiano, francese e tedesco avere buoni rapporti con la Russia, era loro interesse che l'Ucraina non entrasse  nella NATO nè chiedesse di entrarvi, era loro interesse che l'Ucraina facesse da ponte e non da muro  tra l' Est e l'Ovest. Siccome, però, la corrotta classe politica europea  è stata innalzata al ruolo che ricopre solo in ragione della sua fedeltà alla losca oligarchia globalista, Draghi, Macron e Scholz se ne sono fregati dei loro popoli, hanno chiuso gli occhi quando  bisognava tenerli aperti e a volte hanno addirittura gettato benzina sul fuoco. Per quanto mi riguarda, un solo augurio posso fare a quel treno. Che deragli alla prima curva.


Silvio dalla Torre 

venerdì 10 giugno 2022

Caduta libera con applauso

L’altro giorno la sig.ra Lagarde ha annunciato un ritocco al rialzo dei tassi della BCE, a suo dire per fronteggiare l’inflazione; oggi il panico si è impossessato delle borse europee, lo spread è ai massimi dal 2014, e i titoli bancari sono in profondo rosso. Ora, il punto è: persino la sig.ra Lagarde, nonostante abbia fatto carriera a colpi di performance come quelle epistolari a Sarkozy (“usami come ritieni più opportuno”), persino lei, dicevo, non può ignorare che un’inflazione esogena, cioè dovuta non al surriscaldamento dell’economia (crescita incontrollata dei salari, ecc.), ma ad un incremento dei costi di approvvigionamento delle materie prime, NON può essere tenuta sotto controllo alzando il tasso di interesse a cui le banche ottengono (e forniscono) capitali. Si tratta di un caso fotocopia della studiatissima crisi petrolifera degli anni ’70, solo che allora si trattava in qualche modo di una sorpresa, mentre adesso stiamo adottando le stesse politiche insensate che sono diventate un caso di scuola. Dopo la batosta subprime e la batosta Covid (entrambi i danni, è bene sottolinearlo, creati da specifiche attività di politica economica: non è il Covid ad aver dichiarato il lockdown, ma i governi occidentali), dopo questi due massacri economici e sociali, l’economia stava appena faticosamente recuperando parte del terreno perso. Ma ecco che con perfetta scelta di tempo i vertici del potere economico europeo, dopo due ganci alle costole sferrano un diretto in piena faccia all’economia che sarebbero chiamati a tutelare, spezzando i legami che ci permettevano di avere energia (Russia) e manifattura (Cina) a prezzi bassi. (Sì, certo, chi potrebbe negare che era assolutamente necessario reagire proprio così; noi mai e poi mai come europei e occidentali potremmo tollerare un’ingiustizia su questo pianeta, non ci sono precedenti: “Orsù prodi raddrizzatori di torti, gettiamo il cuore oltre l’ostacolo e, costi quel che costi, facciamo la cosa giusta!!”).


Naturalmente un allentamento della dipendenza da Russia e Cina poteva avere perfettamente il suo senso come intervento strategico, di graduale sostituzione delle dipendenze, ma qui non c’è niente del genere: tutta la trascurabile differenza tra lanciarsi con un paracadute o senza. Da ultimo, mentre l’economia europea barcolla (e quella italiana più di tutti), la presidentessa della BCE interviene con un grazioso sgambetto, alzando i tassi e dichiarando finita la stagione del “credito facile”.  (E stendiamo un pietoso velo sugli interventi di greenwashing, che invece di trattare seriamente alcunché sul piano ambientale, pianificano lo smantellamento dell’industria automobilistica europea.) Ora, l’unica cosa che deve essere chiara a tutti è che parlare qui di “errori” o di “valutazioni soggettive” è completamente privo di senso. Questi sanno perfettamente cosa stanno facendo, sanno quali saranno le conseguenze, e per qualche motivo queste conseguenze, per quanto spaventose per il 90% della popolazione, gli stanno perfettamente bene. Se escludiamo come motivazione il sadismo (che però, dopo aver visto all’opera il ministro Speranza, rivaluterei come possibile movente politico), la questione diventa: “A chi giova?” Non è una risposta facile da dare, perché i perdenti in questo scenario sono assai più facili da trovare dei vincenti. E tuttavia azzarderei due linee di risposta.


In primo luogo, questa situazione giova sul piano geopolitico agli Stati Uniti d’America, che in capo ad un decennio si ritrovano un’Europa che da competitore temibile si riduce a cane da compagnia: fornitore di beni industriali intermedi e mercato di sbocco (per le minoranze ancora capaci di comprare), ma totalmente impossibilitata a svolgere più qualunque ruolo autonomo. E in seconda istanza, questa situazione giova sul piano dello schietto potere economico ai grandi detentori di liquidità privata, fondi di investimento e speculativi, che ridurranno sì momentaneamente gli interessi erogati ai propri clienti (sfiga, pagheranno quelli che contano sulla pensione privata), ma che nel medio periodo si approprieranno ulteriormente e massivamente di asset reali, di attività, capannoni, ditte, terreni, immobili, miniere, tutte cose che in questa fase storica consentiranno al capitale liquido (per essenza virtuale, meramente potenziale, di principio fittizio) di scendere in terra e diventare titolo di proprietà inscalfibile. E per metterci il fiocco, se consideriamo che gli hub della finanza mondiale gravitano intorno al mondo anglosassone (New York e Londra), e che lo stesso vale per i maggiori gruppi finanziari (Blackrock, Vanguard, ecc.), possiamo apprezzare come tutto si tenga in modo finanche elegante. E grazie ai servigi di una stampa a libro paga tutto ciò difficilmente arriverà alle coscienze della maggioranza, che continuerà a lodare il polso fermo nella gestione della pandemia e il governo dei competenti e la saggia tecnocrazia europea (“meno male che c’è Draghi, pensa che sarebbe successo se non ci fosse lui a difenderci.”) 


Andrea Zhok

sabato 21 maggio 2022

I risultati di America e nato

 - Rublo ai massimi

- Battaglione Azov azzerato

- Sfondamento linea Ucraina nel Donbass

- Wall Street che ha perso il 25% in 3 mesi

- Economie UE e Usa in grave difficoltà 

- Profughi Ucraini che scappano in ogni dove

- decine di migliaia di morti


Per  ottenere questi eccellenti risultati abbiamo armato un Paese guidato da uno che suona il pianoforte col cazzo. Ora pensate che le condizioni che vorrà imporre la Russia per la pace saranno inferiori a quelle che avrebbe accettato prima della guerra? Siamo guidati da una banda di inetti. Era chiaro nella gestione della pandemia ma con la guerra la cosa è diventata talmente evidente che discuterne sarebbe solo una perdita di tempo. Comprendo chi sostiene la narrazione mainstream per ideologia, interesse o molto banalmente perché non riesce ad accettare che la realtà sia diametralmente opposta a quanto creduto fino ad ora. Li comprendo ma non li giustifico. Non giustifico NESSUNO che volontariamente o involontariamente non difende il mio Paese perché è chiaro a tutti che il Governo sta difendendo interessi che non sono quelli degli Italiani.


Alex Giusti

giovedì 19 maggio 2022

Quarantasette e quarantotto…

Draghi dichiara: "Il Governo ha sempre agito in coerenza con le indicazioni del Parlamento". Nella forma è ineccepibile, poiché questo Parlamento connivente ha votato per 47 volte (morto che parla, cioè esso stesso) una fiducia aprioristica e codarda al Governo. E dove la forma combacia con la sostanza, cadono gli ostacoli a quel dominio del totalitarismo sullo stato di diritto. Del resto se il seme dell'idea di un Regime può essere sotterrato in solitudine, affinché esso si sviluppi necessita della complicità di altri protagonisti: politica, giornalismo, parte della società. Draghi dunque, abile mentitore seriale, dice il vero nel ricordare che il Parlamento legittima il suo operato. Quarantasette fiducie ne sono prova sufficiente (annunciata la numero 48 mentre scrivo). È ciò che si dice "avere le spalle coperte". Il rapporto fra Parlamento e Presidente del consiglio è un matrimonio di interessi che si alimenta di energia generata dal suo stesso esistere. In tante occasioni abbiamo sentito l'espressione "scollamento fra politica e Paese". Ciò che mi preme sottolineare è la volontà di ambo le parti di non porre rimedio a questa voragine creatasi fra i due giocatori.


Mario Draghi è una moda momentanea, come lo furono le scarpe Hogan quando andavo a scuola. I partiti non ripongono in lui una sincera passione (escluso Calenda che ha in casa un altare in suo onore, su cui sacrifica selvaggina), piuttosto sopportano i sogni di gloria e la brama di potere di questo anziano mercante di menzogne pur di poter finire di pagare il mutuo della casa in Sardegna, acquistare il Mercedes dei sogni e garantirsi a vita di essere su una barca diversa rispetto a quelle su cui naviga l'elettore medio, arresosi alla fatalità inoppugnabile della vita. È l'eterna lotta fra caste, dove Covid e guerra fungono soltanto da cornice per una storia sempre uguale a se stessa: chi può arraffa il maggior quantitativo di privilegi e, se avanza tempo, si dedica a questioni morali, senza mai dimenticarsi di mostrare solo tali questioni sui social, sperando che la pesca sia talmente fruttuosa da nascondere il gioco di prestigio.


Giovy Novaro 

Tempeste perfette…

Siamo seduti su di un vulcano che sta per esplodere. Tutto lascia pensare che stiamo andando incontro ad una tempesta perfetta. A parte la guerra, vi sono molti altri motivi di preoccupazione. L’inflazione, dopo essere stata tenuta per anni sotto controllo attraverso una feroce politica di contrazione salariale, si sta ovunque approssimando al 10%. Con la pandemia e le politiche di sussidi generalizzati da essa provocate, il debito degli stati è raddoppiato. Il minacciato blocco delle importazioni dalla Russia provocherà uno shock energetico e forse alimentare, con l’aumento, solo in parte già scontato, del prezzo del petrolio, del gas, del grano, dei fertilizzanti agricoli.

In questa situazione da ultima spiaggia non si capisce cosa le classi dirigenti abbiano intenzione di tirar fuori dal cilindro. In condizioni normali le banche centrali si sarebbero affrettate ad alzare i tassi. Questo provvedimento, però, avrebbe effetti deleteri sul debito degli stati. In poche parole, l’aumento, anche solo di pochi punti, del tasso di sconto e la fine del quantitative easing rischiano di provocare la bancarotta di molti paesi del terzo mondo e di alcuni di quello industrializzato (l’Italia è il primo fra questi). Gli effetti sull’economia globale sarebbero catastrofici.

Come non bastasse, l’Europa e gli Stati Uniti stanno vivendo una crisi culturale senza precedenti. L’ideologia ufficiale delle cosiddette libere democrazie è una perversa clonazione di liberismo economico iper capitalista e di valori politicamente corretti “di sinistra”, imposti in modo sempre più invasivo e intollerante  nei mezzi di comunicazione, nel cinema, nella scuola. L’elite al comando promuove la distruzione della famiglia, la cancellazione di ogni identità nazionale e regionale, l’omologazione delle culture particolari, la censura preventiva su ogni idea eterodossa, la diminuzione della popolazione mondiale e l’immigrazionismo selvaggio (che è cosa, va da sé,  ben diversa dal rispetto e dalla tutela dei cittadini e dei lavoratori di origine straniera). In pratica si punta ad una rivoluzione culturale che ponga fine alla civiltà occidentale per come l’abbiamo conosciuta finora. Di fronte a tutto questo è difficile prevedere cosa verrà imposto a popoli sempre più spaesati e privi di bussola. La cosa al momento più probabile è che si pensi di affrontare la crisi attraverso una enorme distruzione di ricchezza: un crollo dei valori azionari e immobiliari senza precedenti. In ogni caso, la militarizzazione spinta della società, iniziata con la scusa della pandemia, sembra destinata a continuare.


Silvio dalla Torre 

domenica 8 maggio 2022

Zuckerberg, Draghi e Colao

Due giorni fa il presidente del consiglio Draghi, il ministro dell'Innovazione Tecnologica Colao e il sig. Mark Zuckerberg si sono incontrati per discutere di "Metaverso". Siamo certi che, oltre ad alcune istruzioni cortesemente fornite a Draghi sul corretto utilizzo degli emoticon, non si siano detti nulla di rilevante, nulla di cui l'opinione pubblica dovrebbe occuparsi e discutere. Dobbiamo lasciarli lavorare, perché qualunque cosa facciano, lo fanno per il nostro bene. Incidentalmente segnalo che la questione più cruciale all'ordine del giorno negli odierni processi di digitalizzazione è la strutturazione di tutti i sistemi, pubblici e privati, con sistemi "cloud", dove l'utente finale, che sia cittadino o amministrazione, ottiene semplicemente un "servizio" la cui elaborazione viene consegnata in remoto a e da un singolo erogatore centrale di servizi (e.g.: l'azienda di Zuckerberg).


Una volta che questo processo sia andato pienamente in porto, ogni sistema di comunicazione, ogni archivio e database (es: casellari giudiziari e atti processuali), ogni software per leggere i nostri documenti, ogni transazione commerciale e finanziaria, insomma la totalità di ciò che conferisce potere nel mondo contemporaneo sarà letteralmente nelle mani di un erogatore di servizi centralizzato e remoto. Una bella fortuna che a giocare questo ruolo siano cavalieri dell'ideale come Zuckerberg, che sappiamo avere a cuore il perseguimento del giusto e del vero. Figuriamoci se qualcosa del genere capitasse nelle mani, chessoio, del Deep State americano. Avremmo a che fare con il primo impero assoluto, incontrastato e incontrastabile, capace di spegnere e accendere ogni singolo agente, individuale o collettivo, in tutta la parte del pianeta sotto la propria ala. Ma lasciamo questi pensieri oscuri, questo ciarpame da complottisti, e nutriamoci delle ultime affidabili e certificate news del gruppo Gedi o, che è lo stesso, dell'ufficio stampa Nato.


Andrea Zhok

martedì 5 aprile 2022

Meschini e scettici!

Guardate che vi vedo, eh! Voi siete quei personaggi meschini che anche di fronte alle immagini dei massacri state lì, titubanti e perplessi, con il sopracciglio alzato e l’espressione dubbiosa.Voi siete quelli che non credono più a nulla di quello che scientemente viene propinato con maestria sopraffina. Vergognatevi! Siete quei fastidiosi saccenti a cui non basta la didascalica narrazione del presente: c’è un aggredito e un aggressore e non c’è altro da sapere. No, con il ditino alzato vi interrogate pedantemente sul passato e, addirittura, sul futuro della storia. Ma a che serve? Per caso da piccoli, quando vi raccontavano le favole, volevate sapere chi era stato il principe azzurro prima di divenire tale? Che fine aveva fatto Biancaneve dopo essere convolata a nozze? No! Vi bastava sapere che alla fine vivevano tutti felici, fluidi, contenti ed ecocompatibili. 


Cosa vi è successo nel crescere? Quali traumi avete subito per trasformarvi in siffatti esseri immondi e cinici? Avete cominciato da subito a rompere le palle non credendo addirittura che la Russia stesse bombardando le centrali nucleari. “Ma come è possibile”, chiedevate, “che poi riescano a direzionare la nube radioattiva evitando che finisca sulla loro stessa nazione? gnè, gnè, gnè…” Era chiaro che erano in possesso di una ventola mastodontica e che avevano schierato l’intera armata rossa a soffiare controvento! Ma voi, niente! Caparbi e ostinati ci avete impedito di allestire immediatamente la no fly zone che a quest’ora avrebbe messo fine… a tutto. E della fashion blogger, testimone del bombardamento all’ospedale pediatrico, ne vogliamo parlare? Lì avete mostrato il peggio di voi. “E’ una messa in scena, è una mistificazione…gnè, gnè, gnè”. Come vi siete sentiti quando poi avete saputo della sua morte? Avvoltoi che non siete altr…. Cosa? Ah! non è morta? Era un'altra quella morta? Ah! è viva sta bene e adesso dichiara che non sono stati i russi a bombardare l’ospedale? Dice anche che l’ospedale era stato occupato dall’esercito ucraino? 


Evvabè, è in mano ai russi, poverina, cosa dovrebbe dire? Si sa che lì operano come la Gestapo. Sono dei nazisti! ... ah no, aspè, i nazisti stanno da un'altra parte... Mi state a far confondere pure a me. Maledetti! Pure sul mediatore mortalmente avvelenato dai russi avete avuto a che dire! “Ma se è stato avvelenato, come è mai possibile che il giorno dopo stava in Turchia a presiedere i negoziati? gnè, gnè, gnè… Ma non sapete che esistono i sosia? Ogni personaggio pubblico ce l’ha! Figuratevi che anche noi ne stiamo cercando uno per Di Maio. E ci riusciremo, anche se finora nessuno dei soggetti selezionati è risultato idoneo... d'altronde pensate sia facile trovare un soggetto con lo stesso quoziente intellettivo? Provateci voi che fate tanto i maestrini! E finitela una buona volta di sostenere che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria alle politiche belliche del nostro invidiato governo. I sondaggi sono sbagliati! Sono mal posti. E’ riduttivo porre domande del tipo: lei è d’accordo con questo? E’ d’accordo con quest’altro? Troppo semplicistico. Ora ne stiamo approntando altri con formule del tipo: lei è d’accordo ad essere in disaccordo con chi è d’accordo? E vedrete che finalmente la verità verrà fuori.


E infine piantatela di cacarvi sotto per la paura della terza guerra mondiale! Che palle! Ma, poi, se anche fosse, che sarà mai? Non avete sentito Luttwak? “Gli uomini amano la guerra e le donne amano i guerrieri”. Per cui, fatecela fare sta guerra, così finalmente anche noi potremo provare i piaceri del sesso e abbandonare yuoporn. Eh, ma vi vedo, sai? State lì a credere nei complotti, negli intrighi e nelle macchinazioni. Ma ormai avete le ore contate. Eh sì, perché quando, finalmente, tutte le mistificazioni e i complotti diverranno realtà, allora non avrete più nulla in cui credere…


Salvino Paternò

lunedì 28 marzo 2022

Draghi l’ammazzaitaliani

Non capisco questo clamore per i toni pirotecnici di Biden che hanno fatto storcere il musino perfino ai guerrafondai trincerati dietro al divano, con l’elmetto in testa, la Stampa tra i denti ed il telecomando della tv nella fondina. Io, invece, al netto della tontolaggine senile, il tono di Biden lo comprendo benissimo. È palese che in realtà quella in atto è una guerra tra Russia e America, per interposta nazione. Ed è una guerra iniziata tanto tempo fa. Lo stesso presidente americano nella sua incontinenza verbale non ha fatto mistero di inviare da oltre 10 anni armi all’Ucraina del valore di oltre 5 miliardi di dollari… altro che la ferraglia che spediamo noi. Abbiamo scoperto che da anni l’Ucraina, equipaggiata ed addestrata dalla Nato, partecipa alle esercitazioni belliche congiunte. Sappiamo dell’installazione americana in terra ucraina di 4000 laboratori di microbiologia. Ed è palese che la ferrea resistenza è frutto dell’attività di intelligence statunitense che si prodiga alacremente inviando ai combattenti immagini satellitari, scansioni radar e intercettazioni delle truppe russe. Cos’altro c’è da sapere e da capire? L’America–Dem si sente in guerra e, con il culo al caldo, parla e si comporta di conseguenza. Più che guardare la pagliuzza nell'occhio lattiginoso di Biden, dovremmo invece prestare attenzione alla trave che punta decisa alle nostre terga italiche.


Eh sì, perché non è il tono di Biden ad essere stonato, bensì quello arcigno e apparentemente suicida di Draghi che, in modalità Rambo, fa di tutto per mostrarsi il più "falco" degli europei. Ha prontamente dichiarato lo "stato di emergenza" (non l’hanno fatto neppure i Paesi limitrofi), senza alcuna titubanza impone sanzioni economiche alla Russia (malgrado noi siamo i primi a rimetterci), con estrema determinazione dispone l’invio di armi, paventa razionamenti e sacrifici, preannuncia un’economia di guerra e va a testa bassa allo scontro con la diplomazia russa. Quando Macron e finanche Borrel hanno contestato le parole dal sen fuggite di Biden, lui non solo non ha detto mezza parola, ma ha addirittura difeso l’infausto giornalista de la Stampa che sobriamente auspicava l’omicidio di Putin. E ora sto banchiere alle grandi manovre vuole impegnare il 2% del PIL per aumentare le spese militari. E tutto ciò mentre il PNR è saltato, l’inflazione è al 10%, i prezzi aumentano, le bollette sono alle stelle, le imprese chiudono e 100milioni di cittadini sono a rischio povertà.


E allora dovremmo chiederci: ma a cosa mira veramente Draghi? Non mi pare che dietro quel freddo sguardo rettiliano si nasconda uno scamiciato passionario dai profondi valori umani che, per difendere valori e ideali, in nome della solidarietà, si lancia nella pugna anche a costo di distruggere il proprio paese. Dove vuole andare a parare?  In nome di chi e cosa ha stabilito che questa guerra dovesse diventare la nostra guerra? Forse questa nuova emergenza serve a coprire le disastrose conseguenze di scelte scellerate anti pandemiche? O, peggio, come si vocifera, fallita la missione quirinale, nelle sue mire adesso c'è il posto di Segretario Generale della Nato che si libererà proprio quando in Italia (FORSE) si andrà a votare? Poniamocele queste domande, perché ne va del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Poniamocele anche a rischio di essere etichettati “figli di Putin”. Perché è meglio essere figli di Putin che orfani dell’intelligenza.


Salvino Paternò 

martedì 22 marzo 2022

I crimini di Draghi

RISPOSTE AL DISCORSO DI DRAGHI


Mi piacerebbe tantissimo poter rispondere personalmente al presidente Draghi rispetto al suo discorso di stamattina in parlamento. Se ne avessi la possibilità, questo è quello che gli direi.


[Draghi] “A nome del Governo e mio personale, voglio ringraziare il Presidente Zelensky per la sua straordinaria testimonianza. Dall’inizio della guerra, l’Italia ha ammirato il coraggio, la determinazione, il patriottismo del Presidente Zelensky e dei cittadini ucraini.“


Io non ho ammirato nulla di tutto ciò. Ho invece rilevato una profonda ingenuità nel presidente Zelensky, che si è fatto usare dagli americani per fare da esca all’invasione russa, mettendo inutilmente a repentaglio la sicurezza e le vite dei suoi concittadini. Invasione chiaramente voluta e provocata da Washington, che prima ha incoraggiato Zelensky a rifiutare ogni compromesso con Mosca, e ora lo ha sostanzialmente abbandonato al proprio destino. Come fanno sempre gli americani, d’altronde: basterebbe conoscere un pò di storia per sapere come si sarebbero comportati anche in questo caso.


[Draghi] “L’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore.”


Non ci sono mai state “mire espansionistiche” da parte di Mosca, se non nella nauseabonda propaganda dell’Occidente. Putin ha sempre detto chiaramente che interveniva solo a) per difendere i russofoni del Donbass, massacrati dai nazisti di Kiev e b) per impedire un futuro ingresso dell’Ucraina nella Nato.


[Draghi] “La resistenza di Mariupol, Kharkiv, Odessa – e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del Presidente Putin – è eroica. Oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa. Difende la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza.”


Nuovamente, stucchevole retorica basata sul nulla. Putin non ha mai minacciato “la nostra pace, la nostra libertà, la nostra sicurezza”, ha solo chiesto garanzie per il SUO paese. Questa retorica della “minaccia alla nostra libertà” serve solo da foglia di fico per coprire delle scelte altrimenti indifendibili.


[Draghi] “Difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e sui diritti che abbiamo faticosamente costruito dal dopoguerra in poi.”


Quell’ordine multilaterale prevedeva, dal 1991, la non-espansione a est della NATO, al di là dell’incorporazione della Germania Est nel blocco occidentale. Siamo stati noi occidentali a tradire per primi quei patti, cedendo progressivamente alla politica di accerchiamento americana verso la Russia, messa in atto proprio tramite la NATO. Invocare oggi un ordine multilaterale, quando si è i primi ad averlo demolito, non è indice di grande saggezza.


[Draghi] “L’Italia vi è profondamente grata.”


Parli per sè Presidente. Io con i nazisti ucraini ho ben poco da spartire. So bene quello che hanno fatto ai loro concittadini russofoni dal 2014 in poi.


[Draghi] “Perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte.”


A quanto pare si è girata dall’altra parte negli ultimi 8 anni, quando appunto i russofoni ucraini venivano massacrati dall’esercito di Kiev, nel silenzio totale dei media asserviti a Washington. I due pesi e due misure, Presidente, davvero non li vede?


[Draghi] “Il Governo e il Parlamento sono in prima fila nel sostegno all’Ucraina.”


Fanno molto male a farlo. Una posizione più equidistante sarebbe stata certo più saggia per noi. Saranno infatti QUESTO GOVERNO e QUESTO PARLAMENTO ad essere ritenuti responsabili, in futuro, per qualunque conseguenza negativa che debba abbattersi sull’Italia da parte della Russia. Stupisce inoltre che un presidente del consiglio non abbia ripreso il suo ministro degli esteri, quando si è permesso di dare pubblicamente dell’”animale” ad un leader straniero come Putin. Il ministro degli esteri se lo è scelto lei, signor Presidente, quindi lei è corresponsabile di quello che dice e quello che fa.


[Draghi] “Sin da subito, abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari e abbiamo risposto, insieme ai partner europei, alle richieste del Governo ucraino di assistenza per difendersi dall’invasione russa.”


L’assistenza per difendersi è un giro di parole ipocrita per non dire “invio di armamenti”. Inoltre, se è vero che è giusto mandare armi ad un popolo invaso che si difende, perchè non mandiamo armi anche ai palestinesi, che da 60 anni cercano di difendere il loro paese invaso da Israele?


[Draghi] “Siamo pronti a fare ancora di più.”


Errare humanum est …


[Draghi] “Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica.”


Veramente quelli che ci vogliono divisi sono gli Stati Uniti, che da sempre temono una forte unione fra Europa (Germania soprattutto) e Russia, e da sempre hanno fatto di tutto per tenerci separati. Riuscendoci, finalmente, in questa recente occasione.


[Draghi] “Finora, queste sanzioni hanno colpito duramente l’economia e i mercati finanziari della Russia, e i patrimoni personali delle persone più vicine al Presidente Putin. In Italia abbiamo congelato beni per oltre ottocento milioni di euro agli oligarchi colpiti dai provvedimenti dell’Unione Europea.”


L’idea di colpire i beni di privati cittadini, che fino a prova contraria non hanno violato alcuna legge, è un arbitrio inaccettabile per uno stato che vuole definirsi di diritto. Vantarsene poi pubblicamente significa rivelare che intimamente si è convinti che questo sia una cosa legittima e giusta. Io personalmente mi vergogno di avere un presidente del consiglio che non rispetta lo stato di diritto e ritiene una tale azione accettabile.


[Draghi] “Siamo anche impegnati per diversificare le nostre fonti di approvigionamento energetico, così da superare in tempi molto rapidi la nostra dipendenza dalla Russia.”


Tanti auguri per i tempi “molto rapidi”. Nel frattempo immagino che gli aumenti dei costi energetici ce li pagherà lei, signor Presidente?


[Draghi] “Allo stesso tempo, vogliamo disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea.”


Ciò che l’Italia vuole è irrilevante. Lei sa benissimo che queste scelte vengono fatte in altre sedi, e che comportano strategie geopolitiche che vanno bel oltre i desideri di una nazione come la nostra. L’Italia non conta assoutamente nulla in questo caso, e venire a vendere ai propri concittadini una presunta rilevanza nella facceda è pura demagogia.


[Draghi] “Quando l’orrore e la violenza sembrano avere il sopravvento, proprio allora dobbiamo difendere i diritti umani e civili, i valori democratici.”


Again, dov’era il nostro Presidente negli ultimi 8 anni di massacri nazisti in Donbass?


[Draghi] “L’Ucraina ha il diritto di essere sicura, libera, democratica.”


Nessuno le ha mai negato questo diritto. Se l’Ucraina si fosse impegnata a non entrare nella NATO, come richiesto fino a un mese fa dalla Russia (ma osteggiato apertamente dagli americani), oggi sarebbe un paese libero e indipendente, e questa guerra probabilmente non ci sarebbe mai stata.


Veda lei di chi sono veramente le responsabilità di questa guerra.


Massimo Mazzucco