domenica 23 settembre 2018

Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera

Non sono una persona empatica. Non soffro delle sofferenze altrui e non soffro nemmeno delle mie sofferenze. Alcuni, mi direbbero che sono arida di sentimenti. Può essere. Quando e se piango, lo faccio solo per rabbia e niente altro. Oggi è stato diverso. Siamo andati a Visso e a Castel Sant'Angelo sul Nera, si, sui luoghi del terremoto a quasi 2 anni di distanza. Ogni foto e ogni immagine passata sugli schermi televisivi, posso assicurare, non rendono affatto l'idea di cosa sia. Ho pianto a vedere quelle case sventrate, spaccate, crepate, cadute. Ho pianto del silenzio attorno alle zone rosse, ho pianto di due paesi desertificati nei cuori centrali. Ci sono case chiuse e lasciate morire. Risate, saluti, chiacchiere e scalpiccii di scarpe che tacciono. Centri transennati, macerie tutto attorno ma, le persone non vogliono mollare. Abbiamo oltrepassato decine di sae sparse dovunque e, laddove c'è ancora silenzio, intorno la vita cerca di andare avanti. C'erano molti turisti a pranzare e a comprare prodotti locali e queste, per loro sono piccole boccate d'ossigeno. Non ho scattato foto delle sae perchè rispetto chi ha perso tutto e ha dovuto accettare ciò che gli è stato offerto. Ho fatto alcune foto a ciò che resta di Visso e di Castel Sant'Angelo, poche perchè ha prevalso in me la tristezza. E non rendono così tanto, bisogna vederlo cosa è.

Castel Sant'Angelo sul Nera


Visso

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