giovedì 31 ottobre 2019

La commissione contro l’odio della Boldrini

Spiace davvero leggere decine di commenti intelligentissimi e corretti sotto ogni punto di vista che stigmatizzano l'istituzione della "commissione straordinaria per il contrasto (...) dell'istigazione all'odio". C'è chi ricorda Gramsci (<>), chi ricorda Edoardo Sanguinetti (<>), c'è chi ricorda la poesia che apre "Se questo è un uomo" di Primo Levi (<<(...)O vi si sfasci la casa, la malattia vi impedisca>>), c'è chi ricorda lo psicoreato del 1984 di George Orwell. C'è chi fa correttamente notare che non si può comprimere la libertà di pensiero (e di sentimento) quando peraltro - se l'odio si trasformasse in qualcosa di concreto - sono già previsto dal nostro ordinamento i reati di diffamazione, minaccia, ingiuria e qualsiasi forma di discriminazione. C'è chi la butta sullo storico e fa correttamente notare che uno dei (non) reati di cui furono accusati i dissidenti del regime fascista trascinati davanti ai tribunali speciali era proprio quello di "istigazione all'odio tra classi sociali" (art. 415 codice penale allora vigente). 

Comunque la si voglia mettere questa storia della "commissione straordinaria per il contrasto all'odio (ecc. ecc)" è una mostruosità giuridica e filosofica. 

Spiace davvero perchè una persona cristallina come Liliana Segre, a cui tutti siamo debitori, sia incorsa in errore. Ma la ragione è ragione. Capita, gli si vuole bene lo stesso. Altrettanto non si può dire di tutti coloro che hanno spinto per questa commissione il cui chiaro intento è quello di mettere il bavaglio ai social network. Belli i tempi, Signora Bonino, quando pontificavate senza reale contradditorio dalle tv e dai giornali?

Giuseppe Masala

martedì 29 ottobre 2019

La storia che si ripete


Lascia davvero stupefatti la naturalezza con la quale si anticipa la nomina di Draghi a Senatore a Vita. Certamente si tratta di una prerogativa del Presidente che può essere esercitata autonomamente ma non arbitrariamente. Infatti se capisco bene l'italiano (pur non essendo un giurista) mi pare evidente che i costituenti abbiano messo precisi limiti rilevabili dalla lettura dell'Art. 59 della Costituzione: <<(...) cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario>>. Non si capisce quali possano essere questi altissimi meriti con i quali Draghi abbia dato lustro alla nazione. Sì, è un accademico, ma onestamente ha esercitato per pochissimi anni e non risulta abbia lasciato testimonianza di ricerche che abbiano accresciuto la conoscenza della sua materia. Potenzialmente certo - l'intelligenza e la bravura non gli mancano - poteva farlo ma, potenzialmente, per quanto ne sappiamo noi potrebbe essere anche un pittore superiore a Michelangelo. Fatto sta che non ha mai dipinto come non ha mai fatto ricerca economica per quanto mi risulti.
 
Per quanto riguarda la sua attività si tratta di un Pubblico Funzionario, lautamente pagato per fare il suo lavoro. Non mi pare una ragione sufficiente per dargli questa carica. Dico questo senza entrare nel merito di quello che sono state le scelte nelle varie cariche che ha svolto. Scelte che, sia chiaro, non sono certamente esenti da critiche; per andarci leggero. Ma la torsione più grave della Costituzione derivante da questa possibile nomima è, per come la vedo io, un'altra. La nomina di Draghi sarebbe premessa ad una sua discesa nell'agone politico. Situazione questa che già si è verificata con Mario Monti che dopo aver ricevuto l'onorificenza è stato nominato Presidente del Consiglio e dopo, addirittura, ha presentato una lista con il suo nome alle elezioni (Scelta Civica con Monti). Ecco, non vi è traccia nella Costituzione della prerogativa del Presidente della Repubblica di usare - di fatto - la concessione di un onorificenza per paracadutare qualcuno nell'agone politico e per consentirgli la possibilità di occupare cariche istituzionali come per esempio la Presidenza del Consiglio. Non sono un esperto di Costituzione ma se questa prassi fosse realmente prevista saremmo di fronte non ad una Costituzione improntata alla democrazia, all'eguaglianza dei cittadini grazie alla sovranità popolare ma ad una Costituzione delle Oligarchie e degli Ottimati che hanno il diritto di agire al di sopra della volontà popolare. C'è solo un modo previsto dalla Costituzione per scendere in politica: candidarsi alle elezioni e sottoporsi al giudizio del popolo sovrano.

sabato 26 ottobre 2019

Multikulti tedesco

La Germania sta iniziando a pagare il conto delle sue politiche 

A Limburg (Assia, Germania), un 34enne di origini tunisine ieri ha ucciso la ex-compagna 29enne, madre dei suoi figli, in mezzo alla strada. Dopo averla speronata con l'auto, l'ha pugnalata con un coltello da macellaio, infine le ha staccato la testa con un colpo d'ascia, che teneva nel bagagliaio dell'auto. 

L'omicidio è diventato un caso in Germania. I mainstream sembrano fare a gara a occultare la notizia e le generalità dell'assassino per timore di rappresaglie etniche e, soprattutto,  per non offrire combustibile all'estrema destra. Succede, però, che qualcuno ha ripreso la scena con il telefonino e il video dell'esecuzione è ormai diventato virale sulle reti sociali, scatenando una rabbia generalizzata. L'account della polizia di Limburg è stato preso d'assalto da gente inferocita che chiede giustizia sommaria. 

La Germania sta iniziando a pagare il conto delle politiche deflattive della signora Merkel. Uno studio della Fondazione Hans-Böckler in collaborazione con il sindacato DGB uscito pochi giorni fa (e pubblicato anche dal Sole24Ore) rivela che negli ultimi dieci anni, nonostante la crescita del PIL e il tanto declamato boom economico, i salari della classe media e meno abbiente in Germania non sono aumentati proporzionalmente. Oggi la forchetta tra il 10% più ricco e il resto della popolazione si è allargata notevolmente (dal 2005 al 2016 l'indice di Gini è cresciuto del 2%). L'1% dei tedeschi possiede da solo oltre il 56% della ricchezza nazionale e ha beneficiato negli ultimi dieci anni delle rendite finanziarie, dell'esplosione del DAX e, in particolare, del boom immobiliare. Fatalmente, anche gli episodi di violenza urbana sono in aumento preoccupante, amplificati dagli inevitabili problemi associati a un'immigrazione incontrollata (solo nel 2015 in Germania sono entrati più di 1,1 milioni di extracomunitari). 

Con la recessione globale alle porte, l'Europa si è trasformata in una bomba a orologeria. Se vivremo abbastanza, la storia presto o tardi darà ragione a chi tutto questo lo aveva previsto in tempi non sospetti.

Dalla bacheca di Filippo Nesi

Sul criminale Draghi

Più leggo tutte le pompose agiografie dedicate oggi a Mario Draghi e più penso che qualcosa non torna. Draghi è l'uomo che spedì al Governo Italiano le famose raccomandazioni di Politica Economica nel 2011 (peraltro assolutamente lesive della Costituzione e dei Trattati) che hanno reso inefficace la sua politica monetaria. Se si chiedono politiche economiche ferocemente deflattive non si può poi sperare che le politiche monetarie riescano a generare inflazione. Il risultato infatti non è lusinghiero, come il tempo secondo me chiarirà più avanti. 

Rimane poi il crimine di aver tagliato i finanziamenti emergenziali al sistema bancario greco per piegare la volontà politica del governo di Atene. Un vero e proprio golpe per via monetaria  che però ha chiarito la natura autoritaria dell'Unione Europea. Per me, possono farlo Senatore a vita e magari Presidente della Repubblica. Rimane un boiardo dell'alta finanza e dell'Unione Europea filo tedesca. Su quello che fece negli anni bui del saccheggio dello stato italiano attraverso privatizzazioni manco mi soffermo. 

Io ve lo dico chiaro, se questo individuo sale al Quirinale (peraltro senza essersi mai sottoposto ad elezioni manco condominiali) è proprio il segno che peggio sei e più fai strada.

Di Giuseppe Masala 

martedì 8 ottobre 2019

E mentre ci ammazzano...

Immigrazione, il rapporto sull’economia Leone Moressa: “L’Italia non può fare a meno di migranti economici e integrazione” di Alberto Sofia

Dalla ricchezza prodotta e dall’apporto al Prodotto interno lordo nazionale, fino al contributo per le sorti future del sistema pensionistico e al valore aggiunto offerto nelle differenti tipologie professionali. A fotografare come gli “stranieri residenti oggi in Italia rappresentino una forza vitale per il nostro Paese” è la fondazione Leone Moressa, nel suo rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione. Nel 2018 i lavoratori stranieri in Italia sono stati 2,5 milioni, pari al 10,6% degli occupati totali. La ricchezza da loro prodotta è stata stimata in 139 miliardi di euro, pari al 9% del Pil. Questo è il dato emerso dall’analisi dello stesso rapporto, dove si sottolinea come gli occupati stranieri si concentrino però soprattutto nelle professioni non qualificate (33,3%), solo il 7,6% in quelle qualificate. Il restante 60% si divide quasi equamente tra operai, artigiani-commercianti e impiegati.

Nonostante la popolazione italiana stia diminuendo, a causa della bassa natalità, con il saldo tra nati e morti negativo da oltre 25 anni, l’Italia ha però chiuso le porte da circa un decennio agli immigrati regolari. Allo stesso tempo è tornata terra d’emigrazione, con quasi 250mila giovani persi negli ultimi dieci anni: una fuga che ci è costata 16 miliardi di euro. Un gap che potrebbe essere colmato con l’apporto dei lavoratori stranieri regolari. Anche perché allo stesso tempo aumentano gli anziani: l’Istat prevede che nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione. “Ciò determinerà squilibri sociali, economici e finanziari, dato che proporzionalmente diminuiscono i lavoratori e aumentano i pensionati”, si spiega nel rapporto.

“L’Italia avrebbe bisogno di rivitalizzare i decreti flussi. Sono le stesse organizzazioni datoriali a chiedere manodopera”, spiega Enrico Di Pasquale, ricercatore della fondazione Moressa. Mentre Andrea Stuppini, ex rappresentante delle Regione nel comitato tecnico nazionale immigrazione, chiarisce: “C’è stato un forte calo negli ultimi dieci anni, è mancato un piano. Responsabilità della politica? L’onda della propaganda è stata forte, ha sottovalutato l’investimento economico e culturale necessario per l’integrazione degli immigrati. Eppure questa è l’unica strada: tornare ad aumentare l’immigrazione economica rispetto ai profughi. Si avrebbero maggiori persone pronte a pagare tasse e contributi”. Già oggi abbiamo “un contributo pari a 3,5 miliardi di euro di Irpef e quasi 14 miliardi di contributi previdenziali che sostengono la nostra economia”, ha aggiunto Di Pasquale. Oltre che un rapporto positivo tra entrate e uscite per quanto riguarda la spesa pubblica relativa all’immigrazione. “Quando si arriva a sprecare fondi europei, come hanno fatto alcune Regioni italiane, piuttosto che usarli per l’integrazione, si pagherà un alto prezzo nei prossimi anni”, ha denunciato Stuppini. “Rispetto alla discussione pubblica rivolta alla pancia del Paese, questo rapporto fa emergere tutta l’utilità che l’Italia avrebbe se facesse partire un percorso di reale integrazione degli immigrati”, ha concluso Triantafillos Loukarelis, Direttore UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Mentre Paola Alvarez (Oim) rivendica: “Il cambiamento nel governo apre un periodo di nuove opportunità. Introduzione dello Ius culturae? Non abbiamo una posizione in merito, ma sarebbe un’opportunità per arricchire la società”.

domenica 6 ottobre 2019

A fermo con la roncola in mano...

Quindi, i ricollocamenti in unione europea, avverranno nelle regioni italiane. Si sono fatte avanti le marche e altre due regioni. Ancona, ne "ospiterà" gentilmente 30. Qui, il documento. E il bluff dei ricollocamenti tanto sbandierato dall'avvocato del diavolo Conte bis. Ma tant'è... tant'è che ormai è diventato normale farsi sopraffare da una vera e propria orda di clandestini, malati mentali e delinquenti stranieri. Così talmente normale che due giorni fa, in una mattinata di pioggia battente, un bravo clandestino, minacciava auto e passanti al centro di una rotonda, armato di roncola. Era recidivo, qualche giorno prima, con la stessa roncola, minacciava e rubava gli avventori all'ingresso del cimitero. Era stato espulso... per dove? Per la nigeria, forse? No, era rimasto a Fermo a farsi i cazzi suoi e a rapinare e minacciare la gente. Qui, il racconto di una mattinata di follia. E' di cronache fermane,  il racconto, lo si prenda con le pinze perchè il giornale, è un tantino così... Ah, si, ovviamente, gli agenti, hanno subito delle lesioni più o meno gravi. Perchè secondo il signor Rubio, gli agenti non sanno fare il proprio mestiere... Però, forse, non ha tenuto conto dell'austerità nazista della ue che non fa altro che tagliare fondi... o che gli agenti non possono sparare per primi perchè tacciati di fascismo o per paura di finire in galera. Senza taser e senza possibilità di potersi difendere per davvero?

Dimenticavo: Osagie Halvebhose, il Nigeriano che, giovedì scorso ha terrorizzato Fermo girando con una roncola, lo ha fatto per "difendersi da eventuali aggressioni". Lo dice il suo avvocato al Corriere Adriatico in un articolo uscito oggi. Secondo il legale dell'uomo con la roncola, il 38enne sarebbe "una persona estremamente sola, un ragazzo visibilmente malnutrito che ha vissuto, dal suo arrivo in Italia, 3 anni e 8 mesi fa, ai margini della società". Questo spiega tutto: chiunque, quando si sente solo, va in ferramenta, si compra una roncola e va a farsi un giro.

Riflessione sulle forze dell’ordine

L’ipocrita rispetto per le divise solo quando il berretto d’ordinanza sta sopra una bara

Se arrestano delinquenti con troppa veemenza, finiscono indagati. Quando in 3 o 4 devono fermare il clandestino che scalcia e morde, c'è sempre una "progressista" che pur di cercare di metterli nei guai riprende tutto con lo smartphone nella custodia rossa, mentre la si sente squittire stizzita: "Piano!!! Poverino, fugge dalle guerre! Fate piano!" Quando si difendono sparando al ROM che ha appena tentato di investirli al posto di blocco, finiscono sotto processo. Il taser non glielo hanno dato, perchè potrebbe essere lesivo della dignità dei delinquenti.

Sui social abbondano le insegnanti scolastiche progressiste, gli intellettuali, ed ora perfino un esponente di governo, che li coprono di insulti. Quando sfilano alla festa della Repubblica, c'è una nota esponente politica che con una smorfia di disgusto volge lo sguardo altrove, e c'è chi dedica la manifestazione ai ROM. Quando finiscono in ospedale per le coltellate ricevute in stazione centrale durante il controllo del clandestino senza fissa dimora, i giornalisti si preoccupano che il clandestino non sia stato maltrattato, e si finisce con quest'ultimo che viene rilasciato mentre gli agenti sono ancora sotto ai ferri a farsi ricucire.

Se c'è la vedova di un Carabiniere a cui far visita, prima si va in carcere a trovare i suoi assassini, perchè per una certa ideologia politica, le priorità sono importanti. Nelle manifestazioni violente c'è chi vorrebbe schedare loro piuttosto che i delinquenti che manifestano con spranghe, molotov, e bombe carta, e pur di criminalizzarli è stato introdotto il "reato di tortura", grazie al quale ogni spacciatore con un minimo di fantasia, può dilettarsi nel vedere finire indagati quelli che lo hanno disturbato arrestandolo. Rischiano di pagare più loro facendo un giro sulla moto d'acqua assieme al figlio di Salvini, di quanto tra sconti di pena ed attenuanti culturali non pagherà il macellaio Innocent Oseghale.

Sono costretti a lavorare con i guanti da maggiordomo mentre fermano trogloditi abituati da secoli a dirimere ogni controversia a colpi di machete, perchè se durante le colluttazioni negli arresti solo alzano la voce, o gli scappa un buffetto, o qualche "parolina proibita" dal neo sillogismo del politicamente corretto, sono praticamente rovinati. Ecco, oggi Pierluigi e Matteo, Poliziotti poco più che trentenni, hanno fatto una delle poche cose che in questo paese malato possa fare un Poliziotto, senza urtare troppo la sensibilità dei "progressisti" di una certa parte politica. Rispetto per i due agenti morti a Trieste. Disprezzo assoluto per un'ideologia aberrante e patologica, capace di ostentare un ipocrita e subdolo rispetto per le divise, solo quando il berretto d'ordinanza sta sopra una bara.
E nemmeno sempre...

Dalla bacheca di Fabio Armano

sabato 5 ottobre 2019

su Greta

CARA GRETA, SAREBBE STATO BELLO SE...

Sarebbe stato bello se un bambino libico sul quale l'Europa ha sganciato bombe per mesi, avesse ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se un bambino greco, al quale l'Europa ha tolto il diritto ad una sanità ed istruzione adeguata con le politiche restrittive, avesse ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le migliaia di bambini denutriti in Yemen nel disinteresse degli Stati Uniti e del mondo, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le migliaia di spose bambine che ogni giorno vengono private dell'infanzia,avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se i bambini siriani bombardati per un'assurda guerra di potere sostenuta dall'occidente, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Sarebbe stato bello se le decine di migliaia di bambini sfruttati in Cina ed India in nome del libero mercato, avessero ottenuto lo stesso effetto all'assemblea dell'Onu gridando: “𝐌𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐫𝐮𝐛𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐞”.

Si, sarebbe stato bello! Ma non è successo! Loro non hanno voce. Ai potenti non interessano. Anzi spesso i potenti ne sono la causa. Abbiamo preferito la pagliacciata in barca vela, le centinaia di aerei inquinanti usati per raggiungere l'assemblea ONU, e il più grande sfruttamento mediatico di una giovane ragazzina che di clima scientificamente non sa nulla, ma che funziona benissimo per il marketing.

(dal web)

domenica 29 settembre 2019

Reddito di cittadinanza

L’ex brigatista Saraceni, percepisce il reddito di cittadinanza. Quando la tetta di stato, nasconde sempre le serpi in seno.

20 maggio 1999, Massimo D’antona - giuslavorista- viene ucciso in via Salaria. Tra i sette componenti delle Nuove Br, autori del gesto, c’è Federica Saraceni a cui vengono contestati i reati di partecipazione a banda armata e concorso in omicidio. Viene condannata in via definitiva a 21 anni e 6 mesi e dal 2005 usufruisce dei domiciliari. E già ci sarebbe tanto da dire ma andiamo avanti. Il padre della novella brigatista è nientemeno che Luigi Saraceni, toga rossa e uno dei fondatori di Magistratura Democratica. Luciano Violante, che Magistratura Democratica la lasciò dopo averla fondata, dichiarò anni fa:” Ho lasciato MD per l’insopportabile ambiguità nei confronti del fenomeno terroristico. MD era spaccata al suo interno e c’era una componente esagitata- il gruppo romano- che considerava il brigatismo rosso come una montatura ad opera di apparati dello Stato. Questa fazione faceva capo a Luigi Saraceni, padre di una terrorista”.

Questa premessa è doverosa ed importante per sottolineare come l’ex (?) brigatista FEDERICA SARACENI dal mese scorso percepisca 623 euro di reddito di cittadinanza nonostante sia tutt’ora ai domiciliari. Peccato che tra i requisiti richiesti per ottenere il rdc ci sia proprio quello di non essere sottoposti a misura cautelare personale. Per quanto riguarda la condanna invece tra le condizioni vi è quella non essere condannati in via definitiva per reati gravissimi nei 10 anni precedenti la richiesta. La Saraceni è stata condannata a giugno 2007 e quindi sarebbe in regola. Incredibile questa clausola vero? Anche voi non capite come questa ex brigatista ai domiciliari possa essere mantenuta dallo Stato contro cui si è rivoltata? Non siamo i soli nemmeno a chiederci come possa essere indirizzata ad un lavoro essendo ai domiciliari.

È ben vero che purtroppo molti soffrano di memoria corta ma D’Antona collaborava proprio con il Ministero del Lavoro, ministero che ha ideato una misura mal espressa, peggio applicata e ridotta ad assistenzialismo di nostrana fattura. E dovrà rendere conto insieme all’INPS- ente erogatore- di questa inspiegabile concessione. Ci auguriamo che qualcuno di realmente competente metta mano a questo provvedimento nella sua interezza in modo da trasformarlo in un aiuto serio e non in un allattamento alla tetta di mamma Stato. Naturalmente non è l’unica. La Faranda nel 2016 tenne un corso per la formazione dei magistrati.

Roberto Del Bello, ex brigatista della colonna veneta, ha lavorato al Viminale come segretario particolare del rifondarolo Francesco Bonato. Pagato coi soldi dello Stato, lo stesso Stato che in passato voleva annientare.

Maurizio Iannelli, uno dei componenti della colonna romana condannato a due ergastoli, dal 1999 ha iniziato a lavorare in Rai come autore di documentari impegnati e di programmi tv.

La Balzerani ha lavorato con la coop «Blow Up» ed ha dichiarato: “Io non sono e non sarò mai un ex brigatista, sono sempre io con le mie idee. Nessuno può chiedermi di dissociarmi dalle mie idee. Nel libro racconto la mia storia e ammetto di essere colpevole di tanti reati, ma penso che ci siano tante responsabilità in quel pezzo di storia d'Italia”.

Susanna Ronconi ha avuto consulenze da Asl, Comuni e dal ministro Livia Turco.

E come dimenticare i responsabili dell’omicidio di SERGIO RAMELLI. Ferrari Bravo è diventato giornalista di “Liberazione”, quotidiano di Rifondazione Comunista. Antonio Belpiede da qualche anno è primario a Canosa, in Puglia. Dal 1 gennaio 2015 anche Claudio Scazza è arrivato all’apice della sua carriera: è primario del reparto di Psichiatria 3 di Niguarda. E così la tetta di mamma Stato in realtà ospita le serpi in seno.

~Giulia

sabato 31 agosto 2019

La signora Cirinnà e Bibbiano



martedì 23 luglio 2019

Su Bibbiano


Più leggo e rifletto sul caso #Bibbiano e più mi persuado di una tragica verità. Foti, il Dottor Stranamore, il Cattivo (ma cattivo per davvero) Maestro sarà assolto. Provo a spiegarmi. Il caso Bibbiano a grandi linee è il seguente: un gruppo di persone insinuate a vario titolo nella Pubblica Amministrazione sottraeva i figli alle famiglie naturali con varie scuse. Il gruppo era mosso da furore ideologico da un lato e dall’altro lato dall’interesse economico. Ecco, però non tutti in questo gruppo di persone avevano le medesime responsabilità. Da un lato abbiamo “i soldati” – come per esempio l’assistente sociale lesbica e femminista – che hanno agito compiendo degli atti materiali illegali. Per esempio hanno modificato i disegni dei bambini inducendo in maniera fraudolenta i giudici in errore e facendogli emettere sentenza di sottrazione dei figli alle famiglie naturali. E’ chiaro ed evidente che qui c’è un atto materiale doloso che giustamente verrà sanzionato. Ma Foti il grande guru che cosa ha fatto? Materialmente nulla. Ha solo pensato. Lui pensa (lo si deduce anche da un suo post di avanti ieri sulla sua pagina facebook) che nella famiglia naturale (o patriarcale, come dicono loro) vige la seguente regola rivolta ai figli: “io t’ho fatto, io ti distruggo”. Un retroterra violento rappresentato dal padre. Fosse per lui – ripeto, basta leggere quello che ha scritto – tutti i figli andrebbero sottratti alle famiglie naturali. Lui vuole rivoluzionare la società imponendo altri paradigmi. Ecco, io posso pensare che il pensiero del Foti sia un pensiero delirante, fondamentalmente nazista, violentissimo e direi mostruoso. Ma il suo è un pensiero. Il suo è un sistema valoriale. Il suo è peraltro un sistema valoriale che non nasce dal nulla ma è figlio di una ben precisa scuola e di un ben preciso orientamento culturale. Anzi, molti orientamenti, variamente intrecciati tra loro:il postmodernismo, il costruttivismo, il freudo-marxismo (in difesa di Marx, sempre ricordiamo che giustamente morì dicendo di non essere marxista e probabilmente se avesse conosciuto questi ignobili filestei li avrebbe scuoiati vivi), la microfisica del potere, la biopolitica, la macchina desiderante, l’Antiedipo, l’esaltazione del perverso polimorfo,l’anarchismo libertario fino ad arrivare – secondo me – all’ultrauomo nietzscheiano.

Ecco, processare Foti significa processare Derrida, Deleuze, Guattari, Foucault, Nietzsche. Per certi versi anche Sartre e Simone de Beauvoir e molti, molti altri. Ma le idee non si processano. E non si processa neanche chi ha creato una costruzione intellettuale delirante miscelando molte idee come secondo me ha fatto il Foti. Le Corti di Giustizia sono attrezzate – secondo me – per sanzionare reati, non per dibattere idee per quanto sbagliate, pericolosissime e deliranti. Ecco, pur non essendo un giurista, non riesco a capire come possano condannare un uomo (pericolosissimo) per aver prodotto delle idee che io posso anche definire (come ho sempre definito) la peste del pensiero. Non risultando che Foti abbia commesso atti contrari alla legge ed essendo difficile dimostrare che lui era al corrente (e dunque era il mandante diretto) dei comportamenti delittuosi posti in essere dai “soldati” della congrega agente a Bibbiano (e temo non solo a Bibbiano, viste le ramificazioni in tutta Italia) mi sembra difficile che venga condannato. Ecco, se un giorno, tra qualche anno, non si vorrà vedere questa persona santificata e beatificata appare sempre più necessario scindere la vicenda giudiziaria dalla battaglia delle idee. Le idee sbagliate si combattono dialetticamente con le idee non con le forche e le manette. L’unica cosa che si può fare è pretendere che venga rotto quel meccanismo perverso dove l’interesse economico si somma alle idee ottenendo il risultato di rafforzarle grazie al potere del danaro. Poi bisogna leggere, studiare e scrivere dimostrando la perversione malefica di un certo apparato culturale. Insomma bisogna fare esattamente quello che ha fatto questa gente in questi cinquant’anni arrivando ad occupare tutti i gangli del potere culturale. Insomma bisogna fare egemonia per dirla con il buon Antonio Gramsci. Sperare che questa battaglia la combattano i giudici con le loro armi spuntate sarebbe un errore tragico che alla lunga rafforzerebbe quello che non esito a definire il Nemico Antiumano. Scusate la predica non richiesta.

martedì 16 luglio 2019

Ringraziamo i 5 stelle

Ebbravi i 5s. 

"Per essere eletta, alla #vonderLeyen servivano 376 voti. Non uno di meno. Ne ha ottenuti 383, appena 9 in più della maggioranza richiesta. Senza i 14 voti del #M5S, non sarebbe mai stata eletta. I #5Stelle hanno determinato l'elezione di una tra le più terribili sostenitrici dell'austerità e dei vincoli di bilancio. Se fosse saltata la sua elezione, oltre a verificarsi un fatto storico senza precedenti, avrebbe probabilmente avuto fine l'egemonia dell'asse franco-tedesco, che tanto male ha fatto - e fa - al nostro Paese. Dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Hanno semplicemente fatto la fine del tonno nella scatoletta".

Giuseppe Palma

martedì 2 luglio 2019

Associazione nazionale partigiani italiani

Solidarizzano coi bambini (e le ex famiglie) sottratti con la forza ai loro cari per essere stati venduti, sfruttati, picchiati, violentati dalle nuove famiglie? Giammai. Solidarizzano invece con chi ha fatto loro questo. No, la lettera NON è un fake.


mercoledì 29 maggio 2019

Gli intellettuali


L’altro grande sconfitto - coi 5 Stelle – delle Europee è la cosiddetta sinistra radicale. E questa non è certo una novità, perché dalla “Sinistra Arcobaleno” in giù è sempre stato un pianto. Eppure non imparano mai. Ormai i social servono più che altro come balconcino per qualche para-intellettuale "de sinistra". Mentre le Murgia e altri geni spelacchiati gridavano al fascismo & nazismo, indignandosi già che c’erano pure sulla Nutella, Salvini riempiva le piazze e collezionava consensi. E' la differenza tra paese reale e seghe mentali, baby. Da mesi gli intellettuali engagé ci smerigliano le gonadi sull’imminente apocalisse. Yeown. Vivono sui social, criticano pensosamente ogni ruttino del "Capitano", scrivono libri che si leggono da soli e - tra un appello e l’altro pro-Cesare Battisti - si autoproclamano “intellettuali”. Quarta Repubblica (Rete4) ha di recente mostrato uno spaccato emblematico della autoreferenzialità cara alla sinistra dura e pura. C’era la Murgia, in un soffitto poco frequentato di una libreria, che presentava una sua pubblicazione. A un certo punto, con aria compiaciuta, Ella ha detto parola più parola meno che “Ieri c’era Pasolini e oggi noi”. E già qui son partite le ambulanze. Purtroppo però Ella è andata pure avanti: “Finalmente noi intellettuali siamo tornati a parlarci”. Finalmente, sì: proprio non ci dormivo la notte. Gran finale: “Abbiamo anche una chat su whatsapp dove ci confrontiamo”. Dagli “Scritti corsari” alle chat su whatsapp: son soddisfazioni. Ora: questi allegri (neanche tanto: “indossano” tutti quello sguardo funereo di chi la sera preferisce al sesso le paratattiche di Marcuse) intellettuali in mancanza di prove ci avevano dettato la linea. Niente Lega, che son scimmioni nazisti. Niente 5 Stelle, che son coglioni fiancheggiatori. Niente Pd, o meglio “facciamo finta che noi siamo alternativi al Pd”, perché la cosiddetta sinistra radicale (tranne Rizzo e i desaparecidos di Potere al Popolo) si è poi alleata col Pd. Dall’esito di tale onda rossa si sarebbe alfin soppesata la portata quantitativa di questi Casarini convinti d’esser Gobetti. E sia: vediamoli, questi risultati. Nelle realtà-simbolo dell’accoglienza, Lampedusa e Riace, Salvini ha preso 45% e 30%. Tutti emuli di Himmler? Casa Pound e Forza Nuova ridotte a pulviscolo (alla faccia del “nuovo fascismo alle porte”). Astensione al 44%, e tanti son proprio di sinistra. Bonino & Pizzarotti (featuring Taradash e Daverio), che di sinistra non sono ma volendo fan brodo proletario anche loro: 3,09%. Oltre ogni marginalità immaginabile, nonostante appelli, digiuni e altre frignatine a favor di telecamera. Europa Verde (?), dal quale Civati - un altro che ha proprio il tocco magico - è sceso un attimo prima dello schianto: 2,29%. Quindi “La Sinistra”, con queste maiuscole goffamente altisonanti e con dentro pure la mai anacronistica Rifondazione Comunista. C’erano stati gli appelli di Mannoia & Marescotti, delusi (come tanti) dai 5 Stelle. C’erano state le tirate acritiche pro-Ong. E c’erano stati i tweet dei soliti intellettuali "wuminghioni", pronti a dirci che Salvini è Farinacci e la Ceccardi Eva Braun. A sentir loro, le masse avrebbero sgomitato a milioni per tributare all’onnipresente mediatico Fratoianni il sacro ruolo di nuovo Marx. II risultato? Uno stiticissimo 1.7%. Complimenti: che fiuto, che lungimiranza, che peso. Dopo una batosta così, certi “scrittori” e certi “politici” dovrebbero - come minimo - domandarsi se abbiano o no il polso della situazione. Ma non lo faranno: dall’alto della loro smisurata evanescenza bolsa, continueranno a insegnarci a vivere e a trattare chi non la pensa come loro da minorati. Geni sempiterni.

P.s. Se si fossero presentati insieme, Europa Verde, La Sinistra e Rizzo avrebbero (di poco) superato lo sbarramento. Ma - da sempre - preferiscono correre da soli per giocare a chi ce l’ha più lungo. Cioè più corto. Protetti e benedetti dai peggiori “intellettuali” della galassia.

domenica 26 maggio 2019

Calenda e mercatone uno