domenica 26 settembre 2021

Racket pass? La piazza dice no

Nessun grande giornale on line, nessun telegiornale, nessun talk show. Nessuno ai piani alti del giornalismo italico ha parlato della più vasta delle manifestazioni popolari contro il lasciapassare verde che si sono tenute oggi in tante città: quella di Roma, con una piazza San Giovanni piena come non la si vedeva da tanto tempo. Qui e lì, per la verità, sui giornaloni qualche vago sfottò lo si legge pure, unicamente per evocare una misteriosa presenza di qualche sparuta formazione neofascista diluita in dosi omeopatiche in una folla sterminata che invece cantava canzoni antifasciste all’ombra di una gigantografia di Sandro Pertini, che sparisce nel tragitto dalla piazza alle redazioni. Questa piazza è stata riempita per decenni dalle manifestazioni dei sindacati che vi convocavano lavoratori da ogni angolo del territorio della repubblica. Lo hanno fatto in varie fasi della vita nazionale per difendere o conquistare posizioni del mondo del lavoro. Stavolta invece – di fronte alla più massiccia manomissione mai vista dei diritti fondamentali dei lavoratori - niente piazza San Giovanni. Abbiamo sentito solo Landini pigolare nel cortile di Palazzo Chigi per supplicare tamponucci gratis. Il gran visir del Draghistan gli ha detto nisba, e Landini non ha nemmeno usato la parola sciopero, non sia mai, ritirandosi con la coda fra le gambe. 


Ma i vuoti si riempiono. Succede anche per le piazze. I lavoratori - che Cgil Cisl e Uil e altri sindacati avrebbero dovuto convocare - sono stati invece riuniti da altre sigle, molte delle quali nate di recente. Davanti alla basilica più antica dell’Occidente, oggi, si è ritrovata una grande piazza di lavoratori che non accetteranno più di essere lasciati soli dai sindacati mentre Draghi resetta il sistema (con il plauso di Confindustria, con l’inerzia incarognita, imbalsamata e repressiva della sinistra istituzionale italiana, dell’acquitrino pentastellato e della lega rimangiatutto). E che ci sia necessità di difendersi, organizzarsi, creare un’opposizione e un’alternativa vera, ce lo dice anche la drammatica ed efferata ammissione del ministro Renato Brunetta, che ha appena confessato di essere il volenteroso complice di un’estorsione, mentre descrive con un entusiasmo da torturatore guatemalteco la vera funzione del Racket Pass: usare il tamp0ne non come strumento di controllo dei contagi, bensì di coercizione e castigo, di dolore corporeo da infliggere come costo psichico e fisico, "geniale" perché rende penosa la vita e comporta costi che a molti (cioè ai meno abbienti) risulteranno insostenibili, se non vorranno aggiungere altre dosi alla statistica siringosa del generale pennutissimo.


Voi sapete che il principio numero uno che informa il lavoro del medico è «Primum non nŏcēre» ossia «per prima cosa, non nuocere». Per contro, il principio numero uno di Brunetta è «Primum nŏcēre», cioè «per prima cosa, nuocere». Voi capite che un siffatto ministro, in un qualsiasi paese europeo democratico, sarebbe saltato come un tappo di champagne dopo un solo minuto. Da noi invece il ministro affila sadicamente i tamp0ni da infilare nelle narici dei sudditi del Draghistan, in mancanza di olio di ricino, coperto dall’imbarazzato silenzio della sua terrificante maggioranza di governo. Un governo che rompe in questo modo il patto sociale impone al popolo la necessità di doverne costruire uno nuovo e diverso. Intanto abbiamo dimostrato che l’opposizione potrà riempire le piazze e poi costruire l’alternativa.


Pino Cabras

sabato 25 settembre 2021

Personale

Non ricordo quale fosse la vaccinazione che lascia la cicatrice sul braccio, ecco, io, quella cicatrice non ce l’ho perché non l’ho mai ricevuta. Una profilassi, invece, che decisi di fare anche se facoltativa, fu per un viaggio dove per qualche giorno, avrei alloggiato in mezzo alla giungla e fu la profilassi contro la febbre gialla, decisi di farla per sicurezza più che altro e stetti male per un mese circa. Non faccio la vaccinazione antinfluenzale ma non per questo, devo essere additata come no vax o terrapiattista. Quando a Febbraio, ho accompagnato mio padre a fare questa “vaccinazione”, non ero affatto contenta e lui, non era entusiasta ma, il figlio, ossia, mio fratello (col quale non sono mai andata d’accordo), decise di prenotare. Inutile dire che litigammo per questo e perché mio padre, ha si quasi 83 anni ma ne dimostra 70. Guida, lavora ancora e fa tante altre cose. Certo, ha i suoi piccoli acciacchi di poco conto, per fortuna, però, qualche anno fa, ebbe una paresi del radiale (senza capirne il motivo) ma continua tranquillamente con la sua vita. Ovviamente, usa dei medicinali e siamo fortunati così. Perché cercare guai inutilmente? Non fa nemmeno la vaccinazione antinfluenzale. Però, mio fratello, ha voluto diversamente. Bene, una volta stampata la documentazione, lo aiuto a compilarla. L’idea di dover firmare il consenso informato che non ti informa per un cazzo, mi ha urtato parecchio e gli ho chiesto se fosse sicuro, mi ha risposto di no ma “se c’è da farlo, si faccia”. Ho compilato la lista dei medicinali che assume e tutti i suoi dati e ha firmato. Ci siamo recati al centro vaccinale il giorno previsto e siamo entrati. Doveva fare il pfizer vista l’età. Entriamo entrambi in stanza, porgo la documentazione al medico presente e il medico, scorre velocemente e in maniera distratta le pagine, e firma. Aspettiamo i 10 minuti e ce ne torniamo a casa. 3 settimane dopo, stessa cosa. Il medico non legge ma firma. Non mi sta bene. E mi convinco sempre di più a non farlo mai. Non siamo tutti uguali, abbiamo storie mediche diverse. Io, ad esempio, ho una patologia autoimmune, si, non è mortale e non è grave, è molto fastidiosa. Devo fare le analisi del sangue ogni 4 mesi per controllarne i valori e se è il caso, cambiare dosaggio dei medicinali che prendo. Devo fare ogni anno una ecografia alla gola per vedere se ci sono noduli. E ho deciso di non vaccinarmi, perché non voglio peggiorare la mia situazione. Mio padre, ad oggi, fortunatamente non ha avuto effetti collaterali. Spero solo che non accada l’irreparabile su di lui. Ma so che si stanno ammalando tantissime persone, migliaia e non solo di covid post vaccino.

lunedì 20 settembre 2021

Colpevole e colpevoli

Lettera aperta di Mario Giordano


“Se chi osa avere dubbi sui vaccini o sul passaporto verde viene accusato di violenze, mi dichiaro colpevole. Confesso di non credere che le iniezioni fermino il contagio e che il lasciapassare serva davvero a qualcosa“. Continua Giordano: “Lo confesso, sono un terrorista, perché pur essendomi vaccinato continuo a pensare che i vaccini non siano l’unica soluzione per fermare il contagio. Anzi, penso che i vaccini non fermino assolutamente il contagio“.


“Sono un terrorista“, dice, “perché anziché limitarmi ai ritornelli in TV di Ricciardi o Bassetti leggo i dati ufficiali che arrvamo da Israele e dalla Gran Bretagna, e alle volte persino le parole che arrivano da premi Nobel in semiclandestinità come Luc Montagnier“.


“Sono un terrorista“, ribadisce, “perché a volte ho persino osato dire che è da criminali non curare il Covid con le terapie domiciliari o con le monoclonali, quando invece poteva e può essere fatto.


“Sono un terrorista perché pur avendo in tasca il Green pass continuo a pensare che sia una solenne bischerata, almeno per come è stato concepito e perché poteva essere tranquillamente evitato come hanno fatto praticamente tutti i paesi del mondo, tranne noi e la Francia“.


“Mi dichiaro colpevole e ammetto la mia colpa” – prosegue Giordano – “sono un terrorista perché mi rifiuto di chiudere gli occhi davanti alla realtà e intendo continuare a dire cose che ritengo di puro buonsenso”.

L’ultima moda è stata lanciata dal direttore di Libero Alessandro Sallusti quando ha detto che chiunque osi dissentire dal pensiero unico deve essere considerato il mandante morale di tutte le aggressioni no-vax, che è un po’ come se chi teorizza i principi della libertà sessuale fosse considerato il mandate morale di tutti i femminicidi, o come se chi rivendica i diritti dei lavoratori fosse considerato il mandante morale di tutte le aggressioni ai datori di lavoro“.


“Il giochino cui Sallusti presta la penna“, scrive Giordano, “è molto facile: se ogni pazzo che rincorre di notte un virologo viene addebitato in carico alle poche voci libere rimaste, alla fine anche queste saranno costrette a tacere. Per ridurle al silenzio non ci sarà nemmeno bisogno di ricorrere ai cannoni, come richiesto da qualche amico di Sallusti. Silenzio. Una voce unica. Nessun dissenso“.


Questo è quello che volete?


Mario Giordano

venerdì 17 settembre 2021

La dittatura italiana

Sono certo che avete tutti notato l'assiduità con cui il presidente Draghi compare in televisione a spiegare, ad esplicitare al popolo le ragioni del proprio operato. (Praticamente per quel che ne sappiamo potrebbe essere deceduto da due mesi, tanto mandano sempre in onda filmati di repertorio con Supermario in tre varianti: pensosa, indaffarata e professionale.) Il punto è che l'uomo è intelligente. Ha capito perfettamente che tutta la sceneggiata usuale dei politici che fanno la comparsata in TV, fingendo di interessarsi dei cittadini e delle loro opinioni, è una mera perdita di tempo. Il paese è maturo per ricevere ordini e accodarsi con entusiasmo. Basta avere il coraggio di farlo. Lo stile è quello che l'uomo conosce bene, tipico degli ambienti che contano, mica di quella buffonata della "politica democratica".  Ci si incontra in quella manciata di persone che pesano, si stabilisce cosa fare, cosa dare e cosa ricevere, e poi si manda in TV qualcuno che ama il suono della propria voce ad anticipare gli ordini al pueblo. Così tagli fuori tutta quella roba inutile, ottimizzi i tempi morti e non ti disperdi fingendo di ascoltare i lamenti della plebe. Passi in ufficio, parlotti con i capibastone, decreti, e poi torni a casa a dar da mangiare agli alani. Tanto c'è il coro dei santificatori in servizio permanente effettivo che fa il suo ben retribuito dovere, e tanto basta.


E ora abbiamo il piacere di offrire al nostro pubblico un documentario sulla violazione dei diritti umani in Tibet e sull'autoritarismo in Ungheria.


Andrea Zhok

lunedì 6 settembre 2021

Riflessioni

Il Nuovo Messia. Da occidente a oriente, l’evoluzione del moderno culto del Dio Vax


Anno 2021, 25 dicembre, Natale. In Italia il messia è finalmente sceso tra di noi, scortato ancor meglio di un capo di Stato, preceduto e seguito da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e agenti delle polizie municipali. Nello stesso giorno, anche se a distanza di 2021 anni (seguendo la narrazione ufficiale), il tanto atteso messia è giunto, stavolta non in una grotta riscaldato da bue ed asinello ma conservato, per la sua salute, a -80 gradi centigradi all’interno di un furgoncino dei surgelati, circondato da ghiaccio secco. Il suo nome è Vaccino Anti-covid19, ma come una divinità che si rispetti, ha molti nomi con il quale viene chiamato: Comirnaty (Pfizer), Spikevax (Moderna), Vaxzevria (AstraZeneca) e Janssen Ad26 (J&J), gli ortodossi lo chiamano Спу́тник V, ovvero, Sputnik V, gli ebrei di Israele hanno accettato unitamente Comirnaty come loro nuovo ed unico Elohim: “non avrai altro Elohim all’infuori di Pfizer”. Anche in Oriente è apparso un messia, più di uno in realtà, ma è una questione millenaria quella del politeismo, si sa che loro non professano e non accettano i culti occidentali, infatti in India venerano il Covaxin ed il Covishield, anche se sono davvero molto poche le persone che hanno abbandonato le divinità storiche; lo stesso in Cina, non è dato sapere quanti si siano convertiti ai nuovi messia, ma sappiamo che li chiamano BBIBP-CorV e New Crown Covid-19 (Sinopharm) e CoronaVac (Sinovac Biotech).


D’altronde la fede è una cosa seria ed è giusto che ognuno veneri il proprio dio (o i propri dei) chiamandolo come più lo aggrada. Pare che le prime parole dette dal nuovo messia, per bocca del suo profeta Penna di Corvo, siano state “andate e vaccinatevi tutti!” ed all’unisono, quasi facendo il controcanto, l’Imperatore Dragone, con un impeto gender fluid da telegramma ha aggiunto “non ti vaccini · ti ammali · contagi · lui/lei muore”. Tra i capi religiosi è da notare come Papa Francesco abbia ricevuto entrambe le comunioni con Comirnaty, non a caso è arrivato in Italia il 25 dicembre, non poteva scegliere altrimenti! Le sue parole sono state “vaccinarsi è un atto d’amore”. Mentre il Dalai Lama, Tenzin Gyatso, ha preferito rinforzare la sua aurea, creando così uno scudo contro il male con l’indiano Covishield; si sa, da quando ha lasciato il Tibet con la Cina non vuole avere più niente a che fare, il suo buddismo tibetano fuori porta si è ricongiunto con quello indiano, d’altronde il Buddha trova i suoi natali proprio in India!


Le sue parole sono state “siate coraggiosi, vaccinatevi”. Prima di queste odierne manifestazioni “divine” i credenti avevano fede cieca nei loro credi, nei loro dei e andavano in pellegrinaggio in luoghi spirituali per farsi guarire da malattie e traumi non reversibili, o si prostravano dinanzi a quei sacerdoti e santoni che promettevano loro una cura grazie al potere divino che defluiva attraverso il loro corpo. Oggi vengono negate persino le estreme unzioni, figuriamoci le visite ai malati ed agli infermi, adesso la fede cieca è solo nella scienza, così personaggi mistici come Filippo Neri o Madre Teresa di Calcutta, per non parlare di Gesù Cristo, che frequentavano malati di ogni genere, non dimenticando i lebbrosi, sono diventati miti e leggende. Così il Dio Vaccino, o Dio Vax, ha iniziato ad elargire miracoli ai popoli, a chiunque lo accettasse nel proprio corpo, inizialmente promettendo una protezione totale dal maligno, il Satan-Sars-Cov2, poi correggendo il tiro, dicendo che non esiste protezione totale dal maligno ed ha promesso protezione dai suoi effetti nefasti.


Però ci vuole fede, molta fede, anche perché i profeti del Dio Vax non sono stati molto chiari e si sono più volte contraddetti e tra le varie incoerenze c’è quella relativa al battesimo: prima sostenevano il bisogno di un solo battesimo; poi uno di andata ed uno di ritorno, una sorta di battesimo d’acqua e di fuoco; ora è già stato annunciato il terzo, per quelli duri di cuore, che non si immunizzano facilmente, sarà un battesimo d’aria? Ultimamente, però, oltre alla fede c’è la coercizione, un po’ come quando iniziarono a “colonizzare” le Americhe, per il loro bene iniziarono ad obbligare i popoli nativi a battezzarsi, per mondarli dai loro peccati e dai loro credi fantasiosi; adesso si tenta di colonizzare i non credenti, prima promettendo la loro salvezza e poi accusandoli di infettare chi ha la protezione del Dio Vaccino. Ma la fede è una cosa seria ed i seguaci del Dio Vax prendono di petto le loro posizioni divulgando il verbo, attraverso i mezzi a loro disposizione, la televisione ed i quotidiani, schernendo e sminuendo le posizioni dei pericolosi atei che, poveretti, non mai vorrebbero limitare i credi altrui, figuriamoci quello dei Vacciniani, anzi, sostengono la libertà di scelta e rispettano quelle altrui e giustamente non vogliono imposizioni sulla loro.


Purtroppo i Vacciniani hanno le mani in pasta in tutti i vertici del potere e della comunicazione, quindi non consentono un equo dibattito delle parti e i loro araldi censurano, limitando e manipolando, le parole degli atei che vorrebbero dire la propria liberamente. Nel frattempo si iniziano ad avere delle reazioni avverse alle guarigioni del Dio Vaccino, gente che sta male, che ha reazioni allergiche, reazioni fisiche molto forti ed anche la morte inaspettata, per problemi al cuore e trombosi cerebrali. I Vacciniani respingono con forza queste accuse e quando non è più possibile girarsi dall’altra parte o fingere che non sia successo, tirano fuori il rosario ed iniziano a recitare un mantra con cui annullano le forze maligne degli atei: “non c’è correlazione, non c’è correlazione, non c’è correlazione…”. Niente, neanche difronte alle evidenze, la fede vacilla e con la stessa forza d’animo con cui essi sostengono il loro Dio Vaccino, il loro salvatore, arrivano a minare le libertà degli atei.


Oltre un anno fa, a causa del Satan-Sars-Cov2, i profeti decisero di stabilire la Santa Quarantena, il tutto per voce del Vescovo Giuseppe che scandì le penitenze e la suddivisione liturgica delle Tempora di Quarantena, a seguire l’imposizione dei paramenti sacri a tutta la popolazione, come la mascherella benedetta ed il sanctum gel in sostituzione dell’acquasanta e poi, dopo l’estate, vennero istituite le Sacre Limitazioni Colorate stabilendo, inoltre, anche quali lavori fossero puri e quali no. Con le continue ed incalzanti testimonianze che a breve sarebbe arrivato il messia, decisero anche di applicare un coprifuoco, per rendere migliori le persone, d’altronde si sa, la notte è da sempre rappresentazione di ciò che è male, il mistero che avvolge il buio e quindi le persone dovevano rientrare prima del tramonto o, al massimo, mentre era ancora sera! Oggi, le voci insistenti degli atei instillano il dubbio nei credenti ed è necessaria, più che mai, una nuova iniziativa che proteggesse i Vacciniani e limitasse maggiormente le azioni perfide degli atei, ma cosa?


Un attestato di fede e di appartenenza alla religione dell’unico pensiero, un lasciapassare, un lasciapassare verde. Il colore verde, preso a prestito dalla liturgia cattolica, è simbolo di speranza e di ascolto perseverante ed è il colore che accompagna il cammino quotidiano del fedele. Ebbene con questo lasciapassare i Vacciniani saranno liberi di muoversi, senza dover per forza incontrare i fastidiosi ed insolenti atei e rischiare di essere inquinati nel corpo e nello spirito; mentre per gli atei, che comunemente ormai vengono etichettati con il nomignolo No Vax, sostituendo definitivamente quello di anticristo, se vogliono essere liberi di socializzare ed andare a cena o sedersi a fare colazione al bar, dovranno adeguarsi e scegliere se diventare Vacciniani o farsi certificare come esenti dal maligno, con una sorta di esorcismo eseguito con l’inserimento di un’asticella attraverso il naso, qualcosa di simile alla preparazione egizia dei cadaveri, ma senza tirar giù il cervello dal narici. Per coloro che si rifiutano di sottostare all’uno o all’altro rimedio, ovvero i più rancorosi ed aggressivi miscredenti, non ci sono alternative se non i marciapiedi o le panchine dove poter mangiare.


Nelle ultime notizie, tratte dai giornali dei fedeli, si legge che gli atei non dovrebbero neanche fare la spesa negli stessi luoghi dove vanno i Vacciniani e che dovrebbero creare dei posti solo per loro, stanno persino attrezzando, nelle città, dei container abitativi per casi, dicono loro, di disastri naturali, ma sembra di assistere alla realizzazione di veri e proprio centri di degenza per i potenziali untori che, come abbiamo capito, possono essere solo e soltanto gli atei. Si arriverà alla lapidazione degli atei? Non si sa, per adesso un po’ di aggressività e di insulti non costituiscono peccato tra i seguaci del Dio Vax. La fede è una cosa seria, certo, ma dove stiamo arrivando per la cieca fede di alcuni? Quando vedo le immagini dei treni usati per le deportazioni o quelle dei campi di lavoro e di concentramento, mi si stringe il cuore pensando che per una fede cieca milioni di persone hanno subito dei trattamenti atroci, disumani ed infine sono morte.


La fede cieca in un ideale, che oggi possiamo definire sbagliato, che allora era supportato da tesi scientifiche e sostenuto e fomentato da quella parte di popolazione definita come acculturata, formata da scienziati, professori, dottori, scrittori, filosofi e quant’altro e che per paura, costrizione o realmente per fede, hanno dato il via ad un capitolo oscuro della storia del nostro Paese e non solo. Le “leggi razziali”, da sempre definite come l’errore/orrore più grave commesso da Mussolini, se non avessero trovato riscontri e supporti da quella comunità di cui parlavo, probabilmente non sarebbero state adottate neanche dal popolo, passatemi il termine, più ignorante e si sarebbe arrivati ad una ribellione interna. La scienza non ha dogmi ed è la libera espressione del pensiero e delle teorie elaborate dai pensatori, non la si può imbrigliare umanizzandola e sostenendo che “la scienza dice”, perché la scienza non dice niente, sono gli scienziati a parlare, talvolta in modo giusto e talvolta in modo sbagliato, talvolta facendo una scoperta e talvolta prendendo una cantonata.


Stephen Hawking è uno dei più egregi esempi di cosa significhi essere uno scienziato, teorizzando una cosa e poi mettersi in dubbio ed arrivare a teorizzare il suo contrario. Non esiste un pensiero unico, neanche quando sono 10 scienziati a sostenerlo e dall’altra parte solo uno, perché la verità, se così vogliamo chiamarla, la può avere quel solitario e non il gruppo e viceversa. Tutte le più importanti scoperte degli ultimi secoli sono state fatte da un singolo personaggio, non da un gruppo di scienziati, inventori o medici. Limitare il singolo per favorire una collettività non porta niente di buono, se non a ragionare in termini di gregge ed il gregge sappiamo benissimo essere sinonimo di controllo, assoggettamento, limitazione e paura. Per tornare all’argomento iniziale ed alle restrizioni volute da un’élite, proprio in previsione di questo tipo di eventi sono state scritte certe leggi, al fine di evitare una deriva autoritaria, in questo caso di sapore oligarchico, che prendesse il sopravvento in modo irreparabile. Noi in Italia abbiamo una lungimirante Costituzione, voluta e scritta dalla neonata Repubblica in virtù delle esperienze subite durante la Seconda Guerra Mondiale e, pertanto, troviamo articoli che tutelano la libertà individuale sia di movimento, di espressione, che di scelta ed in tal proposito un articolo, il 32, che ci garantisce una sanità pubblica e la possibilità di scegliere come e se essere curati. Alla Costituzione Italiana è da aggiungere la Convenzione di Oviedo (tutta), la Dichiarazione di Helsinki ed il Codice di Norimberga con i suoi dieci punti, in particolare il punto 1 che recita quanto segue:


“Il soggetto volontariamente dà il proprio consenso a essere sottoposto a un esperimento. Prima di dare il consenso, la persona deve conoscere: natura, durata e scopo della sperimentazione clinica, il metodo e i mezzi con cui sarà condotta, eventuali effetti sulla salute e sul benessere della persona, eventuali pericoli cui sarà sottoposta.” In questi giorni abbiamo letto la notizia che la sperimentazione del farmaco di Pfizer, tramite dichiarazione dell’FDA, è terminata e questo porta a diversi problemi, in caso di obbligo, per chi sostiene la propria libertà in forza del succitato articolo. La cosa strana, per continuare ad essere “atei”, è che sul sito governativo, sempre americano, ClinicalTrials.gov si può leggere che la sperimentazione del farmaco Comirnaty terminerà il 2 maggio 2023 e quindi che significa? La sperimentazione è finita o finirà nel 2023? Hanno dichiarato la fine della sperimentazione ma volevano intendere fine della Fase 2 (la Fase 1 è quella di laboratorio) ed inizia la non meglio specificata Fase 3, ma sempre di sperimentazione si tratta? Io, nell’attesa di conoscere le risposte, continuo a ricercare e ad osservare gli eventi, quasi come l’antico astrologo che osservava gli astri ed i loro movimenti ricercando, proprio nelle stelle, le risposte ai suoi cruciali dilemmi.


Giacomo Ferri


Fonti citate e citate tra le righe:


https://www.repubblica.it/cronaca/2020/12/25/news/vaccino_arrivato_in_italia_il_primo_furgone_con_i_vaccini-279823515/

https://www.fanpage.it/attualita/vaccini-figliuolo-presto-gli-over-55-poi-diremo-ai-trentenni-andate-vaccinatevi/

“https://www.youtube.com/watch?v=kVLbh8k3wXY”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/13/papa-francesco-si-e-vaccinato-contro-il-covid-le-fiale-ricevute-dal-vaticano-basteranno-per-tutti-i-cittadini-e-i-dipendenti/6064426/

https://video.repubblica.it/dossier/coronavirus-wuhan-2020/coronavirus-il-dalai-lama-si-vaccina-and-8220siate-coraggiosi-fatelo-anche-voi-and-8221/377504/378114

http://www.vita.it/it/article/2020/03/17/fedeli-senza-confessione-una-soluzione-ce/154506/

https://www.ilgiorno.it/cronaca/lockdown-1.6111968

https://www.quotidiano.net/cronaca/terza-dose-vaccino-1.6727377

“https://qds.it/green-pass-supermercato-stazioni/”

https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf

https://www.uslcentro.toscana.it/images/ComEC/Convenzione_di_Oviedo.pdf

https://www.partecipasalute.it/cms/files/Dichiarazione%20di%20Helsinki.pdf

“https://pmcomunicazione.com/il-codice-di-norimberga/”

https://www.fda.gov/…/fda-approves-first-covid-19-vaccine

https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04368728


Pubblicato da Tommesh per Comedonchisciotte.org


https://comedonchisciotte.org/il-nuovo-messia/ 

giovedì 2 settembre 2021

I gli sceriffi idioti

Eppure, questo accade dal dr. MILANI.  

Cari concittadini,  

sono un’insegnante precaria della provincia x di Rimini che ha deciso di non rimanere in silenzio di fronte ad un episodio, a dir poco indegno di un paese democratico (che l’Italia non è più), nel quale sono stata coinvolta sabato pomeriggio.  Il presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, è stato invitato a presentare il suo nuovo libro a Rimini nel pomeriggio di sabato 28 agosto, alla presenza di altre personalità del PD della provincia riminese, in primis il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e il candidato sindaco alle prossime elezioni, Jamil Sadegholvaad.  Dopo aver discusso con altri docenti riminesi che come me hanno una posizione dubbiosa sul vaccino, preoccupati per la gravissima discriminazione a cui siamo stati sottoposti con l’introduzione del Green pass, siamo riusciti ad ottenere la possibilità di incontrare di persona il presidente, poco prima dell’inizio della conferenza, *per sottoporgli la nostra richiesta di rendere i tamponi salivari legittimi e validi per il rilascio del Green pass (in quanto meno invasivi rispetto a quelli naso-faringei, ma attualmente non validi per ottenere il lasciapassare).*  


Ecco il resoconto dei fatti. Sabato pomeriggio attorno alle 18:45 il presidente Bonaccini è arrivato nel luogo della conferenza e, come da accordi, si è diretto verso noi docenti che lo stavamo aspettando. Non ci è stato concesso nemmeno il tempo di presentarci che lui, con toni violenti ed inquisitori, ci ha chiesto ad alta voce: “Siete vaccinate?”. Per un attimo siamo rimaste ammutolite, con gli occhi sgranati, ma lui ha subito rinnovato la domanda, quasi urlando, con un fare sempre più intimidatorio: “Siete vaccinate???”. Nei suoi occhi e nella sua voce vibravano un disprezzo e una rabbia tangibili. Ha proseguito sbraitando dinanzi ai nostri volti esterrefatti: “Io con i non-vaccinati non parlo! Non mi portate i non-vaccinati!”.  Ci siamo sentite come dei vermi che avrebbe schiacciato volentieri se solo avesse potuto. Purtroppo le mie parole non riusciranno mai a rendere la durezza e l’aggresività di quei toni e il carattere violento, quasi irreale, di quella scena. Mentre Bonaccini ci esortava a “toglierci dal cazzo” (sic!), si è intromesso anche il sindaco Gnassi che, con le stesse maniere galanti del suo compagno e collega, mi ha spintonato e ha intimato perentoriamente a me e alle mie colleghe di andarcene subito. Trovandomi faccia a faccia con il sindaco (che ho contribuito a far eleggere per ben due mandati e che fino a qualche tempo fa stimavo per l’impegno e la dedizione profusi per migliorare e valorizzare la nostra città), mentre mi cacciava come una reietta senza neanche avermi dato la possibilità di parlare, gli ho detto che mia madre era un’ex alunna di sua madre, una straordinaria insegnante di lettere che mia madre ha amato per i suoi ideali di uguaglianza e giustizia, che sapeva trasmettere ai suoi studenti; la sua risposta è stata: “Non me ne frega un cazzo di chi sei figlia! Toglietevi dai coglioni!”.  


Sapere la mia identità interessava molto invece a qualcun altro poco distante. Infatti, mentre mi allontanavo in uno stato di forte agitazione e smarrimento, due uomini mi hanno seguito: erano due agenti della Digos, in borghese, che mi hanno chiesto i documenti e li hanno fotografati. Mi chiedo come dei politici possano aver tanto smarrito il senso della loro missione al punto da negare aprioristicamente il dialogo a chi non la pensi come loro, sostituendolo con aggressioni verbali, turpiloquio e spintoni. La storica lotta della sinistra per i diritti di tutti dove si è smarrita? Meschino ed ipocrita riempirsi la bocca di belle parole quando si tratta di donne afghane, migranti e lgbt (gruppi sociali che hanno il sacrosanto ed inalienabile diritto, come tutti gli esseri umani e tutte le altre specie viventi, ad una vita dignitosa e felice) e poi non dire una parola in favore dei propri concittadini così brutalmente discriminati, ma anzi fomentare il clima d’odio contro di essi.  


"Mala tempora currunt: sed peiora parantur?  


Rimini, 30/08/2021

Giornalisti… e pennivendoli

Sapete qual è il comico più patetico? Quello che fa ridere senza volerlo. Tra tali inconsapevoli pagliacci, il primato spetta senza dubbio a tutti quei giornalisti che oggi gongolano e sprizzano ebete felicità da tutti gli ampi fori cerebrali perché la manifestazione contro il green pass, tesa a bloccare le stazioni ferroviarie, è stato un misero flop. «Lo vedete?» dicono tutti soddisfatti, «sono solo leoni da tastiera e non pericolosi terroristi». Ah sì? Ma, bontà divina, chi è stato fino a ieri a descriverli come tali? Chi ha lanciato l’allarme e suonato le trombe del giudizio paventando apocalittiche rivoluzioni? Chi ha buttato giù dal letto la sonnacchiosa ministra dell’interno, scuotendola bruscamente dal torpore affinché schierasse i carri armati sui binari?  Voi! Proprio voi che oggi ve la ridete! E allora delle due, l’una. O, come al solito, non ci avete capito una ceppa, o lo avete fatto apposta per infiammare il clima sociale. E pure voi, intrepidi novax, freevax, mand’ovax, vi sembra questo il modo di comportarsi? Avete violato ogni norma di bon ton del perfetto guerrigliero! Invece di spaccare indisturbatamente teste e culi delle forze dell’ordine, così come da manuale, cosa fate? Andate a prendere a calci in culo un giornalista? E poi, come se non bastasse, prendete di mira proprio un cronista di Repubblica? Allora ve la cercate proprio! 


Invece di mettere a ferro e fuoco le città come fanno inosservatamente quegli eroi dei centri sociali, che fate? Distruggete il gazebo dei 5stelle? Proprio di coloro che “la gggente sarà la nostra scorta?” Questo è puro sadismo! Inoltre minacciate pure i virologi dei salotti televisivi? Lo sapete che ora, per la loro tutela, rischiano di non essere più onnipresenti in Tv e, addirittura, di recarsi nei propri reparti ospedalieri? Roba da minare gravemente la loro psiche! E dopo tutto ciò, manco vi presentate alla “Sfida Infernale”, disertate “l’O.K. Corral”, vi nascondete quando scatta “Mezzogiorno di fuoco”? Non si fa così! Rovinate crudelmente la narrativa mediatica. Quella stessa narrativa artificiosamente ed inspiegabilmente costruita proprio nel momento in cui l’80% della popolazione stava tranquillamente vaccinandosi e l’Italia era uno dei paesi con maggior percentuale di inoculati. E allora, se le cose stavano andando bene, a quale scopo avvelenare improvvidamente i pozzi, celebrare la discriminazione, schedare impietosamente chiunque si ponga qualche dubbio come un cataclismatico complottista che si libra in voli pindarici in groppa alle scie chimiche? 


Non sarà per caso che si è deciso di scatenare una guerra santa contro gli eretici proprio nel momento in cui ci si è resi conto che il vaccino, seppur necessario e vitale per le persone a rischio, non dona l’immunità, la libertà e neanche l’eterna giovinezza? Non sarà per caso che lo scopo è quello di creare nemici dello stato a cui un domani (ormai dietro l’angolo) affibbiare tutte le responsabilità di nuove chiusure? Non è facile avere delle risposte perché questa micidiale guerra santa, come qualunque guerra, ha come prima vittima sacrificale la verità.


PS: sì, lo so, ora molti di coloro che ragionano per bande contrapposte si chiederanno: «ma questo è vaccinato o no?». A tali morbosi curiosi sanitari, a siffatti voyeur dei dati personali altrui, rispondo: “sì, mi sono vaccinato molto prima del green pass… e anche la prostata sta bene, grazie”


Salvino Paternò 

domenica 29 agosto 2021

Sul green pass

Perché il Green Pass - nella forma che ha preso in Italia - è un'iniziativa inaccettabile e va abrogato?


Abbiamo speso molte parole, forse troppe, per spiegarne contorni, implicazioni, per mostrarne il pessimo significato politico, morale e strategico. Proviamo ora a prendere la strada di un argomento minimalista, diretto, forse più comprensibile.


1) Premessa: Il requisito di Green Pass rappresenta una grave violazione della libertà personale. Vietare l'accesso di un ragazzo ad una biblioteca o ad una palestra, di uno studente all'università, o addirittura minacciare con la perdita del lavoro e del salario un insegnante sono atti di estrema gravità, discriminazioni pesantissime, non formalismi, non bazzecole.


2) Per giustificare un atto discriminatorio di questa gravità ci devono essere motivazioni a prova di bomba, non congetture, non illazioni, non auspici. Una simile limitazione della libertà può essere giustificata solo se è incontestabile che essa sia l'unico, o almeno il migliore, metodo disponibile per evitare che la libertà di qualcuno (il discriminato) produca un danno a qualcun altro (l'incluso). 


Questo sfondo motivazionale richiede due condizioni:


2.1) Dev'essere manifesto che l'accesso dell'escluso (no GP) ad un certo luogo possa creare un danno ai presenti che l'accesso dell'incluso (sì GP) non crea. Così, se un bambino è malato e la sua malattia è contagiosa possiamo dover ricorrere alla sua esclusione dalla classe, sulla base del fatto che il suo accesso alla classe metterebbe a repentaglio la salute altrui, mentre l'accesso di un bambino sano non lo farebbe.


2.2) Dev'essere parimenti incontrovertibile che non vi sono strade alternative, egualmente percorribili, che potrebbero permettere di non procedere con l'atto di esclusione.  Nel caso in cui esistesse un modo semplice e non oneroso per fare in modo che il bambino non risultasse più contagioso per gli altri, insistere nel non ammetterlo sarebbe un atto ingiustificabilmente discriminatorio.


3) Né il primo punto, né il secondo corrispondono allo stato di cose nella presente fattispecie del Green Pass "anti-Covid", focalizzato sull'avvenuta vaccinazione.


3.1) In primo luogo non è vero che l'accesso, supponiamo, di uno studente non vaccinato rappresenti una minaccia alla salute dei presenti in un'aula che uno studente vaccinato non rappresenterebbe. 


L'ipotesi su cui si poteva fondare una procedura del genere è che, come avviene per altri vaccini, anche qui il vaccino eliminasse la possibilità che il vaccinato risulti contagioso. Questo fatto è però oggi smentito al di là di ogni ragionevole dubbio: i vaccinati con gli attuali vaccini anti-Covid possono perfettamente trasmettere il virus. Dati epidemiologici e test di laboratorio provenienti da vari paesi lo hanno ampiamente confermato. Circa quanto e come avvenga la diffusione, i dati sono ancora controversi. Alcuni studi testimoniano la presenza di un'equivalente carica infettante nei soggetti vaccinati e non vaccinati (vedi riferimenti nei commenti); a ciò alcuni replicano che però, forse, la durata della contagiosità è minore; altri replicano che, al contrario, la rilevante permanenza del virus nel cavo orofaringeo in assenza di sintomi, tenuti sotto controllo dal vaccino, fa dei vaccinati dei superdiffusori.  Qui siamo sul piano delle congetture. Il dato solido è che un non vaccinato che entri in un ambiente di vaccinati può forse temere per sé (loro sono protetti, lui no), ma di principio non rappresenta una minaccia ai vaccinati diversa da quella che sarebbe rappresentata dall'ingresso di un ulteriore vaccinato.


3.2) Ma prima di lanciarci nell'usuale lotta a base di congetture, chiediamoci se la soluzione discriminante che è stata adottata non abbia alternative. Ora, si dà il caso che un'alternativa non discriminante, e soprattutto molto più sicura per tutti, esiste. Se vogliamo davvero minimizzare i rischi di contagio in certi ambienti la strada maestra non è il vaccino, ma un tampone rapido per tutti. E' un'opzione adottata peraltro in molti paesi. In Austria, ad esempio, se vuoi accedere ad una palestra o alle terme o a un concerto fai un tampone salivare all'ingresso (gratuito), o porti il risultato di uno recente. Questo metodo è semplice, non invasivo, non oneroso, non discrimina nessuno ed è di gran lunga una garanzia di contenimento dei contagi migliore.


4) Conclusione. 


Se l'intento del Green Pass è quello dichiarato di fornire un presidio di sicurezza, la sua attuale forma è fallimentare, ingiustificabile, e gravemente discriminatoria: non garantisce nulla in termini di ridotto accesso del virus in certi ambienti e trascura soluzioni alternative che forniscono garanzie molto superiori. Naturalmente se l'intento non è quello dichiarato, allora si spiega il carattere punitivo riservato alla strategia dei tamponi, concepiti come una piccola tortura (tampone molecolare nasale) a carico del cittadino (abbiamo i tamponi più cari d'Europa). Ma qui entriamo su un piano squisitamente politico, di cui le argomentazioni di salute pubblica rappresentano semplicemente la foglia di fico, e di cui abbiamo discusso altre volte.


Andrea Zhok 

sabato 28 agosto 2021

Il giuramento di Ippocrate non conta più

Palermo, il medico che accetta solo pazienti col Green Pass: "Non è solo una provocazione: è' mio dovere convincerli a vaccinarsi". Il chirurgo ortopedico Pietro Bica annuncia su Facebook la sua scelta radicale: sono piovute critiche ma anche apprezzamenti. "Non posso permettermi uno stop lavorativo per la quarantena in caso di contagio". E il giuramento di Ippocrate? "In ospedale c'è l'obbligo del tampone. Nel mio studio decido io"


"Dall'1 settembre accetto solo pazienti con Green Pass. Lo devo innanzitutto a chi invece si è vaccinato per garantire loro la massima sicurezza, alla mia famiglia, agli amici che frequento (solo vaccinati ovviamente) e anche a me stesso". Pietro Bica, apprezzato chirurgo ortopedico di Palermo, ha annunciato la sua radicale scelta su facebook qualche giorno prima che la Sicilia passasse in giallo e da allora è stato un alternarsi di apprezzamenti ma anche di critiche.


Ci spieghi. Innanzitutto perché questa decisione? "L'attuale situazione epidemiologica mi ha convinto a non accettare più pazienti non vaccinati al mio studio. Non è certamente paura della malattia (tra vaccinati è diventata una normale influenza) ma non posso permettermi uno stop lavorativo per la prevista quarantena in caso di contagio, cosa che ovviamente sta a cuore anche a chi viene a farsi visitare al mio studio. E poi, diciamola tutta, occorre che ciascuno di noi faccia la sua parte anche in questa opera di convincimento, con qualsiasi strumento".


Lei lavora in Sicilia, la Regione d'Italia con meno vaccinati e ora con una nuova pressione sugli ospedali. Cosa vede dal suo ossevatorio? "Una situazione già drammatica, i pronto soccorso ormai da giorni sono di nuovo con le ambulanze in coda, con malati in attesa per ore e ore, positivi ovunque anche tra il personale sanitario costretto a nuove quarantene. Purtroppo una bella fetta di responsabilità è della cattiva comunicazione su Astrazeneca. Le persone non hanno capito, si sono messe paura. Ma adesso la gente si deve rendere conto che fare i paladini del libero arbitrio è inutile e dannoso. C'è un problema enorme che non è solo sanitario, ma sociale ed economico e bisogna ragionare in termini di collettività: non credi al vaccino? Ma sulla base di che cosa? I negazionisti sono persone che hanno paura ma non lo ammetteranno mai. E allora dobbiamo forzare la mano. Così ho detto alla mia segretaria che ad ogni telefonata per richiesta di appuntamento, faccia  tre domande: 'E' vaccinato? Ha il Green Pass? Ha fatto un tampone?' E' chiaro che se una persona ha fatto la prima dose ed è in attesa del richiamo la ricevo, ma diversamente si scelgano pure un altro medico".


E il giuramento di Ippocrate? Non è tenuto a prestare cure a tutti coloro che ne hanno bisogno? "Ci mancherebbe, ma certo. Io lavoro anche in ospedale e ovviamente se ariva un paziente in ospedale presterò la mia opera che sia vaccinato o meno. Ma come sappiamo tutti, per l'accesso anche solo al pronto soccorso, viene fatto un tampone e le misure di sicurezza sono molto rigide. Ma al mio studio la cosa è diversa, mi sento libero di far entrare chi mi dà garanzia di sicurezza. E non credo affatto che questo sia un atteggiamento discriminatorio.


Come hanno reagito i suoi pazienti? "Una paziente che ho operato in piena epidemia per una frattura alla clavicola, no-vax convinta, mi ha chiamato per dirmi:  'E a me chi me la toglie la placca?'. E io le ho risposto: 'Si vaccini e poi ne parliamo'. Lo farò sul serio, la mia è ben più di una provocazione. E spero lo facciano molti miei colleghi. Intanto posso dirle che molti altri professionisti, che operano in altri settori, hanno preso analoghe decisioni".



Da un articolo di Repubblica 

venerdì 27 agosto 2021

Quando pensano di far ridere…

Ieri ho visto un simpaticissimo meme, di quelli che servono a dare i propri cinque minuti di senso di superiorità all'ultimo cretino che lo posta. Il meme recitava: 


<<Ma sull'aereo, cosa fate? Entrate in cabina e dite al pilota "Guardi io metterei quella levetta sul tre e premerei quel bottoncino rosso?" No? E allora perché cazzo dovreste avere un'opinione sui vaccini senza essere medici?>>


E giù risate. Già, perché dovremmo avere un'opinione, bella analogia. E però.


L'aereo di solito lo prendo se voglio prenderlo. In alternativa posso prendere un treno, un pullman, una macchina, o magari anche restare a casa.


La nuova compagnia aerea Vax Air invece ti dice che se non prendi il loro aereo, in quell'orario, ti tolgono lavoro e stipendio.


Inoltre la Vax Air è una compagnia con grande spirito di iniziativa, che non si limita a occuparsi di te, ma esige che sullo stesso volo ci carichi i tuoi figli, pena una condanna alla morte sociale.


Inoltre una compagnia aerea per poter volare deve aver superato rigorosamente tutte le procedure di sicurezza standardizzate e valevoli per tutti.


Non così la Vax Air, che è una compagnia speciale per cui i controlli sono ridotti, perché hanno una maledetta fretta di partire con te a bordo.


Per di più, le normali compagnie aeree devono sottoscrivere un'assicurazione per eventuali danni ai passeggeri e ai loro bagagli, e se qualcosa di brutto succede sono tenute a pesanti risarcimenti.


Non così la Vax Air, che per tutta la catena dei suoi servizi, dai produttori delle aeromobili (case farmaceutiche), fino all'ultima hostess (personale vaccinante) gode di una esenzione di responsabilità.


E infine, le normali compagnie aeree non chiedono ai passeggeri di acconsentire in anticipo al trattamento che ti riserveranno, dichiarando per iscritto di assumertene coscientemente gli oneri.


Invece la Vax Air ti chiede di firmare in anticipo un consenso informato in cui, per tre minuti, vieni promosso sul campo a esperto aeronautico, e affermi di essere informato su tutto quello che c'è da sapere circa la sicurezza del volo e il funzionamento dell'apparecchio. 


E che te ne fai carico.


Insomma della tua opinione ce ne sbattiamo prima e dopo perché mica sei un esperto, cazzo! Salvo quando ci devi sottoscrivere la liberatoria, che allora diventi per alcuni preziosi istanti competente e informato.


Poi tu e la tua famiglia potrete finalmente salire felici sull'aeromobile. 


Vi auguriamo buon viaggio.


Andrea Zhok

domenica 22 agosto 2021

Su Francesca Macron

ABRIGNANI (CTS) SUL CASO DI PERICARDITE DELLA PALLAVOLISTA MARCON: "NON DIVENTI UN ARGOMENTO PER I NO-VAX" 


Sul punto interviene il professor Sergio Abrignani, membro del Cts e immunologo dell’Università Statale di Milano che intervistato dall’Ansa dice: “Massima solidarietà a Francesca Marcon, ma la pericardite post vaccino non può diventare un argomento in mano ai no vax per mettere in dubbio la vaccinazione. Sapevamo che c’era un rischio di pericardite, soprattutto sui giovani under 30 in particolare i maschi – ha aggiunto Abrignani -, ma in una forma molto leggera, risolvibile in poche settimane con il cortisone e a volte anche senza. Tant’è che, come mi sembra di aver capito, l’atleta ricomincerà ad allenarsi il 24 agosto. Se il problema non si fosse risolto non riprenderebbe. La cosa importante è però che casi come questo non inibiscano la vaccinazione – ha concluso l’immunologo -. Il vaccino è sempre più vantaggioso”. (Fonte: Il Fatto Quotidiano)


Curiosa affermazione di Sergio Abrignani, lo stesso - dicasi di passaggio - che dall'interno del CTS spinge per l'obbligo vaccinale. Che significa "Non diventi un argomento per i no-vax"? Che la Marcon dovrebbe tacere e tenere per sé il problema, onde non influenzare negativamente le vaccinazioni? Temiamo che la ragione sia proprio questa. Ormai siamo al ricatto esplicito. Chi soffre reazioni avverse e ricopre un ruolo sociale di rilievo viene indotto al silenzio. Siamo davvero senza parole.

mercoledì 18 agosto 2021

Riflessioni sull’Afghanistan

Confesso che sulla questione Afgana, non ci capisco una ceppa talebana… Non essendo uno dei tanti esperti appollaiati nei salotti mediatici, rimango preda dei dubbi e non colgo il nesso delle numerose questioni trattate. Dinanzi agli sconcertati lamenti e mugugni che fanno da sottofondo all’indecorosa fuga dal proclamato emirato islamico, la prima cosa che mi domando è: per quale recondito motivo le stesse anime belle che piangevano disperate quando l’America invase il santuario del terrorismo, ora lacrimano sconfortate perché lo abbandona? Cos’è mutato nel loro animo candido in questi venti anni? Trattasi di ripensamento o solo di una precoce demenza senile? Non capisco, poi, il vero motivo che ha indotto il governo statunitense ad impelagarsi in questo lungo conflitto. Se, come afferma il letargico Biden, lo scopo era quello sacrosanto di combattere Al Qaida, per quale motivo, dopo aver bombardato a tappeto i guerrieri del terrore costringendoli a rintanarsi con la barba tra le gambe nelle caverne e dopo aver scovato e trucidato Bin Laden, non se ne sono andati? 


Perché rimanere altri 10 anni spendendo infinite risorse economiche e umane? Quale articolata strategia geopolitica hanno messo in atto per architettare un siffatto imponente castello di carta? Ma sul serio sono stati così ottusi da tentare di imporre la democrazia in una moltitudine variegata sprovvista di coscienza individuale e divisa da sempre da tribù, etnie e fedi islamiche diverse? Insomma, ci sono voluti 20 anni per capire che a lavare la capa al ciuccio si perde tempo, acqua e sapone? Non riesco, inoltre, a decifrare l’atteggiamento sornione dei talebani next generation che, da perfidi tagliagole, ora si mostrano in pubblico come docili mammolette, elargendo a piene mani tolleranza ed inclusione. Il martellante bombardamento ventennale li ha indotti a più miti consigli o si tratta di lupi con peli diversi ma identici vizi? Non capisco, infine, l’allarme generato dalla paventata probabilità di un esodo di massa di proporzioni bibliche. Da quale guerra fuggirebbero gli Afgani? Da quella che non c'è stata e che non hanno voluto combattere? Per quale motivo, dopo aver spalancato le porte ai talebani e steso tappeti rossi, ora vorrebbero rifugiarsi in un occidente di cui rigettano sdegnosamente la cultura?


E, a proposito di profughi in arrivo, qui mi scatta il dubbio più atroce che mi arrovella il cervello: ma per quale motivo divampano le polemiche sull’opportunità o meno di accoglierli? Esiste per caso una diversa alternativa all’accoglienza? Oramai i confini nazionali sono solo un labile tratto sulle cartine geografiche e nei porti sbarcano incondizionatamente ed indisturbatamente frotte di clandestini che non fuggono da alcuna guerra. Nel nome di un’umanità a tempo determinato, gli permettiamo di approdare nel suolo italico, per poi abbandonarli regolarmente sotto ponti e panchine, condannati inesorabilmente ad una vita di stenti, emarginazione, sfruttamento e criminalità. Per cui, di cosa stiamo discutendo? Abbiamo forse voce in capitolo? Cosa pretendiamo dall’evanescente ed eterea ministra dell’interno? Che imponga limiti e regole ferree? Cosa vorremmo dal nostro governo? Che imponga all’Europa un’equa suddivisione? Suvvia, ma quali regole e imposizioni! Noi siamo democratici… mica talebani!


Salvino Paternò 

domenica 25 luglio 2021

La riflessione di Giorgia

Quelli di “abbraccia un cinese, l’unico virus è il razzismo”, degli aperitivi contro la fobia contagio, del “il Covid non viaggia sui mezzi pubblici”, del “il Covid non arriva coi barconi degli immigrati”; quelli che hanno trasformato il Covid in una mangiatoia per il solito circuito degli amichetti della sinistra con mascherine farlocche e strapagate, consulenze milionarie, appalti a società fantasma; quelli dei banchi a rotelle, quelli che un anno fa pubblicavano libri su come avevano sconfitto il Covid; quelli che in un anno e mezzo non hanno fatto nulla per potenziare la sanità pubblica e le cure domiciliari. Questi, proprio questi, con la faccia di bronzo di chi non si vergogna di nulla, con tutta la gran cassa dei media di regime, dicono che noi di Fratelli d’Italia siamo “negazionisti”. Solo perché siamo gli unici che hanno il coraggio e la libertà per porre delle domande e pretendere delle risposte chiare dal “governo dei migliori”. Stanno provando a tapparci la bocca in ogni modo, anche calpestando i diritti dell'opposizione, anche diffondendo fake news sul nostro conto. Ma noi non ci facciamo intimidire, e continueremo a batterci a fianco del popolo italiano per sconfiggere la pandemia e salvare la nostra economia e i posti di lavoro.


Giorgia Meloni

Quando racconti verità

Stamattina una mia amica, persona molto gradevole, da diverso tempo in contatto con me su questo social, mi ha fatto notare che sto esagerando. E’ possibile che io, in deroga al mio usuale codice linguistico in uso comune, abbia in effetti pronunciato parole più forti del solito, ma, credo, sempre nel rispetto delle regole civili. Mi chiedo però, allora,  se possano essere definite esagerazioni anche le esternazioni di Draghi (“Chi non si vaccina muore e fa morire”), di Burioni ( che augura ai sorci che non si vaccinano gli arresti domiciliari), di certa stampa che ha bollato le manifestazioni di ieri come “di estrema destra”e di “poveri mentecatti”, di una dottoressa che ha auspicato la morte nelle camere a gas ed i campi di concentramento a chi nutre dubbi sulla vaccinazione. Le parole sono importanti, ricordiamocelo tutti.

Non credo di esagerare se definisco le misure prese da molti governi come inefficaci ed insensate contro i contagi; non credo di esagerare se affermo che esistono molti modi di affrontare il problema e quelli scelti finora non sono stati felici; non credo di esagerare se dichiaro che questa situazione surreale ha tirato fuori la parte peggiore di molti, (ma anche la parte migliore di altri). Un buon governante non lo si giudica nella normale amministrazione, ma nell’”ora più buia”, per dirla alla Churchill, perché solo nei momenti più difficili si può misurare la sua effettiva forza e la sua vera competenza. Di certo mettere gli uni contro gli altri è proprio di chi non ha una equilibrata concezione del potere, ma si sa, fin dai tempi del Manzoni, la caccia all’untore è uno sport che  nessuno, o quasi, disdegna praticare.


Dalla bacheca di Stefano Burbi

martedì 20 luglio 2021

Pratiche infami

𝗜𝗹 𝗴𝗿𝗲𝗲𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀, 𝘂𝗻'𝗶𝗻𝗳𝗮𝗺𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 di Diego Fusaro


Occorre avere l'onestà ancor prima del coraggio di dirlo apertamente, senza perifrasi e senza timori: il green pass o passaporto vaccinale che dir si voglia è una infame pratica ricattatoria indegna di un Paese civile e democratico. Si tratta a tutti gli effetti di una pratica discriminatoria oscena, che merita il massimo disprezzo e la massima opposizione da parte della comunità dei cittadini che ancora si riconoscano nei valori fondamentali della democrazia, della libertà e della Costituzione e che non siano disposti a piegarsi allo squallore infinito del nuovo Leviatano tecnosanitario. In particolare, giova rammemorare l'ovvio nel tempo della menzogna universale: i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione, dal diritto di movimento a quello di assemblea, non sono in alcun modo vincolati e vincolabili a presunti passaporti verdi, gialli o fucsia. Un diritto non è una gentile concessione revocabile a comando. È, invece, una conquista che nessuno può toglierci e che all'occorrenza deve essere difesa in ogni modo. Chi ci propone un "green pass" per poter riottenere diritti che - ripeto, dalla libertà di spostamento a quella di accesso ai luoghi pubblici - ci sono garantiti dalla Costituzione è un malfattore. E ugualmente un malfattore è chi prova a giustificare tale abominio con il nobile nome della scienza. Non vi è virus al mondo in nome del quale si possano mettere in congedo le libertà, i diritti e la Costituzione. Una scienza che ce lo chiedesse, non sarebbe scienza ma squallida ideologia proprio come squallida ideologia era quella che legittimava in termini falsamente scientifici l'infame dottrina della razza nel 1938 o l'aberrante dottrina eugenetica. Come sono stati possibili i lager nazisti? Facendo finta di nulla, rispondeva Primo Levi, cioè spostando lo sguardo dall'altra parte, accettando in silenzio, ma con passività e, come oggi userebbe dire, con "resilienza". Ormai dovrebbe essere chiara a tutti la mistificazione del nuovo ordine terapeutico: hanno trasformato la società in una clinica, i cittadini in pazienti sottomessi a prescrizioni mediche corrispondenti ad altrettante norme repressive. Cure, terapie, virologi e lessico medico compiono l’esodo dall’ambito stricto sensu ospedaliero per occupare l’intero spazio della società, ora ridefinita come una clinica di malati che debbono sottoporsi all’autorità del medico e ai suoi imperativi, presentati come unica salvezza possibile. Per questo motivo, nel quadro del nuovo Leviatano tecno- sanitario non vi sono più i cittadini autonomi, soggetti di diritto, che – come è proprio delle democrazie – decidono della propria esistenza: in luogo dei cittadini soggetti di diritto, vi sono i pazienti da curare, della cui vita decidono gli esperti in camice bianco. La condizione del libero cittadino, legato allo Stato ma pur sempre nella forma di una libera individualità, è spodestata da quella del malato che dipende in toto dalle cure del medico e che ha come obiettivo primario (nel cui nome affrontare ogni sacrificio) la garanzia della propria salute. Né, del resto, è la prima volta nella storia che la medicina si fa ancella ideologica della politica. Come ha ricordato Roberto Esposito nel suo studio "Bios" in relazione al regime nazista, "se il potere ultimo calzava gli stivali delle SS, l’auctoritas suprema vestiva il camice bianco del medico".


In quanto tutti potenzialmente “malati asintomatici”, gli uomini precipitano in un inedito limbo, che li rende destinatari necessari, tendenzialmente anche contro la loro volontà, del tampone e del test sierologico, del vaccino e dell’ininterrotta misurazione della temperatura corporea. Il suddito della nuova locked down society deve sempre essere pronto a esibire i propri certificati “in regola”, che siano i “pass vaccinali” o i “tamponi negativi”. Egli si trova, de facto, privato di diritti e libertà inalienabili (non v’è quasi più diritto che non possa essere sequestrato in nome della protezione della nuda vita) e, insieme, soggetto a sempre aggiornati obblighi che, in nome della salute come dovere, non può esimersi dal rispettare. Nel deserto generale, la notizia buona è che i francesi non accettano in silenzio: stanno già iniziando a rivoltarsi da Marsiglia a Parigi contro l'infame regime terapeutico voluto e imposto dal blocco oligarchico neoliberale transnazionale. Ed è significativo che tutto sia ancora una volta partito il 14 di luglio...Viva la Francia che, memore della propria storia, si ribella in nome della libertà e della dignità. Impartisce una lezione ai popoli europei: quando la dignità e la natura umana vengono calpestate, non si può tacere, occorre reagire.