mercoledì 2 febbraio 2022

Aggiornamento

Ieri mattina, abbiamo fatto entrambi i molecolari, stamattina, la risposta è stata di positività di entrambi. O meglio, dopo 12 giorni, lui è ancora positivo e io, mi sono positivizzata. Lui comunque, sta bene. Io, ho solo un po’ di mal di gola, mal di testa e tosse leggera. Ho cominciato la terapia ieri mattina. Dovremo ancora ciondolare per casa per una ulteriore settimana. Alla fine, allontaniamo la spada di damocle del vaccino.  

martedì 25 gennaio 2022

Il passaporto vaccinale UE

Il lasciapassare verde: tramonto o alba? Di Andrea Zhok 


È noto come la Commissione Europea avesse progettato sin dal gennaio 2018 l’implementazione di un pass sanitario per i cittadini UE (vaccination passport for EU citizens). L’intento dichiarato concerneva la mobilità tra paesi dell’UE e la “road map” che era stata proposta aveva il 2022 come data di implementazione definitiva. Il fatto che questo progetto fosse inteso soltanto come limitazione agli spostamenti tra paesi non deve trarre in inganno circa la radicalità del progetto. Infatti è da tempo che le normative europee non contemplano alcuna distinzione netta tra la mobilità interna a ciascuno stato dell’UE e la mobilità tra stati, e dunque un passaporto vaccinale che potesse porre limitazioni alla mobilità tra stati implica di principio una legittimazione generale a porre limitazioni ad ogni mobilità territoriale, a qualunque livello. È anche interessante notare che la proposta del 2018, una volta resa pubblica e commentabile dalla cittadinanza venne subissata da una debordante quantità di critiche, al punto che i commenti pubblici sulla pagina dedicata nel sito della Commissione Europea vennero bloccati nel marzo 2018. Dopo questa accoglienza il progetto sembrava sospeso. Ora, assumiamo ragionevolmente che la Commissione Europea ignorasse l’emergere futuro della pandemia di Sars-Cov-2. La domanda interessante da porre sotto queste condizioni è: quale era la ratio originaria di tale passaporto vaccinale? Questa domanda si impone perché:


1) nella legislazione UE un blocco alla libera mobilità è una cosa assai seria, implicando di diritto un’esclusione generalizzata ad accedere a luoghi e possibilità di lavoro; 


2) non c’erano state nella storia europea degli ultimi cento anni eventi epidemici di peso tale da lasciar prevedere serie necessità di contenimento.


Dunque, perché spingere tale proposta, al tempo stesso ricca di implicazioni e priva di forti motivazioni sanitarie? Per tentare una risposta dobbiamo chiederci quali sono le caratteristiche intrinseche di un tale passaporto, a prescindere dalla specifica, eventuale, emergenza sanitaria. Un passaporto sanitario così concepito ha caratteristiche specifiche, del tutto diverse da qualunque altra “licenza” ordinaria. Se desidero guidare un’automobile, o portare una pistola, farò una domanda per ottenere una patente di guida o un porto d’armi. Guidare o portare un’arma sono “poteri ulteriori” che acquisisco rispetto alle persone che mi stanno attorno, e tali poteri possono mettermi nelle condizioni di esercitare una minaccia verso il prossimo. Le relative licenze vengono perciò erogate a seguito di una serie di esami volti ad assicurare l’idoneità, la capacità e l’equilibrio di chi potrà in seguito circolare su un’automobile o con una pistola. Se desidero ottenere una facoltà supplementare mi sottopongo ad un esame che rassicura la collettività intorno alla mia capacità di gestirla. Un passaporto vaccinale invece opera in modo inverso: anche se io non chiedo né pretendo nulla, esso mi sottrae alcuni diritti primari di cittadinanza, come i diritti di movimento o accesso, fino a quando io non abbia dimostrato di meritarli. Questo è il primo punto che deve essere sottolineato: qui siamo in presenza di una sottrazione di diritti generali della cittadinanza, e non di una richiesta personale di accesso ad ulteriori facoltà (come per le “licenze” di cui sopra).


In stretta connessione col primo punto sta il secondo: il passaporto vaccinale crea un’inversione dell’onere della prova. La situazione è tale che io ho accesso ai miei diritti di cittadinanza solo se dimostro di esserne degno, mentre nelle condizioni antecedenti io avevo intatti i miei diritti fino a quando non fossi stato dimostrato indegno di essi. Quest’inversione dell’onere della prova rappresenta un cambiamento di paradigma gravido di implicazioni: ora sta a me dimostrare di essere normale e di poter vivere in modo normale; e se per qualche motivo non sono in grado di dimostrarlo (foss’anche per un malfunzionamento tecnico), immediatamente ciò mi mette in una condizione di grave deprivazione (spostamenti, istruzione, salario, lavoro). C’è infine una terza caratteristica decisiva: un passaporto vaccinale è concepito come testimonianza di una condizione intesa come durevole. La condizione di normalità (la non patologicità) è ora qualcosa che deve essere provato da ciascun soggetto in pianta stabile, a tempo illimitato. 


È importante notare come la condizione emergenziale (reale o presunta) è stata sì richiamata per introdurre questo lasciapassare, ma non è stata più richiamata per definirne i limiti. La sua introduzione non è stata accompagnata da alcuna definizione delle condizioni sotto cui esso sarebbe stato tolto. Anzi, nonostante ripetute sollecitazioni i governi che hanno adottato questa soluzione si sono sistematicamente rifiutati di chiarire sotto quali condizioni il lasciapassare sarebbe venuto meno in quanto superfluo. In questi giorni si parla di “durata illimitata” per chi ha fatto la terza dose, e il punto importante di questa proposta non sta naturalmente nel numero delle dosi ritenute imperscrutabilmente bastevoli dai nostri esperti da avanspettacolo, ma nell’idea che comunque il meccanismo implementato rimarrà in vigore senza limite temporale. Quand’anche le condizioni specifiche per il conferimento del lasciapassare verde venissero allentate, tale allentamento sarebbe sempre revocabile, proprio in quanto è l’istituzione del lasciapassare in quanto tale a rimanere in vigore. Veniamo così alla questione finale, quella determinante. 


Non sappiamo quali fossero le intenzioni originarie per l’introduzione di questo lasciapassare nella proposta del 2018, ma abbiamo tutti gli elementi per capire che, quali che siano state tali intenzioni, tale dispositivo consente di esercitare un nuovo radicale livello di controllo sulla popolazione. Immaginiamo due scenari. 


Nel primo scenario tutta la popolazione accoglie senza fare resistenza questo dispositivo. Se questo accadesse chi governa avrebbe mano libera per effettuarne ulteriori “upgrade”, estendendo le funzioni di un sistema così ben accetto. A questo punto qualunque “virtù” che venisse efficacemente rappresentata come “di interesse pubblico” potrebbe divenire una nuova condizione da dover provare su base individuale per avere accesso alle condizioni di cittadinanza normale.


Nel secondo scenario una parte della popolazione fa resistenza a questo dispositivo. Ciò permette a chi governa di presentare i “resistenti” come problema fondamentale del paese, come origine e causa dei malfunzionamenti e delle inefficienze che lo assillano. Se solo questi nostri concitttadini fossero virtuosi e non renitenti, i problemi non sussisterebbero. Questa mossa sposta la responsabilità dalle spalle di chi governa a quelle di una sezione della società, concentrando l'attenzione pubblica su di un conflitto interno alla società.


Dal primo scenario si può passare al secondo quando gli “upgrade” del dispositivo diventano momentaneamente troppo esigenti, producendo una resistenza nella società. 


Dal secondo scenario si può passare al primo, quando la popolazione stremata finisce per rassegnarsi alle nuove condizioni.


Ecco, io non so se qualcuno abbia escogitato questo dispositivo a tavolino, con tali finalità. Se lo ha fatto possiamo complimentarci per l’ingegno, oltre che per il cinismo. Oppure nessuno lo ha inteso, ma semplicemente esso emerge come punto di caduta casuale di altre dinamiche. Ma questo non ne sottrae affatto le caratteristiche esiziali e la possibilità di essere utilizzato esattamente in questo modo. Di fatto un tale dispositivo può funzionare come un collare a strozzo per qualunque libertà e qualunque diritto, consegnando a tempo indeterminato un potere nuovo e radicale ai governi centrali sulla propria popolazione, accedendo ad un nuovo livello di controllo sociale e di compressione degli spazi di libertà. Questo è il momento decisivo in cui si determinerà il sentiero che andremo a prendere. In questo momento il lasciapassare verde, oltre ad essersi dimostrato un fallimento per ciò che prometteva di ottenere, risulta sempre più chiaramente sia inutile sul piano sanitario che dannoso su quello economico. Questo è il momento per cancellarlo. Se si permette che esso sopravviva, magari in una forma ad apparente “basso voltaggio” per qualche mese, esso diventerà un tratto definitivo della nostra vita, portando a compimento un processo di degrado irrevocabile nelle forme della libera cittadinanza.

lunedì 24 gennaio 2022

Aggiornamento

Ho fatto, di mia iniziativa, un altro tampone, stavolta con la luminescenza. Sono negativa. Il primo febbraio, io e il mio compagno, abbiamo il molecolare dell’Asl. Stiamo bene entrambi ma chiusi entrambi in casa. Ripeto, l’ultimo tampone del mio compagno, è risultato positivo a non si sa bene cosa. Noi, diciamo influenza stagionale, ma tant’è che ormai, esiste solo il mostro covid. È tutta una follia. Quantomeno, ho visto bene col nuovo medico. Fa il medico e lo sa fare.

sabato 22 gennaio 2022

Positivo e negativo…

Il mio compagno, venerdì mattina è risultato positivo (a cosa, non si è capito perfettamente) al tampone. Aveva un po’ di febbre il giorno prima, ha chiamato il medico e, appunto, gli ha chiesto di fare il tampone. Ieri pomeriggio, su consiglio del medico, ho fatto il tampone anche io e per ora, sono risultata negativa. Ha dato comunque la stessa terapia ad entrambi. Grazie a dio, non è la Tachipirina e la vigile attesa. Lunedì, ripeterò il tampone per vedere se mi sono positivizzata anche io. Stiamo bene entrambi. Leggermente acciaccati, qualche starnuto e qualche colpetto di tosse e lui, con febbre a poco più di 37. No, non indossiamo le mascherine ffp2 in casa, non ci siamo isolati l’uno dall’altro, non disinfetto più del solito. Siamo in casa, in quarantena a guardare films e a giocare alla PlayStation. 

sabato 15 gennaio 2022

Bipensiero e totalitarismo

IL BIPENSIERO ALL'OPERA IN UNA SOCIETÀ TOTALITARIA


Il bipensiero consiste nell'accogliere nella propria mente due parole con significato opposto e usare il significato all'occorrenza, per avere sempre ragione. 


In questo post vi forniamo un paio di esempi per capire come si applica nella vita reale, e nella dittatura totalitaria che stiamo vivendo. 


SI È "VACCINATI" SOLO QUANDO TORNA COMODO A DRAGHI


Draghi ha detto recentemente che i 3/4 dei morti sono non vaccinati. Dinanzi alla palese assurdità della sua dichiarazione si è cercato di comprenderne come sia stata formulata tale assurdità, quando di fatto i dati ISS mostrano che in numeri assoluti i vaccinati muoiono in maggior misura rispetto ai non vaccinati. Ebbene, se ci si ragiona, si scopre che la cosa non è casuale: da parte del regime c'è il tentativo di modificare il concetto di vaccinato. Si è vaccinati finché si fanno tutte le dosi previste. Per cui l'ultima ed unica folle manovra che hanno per difendere la narrazione pandemica è considerare coloro che hanno fatto due dosi da più di 120 giorni come NON VACCINATI.

Ma poi ci si ricorda che il potere attua anche un'altra narrazione, in cui sostiene che un vaccinato è uguale ad un consenso. Ma se i vaccinati sono solo quelli che hanno fatto la terza dose o la seconda da meno di 120 giorni, dov'è il consenso maggioritario che legittima questo dittatore a distruggere l'economia e i diritti del paese? Ecco che d'incanto i vaccinati tornano ad essere quasi il 90% e i novax solo una minoranza da ignorare. 


LA LIBERTÀ INIZIA E FINISCE DOVE LO DICE DRAGHI


Le ultime dichiarazioni di Draghi, ma anche della sua ombra informe che è Mattarella, dicono che dobbiamo "lottare" per difendere la nuova normalità che abbiamo raggiunto e che il vaccino consente la libertà. Quando si tratta di fare un autoelogio per il culto della personalità del vile affarista, allora siamo tutti liberi grazie a lui. Ma poi, però, d'incanto, quando gli si ricorda che mostrare un passaporto sanitario per qualsivoglia attività della propria vita non è libertà, ma carcerazione, allora d'un tratto egli ci ricorda che bisogna mantenere lo stato di emergenza con cui portare a termine la campagna vaccinale (spoiler: non finirà mai) e che la "vera" libertà è una promessa lontana, a patto che in un modo o nell'altro, i no vax vengano fatti fuori.


CONCLUSIONE


Quando si arriva a questo punto, la rinuncia e il rifiuto della razionalità è ormai compiuto. Le idee del regime diventano infalsificabili e incriticabili perché lo stesso linguaggio perde di senso, dal momento che il significato delle parole cambia all'occorrenza. Nella società totalitaria le parole non veicolano più concetti, ma solo emozioni. Noi non siamo riusciti ad entrare nella narrazione e nella macchina pandemica perché oltre a non voler immolare il nostro corpo per un "bene superiore" (spoiler: il portafoglio dei figli di Draghi) non siamo riusciti a compiere il suicidio del nostro intelletto. Con la scomparsa dei "non vaccinati" (quelli veri però, non quelli che non sono a regola con le dosi) scomparirà anche l'ultimo barlume di ragione da questo mondo.


Da No-green pass

lunedì 10 gennaio 2022

Draghi semina odio

Un discorso di incitamento all'odio o discorso d'odio è una comunicazione con elementi verbali e non verbali mirati a esprimere e diffondere odio e intolleranza, o a incitare al pregiudizio e alla paura verso un individuo o un gruppo di individui accomunati da etnia, orientamento sessuale o religioso, disabilità, altra appartenenza sociale o culturale... non mi risulta dal dopo guerra che ci sia stato un presidente del consiglio che abbia usato elementi verbali e non verbali mirati a incitare pregiudizi, paure e intolleranza verso una parte di italiani... è incredibile.


Concordo. Grazie a chi lo ha espresso perfettamente. E ribadisco, in tutto questo, non c’è assolutamente niente di scientifico.

giovedì 6 gennaio 2022

Non lo farò.

No, non mi vaccinerò finché non si prenderanno loro la responsabilità degli eventuali effetti avversi. Non mi vaccinerò con un trattamento che non serve a niente. Non mi sono vaccinata finora e non ho intenzione di farlo nemmeno dopo il 15 febbraio. Ho già scelto. E nonostante siamo dentro ad una dittatura ferocissima, non farò ciò che pretendono questi criminali che spero, possano morire male. Tutti. Dal primo all’ultimo. Se avrò bisogno di andare in banca, in posta, dal parrucchiere o dall’estetista, farò un tampone. E se necessario, per essere lasciata in pace, pagherò la multa di 100 euro. Non regalo loro il mio corpo. Ringrazio comunque i vigliacchi della lega che avrebbero potuto fare la differenza ma si sono svenduti e hanno di nuovo tradito i propri elettori. 

domenica 2 gennaio 2022

Crimini draghiani

La linea del governo Draghi: “le nostre misure non funzionano? Bene, accentuiamole”                                                


Di fronte a fallimenti, discriminazioni e bugie i provvedimenti via via adottati sono sempre più incredibili. Da un Consiglio dei Ministri all’altro, l’arlecchinata di disposizioni rispetto agli eventi pare non fermarsi più: vaccino obbligatorio per lavorare,  collasso del sistema dei tamponi, richiesta delle Regioni di alleggerire le regole sulle quarantene, boom di casi positivi, molti dei quali del tutto asintomatici e molti -anche- tra i vaccinati con doppia o terza dose. Il premier Draghi, chiuso nella sua Wolfsschanze, insieme ai suoi “esperti”, rilancia. L’obbligo di super Green Pass viene allargato dal 10 gennaio ai trasporti pubblici locali e regionali (contravvenendo alla Costituzione), agli alberghi, ai ristoranti persino all’aperto e a tutto il resto. Una sorta di obbligo vaccinale surrettizio, a cui non corrisponde da parte del “governo dei  migliori” una assunzione di responsabilità per i casi avversi gravi, tantomeno prevedendo la chiamata in causa delle multinazionali del farmaco. Di maggiori investimenti per la sanità manco a parlarne, anzi, per gli anni a venire, sono previste ulteriori riduzioni di investimenti pubblici. Perché avviene questo? Principalmente perché larga parte del popolo ancora accetta (o subisce) questa fallimentare dottrina, secondariamente perché nel paese “culla del diritto” non esiste, ad ora, una ragguardevole numero di giuristi che abbia gli attributi per fare massa critica sufficiente e denunciare lo stato di eccezione e sospensione dei diritti costituzionali (primo l’accesso al lavoro). Tutto questo serve soprattutto a coprire il disastro economico e sociale che si sta abbattendo sul nostro Paese. Fino a quando? La Stalingrado di Draghi si avvicina e noi, a quel punto, saremo in campo come forza organizzata.


Marco Rizzo

sabato 25 dicembre 2021

Secondo Natale

Hanno detto di aver salvato il Natale. Eh, già, non c’è il lockdown come un anno fa ma ci sono il doppio dei contagiati. Il mio, quest’anno, più o meno come l’anno scorso, è un Natale di rabbia.

giovedì 9 dicembre 2021

Blogger, segnalatori gretti e articoli cancellati

Quindi, anche blogger si piega alla cancellazione delle notizie scomode. Qualche giorno fa, avevo postato un articolo intitolato “i bambini sono sacrificabili”, articolo scritto tra l’altro da Andrea Zhok, quindi, ben scritto e soprattutto con link realistici aggiunti. Lo hanno letto circa una trentina di persone e tra queste, ce n’è stata una alla quale, evidentemente disturba la verità e lo ha fatto censurare. Lo recupero e lo riposto di nuovo ma con un altro titolo. Comunque, grazie genio segnalatore. Grazie per la tua grettezza infinita.


Quindi, riecco l’articolo:


Ad alcuni pallidissimi e timidissimi dubbi sollevati dal dott. Crisanti al Talk Show della Gruber, prima la medesima chiede se "non ci vorrebbe un po' più di cautela prima di allarmare i genitori che starebbero per portare i bambini a vaccinare dicendo che ci sono troppi pochi dati", e poi l'ineffabile Severgnini interviene burbero affermando che eventuali dubbi vanno sollevati "non in televisione e non in prima serata". In sostanza, questa gente pensa: 


a) di essere depositaria di una verità da dispensare, a prescindere da riscontri scientifici ("me l'ha detto mio cuggino che in Israele stanno tutti alla grande");


b) ritiene suo compito condurre il gregge dei telespettatori alle "giuste" decisioni, cioè alle decisioni che altri hanno garantito loro essere giuste.


E magari qualcuno chiamerà questo "informazione".


Ecco, oramai sono certo che anche se venisse fuori il CEO di Pfizer con ghigno satanico dagli schermi, modello Ernst Stavro Blofeld, con tanto di gattone bianco, confessando un piano diabolico della Spectre, non si muoverebbe foglia. Se vuoi credere a tutti i costi in qualcosa puoi sempre produrre una storia che mette tutti gli eventi in fila come vuoi tu. E se i media te la reggono, diventerà vera. [In quest'ottica vediamo anche se questo post passa il vaglio del Ministero della Verità di FB]. Poi per quel che contano i fatti a pag. 11 del report della FDA sta scritto: 


"The number of participants in the current clinical development program is too small to detect any potential risks of myocarditis associated with vaççination. Long-term safety of COV1D-19 vaccine in participants 5 to <12 years of age will be studied in 5 post-authorization safety studies, including a 5-year follow-up study to evaluate long term sequelae of post-vaccinati in myocarditis/pericarditis.”(p. 11)


“Il numero di partecipanti all'attuale programma di sviluppo clinico [circa 3.000 bambini, ndt] è troppo piccolo per rilevare potenziali rischi di miocardite associata alla vaççinazione. La sicurezza a lungo termine del vaççino nei partecipanti di età compresa tra 5 e <12 anni sarà studiata in 5 studi di sicurezza post-autorizzazione, incluso uno studio di follow-up di 5 anni per valutare le sequele a lungo termine di miocardite/pericardite post-vaccinazione."


Questo dopo aver detto che i dati "demonstrate an acceptable safety profile". In altri termini la sperimentazione verrà fatta sulla popolazione, che la Pfizer ringrazia per prestarsi così cortesemente per il contributo alla scienza.


Link del briefing della Pfizer alla FDA per l'approvazione: https://www.fda.gov/media/153409/download


Andrea Zhok

lunedì 22 novembre 2021

Selvaggia Lucarelli

L’impavida Selvaggia Lucarelli, orgoglio del giornalismo nostrano, decide di andare controcorrente e, invece di attenersi alle sagge norme del mainstream finalizzate ad ignorare, occultare e misconoscere le imponenti proteste di piazza (sintomo di un malessere diffuso che sempre meno ha a che fare con il virus), si presenta tronfia e impettita al Circo Massimo, gremito come non mai, invitando i manifestanti a vaççinarsi. Conoscendo la sua proverbiale pacatezza è facile immaginare con quale flemmatica serenità e spirito dialogante abbia messo in atto la provocazione. E’, infatti, a tutti noto il suo impegno contro gli haters profuso spargendo livore a piene mani, fedele al motto schizofrenico ed ipocrita secondo il quale l'odio lo si combatte con l'odio. Fatto sta che, come era prevedibile (e come lei stessa sperava), si becca uno spintone che le fa finire il cellulare, spianato impietosamente sui biechi manifestanti, sul suo bel faccino. Apriti cielo! Il mainstream dichiara il lutto nazionale e i rappresentanti politici si accalcano ansiosi di porgerle la loro solidarietà.


Beh, sinceramente è difficile sopprimere la volontà sfrenata di esimersi dal coro unanime di sostegno e di dare la solidarietà solo al povero cellulare... Verrebbe voglia di ripagarla con la stessa moneta con cui l’opinionista trattò i due agenti di polizia che, nel dicembre 2016, affrontarono il tunisino autore della strage del mercatino di Natale a Berlino. Malgrado uno dei due rimase ferito nella violentissima colluttazione, la Lucarelli sdegnosamente si rifiutò di dargli la sua vicinanza poiché, spulciando il profilo fb, aveva scovato qualche fastidioso link di estrema destra. E che dire di quando negò la solidarietà all’odiatissima leader di Fratelli d’Italia, sobriamente definita "vacca e scrofa" da un esimio professore universitario? Ma poiché sono geneticamente diverso da lei, con il cuoricino contrito ed affranto, le esprimo la mia totale solidarietà. Vabbè, lo faccio anche perché ho la sadica consapevolezza che la solidarietà di chi non la “pensa” come lei la infastidisca… Ma vado ben oltre la solidarietà e invoco misure concrete in suo favore! Poiché nel commentare l’increscioso episodio, la Lucarelli lamenta che non c’era alcun agente delle forze dell’ordine presente alla vile aggressione, allora chiedo urgenti misure di protezione per la preziosissima intellettuale. Suvvia, dategliela una scorta! Distaccate qualche agente antisommossa delle forze speciali ondulatorie e mettetelo a difesa dell'intrepida cronista. Proteggete siffatta professionista del nulla, abilissima nel mascherare la sconfortante vacuità concettuale con una tracotante superbia, la superficialità con la boria, il vuoto intellettuale con il fanatismo vanaglorioso. Tutelate questa eroina dell'inconsistenza che sfoggia orgogliosa l'acrimonia, ostenta radiosa l’astio e si pavoneggia nel rancore. Non privateci dei suoi eterei pensieri, forgiati da gracili idee e labili meditazioni. Non spegnete la sua voce, altrimenti sprofonderemo nel vuoto. Un “vuoto” talmente profondo e immenso che è noto solo a chi è così “pieno” di se...


Salvino Paternò

venerdì 19 novembre 2021

Arresti domiciliari per non vaccinati…

Green pass rafforzato e divieti ai no vax per cinema, ristoranti, bar e teatri. Il nuovo decreto di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini


Possibile decreto la prossima settimana. Speranza: la situazione peggiora. Il certificato verde sarà valido mesi e regole più severe per chi decide di non vaccinarsi. Veri e propri divieti legati alla vita sociale per proteggere chi è immunizzato. L’impennata dei contagi da Covid-19 e il pressing dei presidenti di Regione che non vogliono rischiare nuove chiusure nel periodo natalizio, convincono il governo a intervenire. Il decreto che introdurrà anche l’obbligo di richiamo per il personale sanitario e i lavoratori che entrano nelle Rsa, le residenze per anziani, potrebbe essere approvato già la prossima settimana. La linea della cautela sin qui tenuta da Palazzo Chigi non regge di fronte al rischio che le terapie intensive superino la soglia critica, come sta accadendo in altri Stati europei. E dunque anche l’Italia sembra andare nella direzione di un doppio binario, per premiare chi ha completato il ciclo vaccinale.


Il decreto 


Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha incontrato il sottosegretario Roberto Garofoli, con il quale ha analizzato i dati dei contagi e dei morti. Per il governo è ormai chiaro che «la situazione sta peggiorando, non si può stare fermi» e sarà inevitabile che «i non vaccinati paghino più di chi ha invece scelto di immunizzarsi». Segue la stessa linea la titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini che di fronte ai presidenti di Regione ha chiarito come non ci sia «alcuna volontà di spaccare il Paese, ma se l’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni dovesse portare a nuove restrizioni, non sarebbe ipotizzabile mettere sullo stesso piano i vaccinati e i non vaccinati». La prossima settimana — dopo un nuovo confronto con i governatori — sarà dunque convocata la cabina di regia e poi si procederà con un decreto.


Green pass da 9 mesi


Sulla riduzione della validità del green pass non ci sono più dubbi. Gli ultimi studi dell’Istituto superiore di sanità che dimostrano come la copertura vaccinale cominci a scemare dopo i 6 mesi, convincono tutti che sia necessario intervenire al più presto. Il decreto stabilirà che il green pass non è più valido un anno, ma 9 mesi dall’ultima inoculazione. E in questo senso va la decisione presa ieri sera da Speranza di anticipare al 22 novembre l’avvio della campagna di richiamo per la fascia di età tra i 40 e i 60 anni. Entro il 29 novembre l’Ema dovrebbe dare il via libera al vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. Subito dopo l’Italia avvierà la campagna anche per i più piccoli.


I tamponi


Le opzioni sul tavolo sono diverse. Sarà la cabina di regia del governo, confortata dal parere degli scienziati, a prendere la decisione. I tamponi antigenici hanno mostrato un’attendibilità non completa e per questo c’è chi vorrebbe eliminarli come requisito per ottenere il green pass. Rimane il dubbio anche per i molecolari, ma in questo caso il problema riguarda la durata. Dal momento in cui arriva l’esito negativo ci sono infatti 72 ore e molti scienziati ritengono che in questo lasso di tempo ci si possa infettare e dunque essere contagiosi senza accorgersene. Per questo hanno chiesto di ridurre la validità portandola a 48 ore, mentre quella dell’antigenico potrebbe essere limitata a 24 ore.


Divieti ai no vax e green pass rafforzato


Bar, ristoranti, cinema, teatri e tutti i luoghi al chiuso potrebbero essere inaccessibili per chi non è vaccinato. Al ministero della Salute lo ritengono ormai «inevitabile». Il rigore che sin dall’inizio della pandemia ha sempre caratterizzato la linea di Speranza, ritorna nel momento in cui c’è il rischio di «vanificare gli sforzi fatti sin ad ora». Insomma, perché penalizzare le attività e la vita di chi ha aderito alla campagna vaccinale? La convinzione del fronte rigorista è che a subire le restrizioni debbano essere le persone che hanno scelto di non immunizzarsi. Il presidente del Consiglio finora è stato cauto sulla possibilità di far pagare un prezzo più alto, in termini di libertà negate, ai non vaccinati. Ma col virus che corre, anche Draghi si starebbe convincendo che sia la via più indolore, come del resto chiedono compatti i governatori, sia pur di schieramenti opposti. Una delle ipotesi potrebbe essere l’eliminazione del tampone per ottenere il green pass. Antigenici e molecolari dovrebbero essere utilizzati soltanto per chi non ha il vaccino ma deve andare al lavoro.


Richiamo a 5 mesi


Il decreto confermerà l’obbligo per il personale sanitario e per i lavoratori delle Rsa di sottoporsi al richiamo del vaccino. Il governo sta valutando l’anticipo della terza dose a partire dalla fine del quinto mese e non dal sesto. Su questo dovrebbero però essere compatti i componenti del Cts per superare il parere dell’Ema, che ritiene valido l’intervallo di 6 mesi.

domenica 7 novembre 2021

Criminali di governo

Nelle vie dello shopping si accendono le luminarie, il secondo Natale ai tempi del virus si avvicina e Roberto Speranza guarda alle festività con un mix di preoccupazione, fiducia e prudenza. La stagione del rigore assoluto che lo ha visto protagonista, anche tra mille polemiche politiche, è alle spalle e per fortuna non è più tempo di imporre restrizioni. Ma anche se in Italia «i numeri dell’epidemia e dei vaccinati sono oggettivamente migliori» il ministro della Salute vuole «restare con i piedi per terra, perché in tutta Europa la situazione è seria, l’onda del Covid è ancora alta».


Se l’Italia sta meglio rispetto a Germania, Francia, Gran Bretagna lo si deve al «dato meraviglioso di 46 milioni e 716 mila italiani che hanno fatto almeno una dose», nonché alla scelta del governo di allentare «molto gradualmente» le restrizioni. «La strategia ha funzionato — rivendica Speranza rispondendo al Corriere —. Vaccini, green pass e mascherine, che non abbiamo tolto mai, ci hanno messo in condizione di reggere meglio la quarta ondata». Basta alzare lo sguardo a Est per capire che la curva epidemiologica è destinata a crescere ancora: «La Romania con meno di 20 milioni di abitanti e solo il 30% di vaccinati fa 600 morti al giorno. La proporzionalità è evidente, più un Paese sale con i vaccini e più è protetto». Ma poiché è «realistico» aspettarsi una crescita anche in Italia, è fondamentale continuare a rispettare le regole: «Al chiuso resta l’obbligo di mascherine, non ho intenzione di toccarlo. E non si tocca l’uso robusto del green pass. I numeri sono dalla nostra parte, il modello adottato sta funzionando. Regole e strategia dunque non cambiano, ma ovviamente valuteremo». La priorità del governo è accelerare con la terza dose e avviare subito la vaccinazione dei bambini. Quando si parte con la fascia 5/11? «Il mio auspicio è dicembre, non appena l’Ema avrà approvato il vaccino e l’Aifa avrà dato il via libera per l’Italia. Gli scienziati stanno dicendo che la dose di un terzo di Pfizer è efficace e sicura. Lavoreremo con i pediatri per tranquillizzare le famiglie». Dei 3,2 milioni di bambini di quella fascia, Speranza punta a vaccinarne almeno la metà: «Se tra i 12 e i 19 anni siamo arrivati al 70%, per i più piccoli dobbiamo arrivare almeno al 50%».


Mario Draghi tirerà dritto, anche con Matteo Salvini contrario? «Il premier ha grande fiducia nella comunità scientifica. Non ci sono paturnie politiche in grado di fermare una scelta che ci vede molto determinati. Su materie così delicate decide la scienza, non la politica. Fino ad ora il governo ha fatto così e i risultati sono sotto gli occhi di tutti».


Anche sulla terza dose è il momento di correre: «Stiamo spingendo, c’è una crescita forte». I vaccini ci sono, gli appelli del governo sono destinati a intensificarsi. Che fare per convincere i dubbiosi? «Sabato abbiamo superato i due milioni e 44 mila booster e segnato il record di 120 mila terze dosi in un giorno, non sono pochissime. Questa settimana decideremo con gli scienziati di allargare a ulteriori fasce d’età». In Gran Bretagna hanno aperto agli over 50, possiamo fare meglio? «Penso che a sei mesi dalla seconda dose sia opportuno favorire la terza per la platea più larga possibile». Siamo in grado di scendere anche sotto i 30 anni? «Per me sì, ma già somministrare la terza dose alla fascia tra 40 e 60 sarebbe un bel risultato. Ci atterremo al parere degli scienziati». Lo stesso si farà sulle regole del Natale. In conferenza stampa Speranza ha schivato la domanda su feste e cenoni perché teme che il «tormentone» parta in anticipo. Ma il calendario non fa sconti e il ministro si rassegna a sfogliarlo: «Al momento non abbiamo pianificato nulla, non ci sono norme allo studio. L’inverno è la stagione più insidiosa perché si sta più al chiuso, quindi il mio invito è alla prudenza totale, a indossare le mascherine e rispettare il distanziamento». Chi sta programmando viaggi all’estero può comprare serenamente il biglietto? «Io sono per le vacanze in Italia», prova a cavarsela con una battuta Speranza.


Come se lo immagina, il Natale 2021? «Se i reparti ospedalieri tengono non scatteranno misure e sarà un Natale come gli altri prima del Covid. Se invece i ricoveri salgono scatteranno le misure nei territori, in base al sistema dei colori. Non abbiamo mica sospeso la legge che prevede le fasce di rischio... Con il giallo tornano le mascherine all’aperto e al ristorante c’è il limite di 4 a tavola». E qui il ministro si ferma. Forse perché in una fase di (cauto) orgoglio, con il nostro Paese che può vantare le uniche sei regioni d’Europa nella fascia più bassa di rischio, non vuole evocare quella cartina d’Italia a macchie gialle, arancioni e rosse che ha scandito le fasi più dure della pandemia. «Il mio è un messaggio di prudenza, ma voglio ringraziare gli italiani che all’86% si sono vaccinati, anche gli ultimi 17 mila che, dopo tanti dubbi, hanno fatto la prima dose». E i no vax, che continuano a protestare nelle piazze? «Li invito a osservare la proporzionalità straordinaria tra numero di vaccini e numero di contagiati. C’è un lavoro massiccio di persuasione da fare su quel 12 o 13 per cento di persone che sono no vax, hanno paura o sono difficili da contattare. Dobbiamo convincerli uno per uno. Ogni vaccino in più rende il nostro scudo più forte». Arrivano notizie incoraggianti sul fronte delle cure. Le nuove pillole anti-Covid di Merck e Pfizer sono «ulteriori strumenti che possono aiutarci, ma non possono certo sostituire l’arma fondamentale che è il vaccino». Quando finirà questo lungo incubo? Dovremo vaccinarci contro il Covid ogni anno, come per l’influenza? «Lo capiremo con i mesi — sospira Speranza —. Ma quando hai una fetta larghissima di popolazione vaccinata affronti meglio il virus. Passato l’inverno, se a livello mondiale salirà la copertura vaccinale sarà più facile evitare ulteriori varianti». Ne arriveranno ancora? «È il tema vero, la cosa che più ci preoccupa».


https://www.corriere.it/politica/21_novembre_07/speranza-bimbi-vaccinati-dicembre-9f1fa804-3f3f-11ec-962b-eeb23879ffbb.shtml 

Due righe soltanto

Avevano cominciato con le chiusure per poche settimane e siamo stati dentro casa per più di tre mesi all’inizio, era per salvare la Pasqua. Ci hanno richiuso di nuovo in casa a fine ottobre per salvare il Natale e siamo rimasti chiusi in casa altri 6 mesi. Avevano detto che due dosi di vaccino bastavano ad immunizzare poi, ci hanno ripensato dicendo che due dosi, bastavano per non finire intubati in terapia intensiva, dopodiché, hanno detto che due dosi non bastavano più visto che le difese immunitarie dopo un tot di mesi, calano e quindi, quindi, bisogna fare una terza dose “booster” perché ci sono le varianti. L’immunizzazione non esiste perché i vaccinati, possono essere contagiati e contagiare a loro volta. E mi si chiede perché dovrei fidarmi? Stanno facendo la caccia ai non vaccinati, li stanno ammazzando negando loro la vita e la socialità. Li stanno trattando come feccia dell’Italia e invece, la feccia sono loro che hanno instaurato un regime peggiore a quello Hitleriano. Stanno vientando le piazze a chi chiede di abolire il green pass per lavorare, stanno mandando la polizia a picchiare persone inermi e pacifiche. No, loro non pagheranno, purtroppo. A pagare, siamo sempre e solo noi.

mercoledì 3 novembre 2021

L’uomo col tavolino

E’ bastato un uomo con un tavolino, che si è seduto pacificamente in Piazza del Popolo, per far scattare la reazione scomposta ed esagerata del governo: via da Roma per un anno. Questo è il livello di paura che serpeggia in questi giorni ai piani alti del potere. Hanno avuto paura di un uomo con un tavolino. Stefano Puzzer ha fatto una mossa geniale: “Visto che ci avevano promesso una risposta che non è mai arrivata – ha detto - vado io a Roma e mi siedo in piazza ad aspettare”. Nulla di più semplice e nulla di più eloquente allo stesso tempo. Quella presenza in piazza, con quelle sedie vuote davanti al tavolino di Puzzer, era un’immagine insopportabile per un governo di vigliacchi che non riesce a giustificare in alcun modo la scelta scellerata del green pass ai suoi cittadini. E così è scattato l’allontanamento, rivelando il nervo scoperto dei nostri aguzzini: hanno paura.


Le piazze spaventano. A Trieste hanno usato la patetica scusa dei “contagi” per chiudere a tutti la piazza principale fino al 31 dicembre. La Confcommercio chiede lo stop alle manifestazioni del sabato pomeriggio, “perchè così si danneggia l’economia”. Le manifestazioni nelle varie città d’Italia vengono taciute nei telegiornali, affinchè gli italiani non sappiano. E un singolo uomo con un tavolino viene allontanato dalla capitale d’Italia, perchè in poche ore era riuscito a raccogliere intorno a sè centinaia di cittadini che erano venuti a dargli supporto. Questo dimostra una sola cosa: è il momento di insistere. Abbiamo tutto il diritto di protestare, in modo pacifico, contro la privazione delle nostre libertà e contro il ricatto ignobile di un greenpass che lede ogni più elementare principio costituzionale. Chiunque resti a casa oggi, pur potendo andare in piazza, potrà serenamente ritenersi responsabile nel giorno in cui ci accorgessimo che le nostre libertà individuali sono state soppresse per sempre. E quel giorno sarà troppo tardi per piangere.


Massimo Mazzucco