sabato 27 maggio 2017

I nuovi negrieri, le ong

Salerno, sbarcati al porto 1004 migranti: 600 resteranno in Campania

La questione migranti in Italia è tutt’altro che sotto controllo. Stamane, come riferisce Ansa, al porto di Salerno sono sbarcati al molo Manfredi 1004 migranti. Uomini, donne e bambini erano tutti a bordo della motonave Aquarius. Il veicolo è di proprietà dell’organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca “Sos Mediterranee” in partnership con “Medici senza frontiere”. I migranti all’attracco della nave erano in festa: tutti hanno applaudito ricolmi di gioia i presenti sul molo.

C’erano sia i volontari della Croce Rossa Italiana che militari, agenti di polizia, carabinieri e membri della guardia costiera. Tra i 1004 presenti sulla nave, 118 sono le donne, di cui 21 di queste sono in stato di gravidanza. Inoltre, i minori presenti erano 214 i minori, di cui 193 risultano non accompagnati. A seguito dello sbarco ci sono stati i controlli medici obbligatori e il riconoscimento di tutti i migranti presenti a bordo.

600 resteranno in Campania, il resto saranno smistati nei centri di accoglienza di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Puglia. Salvatore Melfi, prefetto di Salerno, che sta seguendo da vicino le operazioni di sbarco, ha voluto ringraziare i sindaci del Salernitano impegnati nella fase di accoglienza.

Che siano maledetti!

L'ennesima (di una lunghissima serie) porcata pronta per essere approvata... dobbiamo essere civili, annullare le nostre origini e la nostra cultura per dare spazio a nuove risorse e altrettante nuove culture... per far si che possano farci saltare in aria molto più facilmente. Un governo non eletto dal popolo che agisc con odio verso noi italiani e per altrui interessi fallendo miseramente ogni legge, decreto legge e provvedimento pur tuttavia, continuando a governare senza una minima opposizione. Gentaglia come la Finocchiaro, Madonna Boldrini e tutte le deficienti come loro, in questo momento si staranno pisciando addosso per l'eccitazione.


giovedì 25 maggio 2017

Se questo è un papa...

 
No, non è un papa ma un politico che non dovrebbe fare il papa. O fai il papa e hai lo stesso atteggiamento neutrale con tutti, o datti alla politica invece che distruggere la fede.

L'ennesima figuraccia del governo Renzi-Gentiloni

Da facebook di Andrea Scanzi

Sono giunto alla conclusione, ma a dire il vero l'ho sempre pensato, che attaccare Renzi è un po' come prendersela con un bambino che rondolina. La fredda cronaca: questa goffa controfigura scartata da Panariello, in neanche tre anni riesce a dilapidare un consenso tanto immeritato quanto mostruoso, si fa sfanculare al referendum (è ancora torcida) e inanella con sicumera pingue un filotto leggendario di bocciature: legge elettorale, pubblica amministrazione, banche. Per non parlare poi di Jobs Act, Buona Scuola e altri demoni. Ora ne arriva un'altra: le nomine di cinque musei sono state fatte alla LaVia e, quindi, vanno respinte. Anzi bombardate. Non vanno bene gli aspiranti direttori stranieri, non vanno bene i colloqui a porte chiuse, non vanno bene i criteri di valutazione. Non va bene una sega, per dirla col Monni. "Valutazioni magmatiche, poca trasparenza". si vola. Franceschini, con quel consueto carisma da mediano infortunato del Tegoleto, sibila che è "è una figuraccia per l'Italia", e neanche si accorge che nel dirlo si sta dando del bischero da solo. Ma il massimo lo raggiunge ancora lui, la faina guizzante di Rignano: "Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei, ma perché non abbiamo provato a cambiare i Tar”. Tradotto dalla supercazzola con tapioca prematurata come fossero Antani&Nardella: prima fai un'altra schifezzina, poi te lo fanno notare, quindi te la prendi con chi te l'ha fatto notare. Por'omo. E' ancora convinto che, quando gli dicono che ha perso, basti portar via il pallone. Solidarietà agli Zucconi e ai Nannimoretti: passare dal culto di Berlinguer al Vangelo secondo Renzi, è come vendere tutti i vinili originali dei Led Zeppelin per comprare in edicola l'opera omnia di Bianca Atzei.



(Nella foto, Renzi obbedisce al suo spin doctor Filippo Sensi, che lo ha appena obbligato a fare una faccia intelligente)

mercoledì 24 maggio 2017

Qualcuno con un pò di cervello...


"Facile per i politici dirci di 'non aver paura' ma qui la gente muore": l'ex leader degli Smiths, Morrissey, va controcorrente rispetto alla retorica dell'essere forti che pervade la Gran Bretagna in queste ore dopo la strage avvenuta al concerto di Ariana Grande, a Manchester. In un messaggio su Facebook il cantante, originario di Manchester, accanto al cordoglio per le vittime della tragedia ha manifestato rabbia nei confronti della classe politica britannica: "Theresa May dice che attacchi come questi 'non ci spezzeranno', ma la sua vita è all'interno di una bolla antiproiettile, ed evidentemente lei non dovrà identificare il cadavere di un bambino all'obitorio, oggi".



Dopo l'attentato Morrissey attacca i politici: "Facile dire 'siate forti'" Il suo 'non ci spezzeranno' significa 'non mi spezzerà', né lei né le sue politiche sull'immigrazione. I ragazzini di Manchester sono già stati spezzati. Grazie comunque, Theresa", ha aggiunto. Il duro attacco di Morrissey è continuato, questa volta con un altro target, il sindaco di Londra Sadiq Khan: "Dice che 'Londra si unisce nel cordoglio a Manchester' ma non condanna lo Stato islamico, che si è assunto la responsabilità dell'attentato". Non risparmia nemmeno la regina Elisabetta: "Nel frattempo, la regina riceve delle lodi sperticate per le sue 'dure parole' contro l'attacco ma - oggi - non ha cancellato un ricevimento nei giardini di Buckingham Palace, senza nemmeno essere criticata da un giornale". Quanto al sindaco di Manchester, Andy Burnham, ha dichiarato: "Ha detto che l'attacco è stata opera di un estremista. Estremo cosa? Un coniglio estremo?". "Nella Gran Bretagna di oggi tutti sembrano terrorizzati dal dire ufficialmente quello che tutti pensiamo in privato: i politici ci chiedono di non aver paura, ma loro non sono mai le vittime. È facile non avere paura quando si è protetti dalla linea di fuoco. E le persone, queste protezioni, non le hanno...".

martedì 23 maggio 2017

Sull'attentato di Manchester

Da facebook di Viktor Skanderberg Romano

Il protocollo è pronto:
1. L'attentato non ha nulla a che fare con l'Islam.
2. L'uomo era mentalmente disturbato.
3. Obiettare i punti 1) e 2) è da razzisti bigotti.
4. Cambiare la foto profilo di Facebook con la bandiera del paese colpito.
5. Accendere qualche candela e organizzare una marcia della pace con i Fratelli Musulmani nostrani.
6. Aspettare il prossimo attentato.
7. Ripetere.

Blablabla... "non ci faremo piegare nè spaventare". Ma di fatto, ci hanno piegati e spaventati. A noi occidentali, intendo.

domenica 21 maggio 2017

Sugli sbarchi, le malattie e i vaccini obbligatori...

Gli italiani DEVONO per obbligo fare 12 vaccini ai propri figli o rischiano di non poter farli entrare a scuola, una multa salata o la revoca della patria potestà... I poveri "migranti" (a maggioranza illegali e senza nessun obbligo di essere accolti) invece, non vengono controllati e portano con se, nuove e vecchie malattie... Però, fanno le marce a favori di tutta questa gentaglia. Gli italiani, vessati, aiutati a suicidarsi, diventati poveri, disoccupati, si arrangino!

Gli sbarchi non si fermano: in Sicilia 5mila arrivi in 48 ore. Allarme per scabbia e tbc. Nuova ondata di sbarchi in Sicilia. E scatta l'allarme sanitario di Valentina Raffa

Nuova ondata di sbarchi in Sicilia. L'ultima (forse) prima dello sbarramento in vista del G7. I flussi saranno dirottati altrove. Già ieri in 560 sono arrivati a Vibo Valentia a bordo della Aquarius. C'erano 110 minorenni, di cui 90 non accompagnati. Tra Augusta e Trapani sono oltre mille gli sbarcati, alcuni con addosso i segni di tortura subiti in Libia. Negli ultimi due giorni sono stati soccorsi 5mila immigrati dalla Guardia costiera italiana e libica. Il ritrovamento in mare di un migrante morto non manca di ricordare che bisognerebbe regolamentare il fenomeno migratorio, sfuggito al controllo della politica, non certo delle organizzazioni criminali che gongolano facendo quattrini sulla pelle di chi si imbarca e degli italiani che, volenti o nolenti, devono far posto e trovare i mezzi per sostentare chi arriva. E devono fare i conti anche con un altro problema. E pure grosso. Di carattere sanitario.

Se è vero che la macchina dell'accoglienza, tante volte messa a dura prova, è ben oleata visto che l'emergenza sbarchi è divenuta fenomeno di routine, è anche vero che i cittadini, come pure le forze dell'ordine e gli operatori che si trovano in banchina in attesa dello sbarco, sono preoccupati per il potenziale diffondersi di malattie. Su 167 sbarcati venerdì a Pozzallo tanto per citare un caso 97 hanno la scabbia. I pronto soccorso, già di suo intasati, sono oberati dopo il trasporto degli immigrati post sbarco.

«I pronto soccorso diventano una potenziale fucina di malattie dice un operatore sanitario (che per ovvi motivi vuole rimanere anonimo) - Anche se la scabbia non è una malattia grave, perché dovremmo rischiare il contagio? Siamo a rischio noi operatori e gli utenti». Si teme anche per alcune malattie che erano ormai debellate e che tornano a fare capolino come la tubercolosi, di cui si sono registrati diversi casi. Tutto questo, mentre il governo è sordo persino alla richiesta di un suo parlamentare, Nino Minardo, dell'area di Alfano, di un potenziamento dei controlli sanitari prima e dopo gli sbarchi. Il governo ha fatto spallucce all'invito formale a prestare più attenzione ai controlli sanitari per tutelare la salute di tutti, tanto nei porti all'arrivo degli immigrati non ci sta chi governa. E allora il deputato è tornato alla carica presentando una proposta di legge per l'istituzione di presidi sanitari specializzati soprattutto nei porti siciliani di Pozzallo e Augusta, fortemente utilizzati per gli approdi.

Viene evidenziato come degli immigrati «sotto il profilo sanitario non si conosce assolutamente nulla». Ecco perché istituire dei presidi specializzati da collegare alla rete ospedaliera della Regione perché «forniscano una prima valutazione sui rischi per la salute derivanti da eventuali diffusioni di malattie che possano compromettere la salute della cittadinanza. Non è un fenomeno da sottovalutare ma da seguire con la massima attenzione proprio per evitare l'eventuale diffondersi di malattie infettive».

Mentre si attende una risposta da chi ci governa, si continua a salpare. Persino la guardia costiera libica è intervenuta giovedì in soccorso di un grande battello con 463 «migranti illegali» col motore «quasi in panne» a 11 miglia nautiche a Nord di Sabrata. Nella stessa giornata si è registrato l'intervento di 13 navi, con 2.300 immigrati soccorsi in acque internazionali. Le ultime operazioni della Guardia costiera italiana hanno riguardato 1.500 migranti (651 in arrivo oggi a Cagliari). Uno, stremato, era appeso al timone di un mercantile. Molti di quelli che arrivano in Italia vorrebbero oltrepassare i confini. Andava via un migrante di 30 anni trovato folgorato nella stazione ferroviaria di Cannes dal quadro elettrico su un treno partito da Ventimiglia.

martedì 16 maggio 2017

Buffoni in magliette gialle PD

Le magliette gialle nelle zone del terremoto sono un insulto di Beatrice Brignone

Domenica arriveranno le magliette gialle nelle zone del terremoto, avverte trionfante sui social il Segretario del PD, già presidente del Consiglio mentre il centro Italia si sbriciolava tra scosse senza fine.

Intanto sono passati mesi, nell’immobilità. Mesi a cercare risposte e trovarsi ad ascoltare per infinite volte la storia “dell’incredibile coincidenza di eventi catastrofici”, e cioè il terremoto in zona sismica e la neve in montagna. Incredibile davvero. Ma, di grazia, chi sarebbe al governo del Paese e delle regioni colpite? La Raggi anche lì, forse? Colpa sua le casette che non ci sono? Le aziende che hanno chiuso? I ristoranti, gli alberghi, i fornitori che non vengono pagati e che sono sull’orlo del fallimento? Le case da demolire cristallizzate in un limbo senza fine? I fondi annunciati di cui non si è visto un euro? Le famiglie che dopo infiniti traslochi vengono separate perché arriva la stagione estiva e negli alberghi della costa non possono più stare? Gli animali lasciati morire al freddo? I centri storici ancora blindati? I sopralluoghi sbagliati? Le pratiche perse? Gli ospedali crollati? Le strade dopo 9 mesi ancora inagibili?

Di chi è esattamente la responsabilità? Chi è al governo se non quel Pd che non solo non sta tra là gente, ma manco nei palazzi, perché quando vai a bussare non li trovi mai. Provo rabbia come cittadina marchigiana e provo vergogna come rappresentate delle Istituzioni. Non con una maglietta gialla, ma con maglione e scarponi siamo andati in tanti, in questi mesi, in quelle zone: ormai conosciamo ogni mattone di quei comuni che ogni settimana visitiamo e che troviamo sempre lì, a terra, dove erano l’altra volta e quella prima ancora e dove saranno ancora la prossima. Sempre lì. Immobili. Come tutto. Vadano a Ussita, le magliette gialle, a spiegare al sindaco che si è appena dimesso quali saranno i tempi per la ricostruzione se il suo comune è tutto in zona R4.

Vadano a Pieve Torina, dove il ristorante il Vecchio Mulino chiude perché da mesi attendono di essere pagati per aver somministrato migliaia di pasti senza mai un giorno di riposo e, per colpa dello Stato che non paga la convenzione, sono sommerso di debiti. Vadano a Visso, dove il centro storico è ancora zona rossa e l’altro giorno i cittadini hanno violato le transenne per protesta o da Fabio che, per senso di responsabilità verso i suoi dipendenti, sta provando a rialzarsi con le sole sue forze e tantissimi debiti.

Vadano ad Amandola dove l’ospedale è tra i container o da Alice e la sua famiglia che lottano per sopravvivere e che sanno fare le cose per bene, mentre ogni mattina quando si svegliano devono stare attenti a scendere dal letto per evitare le pozzanghere di condensa che nella notte si è formata nel container. Facciano un giro per le case che fuori sembrano intonse, mentre dentro è l’inferno o per le strade che non portano più a niente.

Vadano a parlare con le Brigate di Solidarietà, o i ragazzi di Terre In Moto Marche, o di Io Non Crollo, che le magliette le hanno vendute per solidarietà e in questi mesi sono stati davvero tra la gente. Se vogliono ascoltare, avranno di che ascoltare. E, se sono in grado, anche di capire. Ma non è più il tempo dell’ascolto. Sono mesi che queste popolazioni gridano al vento inascoltati. Qua c’è da ricostruire, da ripopolare, da pianificare un futuro che al momento non c’è.

Andrò come ogni settimana in quelle zone anche domenica prossima e poi quella successiva. Certa che nulla sarà cambiato e di ritrovare ancora quei mattoni li, dove li avevo lasciati l’ultima volta e quella prima ancora. Renzi conclude il post ammonendo che nessun comune dovrà essere lasciato solo. Lo disse anche all’indomani del primo sisma: “Nessuno sarà lasciato solo”. Se fino a ieri suonava come un requiem, oggi è un insulto. E almeno questo, risparmiatecelo.

domenica 14 maggio 2017

Le risorse di Madonna Boldrini

Alcuni nordafricani ospiti di un centro accoglienza di Bolzano a spese nostre, hanno tentato di stuprare alcune volontarie. Non essendoci riusciti perchè bloccati da alcuni afghani, si sono arrabbiati (eh, poverini, una scopata non si dovrebbe negare a nessuno, no??) e hanno messo a ferro e fuoco il centro. Sono stati arrestati ma poco dopo, sono stati rilasciati per finire, magari ciò che avevano iniziato... Qui il video. Se pensiamo che ormai, il governo Gentiloni-Fonzarelli, ha deciso di aprire i centri accoglienza in tutte le regioni italiche... tireremo le somme più avanti...

sabato 13 maggio 2017

Riepilogo breve

Da dove cominciare? Non saprei, ne succedono così tante che poi uno si dimentica di appuntarsele... Ah, fonzarelli ha deciso di infilarsi una maglietta gialla per andare a pulire roma... peccato che roma per 40 anni è stata ostaggio della sinistra, e ora, secondo loro, la Raggi con la bacchetta magica, a poco più di un anno di distanza, avrebbe dovuto risistemare il loro schifo. Sono state uccise tre rom. Da altri rom, dicono un regolamento di conti... tutti a difendere i rom. Non sono più delinquenti. Si è dimesso il sindaco di Ussita: "la ricostruzione non si farà mai". E c'ha ragione. Non hanno portato via nemmeno le macerie... o almeno, una piccola parte. No, sono ancora tutte lì. Un post di Silvia Fronzi di Pieve Torina, qui. E ha detto tutto, mi pare. Prima GRAVE rapina in villa a Civitanova Marche in provincia di Macerata. Il ladro-lavoratore spara al proprietario SULLA NUCA. Ora è in coma farmacologico. Siamo pieni di merda extracomunitaria, grazie sempre alla dominazione incontrastata Pd. La mia zona era una oasi di pace... era, un tempo. Vogliamo parlare poi dello schifo della Boschi? No, meglio lasciar perdere.

venerdì 5 maggio 2017

Incapaci e incompetenti

Non sono capaci neppure di scrivere una legge chiara. Quando bastava cancellare il reato di eccesso di legittima difesa. Però, ci governano... che siano maledetti!


sabato 29 aprile 2017

Ong e procuratori

Qui, si parlava di Ong, di tratte e di clandestini. Qualche giorno fa, un solerte procuratore di Catania, l'unico a voler fare il proprio mestiere, disse che in alcune ong ci vedeva qualcosa di oscuro. Poco dopo, lo "scrittore" Saviano, guidava la levata di scudi contro il procuratore, contro Di Maio e contro chi ha più di qualche dubbio su tali Ong. Anatema contro quegli stronzi razzisti che pensano sia in corso una destabilizzazione in italia! Che siano tutti maledetti! Dopodichè, si sono mossi altrettanto velocemente, il ministro degli interni e il guardasigilli che, con fare MAFIOSO, hanno detto di non generalizzare e di stare attenti a rilasciare certe esternazioni. Chi tocca i clandestini muore, chi tocca le ong, muore lo stesso. L'osservatore romano si accorge che c'è qualcosa che non va... ma sono solo dichiarazioni fatte a casaccio. Buzzi diceva che con l'immigrazione clandestina ci si fa più soldi che con la droga... E dunque, scopriamo che sotto accusa non ci finiranno le ong (lautamente sovvenzionate anche dai potenti della terra), bensì, ci finirà il procuratore...


Il Comitato di presidenza del Csm vaglierà le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, sulla vicenda delle Ong. Lo comunica il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Giovanni Legnini, interpellato sulla vicenda. «Dopo aver sentito i capi di Corte e il presidente della Prima Commissione, Giuseppe Fanfani — afferma Legnini — sottoporrò il caso all’esame del Comitato di Presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio». Legnini, comunque, ricorda che «spetta al ministro della Giustizia ed al procuratore generale della Cassazione di valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare». Dal canto suo Orlando ha già fatto sapere: «È facoltà del Csm muoversi in questo senso».

L’Osservatore Romano: sospetti non privi di fondamento

Ma mentre lo scontro politico tiene banco, arrivano anche le parole dell’Osservatore Romano, che suonano a sostegno dei sospetti espressi dalla procura di Catania: «Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale. Sulla pelle dei migranti — scrive il giornale della Santa Sede — sta emergendo un ennesimo scandalo: il sospetto, che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento, di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio». L’Osservatore poi aggiunge: «la paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti non deve portare a semplificare il problema negandone l’esistenza». Il giornale vaticano aggiunge che «le polemiche di questi giorni non aiutano a chiarire la questione. È necessario liberare il campo da posizioni preconcette o utilitaristiche, così come è indispensabile tenere costantemente presente il dovere di salvare i migranti anche dallo sfruttamento che può essere fatto del loro dramma».

Gli sconfinamenti delle Ong tedesche

Sul piano dei fatti, due sono gli elementi che potrebbero divenire oggetto di indagine. Il primo è che le navi delle Ong non conducano mai le persone salvate al porto più vicino ritenuto sicuro, come prescrive il codice di navigazione (che potrebbero essere Tunisi o Malta) ma compiono lunghi viaggi verso l’Italia. Il secondo sono gli sconfinamenti in acque territoriali libiche già rilevate più volte da parte di navi di soccorso private. Questi sono stati compiuti dall’imbarcazione Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet, dalla Vos Prudence di medici Senza Frontiere, dalla Sea Eye e dalla Sea Watch di altre due organizzazioni tedesche.

Zuccaro depone anche in Parlamento

Tornando alla questione Csm. Il fascicolo che verrà aperto a carico di Zuccaro dovrebbe essere almeno all’inizio a tutela del magistrato stesso. Ma il Csm non sarà l’unica sede istituzionale in cui verranno esaminate le gravi affermazioni del magistrato siciliano. «Il 9 maggio ascolteremo in audizione il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro». È quanto annunciato da Federico Gelli, presidente della Commissione inchiesta migranti dopo il caso sollevato da Zuccaro sulle Ong.

Il ministro Orlando: «Contano le sentenze»

«Dopo aver sentito i capi di corte e il presidente della prima commissione, Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio» aveva affermato Legnini. Sulla polemica suscitata dalle parole del procuratore Zuccaro è poi intervenuto anche il ministro della giustizia Andrea Orlando: «Non bisogna generalizzare, bisogna fare le indagini: se qualcuno va punito va punito. Le discussioni di carattere generale sono utili se producono anche fatti concreti e sentenze» ha detto il ministro intervenendo a un’iniziativa del Pd a Campi Bisenzio (Firenze).

«Fascicolo a tutela di Zuccaro l’eretico»

Nella bufera esplosa attorno alle parole del procuratore Zuccaro c’è anche chi si schiera a sua difesa, a partire dallo stesso Csm: Pierantonio Zanettin, componente laico dell’organo di autogoverno conferma che una pratica a carico del magistrato catanese sarà aperta, «ma a tutela di Zuccaro». «Il dottor Zuccaro — sottolinea Zanettin — è notoriamente magistrato serio e riservato e non merita certamente di essere lasciato solo in queste ore di fronte agli attacchi della politica, che pare non condividere le sue ipotesi investigative, eretiche rispetto alla narrativa ufficiale del fenomeno della immigrazione nel nostro Paese».

L’hashtag di Di Maio

Il M5s scende in campo a sua volta con decisione schierandosi dalla parte del pg di Catania. Luigi Di Maio ha lanciato addirittura un hashtag su twitter, appositamente dedicato alla vicenda, #rispettoperzuccaro. «Massimo rispetto per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: ONG che potrebbero essere state finanziate dai trafficanti — scrive Di Maio sul blog di Beppe Grillo —, il ministro della Giustizia e il ministro dell’interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme». Altri due parlamentari del M55, Angelo Tofalo e Vito Crimi hanno chiesto che Zuccaro possa essere sentito dal Copasir, il comitato che controlla i servizi segreti.

martedì 18 aprile 2017

Avanti c'è posto!

El papa venuto dalla fine del mondo, continua a predicare per i "profughi" e per l'accoglienza, dimenticandosi però dei cristiani che vengono ammazzati soprattutto in medioriente. E pazienza, tanto c'è la sostituzione in atto. Mentre nel giro di SOLI 5 giorni sono arrivati in suolo italico circa 12.000 clandestini traghettati da ogni nave (italiana e straniera) che viaggia in acque libiche, le ogn si sfregano le mani alla grandissima. Si prevede che quest'anno, per mantenere i successori di Buzzi (ricordate? l'amico del pd che diceva che con l'immigrazione ci si fa più soldi che con la droga?), noi italiani saremo costretti a sborsare 4 MILIARDI di euro. Per il terremoto, 3 MILIARDI di euro in 3 ANNI. Fate voi. E l'ultima bella notizia è questa, l'orda di bestie, continua a fare il cazzo che gli pare restando impunita.

sabato 8 aprile 2017

Trump piegato da Obama

Nel giro di poche settimane ci sono stati ben tre attentati islamici: a Londra, a San Pietroburgo e in ultimo, nella civilissima e multiculturale Stoccolma. E si continua a parlare di integrazione... Ma, come disse il sindaco musulmano di Londra? Bisogna accettare che nelle grandi città europee accadano questi fatti. E si dimenticò di condannare...

Attenti: hanno normalizzato Trump di Marcello Foa

Verrebbe da dire: c’era una volta Trump. C’era, fino a poche settimane fa, un presidente che prometteva un’America diversa da quella di Obama ma anche di Bush, di Clinton, di Bush padre. Un’America intenzionata a rompere nettamente con la dottrina neoconservatrice, che in nome della lotta al terrorismo  e di un mondo migliore ha ottenuto, dal 2001 ad oggi esattamente l’opposto: più instabilità in tutto il Medio Oriente, più fondamentalismo islamico, la nascita dell’Isis e una serie di attentati nelle capitali europee. Quell’America si proponeva di non essere più il poliziotto del mondo e pareva ansiosa di fare la pace con Putin.

Non fatevi ingannare dal rumore mediatico degli ultimi mesi: a disturbare l’establishment americano e quello Stato Profondo (Deep State) che in realtà governa l’America e che accomuna repubblicani e democratici, non era solo la persona di Donald Trump, quanto, soprattutto, le sue idee, quel progetto di America.

Quanto avvenuto la notte scorsa in Siria segna un cambiamento radicale nello spirito e nelle intenzioni di Trump. Cinque mesi di campagna martellante contro il presidente eletto hanno prodotto, evidentemente , gli effetti auspicati. E non mi riferisco solo alle manifestazioni di piazza, all’opposizione isterica della stampa, alle sentenze dei giudici (a proposito: ricordate l’articolo di Kupchan? Era profetico). Trump non è stato capace di resistere al boicottaggio che proveniva dall’interno delle istituzioni e dall’apparato dell’intelligence e della difesa. E chissà a quali altre pressioni e minacce. Si è lasciato avvinghiare, inghiottire da quel mondo che prometteva di combattere. Tutto in appena due mesi e mezzo dal giorno del suo insediamento.

L’errore più grande lo ha commesso quando ha accettato che uno dei suoi consiglieri più fidati, Flynn, si dimettesse. Un commentatore acuto e davvero indipendente quale Paul Craig Roberts lo aveva capito subito: quel cedimento era devastante, perché spaccava il fronte dei fedelissimi ma soprattutto perché rompeva la posizione di Trump sul “caso Russia”, che poteva diventare così un caso nazionale. Della serie: Se Flynn si dimetteva c’era qualcosa da nascondere. E allora via con le pressioni. Ancora oggi mancano prove concrete sulle ipotetiche collusioni con Mosca per condizionare il voto, ma il “deep state” lo ha fatto diventare il Caso Nazionale con toni maccartisti, paventando persino un impeachment nell’arco di qualche mese. Un impeachment sul nulla, ma questo era secondario.

Flynn era la mente della nuova politica estera e di sicurezza dell’Amministrazione Trump. Un’Amministrazione che si è via via riempita di ministri, consiglieri ed esperti appartenenti alla vecchia guardia. All’inizio quelle nomine, poco coerenti, parevano una concessione obbligata al Partito repubblicano che controlla il Congresso, nella supposizione che le redini sarebbero rimaste nelle mani del presidente. Ma si è rivelata una falsa speranza.  E quando, l’altro ieri, l’altro suo più fedele collaboratore, lo stratega politico Bannon è stato estromesso dal Consiglio di sicurezza nazionale, l’accerchiamento si è concluso. Il segretario di Stato Tillermann si è rapidamente allineato all’establishment e ora a guidare la politica estera e di difesa, a consigliare il presidente sono gli esperti della Washington di sempre.

E si vede: la distensione con il Cremlino appare sempre più lontana; anzi proprio i ministri della nuova amministrazione alimentano la retorica antirussa con le stesse argomentazioni e lo stesso tono di Obama. Il Trump di qualche mese fa avrebbe preteso la verità sull’uso del gas in Siria, quello di oggi, invece, ha proclamato – senza ombra di dubbio – che molte linee rosse erano state superate. Proprio come Obama nel 2013. Peccato che allora, in seguito, si scoprì che a usare il sarin erano stati i “ribelli” moderati per far cadere la colpa su Assad e provocare l’intervento della Nato. Sarin la cui consegna sarebbe stata autorizzata da Hillary Clinton. Ed è molto verosimile che anche la strage dell’altro giorno sia stata provocata dai “ribelli” per fornire agli Stati Uniti un pretesto per intervenire.

Solo che nel 2013 Obama si fermò all’ultimo minuto, il Trump di oggi no. Ha fatto tutto in fretta, senza riscontri oggettivi sulle responsabilità di Assad, evidentemente mal consigliato. O consigliato benissimo, dipende dai punti di vista. Intanto l’Isis e i fondamentalisti islamici  che combattono Assad ringraziano: la distruzione della base siriana avrà un solo effetto concreto, quello di indebolire l’esercito siriano e dunque di rimettere in discussione una vittoria che sembra certa. E’ così che si combatte lo Stato Islamico? Non ci prendano in giro: così lo si favorisce,perché l’obiettivo di Washington è il cambio di regime a Damasco anche a costo di vedere trionfare in Siria il peggior integralismo islamico. Non è un caso che a salutare l’interventismo della Casa Bianca siano stati proprio Hillary Clinton e John McCain. L’impressione è che l’agenda Trump sia già stata sconfessata a beneficio di quella irresponsabile e interventista portata avanti negli ultimi 15 anni dai neoconservatori. Se ciò fosse vero, significherebbe che Trump è stato “normalizzato”. E per la pace nel mondo sarebbe una pessima notizia.

Resta una sola flebile speranza: che si tratti di un riposizionamento transitorio e non di una resa. Che l’uomo sia capace di riscattarsi. Ma probabilmente, a questo punto, più che una speranza è un’illusione.

mercoledì 5 aprile 2017

Sulla strage di bambini

Tutti condannano Putin ed Assad per l'ennesima strage di bambini dopo il raid aereo... evidentemente, hanno terminato tutti gli ospedali della siria... dicevo, tutti condannano, deplorano e accusano Putin e Assad... nessuno che abbia il coraggio però, di condannare il preventivo nobel per la pace nonchè ex presidente degli stati uniti Barack Obama (con la nato al seguito) che ha innescato tutto questo: la guerra civile in siria fomentando (e sovvenzionando) le gloriose primavere arabe, la guerra e l'assassinio di Gheddafi in Libia e l'invasione selvaggia in europa, per non parlare delle prove generali di guerra civile tra russia ed ucraina. Tutti zitti. Nessuno deplora, nessuno condanna e soprattutto, nessuno racconta la verità. Oggi, vagando su facebook che dovrei evitare come la peste, appare un post di questa "autorevole" opinionista del fatto quotidiano (giornale indipendente che indipendente non è) contro Putin, eccolo qui. Siccome la leggono in tanti, ha pensato bene anche di mostrare un video di quelli strappalacrime... L'unica cosa che mi viene da dire è "pensiero unico, pensiero unico, pensiero unico". Cattivi, mostri, dittatori Putin e Assad! Bestie! E c'è gente che ci crede per davvero. Poi, leggendo altri post, di gente che davvero ne sa qualcosa, la storia appare un tantino diversa. Maurizio Blondet racconta che ieri, sono state raccontate le stesse menzogne del 2013.Eh, lo so, è difficile da digerire la realtà dei fatti...