domenica 30 agosto 2015

Luttwak

Luttwak: "L'Europa rischia l'islamizzazione e il Papa non lo capisce". Duro attacco del politologo americano contro il governo italiano e contro il Pontefice che "non si rende di collaborare al suicidio dell'Europa cristiana" di Francesco Curridori

"L'Italia ha il Papa. E questo Papa ritiene che si debbano accogliere tutti. Del resto sin dall'inizio ha mandato il segnale sbagliato, quando fece il primo pellegrinaggio a Lampedusa. E invece non si rende conto di collaborare, suppongo involontariamente, a un suicidio epocale, quello dell'Europa cristiana". Il politologo americano Edward Luttwak, intervistato sul Giorno, non ha dubbi: uno dei principali colpevoli dell’invasione di profughi è Papa Francesco. L’Italia dovrebbe bombardare i barconi vuoti degli scafisti individuandoli con i raggi infrarossi senza aspettare l’autorizzazione dell’Onu. Ne “ha la forza ma non la volontà”, attacca il politologo. Il problema è la Libia che non è più uno Stato “da quando Sarkozy e Obama fecero la stupida guerra per cacciare Gheddafi” e “trattare con le tribù e i radicali islamici sul territorio è pura illusione". Ma "all'invasione dalla Libia – spiega Luttwak - si aggiunge l'invasione attraverso i Balcani. E questa è ancora più imponente” perché “è tollerata, se non addirittura incoraggiata, dal presidente turco Erdogan" che opera per "la progressiva islamizzazione dell'Europa”. “La stragrande maggioranza dei migranti – prosegue Luttwak - è musulmana. E le comunità musulmane, come si sa, sono refrattarie all'integrazione. Parlo in generale. Alla lunga sarà l'Europa cristiana ad adeguarsi ai loro valori e non il contrario”. “Questo Papa farebbe bene a ripassarsi la storia", attacca di nuovo Luttwak che ricorda la fine della civiltà romana: “Arrivarono i barbari dal nord. Ora vengono dal sud. Alle invasioni barbariche seguirono cinquecento anni di secoli bui. Ce ne vollero altri trecento perché l'Europa conoscesse un Rinascimento". "Nell'Europa attuale - è la conclusione dell'esperto di geopolitica - non vedo alcuna volontà di sopravvivenza. I muri non basteranno. Ci vorranno interventi diretti. E la prima a farlo dovrebbe essere l'Italia".

martedì 25 agosto 2015

Madonna Boldrini l'antiitaliana

Migranti, la buonista Boldrini: "Basta spacciatori di paura". La Boldrini se la prende con gli ""spacciatori" di paura e di demagogia che, un po' ovunque in Europa, lucrano consensi elettorali chiedendo in modo ipocrita che i rifugiati vengano "aiutati a casa loro"" di Nico Di Giuseppe

"Concordo con Juncker: neanche io voglio l'Europa dei muri. E non solo perché sarebbe davvero una bruttissima Europa. Un'Europa che rinnega i valori che l'hanno resa una grande protagonista della storia e un'esperienza unica agli occhi del mondo. Ma anche perché la politica dei muri sarebbe fallimentare. Non solo moralmente inaccettabile, ma politicamente impraticabile e perdente". In un intervento pubblicato su Repubblica, la presidente della Camera Laura Boldrini interviene sul dibattito sui migranti e spiega: "Nessun muro - né quelli d'acqua del Canale di Sicilia e dell'Egeo, né quelli di filo spinato tra Grecia e Macedonia e tra Ungheria e Serbia- può infatti impedire a donne e uomini che lasciano contesti di guerra e regimi dittatoriali di conquistare un diritto al quale nessuno di noi sarebbe disposto a rinunciare: il diritto a vivere in pace e sicurezza".

E poi se la prende con i politici considerati "populisti": "È questo che non capiscono, anzi fingono di non capire, gli "spacciatori" di paura e di demagogia che, un po' ovunque in Europa, lucrano consensi elettorali chiedendo in modo ipocrita che i rifugiati vengano "aiutati a casa loro": come se non sapessero che quella casa non c'è più, distrutta dalle bombe o presidiata dagli aguzzini di regime. Gli stessi "spacciatori" che, in Italia, vogliono far credere che gli immigrati "vengono tutti da noi": tacendo che, a fronte delle 30mila domande d'asilo registrate qui nei primi 7 mesi del 2015, la Germania ha già quasi raggiunto quota 200mila".

Per Laura Boldrini "contro i costruttori di muri, bisogna uscire da una timorosa subalternità psicologica e rivendicare più Europa. Ma un'Europa diversa, che 'cambi marcia', che la smetta di farsi additare come problema quando è invece la soluzione, l'unica possibile: per l'immigrazione come per l'economia, per la difesa come per la politica energetica".

lunedì 17 agosto 2015

Riciccio per un post

Torno momentaneamente in questi lidi. Prometto che quando avrò sistemato il pc, tornerò definitivamente in questa trista valle di lacrime... Intanto, si sta in ferie già da una settimana e, comunque, io l'ho sempre detto che andarsene in vacanza in italia anche solo per pochi giorni, costa troppo ed è peggio che una settimana di lavoro. Fattostà che siamo andati 3 giorni tra Peschiera del Garda e Sirmione facendo una puntata anche a Gardaland... giusto per vedere com'era l'Oblivion. A parte il casino di gente... il peggio è stato il caldo africano, la temperatura oscillava tra i 38 e i 40° con una umidità a dir poco soffocante e, soprattutto i prezzi di qualsiasi cosa. Ma tant'è che siamo partiti, ci siamo divertiti e siamo tornati e mi sembra già passata una eternità.

Parco Sigurtà

Parco Sigurtà

Borghetto

Borghetto

Peschiera

Peschiera

Una deficiente a Gardaland

Sirmione

Sirmione

Sirmione

mercoledì 24 giugno 2015

Lettera aperta a

nostra signora del multiculturalismo, delle scorte e dei viaggi di stato Madonna Boldrini.

Arcigna dama, sa che cosa è accaduto a mio padre pochi giorni fa? No che non lo sa. Lei vive lontano dalla quotidianità italiana. Bhe, allora glielo racconto io. L'episodio è accaduto ad un mite pensionato di 74 anni che ancora si ostina a lavorare e a pagare le tasse. Un paio di giorni fa, terminato il lavoro, ha preso il furgoncino per andare in ferramenta a comprare un neon per il suo laboratorio. Lungo la strada, ha incontrato due nordafricani. Uno camminava sul marciapiede e l'altro camminava al centro della carreggiata. Mio padre ha rallentato e ha dato un colpo di clacson per farlo spostare. Si è spostato e mio padre ha proseguito fino al parcheggio della ferramenta. È sceso dal suo furgoncino e s'e' trovato dietro il nordafricano che gli urlava contro ogni genere di insulti. Gli ha risposto che non aveva tempo da perdere ed è entrato in negozio. Il nordafricano e' entrato dietro di lui continuando ad insultarlo dopodiché gli si è avvicinato e ha tentato di sferrargli un pugno in faccia che, in parte è riuscito a schivare ma in parte no nonostante indossasse anche gli occhiali. Il titolare ha cacciato il nordafricano e mio padre ha chiamato i carabinieri. Nel frattempo, il tizio è rientrato urlando che avrebbe spaccato il negozio e avrebbe accoltellato mio padre. Il titolare lo ha cacciato di nuovo. Una volta fuori, altro non ha potuto fare se non che rompere il finestrino del furgoncino di mio padre. Sono arrivati i carabinieri e il tizio con l'amico sono scappati. Le forze dell'ordine altro non hanno potuto fare se non cercarli e non trovarli e raccogliere le testimonianze dei presenti e dire che nulla possono contro di queste persone perché, ordini dall'alto gli impediscono di fare il proprio dovere di tutori dell'ordine. Ad oggi, ancora deve fare la denuncia perché, ieri mancava il maresciallo e oggi era impegnato e la caserma chiude alle 14. Arcigna signora del multiculti, sa cosa è stato più umiliante? Sapere che non è possibile avere giustizia. Un ematoma guarisce. Ma una aggressione gratuita, quella è più difficile da metabolizzare e digerire. Lei dice che non bisogna fare di tutta erba un fascio. Che non esistono razze ed etnie. Mente. Solo gli angeli non hanno razza, etnia o sesso. Tutti gli altri si. E ci sono razze ed etnie che hanno l'indole violenta. Una di queste razze violente e' la razza nera. Non ci crede? Si spogli di ogni privilegio e venga a vivere come viviamo noi. Vedrà che poi mi darà ragione. Le razze e le etnie esistono e non possono convivere tra di loro.

Cordialmente Eleonora M.

[Edit]: La denuncia, se possibile è a dir poco esilarante... o penosa, tutto dipende da come la si guarda. Mio padre va dal maresciallo e spiega ciò che è accaduto. Il maresciallo gli chiede di procurargli i testimoni e mio padre gli da i nominativi dei presenti. Al che il maresciallo gli dice: "No, ma deve parlarci lei". Dopodichè, lo stesso maresciallo gli dice: "Se anche riuscissimo a trovare l'aggressore, sarebbe la sua parola contro quella del magrebino". Comunque, tramite amici di amici e facendo riscontri con le descrizioni, siamo risaliti a capire chi erano i due magrebini: due solerti lavoratori dediti allo spaccio e a piccoli espedienti tutt'altro che chiari, litigiosi e probabilmente senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora ospiti al momento non si sa da chi in un paese a pochi chilometri dal paese di mio padre. Arcigna Madonna Boldrini, se l'aggressore decidesse di tornare e di cercare mio padre per accoltellarlo sul serio? Bisogna tacere perchè dall'alto ci sono ordini specifici?

sabato 20 giugno 2015

Il turismo...

Emergenza profughi, la Romagna trema: "Questi ci mandano il turismo in malora". Da Cesenatico a Riccione i profughi occupano gli alberghi, vagano per le spiagge e pretendono posti vicino al mare. E si teme la fuga dei clienti di Emanuela Fontana

La serata romagnola è anche la loro: vino, ciambelline, sembra di tornare ai tempi d'oro, in piccolo, delle gloriose feste dell'Unità della Romagna. È successo anche l'altra sera, giovedì, lungo via Cavour. Le scuole sono finite e a Ponente, dopo la pioggia dell'ultimo fine settimana, il divertimento è già cominciato. I 77 profughi ormai vivono qui, a Cesenatico, e rimarranno in uno dei circhi più frequentati della riviera almeno fino alla fine del 2015.

Un paio di mesi fa hanno aiutato l'allestimento della corsa campestre, ma ora che arrivano i turisti, ora che gli albergatori e i commercianti aspettano i clienti come un prigioniero l'aria, fanno paura, danno fastidio. Paura è la parola che ricorre più spesso. Paura degli albergatori, soprattutto quelli che gestiscono hotel vicini allo Splendid, la casa a tre stelle dei rifugiati. Paura di una parte - non tutti - i cittadini, che però hanno ora la loro rappresentanza forte in Comune, dal momento che la ex rossa Cesenatico è ora nelle mani del centrodestra, con un vicesindaco, Luigi Donini, della Lega, paladino dell'integrità dell'estate romagnola.

Ieri era giornata di esposizione di prodotti a chilometro zero, ma non era difficile trovare voci di allarme. «C'è preoccupazione - confidava il titolare di un hotel nella zona di Valverde, vicina allo Splendid - gli arrivi di profughi anche qui mettono in allerta molti turisti per un discorso di diffusione di malattie come la scabbia, che contagia anche gli animali, e che si diffonde con una rapidità impressionante». Come si diffondono le voci, da Riccione a Rimini, di nuovi arrivi. È recentissima l'apertura ai profughi di un albergo a Miramare: affacciati alle finestre ci sono solo gli ospiti in attesa di asilo: «Questa situazione ci farà andare in malora tutti», sospirano in una pizzeria riminese. A Rimini l'ultimo dato parla di 308 profughi accolti proprio alle porte dell'estate. La Romagna è terra generosa come poche, ma guai a toccare o minacciare il turismo, l'anima di questo pezzo di costa famoso per l'allegria e l'ospitalità. Anche i profughi conoscono la piacevolezza di questi luoghi: una decina di loro, raccontano dalla polizia di Rimini, si sono rifiutati di essere ospitati nell'entroterra, a Perticara, perché troppo lontani dal mare.

Al Bagno 80 giovedì è già scattato il primo pattuglione antiabusivi, con tre fermi e un sequestro di bigiotteria. Preoccupazione e paura sono anche della polizia. La carenza di organico è una battaglia che il sindacato di polizia Sap sta conducendo da tempo. L'ultima estate una rissa tra vigili e ambulanti è stata il segnale chiaro di una convivenza non facile. Gli ambulanti non dovrebbero essere i profughi, ma sta capitando anche questo. Un mese fa a Cesenatico è stato fermato in spiaggia proprio un rifugiato dell'hotel Splendid, un ragazzo del Bangladesh, che stava vendendo in riva al mare i fazzoletti dell'albergo. Multa di 5mila euro, più del costo del viaggio della speranza dalla Libia: naturalmente impagabili.

I profughi di Ponente, a parte bizzarre eccezioni, non lavorano, perché sono in attesa che le commissioni territoriali valutino la loro domanda di asilo. L'albergo ha stretto un accordo con la cooperativa Cad, rinnovabile al 2016. Lo Stato fornisce vitto e alloggio, più 2 euro e 50 di paghetta giornaliera. Per ora girano per la città, li si vede anche in spiaggia, e soprattutto davanti all'ingresso dello Splendid, sotto la tettoia. «Non danno fastidio a nessuno - spiega un dipendente dell'albergo - ma il fastidio qui è che urtano alla vista. Tra due mesi, vedrete, sparirà il problema». Una questione visiva. Ma la legge del turismo mette l'occhio al primo posto. Questi ragazzi del Ghana, del Senegal, della Costa d'Avorio, che giocano in spiaggia tra i turisti richiamano l'inferno delle scene dal mare, l'emergenza di un'Italia piagata dalla disoccupazione e da salari ai minimi che non riesce a gestire tutti gli arrivi.

E' solo un altro caso isolato... suvvia!

Bergamo, capotreno aggredito. Ferito anche un passeggero. Il gravissimo episodio è avvenuto vicino alla stazione di Treviglio (Bergamo). I due aggressori, due nordafricani armati di cacciavite, sono riusciti a fuggire di Raffaello Binelli

A pochi giorni di distanza dall'aggressione a danno di un capotreno, colpito a Villapizzone (Milano) a colpi di machete, la cronaca fa registrare un altro gravissimo episodio. Due nordafricani in stato di ebbrezza hanno aggredito una capotreno e picchiato un passeggero. Il grave episodio si è verificato venerdi pomeriggio vicino alla stazione di Treviglio (Bergamo): l’aggressione è avvenuta sul treno partito da Milano Porta Garibaldi e diretto a Cremona. I due extracomunitari hanno prima strattonato una capotreno, minacciandola anche con un cacciavite. A quel punto è intervenuto in sua difesa un passeggero: l’uomo però è stato a sua volta picchiato ed è dovuto ricorrere alle cure dei medici al Pronto soccorso.

Subito dopo i due nordafricani hanno tirato il freno d’emergenza e il convoglio si è fermato: i due avrebbero fatto perdere le loro tracce. Il passeggero ferito, trasferito all’ospedale di Treviglio, fortunatamente non è in gravi condizioni. Nessun ricovero, invece, per la capotreno. La polizia è a caccia dei due aggressori.

La notizia è stata riferita da Adriano Coscia, sindacalista dell’Orsa. E' stato lui a raccontare che la capotreno, dopo che i due malintenzionati avevano tirato il freno di emergenza, ha chiamato le forze dell’ordine. Che però, stando al suo racconto, non sarebbero arrivate. Il treno, rimasto fermo per circa 50 minuti in balìa dei due nordafricani, ha causato ritardi su tutta la linea. Solo dopo la fuga dei due aggressori il treno è ripartito, raggiungendo la stazione di Treviglio Centrale, dove è stato soppresso.

giovedì 18 giugno 2015

Vive la france della libertè, egalitè, fraternitè...

I poliziotti a Ventimiglia: "Francia rimanda indietro anche migranti mai passati da qui". Sulla scogliera iniziato il Ramadan, le preoccupazioni della Croce Rossa. La Ue: no a nuovi muri. Intanto Parigi continua con i respingimenti di massa di Mario Valenza

La battaglia che in queste ore si sta combattendo al confine con la Francia sulla pelle dei profughi potrebbe diventare presto un caso diplomatico ben più pesante. Finora abbiamo parlato dei respingimenti di profughi che dall'Italaia provano a varcare il confine tra Ventimiglia e Mentone. Ma adesso a quanto pare Parigi starebbe usando la bagarre alla frontiera per far pulizia a casa propria. Infatti secondo quanto hanno denunciato alcuni volontari della Croce Rossa e anche alcuni polziotti a telecamere spente a Repubblica.it, il governo di Parigi avrebbe fatto dei "respingimenti" strani.

A quanto pare, secondo quanto avrebbero raccontato questi volontari, l'esecutivo d'oltralpe starebbe approfittando della situazione per provare ad espellere in Italia anche extracomunitari minorenni e clandestini di dubbia provenienza. Ovvero soggetti che in realtà non hanno varcato il confine dall'Italia verso la Francia: "Ci rimandano di tutto, stanno ripulendo il loro Paese", hanno dichiarato alcuni volontari. Di fatto dunque questa situazione al confine rischia di divenatre esplosiva. La furbizia dei francesi potremmo pagarla a caro prezzo.

domenica 14 giugno 2015

Se nonno aveva tre palle, era un flipper...

Non serve aggiungere tanti commenti. La situazione ormai è degenerata molto di più di quello che ci si aspettava. Il governo servo è incapace di fare qualcosa proprio perchè, il capo non eletto, il cervello non ce l'ha. Non sa pensare e non sa agire. Dunque, doppiamente criminale. Intanto, continuiamo a sobbarcarci di subumani. Perchè questo sono. Nè profughi, nè poveracci. Solo clandestini subumani.

"Se l'Ue non mi ascolta, sui migranti ho già il piano B". Ma Renzi bluffa con gli italiani. In calo nei sondaggi e con un Paese allo stremo da gestire, il premier si rifugia al Corriere della Sera. A cui assicura: "Vado avanti fino al 2018, ho i numeri"

Il Paese affonda. Immigrazione, criminalità, crisi economica sono solo alcune delle voci che Matteo Renzi dovrebbe provare a risolvere. Ma il premier è troppo occupato ad arginare gli scandali giudiziari che nelle ultime settimane hanno travolto il Pd. Così, quando l'emergenza immigrazione si è fatta davvero insostenibile, concede una intervista al Corriere della Sera per dire che "le risposte che l’Europa sta dando sono insufficienti", che "redistribuire solo 24.000 persone è quasi una provocazione" e che, se i Paesi europei dovessero negare la solidarietà all'Italia, ha "un piano B". Ma non spiega agli italiani di cosa si tratta.

"Nei prossimi giorni - chiarisce Renzi nell'intervista al Corriere della Sera - ci giochiamo molto sull’identità europea e la nostre voce si farà sentire forte perché è la voce di un Paese fondatore". "Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B. Ma sarebbe una ferita anzitutto per l’Europa", avverte il premier. Che, poi, assicura: "Vogliamo lavorare fino all’ultimo per dare una risposta europea. Per questo vedrò nei prossimi giorni Hollande e Cameron e riparlero con Juncker e Merkel". Secondo il presidente del Consiglio, "va cambiato il principio sancito da Dublino II e votato convintamente da chi oggi protesta contro il nostro governo". Ma quale sia il piano B Renzi non lo dice né la giornalista del Corriere della Sera glielo chiede. Pertanto resta un mistero.

I problemi di Renzi non sono solo per le strade del Paese, ma anche in parlamento. Qualsiasi piano B voglia mettere in atto, dovrà passare per le Camere dove, come si è visto già in un paio di occasione, i numeri non sono più così scontati dopo l'addio dei Popolari di Mario Mauro. Il premier, però, ci tiene (ancora) a ostentare sicurezza: "Al Senato i numeri sono più solidi del passato. Credo che la maggiornaza non voglia interrompere questo percorso di riforme". E, dopo aver rivendicato di aver fatto "in 15 mesi cose ferme da anni", ammette che "si può sempre fare di più. E cercheremo di farlo. Se poi - prosegue - deputati e senatori si sono stancati di noi, basta togliere la fiducia delle Camere e vedremo chi prenderà quella dei cittadini. Ma non vedo praticabile questo scenario - conclude Renzi - a mio giudizio la legsilatura andrà avanti fino al 2018".

martedì 26 maggio 2015

Riflessione sul piddino tipo

Ma cosa c’è nella testa di un piddino? (Alceste)   

Aria fritta? Mosche? La prosa di Alessandro Baricco? Commercio equo e solidale? Viva il TG3? Nannimoretti? Liberazione LGBT? Il sol dell’avvenire? Cascami libertari e terzomondisti? Certo, c’è tutto questo. La testa di un piddino, o di un militante dei gruppi cocchieri (Rifondazione, Comunisti Italiani, SEL: è la stessa solfa) ancora ragiona osservando tali costellazioni. Non si rende conto, però, il piddino, che vi è stata una precessione astronomica e le stelle e le galassie che prima governavano il suo mondo ideologico e morale si sono spostate altrove. I dirigenti del PD (e tutta la sinistra mondiale) lo sanno, ovviamente, e usano tale equivoco per imbonire i propri elettori. È una tecnica ormai ben rodata. Il trucco dei diritti civili. Esempio: l’immigrazione. Tutti sanno che è impossibile per l’Italia contenere le ondate demografiche provenienti dall’Est e dall’Africa. Il potere usa l’immigrazione – dolosamente incontrollata – per diluire le resistenze interne (mentali, salariali, culturali, religiose) e creare un parco buoi diviso e sottomesso. Ma il piddino, di fronte a tale scempio, che fa? Si ricorda di Kunta Kinte, Rosa Parks, de Il colore viola, di Geronimo e, in nome dell’antirazzismo d’antan (oggi insensato), approva la disfatta. I dirigenti piddini incassano e continuano la loro ben remunerata opera Quisling. Le voci dissenzienti, maggioritarie, ma disorganizzate, e quasi tutte esiliate sul web e nell’insignificanza, sono tacciate di razzismo, sciovinismo, fascismo, nazismo … per rendersi conto del sistematico dileggio perbenista basta leggere i post di un piddino medio su feisbuc et similia. O le articolesse di un piddino potente e paradigmatico, come Gad Lerner, Bianca Berlinguer, Laura Boldrini o del paredro di Bianca Berlinguer, Luigi Manconi (ho vergato i primi nomi che mi son venuti alla tastiera: la scelta è ampia). La testa del piddino medio funziona, quindi, come la lavagna dei buoni e dei cattivi. Un manicheismo bambinesco ne mette in moto gli istinti basici e crea una fidelizzazione profonda verso i propri dirigenti (sacerdoti e papi della fede sinistra, l’unica giusta) a cui basta cicalare alcune parole chiave (diritti, eguaglianza, parità) per farsi obbedire nel buio della cabina elettorale. Già, perché il piddino medio può criticare anche ferocemente i propri rappresentanti, dileggiarli persino, sbuffare la propria uggia partitica, mostrare scontento, borbottare, bofonchiare dissenso, ma, alla prova dei fatti (i fatti veri, oggettivi, quelli alla soglia dell’azione risolutiva, la sola importante) egli sceglierà sempre i vecchi arnesi.
 
Inevitabile. Garantito. Non può permettersi altri passi: in tal caso diverrebbe fascista, populista, razzista, omofobo e questo, no, non può farlo: la vergogna sociale sarebbe troppo forte. Vi ricordate Nannimoretti? Nel 2002, in una tristissima manifestazione a Piazza Navona, fece a pezzi il gruppo dirigente (digerente?) del centrosinistra. Ma nel 2013, alla vigilia delle politiche, bisbocciava in un teatro romano assieme a Pierluigi Bersani. E Nanni è l’elettore piddino medio/alto nei suoi tratti più puri (borghese, perbenista, senza fantasia, senza curiosità, superficialmente colto, molto corretto – forse segretamente cosciente dei meccanismi psicologici sinistri…). Lo devo riconoscere, il senso di appartenenza del piddino medio è quasi stupefacente. In lui scattano molle e pulegge implacabili che lo inducono a sgolarsi nel tifo per figurine politically correct, insulse, allucinanti. Siamo oltre il montanelliano “turarsi il naso”: ci si può turare il naso quando certi rappresentanti, pur indegni, garantiscono la stabilità della nazione e dei propri interessi; au contraire, il sinistro sceglie comunque i propri rappresentanti indegni a dispetto della stabilità della nazione e, addirittura, dei propri interessi. È uno spettacolo fantastico. Lo si può osservare, con un certo gusto lombrosiano, nella vita quotidiana. Qualche esempio? Uno terra terra. Un conoscente (ha votato Lista Tsipras alle Europee, Marino alle amministrative e PD alle politiche) che incontro ogni tanto. Non è certo benestante. Vivacchia. È sempre in procinto di scivolare silenziosamente nella vasta regione dei disoccupati, inoccupati, menefreghisti, fatalisti, mantenuti; degli ex borghesi che vivono di espedienti. I sindacati l’hanno scaricato, vive sul filo. Lo stipendio della moglie lo salva dall’indigenza, certo, eppure, in tale frangente storico, dovrebbe avere il diavolo in corpo; invece è assolutamente calmo, atarassico quasi; ogni volta che lo incontro ha sotto braccio Il Manifesto o, più spesso, Repubblica. Capito? Repubblica.
 
“Ancora co’ ‘sto papiro di carta igienica?” gli faccio. Lui non se la prende. “Ma no, è ancora un buon giornale… alcune analisi sono corrette…”. Poi dissimula: “E poi lo prendo per l’inserto… oggi c’è il Trovaroma…”. Oppure: “Ma no, lo prendo per Il Venerdì… ci sono i programmi TV… c’è l’articolo di Umberto Eco… mi piace la rubrica di Curzio Maltese…”. L’ultima volta non ho resistito: “Curzio Maltese? Ma non è quello che vi ha tirato il pacco insieme con la Spinelli all’Europarlamento?”. A questo punto la discussione sembra alterarsi, ma solo un pochino. Per stemperare ulteriormente, di solito, la butto sul romanesco: i concetti sono gli stessi che se espressi in Italiano, ma l’inflessione sbracata li attutisce in una sorta di divertita buffoneria. All’argomento Spinelli si tira sempre fuori l’altro Spinelli, Altiero, che garantisce all’interlocutore sinistro un fuoco di fila di pace, diritti, Europa, ecumenismo, siamo-tutti-fratelli, unità-politica-per-sfuggire-alla-risorgenza-dei-fascismi. Anche questo è inevitabile. Di solito il fascista, ai tempi belli, era Berlusconi. Poi fu la volta di Grillo. Ora va di moda Salvini. Di solito, a fronte di tale argomentare, mi vien voglia di bestemmiare forte, in viterbese (da quelle parti i moccoli sono duri assai), poi, come detto, mi contengo. Provoco: “Ma tu lo sai che Curzio…” e gli spiattello un aneddoto sul Curzio-l’altra-Europa-con-Tsipras. Poco edificante. Egli mi rimprovera: “Queste sono storielle da Sallusti, dai… ma che ragionamento politico è?”. Sono storielle, lo ammetto, ma per me definiscono il personaggio; e il demi-monde di quel personaggio. A un lombrosiano basta e avanza per il giudizio politico. Lombrosiano e un tantino carogna: quindi rincaro, sublimando nel pecoreccio: “Ma tu lo sai che la Spinelli era la fidanzata de’ Padoa Schioppa? No, dico: immagina ‘sto quadretto… a letto…. Padoa Schioppa gnudo… ma hai capito o no? Quello dei bamboccioni… quello che ha detto che noi si campa troppo bene e dobbiamo, per il futuro dei nostri figli e nipoti, campare molto meno bene e entrare di nuovo in contatto con la durezza del vivere… ha usato proprio ‘ste c… di parole: la durezza del vivere… e questa che doveva fare a Brussels? Difendere le classi disagiate… i nuovi poveri… sovvertire l’ordo europide… ma non vi stancate mai a farvi prendere per il c…?”.

[Un breve inciso, fra parentesi quadre, che potete saltare. Quelle parole di Padoa Schioppa, memorabili, leggendarie, storiche, me le sono stampate e le porto sempre con me, nel portamonete. Ogni tanto le tiro fuori per corroborare alcune discussioni. e per dimostrare all'eventuale interlocutore sinistro quanto sia boccalone. Eccole, a rinfrescar la memoria:

“Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità. Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l'apprendistato di mestiere, costoso investimento. Il confronto dell'uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l'individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo. Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato”.]

A questa mia smargiassata sbotta: “Ma tu che fai? Guardi dal buco della serratura? E io dovrei ragionare così? Sull’altra questione è semplice… la colpa è dei dirigenti di SEL e RC… che c… c’entra questo… il compagno di vita… lei è una persona specchiata, questo lo devi riconoscere… leggi quello che scrive… sulle idee si deve ragionare”. Ma quali idee! Ancora idee! I dirigenti di SEL? Perché, esistono? Perdo interesse nella discussione, ma non demordo, acchiappo una cifra a caso dalla memoria, solo per farlo avvelenare un po’ di più:  “Sarà specchiata ma ha partecipato a neanche un decimo delle sedute… e poi non si doveva dimettere per far posto al proletario in lista? Non me ricordo il nome…”. Si continua per un po’, poi andiamo a prendere un caffè. Evito la coda della discussione, almeno: quella che mi vede misogino o fascista o omofobo o razzista. In modo bonario in tal caso. Una volta, però (altro contesto), mi diedero persino del nazista, in modo duro, spregiativo (nel 2015, insomma, una fantomatica appartenenza nazionalsocialista è usata come giudizio di valore). Non male per chi si è occupato di mostre sulla Resistenza Romana! Non che mi faccia caldo o freddo, beninteso.

Il caffè annacqua i piccoli fuochi della contesa. Lasciamo perdere. Ognuno si allontana con le sue convinzioni, come sempre. Un’altra Spinelli, un altro Maltese? Eccolo qua. Un esempio più alto stavolta: Tito Boeri. Boeri è di sinistra, ovviamente. Avete visto cos’ha fatto? A un convegno, prima di tuonare contro i nepotismi, si è alzato dal posto assegnatogli, vicino a quello dell’ex ministro Sacconi, e si è seduto accanto alla Camusso. “Prima stavo troppo a destra, meglio a sinistra”, la sua dichiarazione; o qualcosa del genere. È una battuta, si dice. E invece no. Sembra una battuta e invece è un richiamo all’ordine ancestrale per il piddino medio: significa: io sono di sinistra e tutto ciò che farò dovrà quindi essere difeso, oltre la logica e gli interessi, da chi a sinistra si è sempre riconosciuto. I gonzi abboccano subito. Su un blog, nei commenti, qualcuno si permette di attaccare queste battute del ”signor Boeri”. Ma il Tito nazionale ha già i suoi difensori di sinistra, i cani di Pavlov della libertà democratica. Uno di questi scrive indignato: “Ma come si permette di dare del tu a Tito Boeri… egli è il professor Boeri”. Un piddino è sempre sensibile alla cultura accademica. Un altro rilancia:

“È all’INPS da pochi mesi e già abbiamo:
- finalmente trasparenza sulle pensioni, con ognuno che può avere in tempo reale una stima della propria
- il pagamento unificato di tutte le pensioni dal primo giugno.
E lei si lamenta? Dopo anni di nulla? Vi meritavate Berlusconi”.


Sottinteso: Mastrapasqua, il predecessore di Boeri, l’aveva nominato Belluccone e faceva, quindi, schifo. Questo, invece, è un esimio insegnante, di sinistra, ed è vergine a prescindere (ecco scattare le parole d’ordine, più o meno inconsce: Boeri a favore del lavoro, degli ultimi, contro i privilegi, contro gli sprechi, contro gli evasori che affossano il debito pubblico… viva Boeri! Con quel curriculum poi: almeno venti puntate di Ballarò s’è fatto, e trenta di Santoro: un gigante! Nota bene: che Mastrapasqua faccia schifo davvero è secondario, almeno in tale analisi). Avete capito come funzionano queste teste? Si dichiara l’appartenenza di sinistra, si dicono o fanno sciocchezzuole inessenziali che profumano di sinistra e scatta, nella capoccia piddina, il sillogismo incontrovertibile: dice cose di sinistra, ergo è di sinistra; sono di sinistra anch’io quindi siamo eguali; nel futuro egli non potrà che fare cose di sinistra (perciò buone) come le farei io e se non le farà, o farà il contrario, non sarà colpa sua, ma degli avversari, del rio destino, dei fascisti, della congiuntura… I cani (il dissimulatore Boeri e i fessi del PD) si sono annusati le terga e si sono riconosciuti (ah, quelle tirate antinepotiste…). Il primo ha ormai via libera per fare quello che gli pare; i secondi lo difenderanno sino all’inverosimile, al ridicolo, all’illogico, all’autolesionismo; e perché? Perché è uno di loro, perché è di sinistra, un uomo dei diritti. Funzionano così quelle teste. Al massimo (questo è un caso limite) un vecchio sinistro che non riscuote più credibilità verrà sostituito con uno apparentemente nuovo (come Bertinotti fu sostituito dal nuovo Vendola e Vendola lo sarà dal nuovissimo Landini; così com’è stato per la linea dinastica Prodi-Veltroni-Bersani-Renzi): in tal modo il ciclo, adeguatamente riverginato, potrà riprendere, una volta ancora, in una sorta di inesauribile Samsara piddinico. Boeri, insomma, è in una botte di ferro. Davanti a lui s’estendono praterie thatcheriane. Non pagherà alcun dazio nell’immediato.
 
Leggo dal blog Rischio Calcolato: “Così, nel segreto delle stanze, si discute su quello che fino a qualche settimana fa era impronunciabile: tagliare le pensioni in essere. E poco importa che si farà in nome dell’equità generazionale. Gioco forza il punto di partenza sarà la proposta che nel 2014 Boeri lanciò in un articolo scritto per la Voce.info con Fabrizio Patriarca e Stefano Patriarca: ricalcolare tutte le pensioni retributive in essere, evidenziare lo squilibrio di ciascuna rispetto al calcolo contributivo, e colpire gli assegni più alti… Gli economisti avevano indicato un taglio del 20% dello ‘squilibrio’ per le pensioni da 2 mila a 3 mila euro lordi al mese; del 30% per quelle tra 3 mila e 5 mila; del 50% per quelle sopra i 5 mila. Risultato? Un risparmio strutturale (altro che una tantum) da 4,2 miliardi di euro”. Ecco, al riparo della provvida mascheratura di sinistra, la vera missione del Tito nazionale. Con la scusa dell’equità e del rigore (le consuete esche ideologiche) taglieranno le pensioni di questi ricchi epuloni (2000-3000 euro lorde! A questi mirano, al grosso e al grasso del corpo medio, mica alle rendite dei veri fanigottoni) per riequilibrare (altra esca ideologica) le sorti generazionali. Naturalmente la garrota agirà con sapiente gradazione, un centimetro alla volta. Che tali pensioni, in realtà, servono a compensare le miserie delle generazioni svantaggiate (per mantenerle del tutto, a volte, poiché si è in presenza di una disoccupazione giovanile di massa) non sfiora la capoccia del piddino. Ormai egli ha annusato Boeri, è uno di loro, può anche abolirle le pensioni (con gradualità, come detto, in ossequio alla sindrome della rana bollita). Egli applicherà, con calma, fra gli applausi delle rane bollite, il consueto inganno. In nome dell’equità, certo. E della giustizia. E dei diritti e del merito. E dell’Europa. E del sol dell’avvenire.

Direttamente dal piano Kalergi

Ban Ki-moon: "L'Europa invecchia, ha bisogno di migranti". In un discorso pronunciato a Dublino il segretario delle Nazioni Unite invita l'Europa a fare di più per salvare le vite dei migranti nel Mediterraneo di Raffaello Binelli

Le parole del segretario delle Nazioni Unite faranno discutere. E non poco. Alla vigilia degli incontri a Bruxelles con la leadership dell'Ue Ban Ki-moon da Dublino lancia questo messaggio: l’Europa invecchia, se vuole mantenere il suo dinamismo economico, ha bisogno di migranti. Lo ha detto in un discorso pronunciato nel Castello della capitale irlandese, durante la celebrazione dei 60 anni dell’ingresso dell’Irlanda nelle Nazioni Unite. "I fattori di spinta includono guerre e sottosviluppo; quelli di attrazione includono il semplice miraggio di una fuga dalla povertà. L’Europa deve riconoscerne un altro: il suo deficit nella forza lavoro. Bassa crescita demografica e una transizione demografica ad un continente di vecchi. Se vuole mantenere il suo dinamismo, l’Europa ha bisogno di migranti". Se l'invecchiamento della popolazione europea è un dato di fatto oggettivo, resta da chiedersi per quale motivo l'Europa non dovrebbe porvi rimedio sviluppando le politiche sociali volte a aiutare le giovani coppie a fare figli. Ma su questo Ban non si sofferma. Si limita a dire che l'Europa deve accogliere i migranti perché ne ha bisogno.

Ban si è occupato del piano che l'Ue si è data per far fronte alla crisi. Poche ore prima, in un incontro con i profughi reinsediati in Irlanda da Paesi come Siria, Afghanistan, Congo, aveva espresso il proprio sostegno all’Agenda per le Migrazioni dell’Unione Europea. Ban ha sottolineato che "le Nazioni Unite e l’Alto Commissario per i Rifugiati sono pronti a collaborare con l'Ue, i suoi stati membri e i paesi terzi interessati per sostenere e sviluppare ulteriormente le misure incluse nell’Agenda". Nel discorso a Dublino ha osservato che l’approccio deve essere complessivo, dai paesi di destinazione a quelli di transito, e soprattutto, di origine."Serve un giro di vite sui trafficanti, allo stesso tempo dobbiamo proteggere i profughi e rispettare i diritti umani e il diritto internazionale. Dobbiamo superare l’emergenza per andare alle radici".

domenica 24 maggio 2015

Le solite priorità secondo il pd

Tensione Pd-Ncd sulle unioni civili. Il ministro Boschi: "Non si può più attendere". Ma gli alfaniani sono sul piede di guerra: partito spaccato di Mario Valenza

Arriva il "sì" dell'Irlanda alle nozze gay e il Pd è già pronto per accelerare sulle unioni civili in Italia. Il ministro Maria Elena Boschi tira la volata alla legge sulle uonioni per gli omosessuali: "Il Pd non si tira indietro rispetto a questa battaglia di civiltà. Lo faremo subito dopo le elezioni. C'è la volontà di arrivare fino in fondo". La Boschi non è da sola. Anche il premier vuole la norma: "Nel mio partito su questo tema - avrebbe confidato il premier ai suoi secondo quanto riferisce Repubblica - c'è chi vorrebbe di più. Ma le unioni civili non sono più rinviabili". A far da sponda c'è pure Laura Boldrini che con un tweet afferma: "Dall’Irlanda una spinta in più. È tempo che anche l’Italia abbia una legge sulle unioni civili.Essere europei significa riconoscere i diritti".

Ma la maggioranza sul tema delle unioni civili non è compatta. Alfano afferma: "La nostra posizione è chiara: sì alle unioni civili, sì al riconoscimento dei diritti delle persone con un rafforzamento patrimoniale di questi diritti, no alla equiparazione al matrimonio, no alla reversibilità della pensione, no alle adozioni dei figli". E sul tema interveiene anche Maurizio Sacconi: "La nostra Carta dà rilievo pubblico solo al matrimonio che unisce un uomo e una donna allo scopo della prosecuzione della specie. Il che non significa che non si debbano rispettare tutte le convivenze, tutte le relazioni affettive, tutti gli orientamenti sessuali - osserva Sacconi - Possono essere individuati diritti e doveri delle persone, sia di tipo morale sia di tipo patrimoniale. Ma non possiamo consentire la possibilità dell’adozione al di fuori della famiglia naturale, tantomeno ammettere altri interventi come la pensione di reversibilità, disegnata proprio in funzione della capacità della famiglia naturale di procreare e di crescere ed educare dei figli".

sabato 23 maggio 2015

Inizia l'esproprio... dei palazzi storici

Udine, profughi in una villa del '700 all'insaputa del proprietario. Un gruppo di profughi è stato destinato in una villa del '700 a Udine. Ma il proprietrio si ribella di Mario Valenza

Profughi in casa a sua insaputa. A Udine, il conte Francesco Lovaria tra i proprietari di villa Lovaria a Pavia è rimasto colpito quando ha scoperto che nella sua abitazione ci fossero 38 profughi. La villa, come spiegano i suoi discendenti al Messaggero Veneto, non è attrezzata per essere un albergo nè un campo profughi. Così l'avvocato Maurizio Miculan ha chiesto al prefetto di revocare qualunque atto che possa concedere ospitatlità ai profughi e di "evitare qualsiasi utilizzo diverso dalla propria storia e dalla propria destinazione nonché contrario alla legge che prevede che i beni culturali non possano essere distrutti, deteriorati, danneggaiti o adibiti a usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione".

"Il conte - ha aggiunto l'avvocato - ovviamente non ha nulla contro i profughi nei confronti dei quali ha manifestato la massima condivisione per il dramma umano che stanno vivendo ma - precisa il legale Miculan - ritiene anche che un bene storico e artistico come villa Lovaria debba essere tutelato nel rispetto della legge vigente. L’auspicio quindi è che si trovino soluzioni diverse per l’ospitalità". Miculan inoltre avrebbe presentato denuncia e querela per Alessandro Viscovich nominato erede da un nipote di Lovaria che avrebbe stretto un patto con la Corce Rossa per utilizzare la villa a fini umanitari.

sabato 9 maggio 2015

Ultime notizie...

I clandestini continuano a pretendere: posti migliori (dei 3 e 4 stelle generosamente pagati coi nostri soldi), wi-fi, palestre, lauti pasti ecc, ecc... mentre ci sono italiani che non hanno più niente e sono costretti alla fame vera, magari è la volta buona che ci svegliamo un pò tutti. Intanto, Alfano per l'unica volta che ha detto qualcosa di giusto, ossia, che gli immigrati dovrebbero quantomeno lavorare gratis per i comuni, viene attaccato da tutte le parti. Sono daccordo con lui, sono ospiti, che si diano da fare invece che giocare a calcio, stare sugli smartphone, spacciare o fare nulla tutto il giorno. Gli italiani anche lavorano gratis ultimamente. Pippo Civati, lascia il pd... un pò in ritardo e soprattutto dopo aver votato qualunque porcata e aver tirato su solo una inutile commedia. La riforma Fornero viene bocciata dalla consulta e il governo è costretto a risarcire i pensionati... non senza polemiche perchè quella faccia da maiale di Zanetti dice che il governo non risarcirà tutti perchè sarebbe "immorale". L'immorale è lui con quella faccia... Inoltre, non sanno ancora dove andare a prenderli e soprattutto, come verranno restituiti. Ah, dimenticavo, l'inutile Mattarella, firma la porcata italicum. Infondo, è stato eletto per essere servo di altri servi, no?

sabato 2 maggio 2015

Pioraco e "li vurgacci"








Qualcosa di più su Pioraco, qui e sui "vurgacci", qui.

Primo maggio e non solo

Dopo esserci ampiamente schifati per le due fiducie ottenute dal bimbominkia sulla prossima orrenda legge elettorale... abbiamo assistito anche, in ordine sparso, all'inutile discorso sul lavoro dall'altrettanto inutile Mattarella, all'ennesima figura di merda di un ministro dell'interno che continua a non capirci un cazzo, ai risultati Istat sulla disoccupazione in italia e ai festeggiamenti della triade a pozzallo per chiedere di accogliere tutti ma proprio tutti... più di quelli che dovremmo accogliere.E, dulcis infundo, persino la modifica al nostro inno nazionale da parte del bimbominkia. Ho dimenticato sicuramente qualcosa... ma tant'è...