domenica 13 agosto 2017

Sulle ong...

... e la difesa (di troppi) a spada tratta. Enrico Mentana si incazza e lancia anatemi a chi la pensa diversamente. Lancerà anatemi anche contro quella coraggiosa magistratura che sta tirando fuori le peggio cose delle ong?

Scrive Enrico Mentana

Una delle grandi menzogne interessate messe in giro contro le Ong, la più vergognosa, si riassume in tre parole "Lucrano sui migranti". Chi vive di capacità e imbrogli, di furbizie e gherminelle non concepisce del resto che si possa aiutare, assistere, salvare, fare volontariato senza scopi inconfessabili. Solo che le Ong devono essere per statuto trasparenti, e i loro bilanci pubblicati. L'altra menzogna velenosa è quella sulle indennità di missione: "Ho letto/sentito/saputo che sulle navi guadagnano 10mila euro al mese, comodo fare soccorso così!". Allora, facciamo da oggi un po' di pulizia e di informazione. Prendiamo i dati dell'organizzazione più prestigiosa e più presa di mira, Medici senza frontiere. Un operatore umanitario di Msf alla prima missione prende in media 1.700 euro lordi al mese, pari a circa 1.200 euro netti. La cifra aumenta a seconda dell'esperienza e della responsabilità della posizione. Per esempio un capo progetto con più esperienza può prendere in media 2.600 euro lordi al mese, pari a circa 1.700-1.800 euro netti. Msf spende in mare circa l’1% del budget che utilizza per tutti i progetti nel mondo (il resto “a casa loro” in circa 70 paesi – e oltre il 56% in Africa). In totale nel 2016 Medici senza frontiere ha speso per le attività di ricerca e soccorso circa 10,4 milioni nel Mediterraneo. E non ci guadagna, né potrebbe farlo: non ha scopo di lucro, e vive sui contributi di chi aiuta. Per questo gli attacchi sono canaglieschi: in Italia il 100% dei fondi raccolti deriva da donazioni private, a livello internazionale oltre il 96% deriva da donazioni private. L’anno scorso Medici senza frontiere ha rinunciato anche a un piccolo residuo di fondi europei per mostrare la sua distanza dalle politiche UE sulla migrazione. Quindi Medici senza frontiere vive e opera solo grazie all’aiuto dei privati (in Italia 94% cittadini, 6% fondazioni e aziende selezionate). Chi denigra sa di sabotare questa linea di finanziamento spontaneo e disinteressato: aggettivi per loro intollerabili.

E nel mentre, madonna Boldrini è in vacanza sulla spiaggia di Napolitano a spese nostre, si incazza pure lei e scrive questo post, dopodichè, pensa bene di scrivere una letterina al direttore di Repubblica, qui il suo anatema. Niente, sti imbecilli pd non riescono proprio a porsele un paio di domande, una, ad esempio: "come mai fino a qualche anno fa, le ong ad operare nel mediterraneo si contavano sulle dita di una mano (e non dettavano legge e forse non trattavano nemmeno coi trafficanti di carne umana), e da qualche anno a questa parte si sono quintuplicate lavorando ben oltre la legge consentita?"

Non si spara sulla Croce Rossa, non si colpiscono i soccorritori che intervengono in situazioni di pericolo. E’ un principio sempre rispettato da tutte le parti in causa. Ma l'ammirazione di cui hanno sempre goduto coloro che cercano di salvare vite e alleviare sofferenze sembra non valere più per le Ong impegnate nel Mediterraneo, oggetto di una pesantissima, indiscriminata campagna di denigrazione. Salvando decine di migliaia di vite umane, le Ong hanno svolto e svolgono un'azione preziosa. Per questo meritano la nostra gratitudine. Se qualcuna ha violato le leggi è giusto che i singoli responsabili vengano sanzionati. Ma è inaccettabile criminalizzare un intero gruppo sociale. Questo vuol dire che dobbiamo accogliere tutti quelli che arrivano sulle nostre coste? No. Il flusso va gestito. Chi ha diritto alla protezione deve essere accolto. Chi non ne ha diritto deve essere rimpatriato, come prevedono le norme vigenti. Ma la gestione non puó essere basata sull'indebolimento del soccorso in mare. Di fronte a chi rischia di annegare nel Mediterraneo, il primo dovere è tendere la mano e salvare vite.

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