Quel che sta accadendo negli ultimi tempi dovrebbe avere rivelato una verità così ovvia che a parlarne sento di stare facendo una cosa persino banale: la cosiddetta "civiltà" occidentale è il male del mondo. Retta da una rete di predoni miliardari pedofili, massoni e satanisti che si sente in diritto di muovere i fili, spiegare a noi e agli altri come dovremmo vivere e cosa dovremmo fare, che si finge democratica e liberale ma in realtà non conosce altro linguaggio che non sia quello della forza, della violenza, della sopraffazione brutale nei confronti del prossimo. Che uccide, saccheggia, ruba senza scrupoli, parassitando per mantenere un tenore di vita insostenibile se non fosse posto sulle spalle di enormi masse sfruttate e sottomesse, peraltro ipocritamente ammantando di nobiltà le malefatte che da secoli ormai la vedono protagonista. Gli Stati Uniti sono l'emblema di tutto ciò: una società rozza, tamarra, gretta, arrogante, distruttrice di cultura e bellezza, capace di esportare solo arroganza e prepotenza. Una società classista, competitiva, violenta, nel quale un finto sistema democratico blindatissimo, corrotto in ogni sua espressione dai miliardi sborsati di lobby di potere una più marcia dell'altra, fa sì che a prescindere dai fantocci di destra e sinistra che si alternano al governo ogni quattro anni, la linea politica non cambi. Trump non è la causa, ma la conseguenza. Poi ci siamo noi europei, che dopo avere messo nel curriculum secoli di colonialismo, imperialismo, razzie varie, oggi per la legge del contrappasso ci troviamo a essere colonia americana. E allora vediamo le nostre classi "dirigenti" – che in realtà non dirigono neanche il traffico – affannarsi da anni nel fiancheggiare i massacri dell'asse americano-sionista il Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Gaza, Venezuela, ora Iran, addirittura raffigurandoli come nobili operazioni di liberazione. Con mille improbabili giravolte che servono a edulcorare i propri crimini mentre si punta il dito su quelli altrui provando vanamente a rimanere minimamente credibili. E il paradosso finale è che in Italia il culmine di un tale servilismo collaborazionista sia stato toccato nel momento in cui al governo sono arrivati i sedicenti sovranisti, che sono stati votati proprio perchè quelli di prima erano troppo asserviti. Farebbe quasi ridere se non fosse un momento drammatico la notizia del ministro della difesa Crosetto bloccato nel teatro di guerra perché quelli che dovrebbero essere suoi alleati non gli avevano che stavano per lanciare qualche "missiluccio" proprio da quelle parti. In tutto questo, in un momento storico nel quale servirebbe il coraggio di un complessivo esame di coscienza, prendendo le distanze dalle manovre criminali di assassini senza scrupoli che consideriamo amici, e rivedendo alleanze che ci rendono complici di chi avvicina un passo alla volta l'umanità all'estinzione, il nostro Paese è sotto profonda anestesia. Non solo, è impantanato in un surreale dibattito di distrazione di massa su un tecnicismo che riguarda le carriere dei magistrati, come se fosse questa la nostra priorità mentre il mondo va a fuoco anche a causa nostra. Il sonno della ragione genera mostri.
Francesco Forciniti
