martedì 19 gennaio 2021

Sul vaccino e sui morti

POST HOC, ERGO PROPTER HOC?


Da giorni, i professionisti dell'informazione sono presi da un'iniziativa davvero energivora: dimostrare che la logica del post hoc, ergo propter hoc è fallace. Il fatto che si muoia "dopo" essersi sottoposti alla vaccinazione non prova che si sia morti "a causa della vaccinazione". Occorre - dicono - valutare caso per caso. Mi pare un modo di procedere sensato, in effetti. A differenza dell'iniezione che si fa con la pena di morte, dove è difficilmente smentibile il post hoc, ergo propter hoc, nel caso dei vaccini è tutto da dimostrare caso per caso. Giustissima regola metodologica, quand’anche l’evidenza fattuale lasci davvero scarso margine alle interpretazioni (cfr. Covid, in Norvegia 23 morti “associate alla vaccinazione” tra persone anziane e fragili. Aifa: “Nessun allarme, massima attenzione”, “Il Fatto Quotidiano”, 16.1.2021). Eppure - non vi sarà sfuggito - si continua indefessamente a rubricare come morto “a causa di Covid” ogni decesso avvenuto “dopo” la contrazione del Coronavirus, in ossequio alla logica del post hoc, ergo propter hoc. Insomma, ogni morto "dopo" il vaccino non è morto necessariamente "a causa del" vaccino, ma ogni morto "dopo" aver contratto il Coronavirus è morto "a causa del" Coronavirus. Credo sia chiaro a tutti il non sequitur. E' davvero arduo negare che questa palese “diversità di trattamento” per la suddetta logica del post hoc, ergo propter hoc rinvii a ragioni ermeneutiche che, comunque le si vogliano intendere, a) non sono fatti, ma schemi interpretativi di fatti e, per di più, b) connessi a una più o meno evidente ipotesi di lavoro biopoliticamente non neutra (worst case scenario come base per le politiche dei lockdown + vaccinazione di massa senza se e senza ma).


Diego Fusaro

lunedì 18 gennaio 2021

Cadaveri che...

Liliana Segre, 90 anni, facente parte della “categoria dei fragili”, ha preso un aereo e da casa sua, è andata in parlamento per votare la fiducia al governo Conte. Liliana Segre, è uno di quei senatori a vita che negli anni, hanno votato le fiducie ai vari governi di centrosinistra per mantenerli in vita. Cadaveri che votano per mantenere in vita altri cadaveri. E la pericolosa pandemia, esiste solo per poveri sfigati come i cittadini italiani, per l’elite, no.

domenica 17 gennaio 2021

Che siano maledetti!

E si torna in zona arancione. Grazie soprattutto al governo centrale di Roma che, continua ad abbassare il famigerato “rt” di contagiosità. C’è stata la protesta dei ristoratori, alcuni, hanno aperto fino alle 10 di sera. Alcuni, non sono stati sanzionati ma, sono stati controllati e sono state prese le generalità dei ristoratori e degli ospiti presenti a cena. Ammiro chi ha avuto questo coraggio silenzioso.

sabato 16 gennaio 2021

Mark Rutte...

Vi ricordate Mark Rutte? Ma sì, dai, il premier olandese che ci considerava inaffidabili! Quello che sorrideva tutto compiaciuto ad un netturbino che gli diceva "non dia i nostri soldi agli italiani!" Quello che gli euroinomani nostrani, ovviamente, avevano già trasformato in un idolo. Sì, lui. Ebbene, Mark Rutte si è dovuto dimettere per uno scandalo enorme. L’ufficio delle imposte ha contestato in maniera fraudolenta e infondata 26.000 casi di assegni contributivi destinati ai minori, che invece erano stati regolarmente assegnati. A causa di questo, 10.000 famiglie sono state costrette a restituire soldi che avevano percepito in maniera regolare. Peraltro le contestazioni a quanto pare sono macchiate pure da pregiudizi razziali. Insomma: una vergogna. Siamo tutti d'accordo nel considerare la nostra classe politica indegna e ridicola. Ma il marcio non esiste solo da noi. Corruzione, incapacità e malaffare si riscontrano anche nei cosiddetti "Paesi frugali" (paradisi fiscali con debiti privati alle stelle). La differenza è che lì, pur rubando, i politici continuano a difendere l'interesse nazionale. Qui hanno smesso di farlo da tempo, per lucidare le scarpe a Bruxelles e permettere ad un Mark Rutte di farci la morale.


Matteo Brandi

giovedì 14 gennaio 2021

Vi piaceva

 Quando vi ha salvati dalle elezioni, vi andava bene. Quando vi ha permesso di mettere in piedi il Governo accozzaglia, quello che secondo le dichiarazioni trancianti di tutti non sarebbe mai dovuto nascere,  vi andava bene. "Se cade il Governo la mia esperienza finisce qui, non ci sarà un Conte bis" affermava mellifluo il giurista inurbato di Volturara Appula. "L'ho detto e lo ripeto, nessun Governo con i 5 stelle" tuonava, perentorio, dal podio, Zingaretti. "Mai con il partito di Bibbiano" il coro unanime degli onesti. Poi, però, vi siete lasciati sedurre. Vi ricordiamo tutti, boriosi ed  intenti ad aprire e chiudere forni, a fare i bulli con le opposizioni che "a votare non si va!". Ricordiamo bene quando, con malcelato godimento, ridacchiavate per averla fatta franca ancora una volta, per aver salvato poltrona, stipendio e scampoli di potere (che non sapete nemmeno far fruttare a dovere perchè non siete in grado di comprenderne portata ed implicazioni, tanto siete ignoranti).


Era bello, allora. Dopo anni ad insultarlo, festeggiando anche l'arresto dei suoi genitori, all'improvviso per gli onesti era diventato bello. Era bello, allora, quando vi ha permesso di prendervi gioco di chi voleva andare a votare. Era bello, allora, quando vi ha consentito di trattenere, rocambolescamente, il privilegio che vi stava scivolando tra le dita. Andava bene, allora. Ha saputo cogliere la vostra paura di finire prematuramente nell'oblio e voi vi siete lasciati condurre da lui verso la responsabilità. Vi piaceva, ah se vi piaceva! Quanti sorrisi e pacche sulle spalle... Era sempre lui, eh! Era quello del referendum del 2016 anche allora. Quello che doveva lasciare la politica e non l'ha fatto. Quello ammanicato con i poteri forti. Quello che fa i giochetti. Solo che quando i giochetti li faceva insieme a voi, vi piaceva di più. Eh, lo capisco. E capisco anche che, se necessario, sarete pronti ad un nuovo inciucio nel nome della vostra priorità massima: la poltr... ehm, il bene del Paese. Dopo tanto meretricio, rimane un dubbio: cosa vi aspettavate esattamente da Matteo Renzi e con quale coraggio lo insultate.


Tratto dalla bacheca di Dalila Di Dio

lunedì 11 gennaio 2021

Intimidazione ed epurazione

L'offensiva di stampo sovietico contro chi supporta Trump sta proseguendo a tutto spiano. I giganti della Silicon Valley, l'oligarchia digitale, hanno deciso l'eutanasia di Parler, l'applicazione che, a giudizio insindacabile di Apple, Google e Amazon avrebbe legittimato il "golpe" da vaudeville del 6 gennaio. Il Parler CEO  di Parler, John Matze ha dichiarato che le compagnie si sono riunite in modo da “Essere sicure che nello stesso momento perdessimo l'accesso non solo alle nostre applicazioni, ma che venissero chiusi anche tutti i nostri servers online. Hanno tentato non solo di eliminare le app, ma addirittura di distruggere l'intera azienda. Ma non sono solo queste tre società; tutti i fornitori, dai servizi di messaggi di testo, ai provider di posta elettronica ai nostri avvocati, ci hanno abbandonato, lo stesso giorno, e stanno cercando di affermare falsamente che siamo stati in qualche modo responsabili degli eventi del 6 gennaio". Non sono previste difese. Nessun appello. Nemmeno un processo farsa. Nulla. Si agisce subito. A Norimberga i gerarchi nazisti ebbero la possibilità di difendersi, ma oggi non è più così. Twitter elimina l'account di Trump, Amazon, Google, Apple eliminano Parler. Questa sì che è vera democrazia. Decidono loro cosa si può vedere o no. Tanta tanta buona pornografia, incitazioni alla distruzione di Israele, tanto buon suprematismo islamico, negazionsimo, antisemitismo, ecc. Tutto questo è ok, ma Trump e un sito che lo sostiene sono da togliere di mezzo. 


Quello che sta accadendo negli Stati Uniti non ha precedenti nella storia delle democrazie moderne, ma era già annunciato. Lo ha annunciato la santificazione di George Floyd, l'esaltazione di BLF come organizzazione portatrice di giustizia, lo ha annunciato la distruzione delle statute di militari della Confederazione e di personaggi storici, tra cui Cristoforo Colombo, accusati di essere razzisti e quindi simboli del male, lo ha annunciato l'isteria delle vaiasse fallocastranti di "Metoo", lo ha annunciato la crociata contro opere fondamentali della cultura occidentale, come "L'Odissea" considerare anche esse razziste, per non parlare di film di vera propaganda razzista come "Via col Vento".  Questo radicalismo è ora scatenato contro l'unico uomo politico che, a livello mondiale, rappresentava ciò che lo contrastava, Donald Trump. E Joe Biden, l'incolore travet della politica, che se non ci fosse stato il Covid 19 e la possibilità di un massiccio voto postale, avrebbe continuato a fare il nonno, Joe Biden, qualcuno pensa veramente che potrà arginare questa onda micidiale? Risum teneatis.


La speranza è che Trump tenga duro e si riorganizzi velocemente, che con lui restino i 75 milioni di americani che lo hanno votato. Qui è in gioco la possibilità stessa di esprimere il dissenso, perchè quanto succede negli USA, si riverbera sempre alle periferie dell'impero, Italia inclusa.


Niram Ferretti

sabato 9 gennaio 2021

Dove abiterà il rifiuto?

"Mentalmente instabile" dichiara la Awomen Nancy Pelosi, "Sempre più isolato" recita salmodiante la stampa genuflessa ai signori e alle signore della Restaurazione. "Ceda i codici nucleari" intima la Pelosi, perchè certo, Trump, ora potrebbe scatenare una guerra atomica, dopo il golpe de noantri con tanto di elmi da Attila, pellicciotti indossati a torso nudo e l'assenza inspiegabile di Diego Abatantuono. Non si può non pensare alla celebre  frase di Marx, "La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa". Tutto oggi è farsa, ma dentro nella farsa c'è anche qualcosa di molto serio ed è bene tenerlo fermo in mente. La falange unita degli esecratori di Trump che per quattro anni ha voluto fargli lo scalpo ora, con bave alla bocca, cerca di prendersi la rivincita. Intanto va eliminato dai social. Awoman Michelle Obama ha già emesso un editto in cui chiede che non abbia più accesso a nessuna piattaforma social. Nell'era della comunicazione via internet l'eliminazione dalle sue piattaforme equivale alla consegna alla Siberia messa in atto dall'Unione Sovietica nei confronti dei dissidenti del regime. 


I signori e le signore dell'inclusivismo sono fatti così, perorano, come già era chiaro nel 1975 a un titano come Eric Voegelin, "L'intransigenza in nome della tolleranza, la libertà di pensiero grazie al soffocamento del pensiero del nemico, l'indipendenza della ragione attraverso il martellamento della masse du peuple, fino a ottenere una cieca obbedienza alla pubblica opinione, essa prodotta dallo sbarramento propagandistico di dubbi intellettuali". Fare fuori Trump è necessario perchè nessuno come lui era riuscito a creare loro enormi impacci. Era il macigno sul quale inciampavano, e doveva, deve essere rimosso. Bisogna consegnarlo alla dannazione eterna e con lui tutti coloro che lo sostengono. I 75 milioni di americani che lo hanno votato, se potessero, li rieducherebbero nei loro campi di lavoro in cui si spiegherebbe che essere bianchi è un privilegio da espiare, che essere donna ed essere uomo è di per sè una offesa nei confronti di chi non si sente nè una nè l'altro, che libri fondamentali della storia della letteratura e della cultura occidentale, come L'Iliade, L'Odissea, La Divina Commedia, sono opere suprematiste frutto di menti ottenebrate, così come grandi film di intrattenimento che hanno coinvolto generazioni, da Via col Vento a Grease, sono sessisti, omofobi, razzisti e prima di essere visti, se potranno ancora esserlo, bisognerà farlo dopo avere subito una catechesi pedagogica esplicativa. 


Questi talebani del politicamente corretto, la nuova religione dell'umanità globalizzata,  dell'omologazione lessicale, hanno capito fin da subito che Donald Trump rappresentava un reale pericolo per il loro progetto di egemonia culturale totalitaria. Doveva essere fatto fuori, deve essere fatto fuori. Coperto di fango, di ignominia. Carthago delenda est. Le nuove parole d'ordine sono già state tutte forgiate nel nuovo ordine che si impone come ritorno dell'uguale, progetto solo frenato e di cui ora, la Restaurazione, riavvia le rotative. Starà a Trump reinventare uno spazio possibile, se ci riuscirà, per l'abitabilità del dissenso, del rifiuto  nei confronti del Behemoth della finta tolleranza, questo violento, intransigente e spietato livellatore che ci vuole tutti sudditi belanti.


Niram Ferretti 

venerdì 8 gennaio 2021

La dittatura dei social

 Spazi ristretti


Non è un uomo di destra a sostenere che la decisione di sospendere Donald Trump da Facebook sia "pazzesca", è Massimo Cacciari. "C'è un problema di fondo, che è al di là e al di fuori di Trump. E' inaudito che imprenditori privati possano controllare e decidere loro chi possa parlare alla gente e chi no....Che sia l'imprenditore a farlo, che è il padrone di queste reti, è una cosa semplicemente pazzesca. E' uno dei sintomi più inauditi del crollo delle nostre democrazie. Non c'è dubbio alcuno. Perché come oggi è Trump, domani potrebbe essere chiunque altro, e lo decide Zuckerberg. E' una cosa semplicemente pazzesca". Il problema di fondo, per citare Cacciari, è che Facebook è diventato, è, a tutti gli effetti, un potere politico e come tale si comporta. Si è deciso, è stato deciso, che il Presidente degli Stati Uniti non abbia diritto di esprimersi. Hanno deciso di oscurarlo neanche fosse Adolf Hitler, quando proprio su Facebook, tanti piccoli Hitler continuano ogni giorno a vomitare il loro odio antisemita e a invocare la distruzione di Israele. 


“Il pericolo non è Trump, il pericolo è chi, in nome della propria personale concezione del bene pubblico ha deciso di silenziare chi non la pensa come lui. Gli Awomen sono adesso al potere negli Stati Uniti, e ci resteranno per i prossimi quattro anni protetti dai giganti dell'informazione e dell'imprenditoria. I tempi che verranno, che sono già quelli in corso, saranno e sono i tempi dell'erosione della nostra libertà di pensiero, di chiunque osi pensare che la sinistra non ha e non può avere il monopolio della verità e del progresso. Doveva esserci un'autorità ovviamente terza, di carattere politico che decide se qualche messaggio che circola in rete è osceno, come certamente sono quelli di Trump". E' l'opinione di Massimo Cacciari, filosofo, professore ed ex sindaco di Venezia, che interviene con l'Adnkronos sulle polemiche che ha suscitato l'eliminazione dei post di Trump da parte di Twitter e la sospensione dell'account da parte di Facebook, Instagram e altri social in seguito all'assalto al Congresso.


Niram Ferretti

I custodi della democrazia

Damnatio memoriae


Il tentativo di rimuovere Donald Trump è cominciato fin da quando vinse le elezioni nel 2016. Si cercò subito di toglierlo di mezzo. Prima montando una commissione di inchiesta per sue presunte collusioni con la Russia, poi con un maldestro tentativo di impeachement basato sull'accusa di avere abusato delle sue prerogative presidenziali chiedendo al premier ucraino di fare luce sulle attività di uno dei figli di Joe Biden nel paese. Questi tentativi di rimozione, entrambi falliti, seguirono solo una delegittimazione e demonizzazione senza precedenti che è durata tutta la sua presidenza. Adesso, dopo averlo rimosso da Facebook si cerca di rimuoverlo dal suo ruolo di presidente degli Stati Uniti, invocando il 25esimo emendamento. 


Il partito inclusivista dell'Amen Awoman, quello delle Ocasio Cortez, delle Ilhan Omar e Rashida Tlaib, odiatrici di Israele compulsive, si muove in questo senso. Non basta avere essersi portati a casa la vittoria attraverso il massiccio uso del voto postale, consentito dalla legge, ma  mai usato in queste proporzioni, generando un enorme moe di dubbi e di sospetti sulla regolarità dell-esito elettorale, no, ora si vuole definitivamente cancellare Trump, spingerlo a forza nella fossa dei dannati. La damnatio memorie è in pieno svolgimento. L'irruzione di un gruppo di esaltati sostenitori di Trump avvenuto ieri in Campidoglio a Washington, è stato presentato come un tentativo di golpe. Si è trattato di un fatto increscioso, ma niente più di questo, tuttavia ha offerto un enorme servizio a chi, fin dal principio, ha cercato di fare tabula rasa di Trump. Siamo solo all'inizio di una offensiva che non si ferma qui. Trump ha in dote 75 milioni di elettori e vedremo nei prossimi mesi quanto sarà ancora salda la sua presa su di loro  e sul GOP e come conterà di investire sul proprio futuro politico. Intanto godiamoci, si fa per dire, lo spettacolo, dei "custodi della democrazia" in azione per difenderla dai barbari con elmi da vichingo e facce dipinte. Le facce non dipinte dei custodi le conosciamo già, sono quelle di Joe Biden, Kamala Harris e Nancy Pelosi.


Niram Ferretti

giovedì 7 gennaio 2021

Democrazia windows

Con un sordido miscuglio di ipocrisia parruccona, ideologia assassina e violenza totalitaria, stiamo assistendo all'imposizione di una nuova forma di democrazia: la "democrazia Windows". E' quel tipo di regime nel quale l'elettore, qualsiasi cosa abbia votato, alla fine si ritrova di fronte a un messaggio con due sole opzioni: "Accetti?" o "Ricordamelo più tardi". Il rifiuto non è semplicemente contemplato, puoi solo temporeggiare. Tanto, anche se non dai alcun assenso alla fine il sistema procede comunque per conto proprio. Esattamente come quando hai fretta di terminare un lavoro importantissimo, accendi il PC, e Windows decide che occorre fare l'aggiornamento della durata di 104 minuti. Terminato il quale ti accorgi che il computer non funziona più, facendoti perdere tutti i dati. Con la differenza che con la "democrazia Windows" perdi la libertà, la dignità e ogni speranza per il futuro, a vantaggio esclusivo di una oscura élite di pervertiti sempre più ricchi e potenti che passano con disinvoltura sui nostri cadaveri.


Deve governare il partito democratico: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"

Ora facciamo il lockdown: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"

Ti togliamo ogni diritto: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"

Il sistema ti  riduce in miseria: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"

Stiamo per iniettarti una terapia genica sperimentale spacciata per vaccino: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"

Devi finire in un gulag: "Accetti?" / "Ricordamelo più tardi"


A volte, verrebbe quasi da pensare che Bill Gates sia uno dei loro.


(Inoltre, penso che Conte, il PD e i Cinque Stelle debbano essere trascinati a processo per i loro crimini, assieme ai magistrati eversivi e golpisti.)


Piergiorgio Molinari 

Dall’america

Mentre in molti si soffermano sulle foto dell'irruzione a Capitol Hill di un gruppetto di persone guidate da uno strambo Toro Seduto, io guardo questa foto. Perché come al solito telecamere ed occhi sono voltati dalla parte sbagliata. Le prime per interesse, i secondi per ingenuità. A Washington è accaduto qualcosa di storico. Migliaia di cittadini americani si sono riversati nelle strade della capitale statunitense per dare un messaggio che va ben al di là del semplice supporto a Donald Trump. Qui infatti non c'entra più la contrapposizione tra democratici e repubblicani. Quel bipolarismo, che per decenni ha offerto agli USA e al resto del mondo la stessa ricetta (al sapore di bombe), è arrivato al capolinea. Esattamente come la vecchia dicotomia destra-sinistra.


Milioni di americani non credono più al sistema vigente. Ne rifiutano i dogmi e ne disconoscono i rappresentanti. Ne hanno subito la follia ideologica, dai disastri della globalizzazione alla gestapo del politically correct, fino alla macelleria sociale in nome dell'alta finanza. Queste elezioni segnano uno spartiacque nella storia americana e, dunque, occidentale. Quella che nel 2016 era una profonda crepa oggi è una voragine. E, come al solito, c'è chi fa finta di non capire. I grandi media possono urlare e strapparsi i capelli quanto vogliono, ma questa gente non li considera più. Non li ascolta più. E come biasimarli, dato che  sono stati dipinti da quegli stessi media come fascisti, razzisti e trogloditi per anni?


Con quale faccia i prezzolati trombettieri di regime invocano la pace e l'unità, quando per mesi hanno incensato teppisti, squadristi e saccheggiatori spacciandoli per paladini dei diritti civili? Con che coraggio parlano di attacco alla democrazia, quando ogni giorno sputano sul popolo, censurano il pensiero altrui e lodano poteri sovranazionali svincolati da governi e parlamenti? Lasciate che passi il solito teatrino di lacrime a comando. Lasciate che l'aria attorno a voi si riempi di grida indignate e dello stridio di unghie sui vetri. Lasciate che i dormienti si agitino sotto le loro coperte, sbracciando e colpendo l'aria. La Storia sta per compiere una delle sue acrobazie. Non perdetevela.


Matteo Brandi

mercoledì 6 gennaio 2021

Lo stupidamente corretto

Non si può più tacere: c’è una parte malata della società e completamente folle che vorrebbe imporci un mondo strampalato, alla rovescia, contro natura e contro ogni logica. La loro formuletta, prevedibile, scontata e violenta, è sempre la stessa: definire stereotipo tutto quello che da secoli è frutto di buon senso, e stravolgerlo, far diventare minoranze le maggioranze, trasformare le eccezioni in regole, cambiare il passato per controllare il presente ed il futuro. Ed ecco che sulla prima pagina di Cosmopolitan si sbatte la fotografia di una donna obesa e di colore con un titolo che fa capire che quella è salute, quando si sa benissimo che l’obesità è un problema medico. Guai a dire che si tratta di cattivo gusto: verremmo presi di mira come pericolosi oscurantisti.


La Pelosi, esponente dem degli USA, ha proposto l’abolizione dei termini “padre”, “madre”, “fratello”, “sorella”, “nonno”, “nonna”, ecc. perché (udite udite) giudicati “discriminatori” (sic!). Il deputato, anche lui, guarda caso, Dem, Emanuel Cleaver, ha inserito una nuova parola nella folle e distopica Neolingua dello stupidamente corretto, benedicendo i presenti con un Awomen (women = donne) aggiunto al canonico Amen, perché, secondo lui, grossolanamente ignorante, questa parola alludeva al sesso maschile (men = uomini), mentre si tratta di un termine ebraico che significa “Così sia”. Non sarà sfuggito lo strano modo con cui è stato allestito il presepe spaziale in Vaticano, più adatto alla saga di Star Wars che al Vangelo, e che toglie ogni tipo di identificazione ai personaggi della Natività.


Ci vogliono far sentire in colpa di essere uomini e donne, di riconoscere la bellezza: ed ecco che, alle ore dei pasti, come una medicina amara, due marche di assorbenti femminili ci propinano pubblicità televisive di dubbio gusto per imporci un modello assai discutibile. Si abbattono le statue di Colombo, perché per i soliti dementi, razzista, e addirittura si mette al bando Omero per la solita trita e folle motivazione di cui sopra. Si critica il film pluripremiato “Via col Vento”, perché schiavista, e “Grease”, perché, pensate un po’, John Travolta-Danny osa fare la corte alla bellissima Olivia Newton-John-Sandy (che misogino, sessista e, non guasta mai, fascista!). La Molisana ha avuto l’idea di celebrare la storia italiana attraverso vari tipi di pasta, ed arrivati agli anni Trenta (il governo legittimo dell’Italia di allora era quello Fascista), hanno pensato (ahiloro!) di creare le pennette rigate Tripoline, Bengasine, Assabesi e Abissine: apriti cielo, i soliti folli hanno riversato le loro frustrazioni sul pastificio perché questa pasta per loro era troppo di retrogusto littorio.


La Molisana, intimidita da tanta violenza verbale, ha chiesto scusa ed ha ritirato il prodotto: colossale errore. Allora, secondo la grammatica italiana, “Amiche ed amici” è ridondante, in quanto il termine “amici” è già inclusivo del sesso femminile, come “fratelli”, sebbene, in ossequio al vento di forzata inclusione che soffia da ogni spiffero, la Chiesa abbia recentemente adeguato la liturgia prescrivendo di dire “Fratelli e Sorelle”. Senza contare chi scrive Amic*… La pazzia esiste, e, soprattutto in questo periodo, non prova nemmeno di sembrare logica. Basta. Ribelliamoci: due più due fa quattro, l’erba è verde in estate, dopo la notte arriva il giorno. Non abbiate paura di dire la verità. I pazzi sono loro.


Stefano Burbi

martedì 5 gennaio 2021

La deriva inarrestabile

Ringrazio Roberto Giovannini per avere portato la mia attenzione su un documento che mi era sfuggito. Si tratta delle nuove regole lessicali che dovrebbero essere adottate dalla House of Rapresentatives da parte dei Democratici. Nemmeno George Orwell avrebbe potuto immaginare una cosa del genere, ma si sa, la realtà supera sempre l'immaginazione. Nel nuovo documento che mira a una maggiore inclusività, termini come "lui", "lei", "padre", "madre" non saranno più tollerati perchè troppo specifici e connotanti il genere, e si sa, se si è un uomo si offende, per il fatto di esserlo, una donna, e viceversa. 


Si comincia dai pronomi, devono essere neutri. Un esempio di inclusività, "lui stesso" o "lei stessa" diventerà "loro stessi". "Loro" va bene, è inclusivo. Un altro esempio, "chairman" (presidente) diventerà "chair", ovvero si trasformerà in una sedia e così via. Tutto questo, ovviamente è grottesco, è una cosa ai confini della realtà, ma è appunto la realtà che si vuole colpire, l'intento è questo. Vogliono distruggere il reale per sostituirlo con la loro realtà, quella fabbricata dalle loro menti. E' già successo, nei regimi totalitari. Questa gente è pericolosa. Oggettivamente pericolosa. E come fascisti, comunisti e nazisti, sono convinti di essere dalla parte del Bene. Questo è il maggiore pericolo. E in nome del Bene proseguiranno con il loro progetto eversivo, sorridendo e consegnandoti, se dissentirai dal loro verbo, al girone dei dannati.


Niram Ferretti

lunedì 4 gennaio 2021

L’imbecillita’ del politically correctness

Lost in traslatino


Invitato ad aprire il 117esimo Congresso democratico, Emanuel Cleaver, pastore metodista e membro del partito Democratico, ha terminato la sua preghiera con le parole "Amen" e "Awomen". No, non è un calembour e nemmeno uno sketch dei Monty Python, è un pronunciamento serio. Il "così sia", che in inglese suona come "Un uomo" non va più bene, non è abbastanza inclusivo. D'ora in poi, sarà auspicabile aggiungere anche "A-Woman", senza però trattino disgiuntivo (non è, infatti, inclusivo). La tabe del politicamente che pervade ormai il nostro tempo e di cui gli Stati Uniti sono l'avanguardia, non conosce limiti e frontiere. Non si vede perchè, a questo punto, la stessa parola "Dio", sicuramente fortemente maschile non debba essere affiancata dalla parola "Dea". Il pastore Cleaver, nel suo prossimo sermone potrebbe inserire una preghiera al Dio e alla Dea dell'universo, sarebbe un perfetto pandant con Amen e Awoman. C'è solo da rammaricarsi che l'innovazione inclusivista di Cleaver non possa essere replicata al di fuori dei paesi anglosassoni, dove "Amen", non richiama alcuna specificità di sesso. Ci sono, purtroppo, alcune meraviglie che si perdono nella traduzione.


Niram Ferretti

Dialoghi

 - Pronto, capo?

- Sì.


- Capo, abbiamo un problema. I sudditi hanno capito troppo. Iniziano a rendersi conto che lavoriamo per distruggere gli Stati. Hanno intuito che vogliamo il governo unico. Ci chiamano élite, oligarchi, si ribellano da più parti contro il controllo finanziario. Criticano apertamente le nostre organizzazioni. Ormai non credono più che l’Ue serve per la pace, hanno capito che la usiamo per stritolare gli Stati e asservirli politicamente..

- Uhm..


- Si stanno scaltrendo. Si riuniscono, formano movimenti d’opinione. I social, che avevamo creato per instupidirli, sono diventati veicolo di dibattito, di aggregazione politica. Abbiamo tentato di censurarli come lei aveva ordinato, ma è lungo e difficile..

- Vai avanti.


- L’Inghilterra si è già ripresa la sovranità nazionale, negli Stati Uniti c’è quella bestia, quel maledetto che vuole rilanciare l’identità americana. La nostra lotta per distruggere le tradizioni è in pericolo. 

- Ehm..


- Capo, che possiamo fare?

- Stai tranquillo, non corriamo alcun rischio. Ricordati che abbiamo tutto. Abbiamo le navi che trafficano umani, la distruzione delle culture non si ferma. Abbiamo i governi, i magistrati, i premier, i presidenti delle repubbliche. Veramente credi che possiamo essere sconfitti?


- Ma, capo..

- Noi siamo Dio. Noi abbiamo i media. Noi possiamo tutto perché abbiamo i media.


- Ma come fermare i sudditi?

- Non si devono più riunire, non devono più parlare, non devono più pensare, tutto questo deve finire, e finirà.


- Ma come, capo?

- I media, lentamente ma inesorabilmente, inculcheranno in ogni suddito nuove idee che lo renderanno inerte ameba. Innanzitutto dovrà odiare sé stesso. Chi odia sé stesso non vuole diritti, ma solo castighi. Non dovranno credere di essere uomini liberi. Dovranno considerarsi errori, errori viventi. Ecco: malati, dovranno considerarsi malati, ripugnanti, infetti.


- Ma capo, sono quasi tutti sani.

- Noi aboliremo il concetto di sano e lo sostituiremo con quello di malato, di infetto infettante. Non esisteranno più cittadini, ma solo infetti infettanti. Nuove leggi proteggeranno l’umanità dagli infetti infettanti, prevederanno la segregazione, la prigionia degli infetti infettanti.


- Capo, capo..

- Riceveremo il plauso del mondo, intere masse ci ringrazieranno di aver neutralizzato gli infetti infettanti, cioè loro stesse. Tutti ci ringrazieranno di aver segregato tutti, di aver arrestato tutti, di aver schiacciato tutti. Perché tutti saranno infetti infettanti e tutti odieranno gli infetti infettanti, cioè sé stessi.


- Capo, è geniale!

- Ogni uomo vorrà l’arresto, non già del proprio simile, ma di sé stesso. Rimprovereranno le autorità di non averli imprigionati abbastanza, di non averli soffocati abbastanza: «Io sono un infetto infettante», diranno, «è vergognoso che mi si permetta di uscire, di incontrare i miei simili, io devo essere fermato, isolato, chiuso, segregato..»


- Creare nell’uomo un tale odio per l’uomo da indurlo a reclamare la propria distruzione, a chiederla all’autorità?

- Così li fermeremo.


- Ma quale messaggio dare, esattamente?

- Un virus, un virus vive in voi, nel vostro corpo, nel vostro sangue. Uno schifoso e orrendo microbo fa di voi degli infetti infettanti. Questo dev’essere martellato dai media, ogni giorno, ogni attimo. Le nostre organizzazioni sanitarie, quelle che noi paghiamo, non avranno difficoltà a confermare la pericolosità, l’insidiosità, la cupa azione del virus. 


- Ma se la gente resta sana, che fare?

- Non avrà più senso la distinzione tra sano e malato, in un mondo di infetti infettanti. Non hai capito? I nostri scienziati sceglieranno un virus. Va bene anche uno di quelli banali, con letalità poco sopra lo zero. L’importante è che sia abbondante, presente in milioni di persone, un virus stagionale per esempio. Le istituzioni sanitarie sono nostre. Diranno che tutti devono fare esami per scoprire il virus, perché tutti sono infetti infettanti. La tv non parlerà d’altro. I nostri premier, i nostri presidenti, scriveranno leggi che stabiliranno la segregazione degli infetti infettanti, cioè di tutti. 


- E come evitare rivolte, capo?

- La paura. Qui mi affido al vostro uso dei media. Siate all’altezza di voi stessi. La gente va terrorizzata. Voglio venti, trenta scienziati in tv ogni giorno, a tutte le ore, a spiegare che ciascuno è infetto infettante, è pericolo a sé stesso, deve temere il vicino, l’amico, la madre. Vediamo fin dove riuscirete ad arrivare, fin dove riuscirete a spingerli.


- Beh, se è per questo, capo, abbiamo uomini nei media che sarebbero capaci di convincere i padri a non abbracciare i figli.

- Osate, osate. Inventate anche qualcosa come.. una divisa, un’uniforme. Per ricordare agli infetti che sono infetti, qualcosa di sanitario, di opprimente, di fisicamente opprimente..


- Bavagli sulla bocca?

- Qualcosa che evochi pericolo incombente, ma anche impossibilità di parola, passività, sottomissione a noi. Una maschera sanitaria che li faccia sembrare cani obbedienti.


- Geniale! Darò immediatamente ordine ai capi delle nostre organizzazioni sanitarie, dei media, dei governi, affinché implementino il piano!

- Ah, non dimenticare una cosa.. La mia spina nel fianco è l’Italia. Sono trent’anni che cerchiamo di piegarla, ma gli italiani resistono. Hanno quella dannata economia di piccole imprese, artigiani, negozianti, ristoratori, proprietari di piccoli patrimoni, gente che non si sottomette. Dategli giù duro contro quelli. Dite ai nostri uomini in Italia di fare in modo che quel maledetto mondo muoia. Li voglio tutti falliti, tutti finiti. C’è ancora troppa tradizione, troppa cultura in quel posto. Annientateli.


- Sarà fatto, capo.


Dalla bacheca de Il sofista