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mercoledì 10 giugno 2026

Remigrazione ed unione europea

Belfast brucia non perché un immigrato sudanese ha tentato di decapitare un bianco in mezzo alla strada.  Brucia perché il Corriere scrive "l'attacco con coltello è attribuito ad un migrante" nonostante l'inequivocabile video. Brucia perché Huffpost scrive che Londra ormai è piena di fascisti ed Henry Nowak scompare da ogni equazione. Scrive perché milioni di italiani affermano, mentendo, che preferirebbero trovarsi da soli, di sera, in strada con un maranza e non con un influencer che dice "scimmia" ad un criminale che gira a petto nudo in centro come fosse a caccia di selvaggina. Brucia perché il diritto di vivere serenamente e persino di vivere e basta è stato soppiantato dall'esigenza del parastato di ingrassare immettendo costantemente carne nuova da Paesi sottosviluppati nel tessuto sociale, dicendo a chi è obbligato ad accogliere: "rassegnati e sopravvivi mentre io mi arricchisco grazie ai tuoi futuri carnefici". Brucia perché in Polonia una ragazzina può passeggiare senza essere violentata, a Milano no, a Torino no, a Barcellona no, a Londra no, a Parigi no, a Lione no, a Bruxelles no, ad Amsterdam no, a Stoccolma no, a Belfast no. Brucia perché un magistrato che ha la possibilità di stabilire se un immigrato stupratore sia i non sia pericoloso, sceglie la seconda opzione e lo rilascia sapendo che l'elettore medio di sinistra dirà che è colpa delle leggi anziché "è colpa sia delle leggi sia della magistratura al servizio del parastato sia degli italiani che hanno votato per non riformarla credendo che quello fosse un atto partigiano che sarebbe bastato alla storia sotto l'ombrello della resistenza e dell'eroismo”. Brucia perché Carofiglio dice che la remigrazione è il tentativo di trasformare delle bestialità in teoria digeribili e lo dice mentre pubblicizza un nuovo libro che cavalca l'egemonia culturale predatrice della sinistra proprio su questi temi spiegando che la vera rivoluzione è nella gentilezza. Brucia perché un sudanese con coltello, stranamente, non si ferma davanti alla gentilezza. Brucia perché il mondo reale non potrà mai collassare davanti alla narrazione degli avversari mentalmente disturbati, quando si tocca la sfera della sopravvivenza primordiale. Brucia perché oggi la cronaca ci segnalerà altri episodi di violenze di immigrati, di giudici compiacenti, di illusioni rivelate. Brucia perché l'inevitabile è inevitabile.


Giovy Novaro 

sabato 1 luglio 2023

Dalla Francia all’europa

Quanto avviene nelle città francesi riguarda tutti noi. Ci indica la direzione verso cui stiamo andando. Nel mondo occidentale tutti i legami collettivi stanno venendo meno.  Si indeboliscono i vincoli familiari, come dimostra l’aumento esponenziale dei divorzi. La chiesa cattolica sta attraversando la crisi forse  più grave della sua storia e non appare né capace né desiderosa di arrestare il processo di scristianizzazione in corso nelle nostre società. I sindacati, salvo eccezioni, sono ormai diventati la cinghia di trasmissione dei governi: la loro funzione è quella di far accettare ai lavoratori le politiche economiche più antipopolari. Dei partiti politici non è nemmeno il caso di parlare. Nel frattempo le polarità sociali si radicalizzano. Alla tradizionale divisione tra città e campagna si è sostituita quella tra centro e periferia. I centri storici sono popolati  da benestanti, che hanno trovato nell’ideologia woke (una delle più balorde creazioni della storia) lo strumento teorico perfetto per giustificare il loro parassitismo. Le periferie si riempiono di derelitti senza arte né parte.


Tutto questo non sembra impensierire le elite dirigenti. Al contrario, esse continuano imperterrite nella loro politica di distruzione dello stato sociale, che nel prossimo futuro verrà probabilmente sostituito da un reddito di cittadinanza universale. Si punta, evidentemente, alla creazione di una società di individui isolati, senza stabili legami familiari, senza un lavoro, senza patria, senza cultura, che vivano perennemente collegati alla rete o davanti al televisore. E’ un’evoluzione, del resto, in atto da tempo. Se le cose stanno così – e penso che stiano così – non ci si deve stupire se il pendolo oscilla tra  violenza poliziesca e rivolte prive di dimensione politica e spesso eterodirette (il caso di Black live matters ne è uno dei molti esempi) , durante le quali la plebe dei derelitti si abbandona al saccheggio o all’incendio delle biblioteche.  Il tutto nel contesto di un controllo sempre più capillare sulla vita dei singoli, che ad ogni nuova emergenza trova il pretesto per accrescersi. A me pare evidente che quello che si sta svolgendo sotto i nostri occhi è il processo di una decadenza. La civiltà occidentale sta declinando sul piano economico, sociale, culturale, demografico e persino su quello linguistico. Lo dimostra il caso (temo non isolato) dell’Italia : mentre i dialetti  perdono la loro forza espressiva, la lingua colta si sta impoverendo paurosamente ( basta guardare la replica di un programma culturale, di una tribuna politica o anche solo di uno spettacolo di varietà di quaranta anni fa  per rendersene immediatamente conto). E’ difficile dire quanto questa decadenza potrà durare. Il declino dell’impero romano durò diversi secoli , intervallati da momenti di ripresa, ma bastarono  due generazioni perché  quei luoghi da cui si governava il mondo si trasformassero in campi di frumento. Certo, siccome la storia la fanno gli uomini e in quanto tale è imprevedibile, si può sempre sperare in un drastico cambiamento, che inverta la tendenza. Io naturalmente me lo auguro, ma devo prendere atto che , al momento, di un’evoluzione positiva di questo tipo non sembrano esservi i presupposti.


Silvio dalla Torre 

domenica 11 aprile 2021

El papa comunista

Se non è un furto, poco ci manca di Niram Ferretti


Eccolo tornare sulla proprietà privata, papa Francesco. Lo aveva già chiaramente esplicitato nel suo manifesto programamtico travestito da encliclica, "Fratelli Tutti". Non si era spinto a dichiarare che essa è un furto, questo no, ma che il suo diritto non è "intoccabile", questo sì. In che senso, in quali circostanze non lo sarebbe, non venne specificato, ma basta questa affermazione per creare una premessa che poi, ci si incaricherà di riempire fattivamente, quando e se sarà necessario.Dunque il papa, durante la Messa in occasione della Festa della Divina Misericordia, commentando il passo degli Atti degli Apostoli in cui è scritto che nelle prime comunità cristiane "nessuno considerava una proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune", giunge alla conclusione che per il cristianesimo la proprietà privata non è un diritto fondamentale da salvaguardare. Essa sarebbe un diritto naturale secondario rispetto al "principio della destinazione universale dei beni creati". 


Ma in cosa consisterebbe questa destinazione universale, e come implementarla? E le merci, che di fatto sono non beni creati, ma prodotti umani, in che senso andrebbero destinate universalmente? Come si coniuga lo spirito del libero mercato, del lecito arricchimento individuale, dalla non intoccabilità della proprietà privata? E soprattutto, come coniugare queste parole con ciò che è scritto nella Gaudium et Spes, uno degli ultimi documenti conciliari, in cui è esplicitato (Capitolo III, punto 71) chiaramente quanto segue: "La proprietà privata o un qualche potere sui beni esterni assicurano a ciascuno una zona indispensabile di autonomia personale e familiare e bisogna considerarli come un prolungamento della libertà umana. Infine, stimolando l'esercizio della responsabilità, essi costituiscono una delle condizioni delle libertà civili. Nonostante i fondi sociali, i diritti e i servizi garantiti dalla società, le forme di tale potere o di tale proprietà restano tuttavia una fonte non trascurabile di sicurezza".


La proprietà privata sarebbe secondo il documento conciliare, niente di meno che "un prolungamento della libertà umana". Come, dunque considerare, in questa prospettiva, la proprietà privata un diritto naturale secondario?, poichè, per un altro genere di  proprietà, quella transitiva, sarà necessario considerare anche la libertà umana nella medesima ottica. Solo che, se la libertà umana diventa un diritto naturale secondario, ciò può significare solo che, alla luce della destinazione universale dei beni creati (e non creati, come le merci), potrà essere cura di qualcuno prendersene cura, in modo da sottomettere la proprietà privata, prolungamento della libertà umana, a politiche di espropriazione e collettivizzazione dei beni. Infatti, è già successo, in tutti i regimi comunisti.

martedì 1 dicembre 2020

Idioti al quadrato

Il Cardinale Giuseppe Conte invita "ad un Natale Spirituale, con poche persone" la proposta del Vescovo Francesco Boccia in tal senso è quella "di far nascere Gesù Bambino almeno 2 ore prima". Si sta muovendo in tal senso anche la Superiora della Unione Episcopale Madre Teresa Von der Leyen secondo cui quest'anno "la Messa di Natale va vietata". Sul fronte politico invece ha fatto molto scalpore la dichiarazione del Presidente Jorge Mario Bergoglio secondo cui "la proprietà privata non è un diritto intoccabile". Dal demenziale tempo in cui viviamo, è tutto.


Stefano Zangrillo 

giovedì 29 ottobre 2020

Dal Vaticano, è tutto...

Sono profondamente indignato per il comunicato del Vaticano dopo la strage di Nizza: “È un momento di dolore, in un tempo di confusione. Il terrorismo e la violenza non possono mai essere accettati. L’attacco di oggi ha seminato morte in un luogo di amore e di consolazione, come la casa del Signore. Il Papa è informato della situazione ed è vicino alla comunità cattolica in lutto. Prega per le vittime e per i loro cari, perché la violenza cessi, perché si torni a guardarsi come fratelli e sorelle e non come nemici, perché l’amato popolo francese possa reagire unito al male con il bene". E' una dichiarazione talmente banale, priva di verità e di spina dorsale che avrebbe potuto uscire da un qualunque ufficio stampa. Oggi alle 15 le chiese francesi suonano a lutto. Perché è stato un attacco alla cristianità. Se non il giorno in cui decapitano fedeli cristiani nella cattedrale di Nizza, quando il Papa condannerà l'Islam radicale? Noi giudeocristiani siamo pecore al macello al grido di "Allahu Akbar", non "Fratelli tutti".


Giulio Meotti

lunedì 5 ottobre 2020

Fratelli tutti en nombre del pueblo

E' arrivata la nuova enciclica dell'attuale papa, o meglio il suo messaggio politico drappeggiato con i panni dell'enciclica, dalla quale apprendiamo che i confini nazionali e la proprietà privata non sono dogmi, che il "mondo è di tutti", l'immigrazione deve essere favorita il più possibile, e anzi ci vorrebbe una governance sovranazionale che decida globalmente urbi et orbi. Il termine "minoranza" va abolito perchè discriminatorio, sì, discriminatorio. Il capitalismo, bestia nera di questo papa, che ha liberato milioni di individui dall'oppressione e dall'arretratezza è da additare come sconcio sulla base delle sue storture (che inevitabilmente sono presenti). Peccato che il socialismo e il comunismo, che hanno cercato di sovvertirlo e di sostituirsi ad esso abbiano generato molta più morte e distruzione e, incomparabilmente molta più povertà. Ma queste sono verità che è meglio sottacere. 


Ora, era già chiaro da tempo, che questo papa al messaggio di redenzione di Cristo ha sostituito quello di chiara impronta marxista nella sua declinazione peronista, pueblista, e che, dopo la strenua lotta portata avanti da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI contro la teologia della liberazione, questa si sia presa la sua rivincita. E oggi, con questa enciclica, dal titolo perfetto per lo Zeitgeist, "Fratelli Tutti", apparentemente ispirata a San Francesco, in realtà molto più ispirata ad Auguste Comte e alla sua reigione dell'Umanità, si è forse raggiunto l'apice. Si definisce ulteriormente l'escatologia intramondana disegnata da Bergoglio, nel cui orizzonte, il Male è, ovviamente, solo dalla parte del capitale e della proprietà, delle specificità identitarie, e il Bene è il popolo, il povero, oggi il migrante, figura simbolica che riassumerebbe sostanzialmente Cristo. E' il mondo di una fratellanza globalista e amorfa, in cui Dio bisogna che perda i suoi connotati troppo specifici, quelli che, per i cristiani sono unicamente riferibili alla figura di Gesù. Agenda perfettamente consona a quella della sinistra più radicale, che non può non trovare il plauso di Bernie Sanders o Alexandra Ocasio Cortez, e, salvo gli accenni alla proprietà privata, di George Soros.


Niram Ferretti

lunedì 21 settembre 2020

I danni del ministro dell'ingiustizia

Carcere, Morrone: pericoloso accordo Bonafede con UCOII per corsi imam

“Il ministro Alfonso Bonafede non ne fa una giusta. Nei giorni scorsi e’ comparsa la notizia che il ministro avrebbe avviato corsi per imam finalizzati a dare assistenza spirituale in carcere ai sempre piu’ numerosi detenuti islamici a rischio radicalizzazione grazie alla presenza in cella di estremisti. Fin qui nulla da eccepire. Il problema sorge quando si apprende che l’accordo per la realizzazione di questi corsi e’ stato sottoscritto ancora una volta con l’Ucoii, l’Unione delle Comunita’ islamiche d’Italia, che non ha certo tutte le carte in regola in tema di contrasto al radicalismo”.

Cosi’ il parlamentare della Lega Jacopo Morrone che su questa vicenda presentera’ immediatamente un’interrogazione.

UCOII sodale con “fratelli musulmani”

E’ noto – continua – che l’UCOII è sodale ai “fratelli musulmani”, gruppo fondamentalista da tempo  operante in Europa e in Italia, inserito nella lista nera da molti paesi arabi. Obiettivo dei Fratelli Musulmani, in estrema sintesi, e’ l’irradiamento dell’islam fondamentalista nel vecchio continente grazie al proselitismo, alle conversioni, alle alleanze strumentali con forze politiche e sociali della sinistra utilizzate come passepartout per entrare nelle Istituzioni. Un progetto sostenuto da flussi di denaro provenienti dall’estero, utilizzati anche per insediare una miriade di centri culturali islamici dove non si punta all’integrazione ma all’indottrinamento e alla penetrazione sempre piu’ capillare nella comunita’.
 

Segretario nazionale UCOII contro cristianesimo

Poche settimane fa, il segretario nazionale dell’Ucoii avrebbe dichiarato in una conversazione su Facebook che ebraismo e cristianesimo sono ‘eresie’ e uno ‘storpiamento del messaggio originario’. Frasi che la dicono lunga sui veri obiettivi dell’Ucoii e che sono state condannate perfino dal segretario della grande Moschea di Roma. Insomma, al di la’ delle dichiarazioni ufficiali e degli apparenti buoni intenti, l’Ucoii e’ e rimane il caposaldo in Italia dei Fratelli Musulmani, l’islam politico estremista che non trovando piu’ sponde e asilo in molti paesi arabi, agisce tranquillamente nel nostro Paese e in Europa nella miope acquiescenza generale. E Bonafede invita proprio l’Ucoii a predicare nelle carceri. "Come mettere la volpe in un pollaio”, conclude Morrone.

martedì 1 settembre 2020

L’armatore Bergoglio

Qualche giorno fa Bergoglio ha detto "i migranti sono un dono" e ha trovato subito la soluzione per riempirci di doni. Udite udite! Arriva una nave ONG nuova di zecca finanziata dalla Chiesa cattolica! La Sea Eye infatti annuncia la "partnership" e che presto metterà in acqua un’altra imbarcazione che si chiamerà Ghalib Kurdi. La nuova ONG sarà ancora “più grande” di quelle già operative nella flotta "restiamo umani" piazzate di fronte alle coste della Libia, voci di "taximercato" danno quotata la Rachete capitano. Sicuramente sarà una nave molto "privilegiata" perché chi negherà mai un porto italiano alla ONG "dell'armatore" Bergoglio?


Stefano Zangrillo

venerdì 12 aprile 2019

Bergoglio in ginocchio

Se questo è un papa

Oggi, 11 aprile 2019, Bergoglio ha inscenato l'ennesimo episodio stravagante e  dissacratorio che va a ad arricchire il suo  già nutrito repertorio di gaffe e comportamenti pubblici discutibili. 
Incontrando una delegazione composta dal Presidente e dai vicepresidenti del Sud Sudan si è inginocchiato prostrandosi a turno dinanzi ciascuno di loro.

Mentre le sue ginocchia non si piegano mai davanti al Santissimo Sacramento, dinanzi al quale rimane ritto come un palo, si mette qui a carponi in un improvvisato  bacio della pantofola non previsto e non richiesto al presidente di uno Stato e ai suoi vicepresidenti attoniti e imbarazzati.

Tanto ostentatamente rifiuta per se stesso, quegli onori che gli spetterebbero di diritto in quanto, almeno in apparenza, vicario di Cristo,  quanto elargisce con disinvoltura gesti plateali e sproporzionati a coloro ai quali non spettano affatto dimostrano per l'ennesima volta con un gesto eloquente, il totale disprezzo del suo status e un sottile ribaltamento dei ruoli. Queste patetiche esibizioni di miserabilismo che fanno il giro del mondo sui media, accrescendo tra le masse stolte il mito del papa umile e dai gesti spontanei, non ingannano certo coloro che avendo compreso chi è costui e quali sono i suoi piani riconoscono che tali gesti,studiati a tavolino, hanno  l'unico scopo di umiliare l'istituzione del papato.

Raramente infatti abbiamo assistito a immagini così ignobili e disturbanti con le quali per l'ennesimo volta Bergoglio prende in giro i cattolici e la Chiesa intera come istituzione fornendo di essa l'immagine plastica di come lui la vorrebbe : prostrata, ridicola, sottomessa al mondo e pervasa da un patologico senso di colpa.

venerdì 29 settembre 2017

Le nuove ingerenze del vaticano...


"Se il tempo che si vuole frapporre per l'approvazione, è un tempo destinato a migliorare le cose, avrebbe un senso. Ma se rimandare vuol dire soltanto prendere tempo, cercare di non pagare il prezzo per un'approvazione così importante, allora qualche difficoltà c'è ad apprezzare tutto questo". Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, torna alla carica. E, ai microfoni del Gr1, atttacca quelle forze politiche che hanno rinviato la legge sullo ius soli: "Due anni fa questa legge alla Camera è stata approvata da chi oggi non l'approva".

Nonostante lo stop in parlamento, la Cei continua a sostenere (con vigore) la legge che regala la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. E adesso se la prende con quelle forze politiche che, dopo aver appoggiato lo ius soli, hanno fatto un passo indietro. "Probabilmente chi si è tirato indietro avrà le sue buone ragioni - attacca Galantino - purtroppo sul tema dello ius soli sono state scaricate tante tensioni - aggiunge, poi, il segretario della Cei - su questo tema sono stati scaricati i temi e i problemi dell'immigrazione ma è una realtà che non c'entra niente". In Italia, secondo Galantino, c'è "un'eccessiva semplificazione e soprattutto un approccio curvaiolo, da tifo da stadio".

Già ieri Galantino si era scagliato contro il parlamento per aver fermato l'iter della legge. "Si è trovato il modo di accelerare sui diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso - aveva tuonato - si dia almeno la stessa attenzione ai diritti di italiani tenuti senza cittadinanza". Una presa di posizione che ha fatto infuriare anche le associazioni arcobaleno. "Non ha senso mettere in competizione i nostri diritti con quelli degli altri - ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo - sono stati dati diritti a persone che non li avevano, su questo punto bisogna in realtà fare ancora molti passi in avanti in Italia, ma questo non significa che si debba colpevolizzare una comunità che sulla questione dello ius soli non ha influenza. Spetta alla politica dare risposte".

lunedì 25 settembre 2017

La chiesa mondialista e lo ius soli

La Cei in campo per i migranti: ius soli, accoglienza, xenofobia. Il presidente della conferenza episcopale, cardinal Bassetti: "La nuova cittadinanza favorirà l'integrazione" di Luca Romano

Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti aprendo il consiglio permanente della Conferenza Episcopale italiana torna ad affrontare il tema dello ius soli. "Alla luce del Vangelo e dell’esperienza di umanità della Chiesa, penso che la costruzione di questo processo di integrazione possa passare anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza, che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sè", ha affermato il cardinale. Dunque la posizione della Cei riguardo alla legge per il momento congelata al Senato che introiduce la cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia è abbastanza chiara: "Accogliere, proteggere, promuovere e integrare sono i 4 verbi che Papa Francesco ha donato alla Chiesa per affrontare la grande sfida delle migrazioni internazionali", ha aggiunto Bassetti. Il processo di integrazione "richiede, innanzitutto, di fronteggiare, da un punto di vista pastorale e culturale, la diffusione di una ’cultura della paurà e il riemergere drammatico della xenofobia. Come pastori non possiamo non essere vicini alle paure delle famiglie e del popolo. Tuttavia, - avverte Bassetti - enfatizzare e alimentare queste paure, non solo non è in alcun modo un comportamento cristiano, ma potrebbe essere la causa di una fratricida guerra tra i poveri nelle nostre periferie. Un’eventualità che va scongiurata in ogni modo".

Il presidente della Cei inoltre ha anche parlato dei recenti episodi di violenza che hanno copito diverse donne in Italia: "Vorrei testimoniare la più sincera vicinanza a tutte quelle donne che in Italia, pressochè quotidianamente, sono vittime di una violenza cieca e brutale". Infine il cardinale parla anche di Fisco e di tutte quelle misure da adottare per dare un sostegno forte alle famiglie, soprattutto quelle numerose: "Una misura di cui avvertiamo l'assoluta importanza non solo perché avrebbe dei benefici sui redditi familiari ma perché potrebbe avere degli effetti positivi su un tema cruciale per il futuro della nazione: quello della natalità". "Il contesto attuale - caratterizzato da un crescente aumento di convivenze, separazioni e divorzi, nonché da un tasso di natalità che continua a diminuire drammaticamente - ci impone di guardare alla famiglia in modo concreto, senza cercare alcuna scorciatoia, scorgendo nelle fragilità della famiglia non solo i limiti dell'uomo, ma soprattutto il luogo della Grazia".

martedì 22 agosto 2017

Papa Boldrini e Madonna Bergoglio

Che non avesse un briciolo di cervello, lo avevamo capito, che fosse un sinistro talebano e non fosse un vero credente, lo abbiamo capito poco dopo la sua elezione. E forse, è stato eletto proprio per distruggere ciò che restava della vera chiesa... ma ora, ha passato ogni limite di decenza. Si tolga quella veste, non la merita. Vuole fare politica? Faccia pure ma si tolga quegli abiti che non gli sono mai appartenuti. Perchè davvero, a me personalmente, ha fatto schifo fin dall'inizio ma perchè vuole distruggere anche la fede?


domenica 20 agosto 2017

Su Barcellona

"Non ci faremo prendere dalla paura, le nostre vite continueranno comunque". La Incontrada (in un tweet) dice che le sue lacrime grondano sangue (che cazzo significa?), Madonna è andata in chiesa in puglia (dove stava in vacanza) a pregare... La Lucarelli in un post delirio dice che la colpa è nostra... Oggi, nella Sagrada Familia si prega per la pace... Gentiloni vuole accelerare sullo ius soli, secondo lui, è la soluzione di tutti i mali. Minniti invece si chiedeva come mai quel furgone fosse passato sulla rambla... io mi chiedo se c'è mai stato Minniti sulle ramblas... Il problema non è solo la classe dirigente italiana, il problema sono tutte le classi dirigenti dell'europa. Avrei tante altre da dirne ma da facebook, estraggo due immagini piuttosto eloquenti.

No, ma il tweet migliore, ripensandoci è quello del sottosegretario allo sviluppo economico dei governi Fonzarelli e sto sveglio Gentiloni... Cioè, poi fanno le vittime perchè vengono insultati? Gli insulti se li cercano con il lanternino... Ma daltronde, quelli del PD, non sono poi così intelligenti come credono.


giovedì 25 maggio 2017

Se questo è un papa...

 
No, non è un papa ma un politico che non dovrebbe fare il papa. O fai il papa e hai lo stesso atteggiamento neutrale con tutti, o datti alla politica invece che distruggere la fede.

venerdì 17 febbraio 2017

Pochezza e pressapochismo


Papa Francesco in visita all'università Roma Tre. Durante il suo intervento davanti agli studenti dell'ateneo, il Pontefice ha affrontato diversi temi tra cui l'immigrazione e il terrorismo internazionale.

Sui migranti la posizione del Papa è chiara: "Le migrazioni non sono un pericolo. L’Europa è stata fatta di invasioni, migrazioni ed è stata fatta artigianalmente, così. Le migrazioni non sono un pericolo sono una sfida per crescere".

Poi ha aggiunto: "È importante il problema dei migranti pensarlo bene oggi che c’è un fenomeno così forte: pensiamo ad Africa e Medio Oriente rispetto all’Europa. Dirlo non è far politica di parte: c’è la guerra e fuggono dalla guerra, c’è la fame e fuggono dalla fame. Ma quale sarebbe la soluzione ideale? Che non ci siano fame e guerra. Che ci sia la pace e che si facciano investimenti in quei posti perchè si abbiano risorse per lavorare e guadagnarsi la vita. Ma attenzione: c’è una cultura che li fa soffrire, è il fatto di essere gente sfruttata. Noi in generale andiamo là per sfruttarli. Un premier africano mi ha detto l’anno scorso che il suo primo impegno è la riforestazione del paese perchè le multinazionali erano andate lì e sfruttato. Non sfruttare Non facciamo i potenti che vanno a sfruttare. Hanno fame perchè non hanno lavoro e non hanno lavoro perchè siamo andati a sfruttarli". Per questo partono, diventano migranti ma, ha continuato Francesco, "anche qui sono sfruttati dagli sfruttatori dei barconi, da quel che ha fatto del Mediterraneo un cimitero: il ’mare nostrum’ oggi è un cimitero. Pensiamo a questo quando siamo da soli, come se fosse una preghiera".

Poi il Papa ha parlato del terrorismo e soprattutto degli attentati che hanno insanguinato l'Europa: "I ragazzi che hanno fatto la strage a Zaventem erano belgi: nati in Belgio, immigrati di seconda generazione, ghettizzati non integrati". Il Papa ha parlato dei giovani e ha analizzato quel processo, a suo dire, che lega il dramma della disoccupazione al terrorismo: "Quando c’è liquidità nell’economia non c’è lavoro concreto. Nella nostra cara Europa: come si può pensare - si è chiesto - che i paesi sviluppati abbiano una disoccupazione giovanile così forte? Non dirò i paesi ma sì le cifre: 40 per cento, 47 per cento, un altro il 50 altro lìvicino quasi il 60. Questa liquidità dell’economia toglie la concretezza del lavoro e la cultura del lavoro, perchè non si può lavorare. I giovani non sanno cosa fare e io, giovane senza lavoro, ho l’amarezza nel cuore: dove mi porta? Alle addizioni che hanno una radice, o mi porta al suicidio? Lo dicono quelli che sanno le vere statistiche dei suicidi, che non si pubblicano. Le vere statistiche non si pubblicano. Oppure - ha continuato il Papa - vado dall’altra parte e mi arruolo in un esercito terroristico. Almeno ho qualcosa da fare, dò senso alla mia vita".

Il messaggio di Papa Francesco

Il Pontefice ha poi inviato un messaggio ai Movimenti popolari riuniti in California. E anche qui tra i vari temi trattati c'è anche quello del terrorismo internazionale: "Nessun popolo è criminale, e nessuna religione è terrorista. Non esiste il terrorismo cristiano, non esiste il terrorismo ebraico e non esiste il terrorismo islamico. Non esistono. Nessun popolo - afferma il Papa - è criminale o narcotrafficante o violento". Secondo Francesco, infatti, "ci sono persone fondamentaliste e violente in tutti i popoli e in tutte religioni, che si rafforzano anche con le generalizzazioni intolleranti, e si nutrono dall’odio e dalla xenofobia".

venerdì 14 ottobre 2016

A favore dell'islam, in silenzio...

La notizia dal facebook di Sherif El Sebaie: "L’Italia è pronta a riconoscere ufficialmente e regolare la presenza della religione islamica senza passare per la via maestra prevista dall’articolo 8 della Costituzione dell’intesa con la confessione religiosa (quella che regola i rapporti con la Chiesa cattolica e con gli altri culti ammessi). L’idea invece è quella di un semplice accordo con l’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, che riconosca agli Imam aderenti lo status di "Ministri di culto". Gli imam riconosciuti come ministri di culto a quel punto potrebbero però opporre all’autorità giudiziaria e investigativa il segreto anche su fatti gravi e criminali appresi dalle confidenze di un loro fedele".

L’Italia sta per dare agli Imam il segreto confessionale di Franco Bechis

La bozza del testo di legge è pronta, e ha ricevuto già l’ok formale del prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno e del professore Paolo Naso, presidente del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano costituito nello stesso Viminale. L’Italia è pronta a riconoscere ufficialmente e regolare la presenza della religione islamica senza passare per la via maestra prevista dall’articolo 8 della Costituzione dell’intesa con la confessione religiosa (quella che regola i rapporti con la Chiesa cattolica e con gli altri culti ammessi).

L’idea invece è quella di un semplice accordo con l’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia oggi presieduta da Izzedin Elzir, che ad alcune condizioni riconoscerà tutti gli Imam aderenti lo status di ministri di culto. Al testo di legge oltre a Morcone e al consiglio per i rapporti con l’Islam italiano (dove siedono molti professori esperti della materia) avrebbe lavorato fornendo non pochi consigli anche l’ex ministro Andrea Riccardi, una delle figure più autorevoli della Comunità di Sant’Egidio che ha fondato la sua storia anche sul dialogo interreligioso.

Ad oggi ben pochi di quegli Imam dell’Ucoii potrebbero diventare ministri di culto, perché la condizione essenziale prevista dalla legge esistente e che abbiano già la cittadinanza italiana. Così il nuovo testo prevede di superare l’ostacolo, attraverso il loro riconoscimento anche dopo uno specifico corso di formazione che dovrebbe essere realizzato dagli stessi professori del Consiglio del Viminale e che verrebbe ciclicamente ripetuto. Il riconoscimento che trasformerebbe gli Imam in ministri di culto però sta spaccando sia la comunità islamica (che è insofferente a questi controlli e patenti di legittimità dello Stato italiano), che parte della magistratura e delle forze di polizia.

Queste ultime sono assai preoccupate di una concessione troppo generosa dello status di ministro di culto che farebbe rientrare tutti gli Imam conosciuti in quella sorta di immunità penale prevista dall’articolo 200 del codice di procedura penale per garantire il cosiddetto segreto di ufficio o segreto confessionale. Cosa significa? Gli imam riconosciuti come ministri di culto a quel punto potrebbero opporre all’autorità giudiziaria e investigativa il segreto anche su fatti gravi e criminali appresi dalle confidenze di un loro fedele. Di più: dovrebbero opporre quel segreto, perché la legge italiana protegge nello stesso codice all’articolo 622 quei fedeli che fanno le confidenze ai loro ministri di culto, perseguendo le rivelazioni da questi fatti sui contenuti di quei colloqui privati.Tradotto in pratica: nella loro funzione molti Imam dell’Ucoii hanno libero accesso alle carceri italiane per seguire i detenuti di fede musulmana, esattamente come accade ai sacerdoti con i detenuti cattolici.
Sui fatti appresi in quei colloqui, come su confessioni ricevute anche al di fuori di quegli ambienti, una volta riconosciuti come ministri di culto, gli Imam possono e anzi debbono mantenere il segreto. Perfino se un detenuto confessasse loro di essere a conoscenza della preparazione di un attentato. Al contrario gli altri islamici presenti in Italia erano contrari già alla bozza preparata dal professore Naso per l’eccesso di controllo nei confronti delle pratiche religiose musulmane che è previsto dal testo come merce di scambio per il riconoscimento degli Imam dell’Ucoii, e protestano per la presunta discriminazione “visto che per altre confessioni religiose tutto questo non è previsto”. La bozza di legge sui ministri di culto Morcone-Naso verrebbe poi unita a un rapido percorso parlamentare di un disegno di legge proposto da Stefano Dambruoso sulla radicalizzazione jihadista, di cui interessa la proposta di finanziare con 20 milioni di euro in due anni la formazione e l’aggiornamento dei professori di scuola italiani sul dialogo interreligioso.

domenica 8 maggio 2016

Imbecilli

Più immigrati meno figli. Ce lo chiede la UE – ed El Papa. di Maurizio Blondet   

Il web è (giustamente) in ebollizione per quel che hanno detto, dopo aver firmato un accordo italo-tedesco sulla formazione, le due ministre dell’istruzione, Stefania Giannini e Johanna Wanka.  Prendo da IntelligoNews, il primo a dare l’allarme: “L’Italia deve prendere spunto dalla Germania e colmare la discrepanza che ci divide dai tedeschi. L’accordo odierno è solo l’ultimo passo dopo il Jobs Act e La Buona Scuola per riformare radicalmente il nostro sistema”, secondo la Giannini. E ha dipinto, con la Wanka, una società completamente nuova: “Non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi. La flessibilità induce le persone a spostarsi individualmente, il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più”. E ancora: “Dobbiamo tendere sempre più verso un modello americano, in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico”.

Affermazioni che poi la Giannini ha cercato di attenuare.  Per esempio avrebbe detto “la flessibilità ‘non’ è sinonimo di precariato”.

Ma è davvero strano che tutti i presenti abbiano mal inteso i discorsi delle due dementi.  Nel resoconto più completo che ho trovato (su  un sito di insegnanti), la  Giannini ha annunciato giuliva: “L’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli”.  Le riforme Hartz, quelle della precarizzazione della forza-lavoro poco produttiva, a cui vengono assegnati mini-jobs con mini-salari  da  480 euro al mese.

“Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere”, ha  continuato  la Giannini. “Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo impostato su un modello di economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti“.

“Le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo famigliare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione”.

“Le vite degli italiani, le nostre vite, stanno andando incontro a enormi cambiamenti, figli della globalizzazione e delle riforme messe in atto per starle al passo. Vite più precarie lavorativamente e affettivamente, in cui il successo economico di un Paese, come nel caso tedesco, non si traduca in aumento della natalità o della stabilità individuale e sociale. Sarà sempre più difficile creare una propria famiglia stabile e prendersi cura dei propri figli”.

Ovviamente è stato obiettato che in questo splendido nuovo ordine precario e nomade,  sparita la famiglia, crollerà la natalità: nei due paesi, Italia e Germania, che hanno una demografia già collassata. Entrambi i paesi hanno un tasso di natalità di 1,2 figli per coppia, il che significa l’estinzione delle rispettive nazioni  per la fine del secolo.  Qui è intervenuta l’altra giuliva, la Wanka,  che ha giulivamente comunicato: “In dieci anni la popolazione tedesca si è ridotta del 22 per cento. L’unico settore in cui la produttività è diminuita è quello dei figli”.

In dieci anni riduzione del 22 per cento. In venti, del 40. In trenta, del 70 per cento o giù lì. Ma la “competitività  tedesca”  verrà mantenuta, anzi  potenziata: sempre meno lavoratori, sempre più prodotti manifatturati a basso costo.  In una Germania senza più tedeschi.  E’ per questo, ha spiegato la Wanka tutta allegra, che  stiamo importando centinaia di migliaia, anzi milioni di immigrati. “i nuovi arrivi hanno una precisa funzione economica, perché vanno a inserirsi all’interno di uno spazio lasciato vuoto”.

Quindi è proprio questo che hanno detto.  Le loro parole, che certamente ripetono ad orecchi  istruzioni dalle due  sceme ricevute, coincidono troppo bene con l’accelerazione del progetto mondialista che vediamo in corso: accelerazione della destabilizzazione in Medio Oriente,  trattati transatlantici fatti ingollare a forza  agli occidentali delle due sponde, Israele, Katar  e Arabia Saudita inseriti a forza nella NATO (1), Israele di fatto inserita nella Unione Europea insieme alla Turchia (fine dei visti d’entrata per 80 milioni di  loro),   con l’accettazione da parte di Berlino e quindi Bruxelles  del dispotismo  ottomani ed incivile, anti-europeo  che Erdogan sta  instaurando.  E’ la fine d’Europa,  della civiltà europea con le sue articolazioni nazionali, le sue culture diverse e tuttavia unificate dal cristianesimo. Ed è  impressionante vedere con quanto tempismo “El Papa”  appoggia, anzi consacra – fra gli applausi dei media e dei politici progressisti –  questo progetto mondialista (parodia dell’universalità cristiana):  l’inondazione di musulmani sarà un bene per nonna Europa”, la renderà “feconda”. Ma non è preoccupato, “Francesco”, che vi scompaia   il cristianesimo? Nient’affatto. Come ha spiegato Eugenio Scalfari – il suo interprete autorizzato –   qualche sera prima al Teatro Eliseo, “Questo è il primo Papa che ha detto che Dio è uno, e non è di nessuno. I cristiani sono una delle confessioni”.
 
Il  Papa del G.A.D.U

Il sogno massonico si realizza: un Papa a capo della religione generale per il mondo,  de-sacramentata,  quella del  Dio generico, il Grande Architetto dell’Universo,  buono (loro credono)  per eternizzare il sistema terminale. Già “L’Osservatore Romano”  ha pubblicato  lo scorso 26 aprile, un importante articolo per la svolta in corso,  intitolato “Il disagio dei monoteismi”, a firma  Marco Vannini,  studioso della mistica ma su posizioni   gnostiche. Sul giornale della ex Santa sede, Vannini   sostiene ed esalta la tesi (tipicamente massonico-gnostica) “che i monoteismi, tutti, in testa il giudeocristianesimo, sono per essenza esclusivi e violenti nei confronti di ogni altro credo, all’opposto degli antichi politeismi, per essenza pacifici”. E continua:

“In un tempo di rinnovata violenza in nome di Dio, una vera tolleranza religiosa, capace di riconoscere la relatività senza scivolare nella banalità, può sussistere solo superando la distinzione mosaica tra vera e falsa religione  (…) “Nel nostro mondo globalizzato la religione può trovare posto solo come ‘religio duplex’, ovvero religione a due piani, che ha imparato a concepirsi come una tra le tante.(…) Siccome, nonostante la globalizzazione, non ci sarà mai un’unica religione, un’unica verità, un unico Dio, la ‘religio duplex’ è quella che permette di restare uniti e solidali nel comune destino umano”.  (2)

Non è  forse questa la religione di El Papa? Ostile ai cattolici, “chiusi farisaici” legati alla dottrina, alla “verità” che va superata in nome della “carità”. E del business che deve restare “efficiente” per il capitale  globale.   Infatti, ha detto Scalfari “Oggi questa questione è di un’importanza enorme”,  ed è appunto nel senso indicato da Wanka: inserire nuovi arrivati nel sistema produttivo tedesco, il più efficiente.  Francesco e Wanka uniti nella lotta per il governo mondiale.  Voluto dal capitalismo terminale, che ha una fretta eccezionale  di questi tempi. Far durare il capitalismo terminale.

Le due giulive

Le due sceme infatti –   orecchiando quel che è stato loro ordinato – hanno stilato un Progetto singolare: quello di trasformare in Utopia desiderabile  un sistema economico non sostenibile – quello della deflazione e del debito impagabile  – che loro hanno creato. Rendere permanente, eterno,  il Capolinea  dei Creditori che  hanno perseguito con tanta “efficienza” la massima retribuzione del Capitale, fino all’usura, da  svuotare i paesi dalle popolazioni di lavoratori  dell’europa,  qualificati perché preparati da un civiltà che fino a ieri fu industriale, ma nutrita di una cultura più antica e più alta, e innervata di cristianesimo,    illudendosi  di sostituirli con negri e  islamici, senza qualificazione alcuna, e senza alcuna “etica del lavoro”, perché anche quella – come tutti gli elementi della civiltà – è un lascito cristiano.

Nulla di meglio che riportare quel che mi ha scritto l’amico Gianluigi Marletta:

“Ecco cosa ci preparano i poteri forti. “L’aspetto positivo dei nostri governanti è che non si nascondono più nelle loro dichiarazioni (non ne hanno più bisogno). La ministra Giannini spiega che: nella società futura NON ci sarà più spazio per la famiglia perché tutti dobbiamo abituare di essere sballottati per i continenti a cercare lavoro;  visto che gli europei neo-schiavi non faranno più figli, dovremo riempire il nostro paese di migranti. Ecco fatto! Capite a cosa sono serviti femminismo, rivoluzione sessuale, gender, immigrazione selvaggia e destabilizzazione di interi continenti? Dovete essere precari, anaffettivi, migranti perenni. Parola di ‘ministra’ della Repubblica”.

Eh sì: tutte le goie dell’edonismo libertario si sono rovesciate nella neo-schiavitù. Il nomade anaffettivo avrà pur sempre la pornografia per  consolarsi mentre  si sballotta da continente a continente a cercare lavoro.   La fine della famiglia, sogno del Capitalismo terminale – e di Satana – è  finalmente realizzato. Il punto (piccolo insignificante) è che questa “civiltà”  di  satana   che  rende  i vostri figli schiavi nomadi e masturbatori,  non è, semplicemente,  sostenibile. E loro la vogliono rendere eterna, gli usurari. Si fanno aiutare da El Papa. Ma fallirà “per le sue stesse contraddizioni”; come fu già il sovietismo.

Il Pontefice della UE e TTIP

Lo mette in chiaro Ettore Gotti Tedeschi, economista, che è stato per breve tempo “Il banchiere del Vaticano” (prima di essere espulso: non  vogliono cattolici nella Santa Sede di Bergoglio). Sulle soluzioni della ministra tedesca Wanka, Gotti Tedeschi dice:

“Le considerazioni di Wanka sono insostenibili. L’”accoglienza” reale, benefica,  [di tanti immigrati]    si può realizzare solo in condizioni di equilibrio economico, non di grave crisi – come quella attuale –   che aggraverà il modello stesso di accoglienza. L’integrazione vuole investimenti altissimi, e le risorse non ci sono; andranno perciò sottratte alle spese per la sanità e pensioni degli anziani. Quello che non capiscono questi burocrati è che le soluzioni da loro prospettate provocheranno una rivoluzione epocale, sociale, culturale e politica. Vedrete alle prossime elezioni quali partiti prenderanno il potere in Europa… Già: i partiti “populisti, xenofobi”,   che stanno crescendo. E contro questo progetto.  Il sistema terminale li reprimerà con tutti i mezzi, anche violenti,  e provocherà lo scontro. Gotti Tedeschi: “Se si vuole esser pragmatici, si facciano anche i conti. Quanti immigrati sono necessari per compensare il gap di popolazione ( senza vere soluzioni economiche )? diciamo, solo per l’Italia, dieci milioni? Ma se è vero, se è vero che per risolvere la crisi economica europea sono necessari una cinquantina di milioni di emigrati, abbiamo capito finalmente cosa stanno progettando i governanti europei, magari con l’appoggio della Autorità morale? Mah!”.

“Il  problema  che questi vogliono risolvere  è dovuto proprio alle politiche malthusiano-ambientalistiche avviate negli anni ’70 quando si varò il Nuovo Ordine Mondiale,  dove sempre grazie alle politiche anti-natalità degli anni ’70, si avviò la crisi economica che oggi qualcuno vuol risolvere con le politiche di immigrazione. In pratica si vuole risolvere gli effetti (e non le cause) agendo proprio sugli effetti. Per capire, basterebbe andarsi a rileggere quello che l’Oms (Organizzazione Mondiale Sanità) scriveva nel 1992, invitando ad occuparsi di chi è sano e produttivo (e non di chi è anziano e malato), lasciando intendere che l’immigrato ha questi caratteri. Il direttore generale Oms (Hiroschi Nakaijama) spiegava anche che l’etica cristiana non poteva  più esser applicata in futuro. Non mi meraviglia pertanto neppure la considerazione che  non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi”. E’evidente che uno dei veri obiettivi è proprio la distruzione della famiglia (cristiana) che educa i figli soggettivamente, sottraendoli alla educazione omogenea “di Stato” voluta dalla cultura gnostica.

 “Si pensi solo alla difficoltà che sta rivelandosi   nella “integrazione europea” per la  dfferenza di visione protestante e cattolica!”.  Integrare in questa anche i musulmani a milioni, e di colpo, sarebbe come ripetere l’errore di “quando è stato fatto l’Euro, con lo stesso superficiale approccio usato a fine anni ’90, questa volta dal punto di vista socio competitivo. Scusatemi se riaffermo che il nostro problema vero è l’inadeguatezza della nostra classe dirigente politica (e religiosa). Amen”.

Amen.
 
Note: “La Nato si allarga ancora. Dopo l’espansione a est, l’Alleanza Atlantica estende il numero dei “paesi osservatori partner” guardando al medio oriente. Dopo Israele, anche Giordania, Qatar, Bahrein e Kuwait disporranno di una sede permanente all’interno del quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles. L’annuncio, ritardato dalle negoziazioni turco-israeliane, è stato dato il 4 maggio scorso, in occasione dell’entrata in carica del nuovo Comandante supremo alleato in Europa (SACEUR), il generale Curtis M. Scaparrotti. E’ questo un modo per aggirare la clausola di mutua difesa che obbliga tutti gli alleati a intervenire in caso di necessità. La Nato apre così la porta a nuovi scenari catastrofici per l’Europa e il mondo”. 

venerdì 22 aprile 2016

Il demente scafista di Dio

Francesco, “scafista” di Dio. Domenica 17 Aprile 2016 – Santi Elia, Paolo e Isidoro, Martiri – a casa, a Taurianova di Nino Spirlì

Sì, dai, facciamoli sbarcare, sia dai canotti che dagli aerei. Accogliamoli, infine, nelle nostre case e, anzi, consegniamo loro devotamente una copia delle chiavi. Volessero uscire a mangiare un kebab…  Tanto, prima o poi, ce le fotteranno comunque, le case nostre costruite col sudore dei nostri Padri. E cerchiamo, mi raccomando, di individuare quelli fra loro che vogliamo ospitare; facciamolo intelligentemente prima che partano dai loro Paesi, e preghiamoli di inviarci, magari con lo smartphone di cui sono dotati anche i loro neonati, la foto delle pietanze che vogliono trovare a tavola all’arrivo e il disegno del tappeto per la preghiera che meglio si intona col colore degli occhi o delle djellaba. Non sia mai ci dovessimo sbagliare di gusto o tonalità. Potrebbero incazzarsi o, peggio, restare delusi dell’accoglienza italiana. Informiamoci su che marca di shampoo per chioma turbantata, smalto per  unghie nascoste e crema per le rughe sottovelate usino le signore e quale sia il calibro di pistola o la lunghezza di lama del coltello più gradita al marito, al nonno, allo zio e al nipotino kamikaze salterello. Non facciamoci riconoscere per quello che siamo: disattenti e superficiali. Confusionari e disorganizzati. Anzi, cominciamo a studiare tutte le loro lingue, anche quelle più sgrammaticate; leggiamo il loro codice e memorizziamolo, soprattutto i capitoli che riguardano gli infedeli (noi) e la giusta fine che devono fare (boom! o anche zac!). Mettiamoli a loro agio, insomma. Come ci ordinano i nostri governanti imposti dalla massoneria e dalle banche. Come ci impone, sputandoci schizzi di coscienza favelera, il papa venuto dalla fine del mondo (cristiano). Come ci consigliano le bavose associazioni (dis)umanitarie, sempre pronte a salvare il culo e la pelle dei migranti for money, mentre se ne strafottono dei CRISTIANI MASSACRATI IN TUTTO IL MONDO IN QUANTO CRISTIANI!

Dai, ragazzi, andiamo a prenderceli, questi milioni di “pacifici fraterni invasori” e porgiamo, durante il comodo viaggio, l’altra guancia per qualche caracca (o papagno). Carichiamo per primi i bambini, così facciamo contenti un po’ di monsignori col vizietto; a seguire, i giovani, quelli che serviranno a far detonare le cariche necessarie per ricostruire stazioni, aeroporti, piazze, scuole, chiese… Non dimentichiamo le stivate di donne, di colore è meglio, per il mercato del piacere da siepe. E, infine, gli imam! Quelli, per favore, non manchino! Anzi, abbondiamo con gli imam. I più ortodossi. Quelli che ci spiegano come si picchiano le mogli, ci si immola per il profeta, si mutilino le bambine, si pieghino a suon di frusta le schiene dei giovani refrattari. Poi, infine dell’infine, carichiamo i vecchi. Anche gli sdentati di cent’anni. Quelli depositari della saggezza popolare. Quelli che stanno accovacciati per intere giornate, come per un’eterna cagata, davanti alla porta di casa o ai giardinetti e ti guardano come se tu fossi l’incarnazione di ogni male, e ti sputano sui piedi appena gli passi vicino. Su, su, diamo retta al popolarmisericordioso papa Francesco, da ieri anche nocchiere  di lusso per famiglie non già cattoliche, cristiane, ma, si dice, autenticamente maomettane. Di quelle che ci mancavano nella collezione. I migranti pontifici. Accogliamoli in questa nostra casa loro, sapendo che, male che vada, entro dieci vent’anni, faranno saltare definitivamente chiese e monsignori, governi e palazzi, sventreranno banche e luoghi del potere. Ma a noi, detto “papale papale” non faranno un cacchio: perché non valiamo e non varremo niente. Al limite, ci daranno un pugno di couscous da mangiare per farsi servire. Una croce. Quella di Cristo fu più pesante e insanguinata.

Fra me e me. Verso il Golgota, grazie al papa traghettatore (per chi fabbrica chiodi per le croci)

domenica 6 settembre 2015

Poi c'è il Ber(C)oglione

Ma per entrare in vaticano, ci vogliono i documenti altrimenti si viene scacciati via. Tuttavia, restano le parole famose di Buzzi, quelle, valgono anche per il vaticano...

Papa Francesco: "Ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi". Durante l'Angelus Bergoglio torna a predicare la politica dell'accoglienza: "Ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi". Il Vaticano ne accoglierà due di Sergio Rame

"In prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi". Mentre l'Europa affronta la piuù grande emergenza migratoria degli ultimi anni, papa Francesco torna a chiedere di accogliere gli immigrati che stanno arrivando in Europa. E, durante l'Angelus, annuncia che "anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi". "Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa - è l'appello lanciato da Bergoglio - ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma". Il Santo Padre si rivolge a tutti i vescovi d’Europa affinché "nelle loro diocesi sostengano questo mio appello, ricordando che Misericordia è il secondo nome dell’Amore: 'tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me'". Nel breve discorso pronunciato prima dell'Angelus, papa Francesco accusa i fedeli di essere spesso "ripiegati e chiusi in noi stessi" fino a creare "tante isole inaccessibili e inospitali" e rileva che "persino i rapporti umani più elementari a volte creano delle realtà incapaci di apertura reciproca: la coppia chiusa, la famiglia chiusa, il gruppo chiuso, la parrocchia chiusa, la patria chiusa". "Questo non è Dio - puntualizza - è il nostro peccato". Eppure, ricorda il Papa commentando l’episodio evangelico della guarigione del sordomuto, "all’origine della nostra vita cristiana, nel Battesimo, ci sono proprio quel gesto e quella parola di Gesù: 'Effatà! - Apriti!'". "Questo Vangelo - sottolinea il Santo Padre - ci parla anche di noi stessi".

martedì 23 settembre 2014

La tolleranza non basta

Oh, allora si presume che il vaticano, come l'italia abbia abolito il reato di clandestinità. O quantomeno sia in procinto di abolirlo se, secondo lui bisogna accoglierli tutti... E' facile parlare quando sono sempre gli altri a pagare, eh e le porte del vaticano, pardon, i confini del vaticano restano chiusi?

Un paio di commenti:  "Da un articolo del Dott. Bracalini: In Vaticano si entra solo se autorizzati, con precise modalità, un permesso rilasciato dal Governatorato, e che può essere rifiutato “qualora ricorrano giusti motivi”, e che comunque è temporaneo. E veniamo al divieto di accesso. L’interdizione scatta, dice l’articolo 12, “quando sussistano giusti motivi”. E “coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza le necessarie autorizzazioni o dopo che siano scadute o revocate possono esserne allontanati”. Si viene “allontanati”, non più cacciati con la forza pubblica, ma comunque allontanati. Come gli italiani chiedono si faccia con i clandestini che sbarcano sulle nostre coste. Salvo essere ammoniti dalla Chiesa (che in Vaticano non vuole clandestini) che così si pecca di egoismo e indifferenza. Allora caro il mio Papa, come la mettiamo? Modifica la legge e beccate un po' de feccia pure tu!"

"Non si tratta di diffidenza etc...etc...ma di pragmaticita'. Semplicemente non si puo' accogliere i milioni e milioni e milioni di migranti pronti ad approdare in Italia ed anche eventualmente trasferirsi nel resto Europa, se per caso qualche paese possa derogare almeno una volta ai flussi gia' contingentati. Perché manca una condizione di fondamentale affinché tutti quelli che arrivano si sentano a loro agio (non dico integrati...). Manca il lavoro. Non é possibile illuderli, farli arrivare e poi abbandonarli buttati o nei centri o per strada. E nemmeno si puo' pensare che la forma assistenziale di cui fruiscono all'arrivo, possa essere mantenuta in eterno. Occorrono politiche di investimento nei loro paesi per tenerli, giustamente, li'. E il Papa dovrebbe anche lui predicare in questo senso. Anche perché molti di quei paesi sono potenzialmente molto ricchi grazie a risorse naturali minerali, molto piu' dell'Italia e dell'Europa Certo, cosa a parte sono i profughi da situazioni che si spera siano momentanee. Poi anche una buona campagna di controllo delle nascite in tutti quei paesi andrebbe predicata. Altro che crescete e moltiplicatevi. Ammesso che quando almeno meta' Africa avra' "invaso e fagocitato" forse l'Europa ma senz'altro l'Italia, poi dove andra' a cercare nuove terre con il tasso di natalita' altissimo di quei paaesi?"

"Che Papa ipocrita! Hanno appena inasprito le leggi sull'immigrazione in Vaticano e si permette di predicare agli altri? Ma perché non la fa finita e si leva dai piedi, che tanto ormai si è capito che ha preso il posto di Benedetto XVI solo per accelerare la caduta della Chiesa! La mezzaluna sventolerà su San Pietro e bergoglio sarà felice di essere il servo prediletto del capo imam! Che schifo! Il prossimo carico di "migranti" li preleviamo con un C-130 militare direttamente dalla Libia e ancora in volo li scarichiamo in vaticano senza paracadute. Il Papa tollererà tutte quelle "risorse", lui è il bene..."

Immigrati, il Papa bacchetta: "Non basta essere tolleranti". Il papa esorta gli Stati a collaborare: "Nessun Paese può rispondere da solo" all'emergenza". E attacca la Chiesa: "Ostilità e diffidenze anche da parte dei cristiani" di Girolamo Tripoli

Bisogna accogliere i migranti, perché la sola tolleranza non basta. Gli Stati, inoltre, dovrebbero cooperare di più e la Chiesa dovrebbe farorire la "cultura dell'incontro". Questo, in sintesi, il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà il prossimo 18 gennaio.

"Serve una cooperazione internazionale": La cooperazione dei diversi Paesi è, secondo il Papa, fondamentale: "Quando un gran numero di persone lascia i luoghi d'origine e intraprende il rischioso viaggio della speranza nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno, che è così ampio da interessare ormai tutti i Continenti nel duplice movimento di immigrazione e di emigrazione. I movimenti migratori - aggiunge - hanno assunto tali dimensioni che solo una sistematica e fattiva collaborazione che coinvolga gli Stati e le Organizzazioni internazionali può essere in grado di regolarli efficacemente e di gestirli. Nonostante i loro generosi e lodevoli sforzi - afferma il Papa parlando dei Paesi che accolgono i migranti - è necessaria un'azione più incisiva ed efficace, che si avvalga di una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana". Ai governi chiede anhe un maggiore sforzo per il traffico di esseri umani: "La lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro tutte le forme di violenza, di sopraffazione e di riduzione in schiavitù deve essere più incisiva".

"Ostilità agli immigrati anche dalla Chiesa": Bergoglio parla anche delle ostilità verso gli immigrati anche da parte della Chiesa: "Non di rado i movimenti migratori suscitano diffidenze e ostilità, anche nelle comunità ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte. La vocazione della Chiesa a superare le frontiere - aggiunge - e a favorire il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione ad un atteggiamento che abbia alla base la "cultura dell'incontro", l'unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno. La Missione della Chiesa, pellegrina sulla terra e madre di tutti, è amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati, i quali cercano di lasciarsi alle spalle dure condizioni di vita e pericoli di ogni sorta". Il Papa si augura anche una Chiesa senza frontiere in modo che sia "la madre di tutti" perché "nessuno va considerato inutile, fuori posto o da scartare".

"Non basta la semplice tolleranza": "Cari migranti e rifugiati, voi avete un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutate ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l'intera famiglia umana", afferma il Papa. E data l'enorme vastità del fenomeno "non può bastare la semplice tolleranza", anche se "apre la strada al rispetto delle diversità e avvia percorsi di condivisione tra persone di origini e culture differenti". "I movimenti migratori - continua - sollecitano ad approfondire e a rafforzare i valori necessari a garantire la convivenza armonica tra persone e culture". Perché "le migrazioni interpellano tutti - aggiunge - non solo a causa dell'entità del fenomeno, ma anche per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che sollevano, per le sfide drammatiche che pongono alle comunità nazionali e a quella internazionale". Il Papa ha concluso il messaggio affermando che "ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica è la vita cristiana, niente di più. Semplice, semplice. Forse noi l'abbiamo fatta un pò difficile, con tante spiegazioni che nessuno capisce, ma la vita cristiana è così: ascoltare la Parola di Dio e praticarla".