giovedì 18 giugno 2026

I deliri dei sinistri

Buongiorno.

Sui migranti passa la linea di Vannacci, vince il neofascismo e finisce l’Europa democratica e dei diritti. Con 418 voti a favore e 218 contrari, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Regolamento rimpatri, sancendo una saldatura storica tra i popolari del PPE, e i neofascisti, i conservatori dell'ECR e la destra sovranista ed estrema. Al parlamento europeo si è assistito a festeggiamenti osceni da parte dei neofascisti, con cori che scandivano “Send them back”, rispediamoli indietro. 


La nuova normativa, sostenuta da Ursula von der Leyen, e rivendicata con orgoglio di primogenitura da Giorgia Meloni, introduce la possibilità di esternalizzare le procedure, trasferendo i migranti in centri di rimpatrio situati in Paesi terzi. Il testo prevede inoltre il trattenimento amministrativo, cioè il carcere, per i richiedenti asilo fino a un massimo di 24 mesi (estendibili a 30), e l'uso dell'identificazione biometrica di massa estesa anche ai bambini. È una svolta autoritaria che spazza via lo stato di diritto e ogni principio di umanità. La verità è che la destra neofascista, per cercare voti, prima ha detto di voler lasciare annegare i migranti in mare; ora, con la complicità dei centristi, parla apertamente di deportazioni e di "remigrazione". Il primo obiettivo è stato parzialmente mancato: è vero che ci sono stati molti morti, ma complessivamente non sono diminuiti gli sbarchi. Il secondo scenario si svilupperà nei prossimi anni con veri e propri campi di concentramento per i migranti in Paesi terzi, dai quali solo una minima parte di loro verrà veramente “rispedita a casa”, sia  per motivi economici, essendo molto costoso il rimpatrio, sia per la complessità e la difficoltà di stipulare accordi di riammissione con le nazioni di origine o comunque disponibili ad accogliere.


Ad oggi l’Ue effettua poco più di un rimpatrio per ogni cinque ordinati. Il rischio è che questi campi diventino presto costosissimi imbuti senza uscita, pieni di tensioni e quindi di violenze. La politica per l’immigrazione della destra neofascista è di alzare costantemente la posta al solo scopo di conquistare il consenso. L’Europa ha finito per adottare il modello americano violento, razzista e disumano voluto da Trump. Inoltre, poiché i governi e i partiti della destra neofascista rifiutano qualsiasi regolarizzazione dei migranti, il risultato di questi provvedimenti sarà un aumento esponenziale degli irregolari, e quindi dello sfruttamento più brutale, dell’illegalità e dell'insicurezza nelle nostre città. Questa è la politica della destra neofascista che ieri ha vinto in Europa con l’appoggio dei popolari. Dietro a tutto questo, non c’è nessuna strategia, nessuna volontà di risolvere i problemi reali ma solo la ricerca di consensi immediati, utilizzando la paura e il risentimento diffusi. Si crea così un circolo vizioso, una trappola in cui l’insicurezza, generata e ampliata dalle stesse politiche migratorie volute dalla destra, viene presa a pretesto per giustificare iniziative da “regime di eccezione”, sempre più repressive ed autoritarie. La Chiesa cattolica, i sindacati dei lavoratori e le ONG si sono opposti con forza  a questa svolta antidemocratica e disumana dell’Europa. I partiti politici di sinistra e le forze autenticamente liberali, in Italia e in Europa, devono, a mio avviso, combattere contro i provvedimenti della maggioranza neofascista e popolare che si è formata a Bruxelles. Per dare coerenza a questa battaglia PD e socialisti europei devono ufficialmente e definitivamente abbandonare la maggioranza Von der Leyen.


Enrico Rossi

mercoledì 10 giugno 2026

Remigrazione ed unione europea

Belfast brucia non perché un immigrato sudanese ha tentato di decapitare un bianco in mezzo alla strada.  Brucia perché il Corriere scrive "l'attacco con coltello è attribuito ad un migrante" nonostante l'inequivocabile video. Brucia perché Huffpost scrive che Londra ormai è piena di fascisti ed Henry Nowak scompare da ogni equazione. Scrive perché milioni di italiani affermano, mentendo, che preferirebbero trovarsi da soli, di sera, in strada con un maranza e non con un influencer che dice "scimmia" ad un criminale che gira a petto nudo in centro come fosse a caccia di selvaggina. Brucia perché il diritto di vivere serenamente e persino di vivere e basta è stato soppiantato dall'esigenza del parastato di ingrassare immettendo costantemente carne nuova da Paesi sottosviluppati nel tessuto sociale, dicendo a chi è obbligato ad accogliere: "rassegnati e sopravvivi mentre io mi arricchisco grazie ai tuoi futuri carnefici". Brucia perché in Polonia una ragazzina può passeggiare senza essere violentata, a Milano no, a Torino no, a Barcellona no, a Londra no, a Parigi no, a Lione no, a Bruxelles no, ad Amsterdam no, a Stoccolma no, a Belfast no. Brucia perché un magistrato che ha la possibilità di stabilire se un immigrato stupratore sia i non sia pericoloso, sceglie la seconda opzione e lo rilascia sapendo che l'elettore medio di sinistra dirà che è colpa delle leggi anziché "è colpa sia delle leggi sia della magistratura al servizio del parastato sia degli italiani che hanno votato per non riformarla credendo che quello fosse un atto partigiano che sarebbe bastato alla storia sotto l'ombrello della resistenza e dell'eroismo”. Brucia perché Carofiglio dice che la remigrazione è il tentativo di trasformare delle bestialità in teoria digeribili e lo dice mentre pubblicizza un nuovo libro che cavalca l'egemonia culturale predatrice della sinistra proprio su questi temi spiegando che la vera rivoluzione è nella gentilezza. Brucia perché un sudanese con coltello, stranamente, non si ferma davanti alla gentilezza. Brucia perché il mondo reale non potrà mai collassare davanti alla narrazione degli avversari mentalmente disturbati, quando si tocca la sfera della sopravvivenza primordiale. Brucia perché oggi la cronaca ci segnalerà altri episodi di violenze di immigrati, di giudici compiacenti, di illusioni rivelate. Brucia perché l'inevitabile è inevitabile.


Giovy Novaro 

giovedì 4 giugno 2026

Zan Zan e il ddl medievale Valditara

Per quale ragione Alessandro Zan è così agitato per l'approvazione del consenso informato nelle scuole, tanto da scrivere "il ddl Valditara riporta l'Italia nel Medioevo"? Cosa c'è di così demoniaco nel lasciare che siano i genitori, spesso intellettualmente claudicanti fra l'altro, a valutare cosa possa essere insegnato ai propri figli? Perché questa ferocia scalpitante nell'imposizione dell'educazione sessuo-affettiva che si è dimostrata ampiamente fallimentare nei Paesi in cui è obbligatoria, dato che i femminicidi e le violenze di genere dipendono da altri fattori come, ad esempio, la massiccia presenza di immigrati? Non esiste forse un disequilibrio surreale fra l'obbligo di un genitore di firmare il consenso per la gita scolastica in una fattoria tra le papere e i cavalli e la volontà che non debbano venire a conoscenza di una lezione su un tema talmente labile nei suoi confini che potrebbe sfociare in mero indottrinamento woke? Perché, Alessandro, il tuo sacrosanto impegno contro i reati di odio non si traduce mai in una denuncia verso le etnie nordafricane che incarnano la problematica in essere? Non c'è il rischio che qualcuno possa ipotizzare che dietro questa attenzione sul consenso informati possa nascondersi ben altro scopo come ad esempio quello di formare nuove truppe ed ingrassare il parastato attraverso i "nuovi diritti" su cui poi pretendere fondi statali? Non è forse il patriarcato una questione vigente nella religione musulmana e soprattutto nella sua parabola più intransigente dove la donna diviene una merce alla quale la sinistra non regala attenzioni per dovere di empatia suicida? Ed infine, non è proprio in questi rara rafforzamenti del pensiero di "destra" che il Paese riscopre la sua lotta contro il male?


Giovy Novaro 

Sostituzione etnica

Scrivo queste righe noiose solo perché adoro essere quello “che ve l'aveva detto” e poterlo provare un giorno non lontano: considerata la demografia e le sanguinose accelerazioni - letteralmente - rilevate anche in Italia, a voler essere molto ottimisti abbiamo ancora una sola generazione (15-20 anni) per escogitare e implementare una soluzione grossomodo inscrivibile nella cornice di uno stato di diritto per espellere le belve afro-islamiche che la sinistra ci ha messo direttamente in casa per specularci sopra, per allucinazione ideologica, e nell'illusione di poterle manovrare politicamente. Dopodiché l'alternativa sarà o una lunga e orrenda guerra strada per strada contro i barbari o - assai più probabile - la sottomissione suicida. A beneficio dei meno arguti tra voi, tipo quelli che espongono la bandiera palestinese dal balcone o si sono vaccinati convintamente contro il Covid, di seguito pubblico un post di c.n. per contestualizzare il tutto:

"Le mie non sono parole emotive dovute a questo o quel fatto di cronaca. Chi mi conosce sa che ripeto oramai da anni - ancora ai tempi n cui microcefali tra i miei contatti ragliavano di "risorse" (ricordate?) e migrazioni come fenomeni storici impossibili da controllare ed "accoglienza" - che l'Europa non ne uscirà senza abbondanti spargimenti di sangue. Non è una cosa che desidero o non desidero: È semplicemente strutturale. Come, non so, quelli che dicevano che una seconda guerra mondiale era ovvia dopo la prima. Strutturalmente, c'è un'élite nemica della popolazione, con supporto minoritario, per di più da parte di progressisti cui hanno lavato il cervello e che tendono ad essere o anziani o sterili, che ha importato elementi allogeni per attaccare e terrorizzare la popolazione, e che quindi protegge deliberatamente dai crimini che commettono. In Italia, sappiamo tutti, se reagisci al ladro che ti trovi in casa, vai in galera e gli paghi poi i danni morali e materiali. E se lo studente ti accoltella, sappiamo tutti che in pubblico devi minimizzare, non "strumentalizzare" ma comprendere e perdonare. Vedete, la colpa è in questa novità tecnologica, chiamata "coltelli": prima non esistevano.

Ed hanno dalla loro le forze dell'ordine (c'è chi si illude che polizia o carabinieri in Italia si schiererebbero dalla parte del popolo... Sì, certo, come durante il COVID). Ci sarebbe molto da scrivere su questa situazione di anarcototalitarismo, nella quale il cittadino onesto è regolato e tassato nel minimo dettaglio - quale lampadina può comperare, la macchina euro qualcosa, come cambiare la caldaia e mettere il cappotto alla casa - mentre l'immigrato è sostanzialmente il corsaro al quale la "corona", cioè la classe dirigente, dà garanzie per atti illegali contro il proprio nemico (in questo caso non la Spagna, ma il cittadino Europeo) proteggendolo nelle sue incursioni, e risarcendolo quando la sua guerra di corsa contro il nemico, cioè il bianco Europeo, finisce male (se il rapinato gli spara, se l'accoltellato reagisce). Se qualcuno mi spiega come se ne esce senza morti su larga scala, ed intendo a livello continentale nell'ordine dei milioni, e che giocoforza contemplerà larghi effetti collaterali e morti innocenti, sono felice di ascoltarlo. Forse dipende dal metodo. Forse il metodo di Michael Collins in Irlanda porterebbe a meno sangue di uno scontro frontale, non lo so. Naturalmente si può anche non uscirne e semplicemente collassare. Considerata la mancanza di iniziativa, la gioventù sterile, eccetera, è anche probabile che succeda. E del resto la maggioranza della popolazione ha votato a protezione della casta giudiziaria che fa da guardia a a questo stato di cose.”


Piergiorgio Molinari