sabato 30 luglio 2016

Io NON...

... ti abbandonerò MAI. Non fatelo! Non abbandonate i vostri animali. Loro credono in voi e vi amano indistintamente. Non traditeli nè in estate e nè in inverno. Sterilizzate per evitare di creare nuovi randagi.

Senza parole...

Scrive su facebook Tommaso Longobardi: "Ennesima uccisione rivendicata dall'isis e Renzi sminuisce il tutto parlando di "sacrificio"'. Dormite sonni sereni, in Italia abbiamo Matteo Renzi con i suoi tweet a difenderci dall'isis."

venerdì 15 luglio 2016

Sull'attentato di Nizza

Parti di un discorso su un post di facebook:

Dicono eh? Che chi guidava il camion era un francese. Di origini tunisine.

Si lo leggo ora... un cammellaro

no, un cittadino Francese, purtroppo il problema sta nel fatto che questi attentati queste cellule dormienti non sono costituite da migranti o clandestini , sono cittadini che sposano la causa dell'Isis o varie componenti estremiste , difficilissimo da controllare e da individuare

No, non è un cittadino francese. Ha la cittadinanza francese e vive in Francia MA è nato in Tunisia. Perché non dobbiamo specificarlo? E magari si è radicalizzato vivendo in Francia e bazzicando le moschee clandestine. L'isis come alqaeda e come i talebani sono prodotti americani di laboratorio. La religione islamica è tuttavia loro componente. Ma se vogliamo continuare a negarlo, ci dovremmo sorbire altri attentati.

Cittadino "Francese " non immigrato , continuate a farne una battaglia religiosa vedrete i risultati io preferisco silenziarmi per il semplice motivo che piango i morti né sono sbigottito affranto ma non credo che essere contro l'Islam o continuare con i bombardamenti o rifiutare l'integrazione possano portare a qualsiasi risultato positivo anzi

QUALE integrazione? L'integrazione ha fallito sotto tutti i fronti e dappertutto. Non è solo questione religiosa, ci sono di mezzo anche i dollari (o petrodollari) e la civiltà. Il kamikaze (chiamarlo kamikaze èanche troppo, i kamikaze veri erano erano solo giapponesi), era un immigrato tunisino nato in Tunisia ma arrivato in Francia, quindi niente affatto francese. Proprio come i belgi, gli inglesi e gli americani (di origini nordafricane) che hanno fatto gli attentati. Tutti immigrati. Non bianchi pallidi.

Mi sono silenziato per non rispondervi male perché purtroppo non capite un cazzo e la colpa di quello che succede è anche vostra

oh no, non mi farai sentire in colpa manco per niente. Quello che non capisce un cazzo, purtroppo per te, sei proprio tu e tutti quelli come te. Ecco dove ci hanno portati buonismo, coglioneria e mondialismo. Alle stragi islamiche pagate dall'America.

La colpa è nostra? ??? Ne parliamo in privato che é meglio

Siete i maggiori colpevoli , poi se arriva la complottista di turno allora siamo a posto

Sì certo come no. Saresti un bravo politico che vive in un mondo meraviglioso tutto suo. Peccato che quel mondo non esiste. Altro che complottismi.

Mai stato mai sarò un politico , tu invece fai parte di quelli che vanno in bicicletta sulla luna , l'America paga anche le bufale prodotte dai gomblottisti?

Alla fine, ho gettato la spugna perchè non potevo più leggere ciò che scriveva quell'imbecille. Ho cancellato i nomi per motivi di privacy. Comunque, ad oggi si scopre che il tunisino era arrivato in francia nel 2011, aveva un permesso di soggiorno ed aveva pure piccoli precedenti. Quindi, non era un nuovo francese. Era tunisino. Riguardo al discorso che fa il tizio buonista, dico che meritiamo di sparire tutti dalla faccia della terra.

giovedì 14 luglio 2016

E mò, come la mettiamo?

Dopo la condanna di razzismo ad un intero territorio (devastato in tutti i sensi dal dominio indisturbato del pd) e ad una intera popolazione che allo straniero ha regalato praticamente tutto, dopo la passerella di politici traditori(fonzarelli compreso), dopo le manifestazioni e il lutto cittadino (imposto), dopo il prete imprenditore e politico che voleva cancellare la scienza (dell'autopsia) imponendo il suo volere, dopo il regalo di alfano alla vedovella allegra dello status di rifugiata e dopo l'idea del grigio mattarella di regalarle anche una pensioncina, adesso che si comincia a conoscere la verità, che famo? La rimandiamo a casa con le accuse di calunnia e falsa testimonianza? O dobbiamo tenercela e lasciare Mancini in carcere perchè il gip (mondialista pure lui) ha deciso che "quel razzista violento" potrebbe reiterare il reato? I serial killer reiterano il reato, non uno come Mancini che s'è trovato dentro ad una cosa più grande di lui.

I testimoni la smentiscono, così Chiniery fa marcia indietro sulla morte del marito a Fermo: “Non parlo bene italiano”. Rischia incriminazione per calunnia. La notizia è questa: la vedova di Emmanuel Chidi Nnamdi, Chiniary, ha fatto marcia indietro. Quello che ha raccontato nei giorni successivi alla morte di suo marito era sostanzialmente falso. O almeno nella parte più importante: quella che descrive chi ha fatto iniziato la rissa a Fermo. I verbali dei 6 testimoni che confermano la versione di Amedeo Mancini, l’ultrà arrestato per omicidio preterintenzionale, hanno messo all’algolo Chiniary. E così davanti ai magistrati ha dovuto correggere le sue dichiarazioni. I pm, infatti, hanno voluto ascoltarla di nuovo martedì. Il motivo? Le testimonianze a favore di Mancini sono ritenute “attendibili” e concordano nel dire che ad aggredire per primo è stato proprio Emmanuel. Come scrive oggi Libero, la vedova si è giustificata così: “Ho problemi con la lingua italiana e quando ho dato le due precedenti versioni ero sotto choc”.
 
La morte del nigeriano a Fermo: la ricostruzione

Bene. Partiamo da qui per ricostruire tutta la vicenda, giudiziaria e mediatica. I due dati certi sono la morte di Emmanuel e l’offesa che Mancini ha rivolto alla moglie del nigeriano: “Scimmia africana”. Nella prima versione la vedova sosteneva che a far scattare la rissa fosse stato lo stesso ultrà, che dopo averla insulta avrebbe attaccato il marito picchiandolo, afferrando lei per il collo e scagliando un cartello stradale contro il marito. “Emmanuel – ha sempre spiegato Chiniary – si liberava dalla stretta, si allontanava e nel frattempo l’uomo bianco afferrava un segnale stradale…e con tale arnese colpiva mio marito all’altezza della testa lato posteriore al contempo gli dava calci alle gambe. Quindi Emmanuel è caduto all’indietro”.
 
I sei testimoni contro la vedova

Ma a contraddirla ci sono ben 6 testimoni, che non si conoscono tra loro, che hanno assistito alla scena e che avvalano la versione di Mancini. Il quale ha sempre sostenuto di essere stato aggredito: “Ho visto gli immigrati armeggiare intorno alla macchina – ha detto l’ultrà – e ho usato quell’espressione offensiva”. Due testimoni hanno visto la rissa dall’inizio e hanno messo a verbale che, dopo l’insulto, hanno visto “Emmanuel afferrare il cartello stradale con base circolare di ferro e lo scaraventarlo contro Mancini colpendolo e facendolo cadere a terra”. Altre due testimoni, due operatrici umanitarie, hanno fatto sapere che mentre Mancini era a terra “l’uomo di colore cercava di colpirlo con i piedi mentre la donna tentava di attingerlo (colpirlo, Ndr) brandendo una scarpa in mano”.

A quel punto, raccontano i teste, l’amico di Mancini ha cercato di riportare tutto alla calma, ma è stato aggredito dalla moglie di Emmanuel con una scarpa. Una delle testimoni chiama la polizia, mentre altri tre immigrati circondano Mancini. “Ho visto l’uomo di colore che indirizzava all’altro calci e manate in faccia e la donna lo aiutava con la scarpa – dicono i testimoni nelle loro deposizioni incrociate – Poi ho visto l’uomo dalla carnagione bianca colpire con un pugno l’uomo di colore che cadeva a terra”.

Il nigeriano batte la testa e, come ha attestao l’autopsia, è proprio il colpo sul marciapiede che lo porta alla drammatica morte. All’arrivo dei vigili, però, Emmanuel è ancora in piedi, urla nella sua lingua, mentre Mancini spiega alle forze dell’ordine di essere stato aggredito e Chiniary di essere stata apostrofata come “scimmia”.

domenica 10 luglio 2016

Una storiaccia

Già, una brutta storia quella accaduta a Fermo qualche giorno fa. Tutti i media hanno deciso chi è il santo e chi il demone. Solo che, le testimonianze sono discordanti tra di loro e l'autopsia racconta un'altra storia. Intanto, da roma sono arrivati qui Renzi ed Alfano a deprecare e condannare il fermano, Alfano ha deciso di regalare lo status di rifugiata alla compagna del nigeriano deceduto. Oggi invece, sono arrivate le due madonne del pd, Boschi e Boldrini. Il prete, quel prete così tanto generoso (mentre li accoglie, raccoglie milioni di euro da noi cittadini italiani razzisti), ha deciso di costituirsi parte civile mante il nigeriano era ancora in coma e, peggio ancora, vuole sostituirsi alla scienza asserendo che "Emmanuel è stato ammazzato di botte". Peccato che l'autopsia dica che ha preso un solo colpo in faccia ed è caduto battendo la testa. Ma il fermano è un razzista ultra'. Ribadisco, il ragazzo di Fermo è un cretino. Ma il nigeriano invece di cominciare la rissa (con tanto di paletto divelto), poteva lasciar correre... evidentemente così bravo non era manco lui. Sul corpo del fermano sono state trovate ecchimosi e un morso della donna... Dio ci salvi dai preti e dal pd.

sabato 18 giugno 2016

La Ue e l'euro sono irreversibili

Mantenere un cracken anche a costo di sacrificare e schiavizzare i cittadini degli stati europei, di cancellare democrazie, identità e sovranità nazionali e ammazzare candidati scomodi o deputati capri espiatori... e incolpare sempre comunque i presunti nazionalisti nazisti.
 

Abbiamo visto ciò che è accaduto in Austria, con il voto per posta, vediamo oggi ciò che accade in Gran Bretagna con il Brexit alle porte. Dopo i brogli l’omicidio, perché la posta in gioco è maggiore. Solo un coglione sinistroide-liberaloide, utile idiota di Soros e della troika, zombi creato da questo capitalismo marcio e assassino, non capisce, non sospetta e non collega gli eventi…

Ci ricordiamo tutti di quando Draghi è stato nominato presidente della Bce (2011). “Mario, salva l’euro!”, come se fosse una cosa buona, e poi l’infame ci ha rotto il culo, mantenendo in vita, sulla nostra pelle, la moneta-mostro. Giornali e televisioni hanno starnazzato menzogne in quella occasione, quanto in quella dell’arrivo di Monti salvatore (sempre 2011), che ha preso a calci lavoratori, pensionati e ha distrutto il mercato interno. Così fanno oggi, i pennivendoli mercenari attaccati alla mammella dei potentati finanziari. Agitano senza ritegno il cadavere dell’eurofanatica-laburista Cox, come se fosse una martire, un’eroina, uccisa dai cattivi anti-Ue assetati di sangue… Ve li vedete l’ex sindaco conservatore di Londra Boris Johnson e l’ex conservatore Nigel Farage a fomentare stragi, omicidi, pulizie di quelli (sicuramente imbecilli oppure in mala fede) che vorrebbero “Remain”, predicando alle folle come novelli Hitler?

Quanto alle presidenziali austriache, sembrerebbe che si tornerà alle urne, ma non perché ci siano stati brogli – scrivono i giornalistucoli italiani servi del sistema, vedi Il Piccolo di Trieste – solo per irregolarità nel voto per posta! Se così sarà, state pur certi che nella campagna elettorale bis accadrà qualcosa di spiacevole a Norbert Hofer o, comunque, al (moderatissimo ex liberale!) partito della libertà austriaco. E pensare che quel rotolo di carta igienica radical chic che è Il Manifesto ha giubilato, a fine maggio, in quanto l’Austria è stata “salvata” dal voto per posta. Riconoscere gli squallidi servi e collaborazionisti delle euronazicrazie non è poi così difficile …

La cosa più inquietante, però, è che i Signori dell’unione europide e delle City finanziarie hanno sacrificato una loro servetta – Jo Cox, deputata laburista pro-Ue – condannandola a morte, per incolpare e sputtanare i britannici sani, senzienti, schierati con il “Leave” al referendum. Uccisa, costei, in circostanze poco chiare da uno squilibrato facile da manovrare, oppure da qualche tiratore esperto, professionale (MI6 “deviato”?), che ha approfittato dell’aggressione?

La Cox è stata “sacrificata” (a sua insaputa!) per ribaltare il risultato del referendum di giovedì prossimo, 23 giugno, dato che l’aria era ormai quella della vittoria del “Leave”. L’eurofanatica è stata immolata sull’altare del grande capitale finanziario che governa spietatamente l’occidente. Non importa che fosse dalla parte dei Padroni delle City, da brava sinistroide-“laburista”, perché il servo può essere più utile al padrone da morto che da vivo. E’ la sola e unica martire, prima del voto referendario, oppure seguirà qualcos’altro?

Sono casi drammatici come questi che ci fanno comprendere cosa si nasconde dietro la tanto osannata democrazia liberale e addirittura dietro le consultazioni referendarie, che dovrebbero essere un momento topico di democrazia diretta.

Come andrà a finire in Gran Bretagna possiamo solo presumerlo, ma sarà molto difficile che trionfi il “Leave” dei simpatici, innocui Johnson e Farage, visto che si arriva all’omicidio per indirizzare il voto dei britannici nel senso voluto, cioè verso un catastrofico “Remain”.

Chiediamoci allora quale sarà l’esito del referendum costituzionale italiano d’autunno… pardon! Il referendum su Renzi, data la personalizzazione in atto a cura dello stesso imbroglione fiorentino. Qui non serve neppure uccidere qualche esponente renziano di secondo piano, per suscitare sdegno, seminare il panico e far vincere il Sì. Nelle condizioni in cui sono ridotti gli italiani, sarà sufficiente qualche broglio incruento (non servono killer, servizi deviati e pistole), certi che probabilmente non vi saranno neppure i ricorsi… e se ci saranno, potranno agevolmente essere respinti.

Questa è la vera sostanza della democrazia oggi, in Gran Bretagna, in Austria, in Italia e in occidente, e sarebbe bene trarre qualche conclusione, dalla lezione che la realtà ci impartisce.

giovedì 9 giugno 2016

Le risorse che salvano l'italia

Rosarno, l'odio dei migranti: "Fuck you carabinieri razzisti". Manifestazione di protesta dopo la morte del migrante ucciso dal carabiniere per difendersi dall'aggressione. Centinaio di migranti per le strade di San Ferdinando. Monta la rabbia: "Italiani razzisti" di Michel Dessì

A poche ore dalla tragedia avvenuta nella tendopoli di San Ferdinando, dove un carabiniere, aggredito mentre tentava di sedare una rissa furiosa fra un gruppo di migranti, ha accidentalmente ferito a morte un giovane africano, scoppia la rivolta. Per i cittadini della Piana di Gioia Tauro torna la paura che si possa rinnovare il terrore di quella "storica" del 2010.

Come prevedibile il risveglio nella tendopoli è stato agitato. I più facinorosi tra gli immigrati hanno fatto montare la rabbia per tutta la notte fra le baracche. Pochi hanno dormito, mentre molti preparavano i cartelli di protesta e minacce soprattutto contro i carabinieri. Gli unici a essere stati ammessi questa mattina nella tendopoli sono stati i cronisti, mentre le forze dell'ordine, al loro apparire, sono stati aggredite a sassate. Molti fra i manifestanti indossano passamontagna, cappelli con la visiera abbassata e sciarpe a coprire i volti, per non farsi riconoscere. Qualcuno dice di essere armato, probabilmente di coltello. Sono davvero pronti a tutto. Le automobili vengono bloccate da una specie di servizio d'ordine improvvisato dagli immigrati stessi. Un folto manipolo si è avviato verso il centro abitato di San Ferdinando. Le intenzioni non sono pacifiche, tanto che anche le autocivetta della polizia vengono intercettate e bloccate.

Il primo obiettivo del corteo è la piccola caserma dei carabinieri di San Ferdinando. Poi, però, i migranti deviano verso il Comune. A prima impressione, l'aria che tira non è delle migliori. C'è più non detto che dichiarato. E sembra che il piano, probabilmente studiato nell'accampamento per tutta la notte (guarda il video), sia uno solo: fare giustizia o, quanto meno, dare voce al giovane maliano morto tragicamente. Alla polizia non resta che controllare da lontano, senza perdere di vista il corteo. La rabbia monta di minuto in minuto. "Italiani razzisti", urlano. "Fuck carabinieri", scrivono sui manifesti. I più agitati si spingono anche oltre con minacce di ogni genere. Nessuna pietà per il carabiniere che, spaventato dall'aggressione, è stato costretto ad aprire il fuoco e reagire.

Fonzarelli e gli 80 euro

Bonus 80 euro, Renzi fischiato all’assemblea di Confcommercio. Lui: “E’ una misura di giustizia sociale”

Il discorso del capo del governo è stato interrotto proprio mentre parlava dello sconto Irpef, tornato al centro del dibattito dopo la notizia che 1,4 milioni di italiani hanno dovuto restituirlo allo Stato nel 2015. "Rispetto chi lo ritiene una mancia elettorale, ma sono contento di averli dati", ha detto il premier

Il premier Matteo Renzi fischiato dall’assemblea di Confcommercio. Il discorso del capo del governo è stato interrotto proprio mentre parlava del bonus di 80 euro, tornato al centro del dibattito dopo la notizia, rivelata da ilfattoquotidiano.it, che 1,4 milioni di italiani hanno dovuto restituirlo allo Stato nel 2015. “Grandissimo rispetto per chi ritiene gli 80 euro una mancia elettorale, sono contento di averli dati. E’ una valutazione che rispetto”, ha detto il presidente del Consiglio, mentre le sue parole erano accolte da fischi e buuu. “Che non fossero apprezzati da voi lo sapevamo da tempo – ha replicato – ma che fossero una misura di giustizia sociale verso gente che non guadagna 1500 euro al mese lo rivendico con forza”.

Il premier torna quindi sulla difensiva dopo la notizia che un contribuente su otto ha dovuto restituire il bonus nel 2015. Lo sconto Irpef, infatti, è destinato a quanti hanno un reddito compreso tra gli 8mila e i 26mila euro di reddito annuo. Chi sta al di sotto o al di sopra di queste soglie deve ridare la somma all’Agenzia delle Entrate. Ma mentre il beneficio è erogato mese dopo mese in busta paga, la restituzione deve avvenire in un’unica soluzione. Un particolare non da poco, se si pensa che 341mila persone costrette a ridare gli 80 euro risultavano al di sotto dei 7.500 euro di reddito. Ilfattoquotidiano.it ha raccolto le storie di alcuni di loro: c’è chi ha dovuto restituire perché ha perso il lavoro o perché l’azienda non gli pagava lo stipendio. E come se non bastasse, se non pagano, queste persone rischiano di vedersi recapitare le temute cartelle esattoriali di Equitalia.

Non è la prima volta, d’altra parte, che i commercianti criticano il bonus degli 80 euro. Dovevano essere proprio gli esercenti a giovare della spinta che la misura, nelle intenzioni del governo, doveva dare ai consumi. Eppure, in passato Confcommercio ha definito l’effetto dello sconto Irpef  “quasi invisibile”, spiegando che la strategia  dell’esecutivo è “giusta”, ma “è stata realizzata male”. L’associazione ha sempre chiesto un’estensione del bonus “a tutte le categorie”.

domenica 8 maggio 2016

Imbecilli

Più immigrati meno figli. Ce lo chiede la UE – ed El Papa. di Maurizio Blondet   

Il web è (giustamente) in ebollizione per quel che hanno detto, dopo aver firmato un accordo italo-tedesco sulla formazione, le due ministre dell’istruzione, Stefania Giannini e Johanna Wanka.  Prendo da IntelligoNews, il primo a dare l’allarme: “L’Italia deve prendere spunto dalla Germania e colmare la discrepanza che ci divide dai tedeschi. L’accordo odierno è solo l’ultimo passo dopo il Jobs Act e La Buona Scuola per riformare radicalmente il nostro sistema”, secondo la Giannini. E ha dipinto, con la Wanka, una società completamente nuova: “Non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi. La flessibilità induce le persone a spostarsi individualmente, il modello di famiglia a cui siamo abituati, che rappresenta stabilità e certezze, non esisterà più”. E ancora: “Dobbiamo tendere sempre più verso un modello americano, in cui la flessibilità, che è sinonimo di precariato, è la base di tutto il sistema economico”.

Affermazioni che poi la Giannini ha cercato di attenuare.  Per esempio avrebbe detto “la flessibilità ‘non’ è sinonimo di precariato”.

Ma è davvero strano che tutti i presenti abbiano mal inteso i discorsi delle due dementi.  Nel resoconto più completo che ho trovato (su  un sito di insegnanti), la  Giannini ha annunciato giuliva: “L’Italia sta attuando le riforme sul mercato del lavoro che la Germania ha attuato oltre 10 anni fa con il governo Schroeder. Ci stiamo rimettendo al passo coi tempi e stiamo eliminando i nostri punti deboli”.  Le riforme Hartz, quelle della precarizzazione della forza-lavoro poco produttiva, a cui vengono assegnati mini-jobs con mini-salari  da  480 euro al mese.

“Flessibilità significa precariato, che non è sinonimo di malessere”, ha  continuato  la Giannini. “Dobbiamo abituarci all’idea di un mondo impostato su un modello di economico di stampo americano, dove il precariato è la norma. Dobbiamo abituarci a vite con meno certezze immediate, fatte da persone che si spostano continuamente e dobbiamo incentivare i loro movimenti“.

“Le persone, in primis i genitori, si devono poter spostare individualmente e per questo il nucleo famigliare non avrà più la funzione di stabilità sociale che ha avuto per la mia generazione”.

“Le vite degli italiani, le nostre vite, stanno andando incontro a enormi cambiamenti, figli della globalizzazione e delle riforme messe in atto per starle al passo. Vite più precarie lavorativamente e affettivamente, in cui il successo economico di un Paese, come nel caso tedesco, non si traduca in aumento della natalità o della stabilità individuale e sociale. Sarà sempre più difficile creare una propria famiglia stabile e prendersi cura dei propri figli”.

Ovviamente è stato obiettato che in questo splendido nuovo ordine precario e nomade,  sparita la famiglia, crollerà la natalità: nei due paesi, Italia e Germania, che hanno una demografia già collassata. Entrambi i paesi hanno un tasso di natalità di 1,2 figli per coppia, il che significa l’estinzione delle rispettive nazioni  per la fine del secolo.  Qui è intervenuta l’altra giuliva, la Wanka,  che ha giulivamente comunicato: “In dieci anni la popolazione tedesca si è ridotta del 22 per cento. L’unico settore in cui la produttività è diminuita è quello dei figli”.

In dieci anni riduzione del 22 per cento. In venti, del 40. In trenta, del 70 per cento o giù lì. Ma la “competitività  tedesca”  verrà mantenuta, anzi  potenziata: sempre meno lavoratori, sempre più prodotti manifatturati a basso costo.  In una Germania senza più tedeschi.  E’ per questo, ha spiegato la Wanka tutta allegra, che  stiamo importando centinaia di migliaia, anzi milioni di immigrati. “i nuovi arrivi hanno una precisa funzione economica, perché vanno a inserirsi all’interno di uno spazio lasciato vuoto”.

Quindi è proprio questo che hanno detto.  Le loro parole, che certamente ripetono ad orecchi  istruzioni dalle due  sceme ricevute, coincidono troppo bene con l’accelerazione del progetto mondialista che vediamo in corso: accelerazione della destabilizzazione in Medio Oriente,  trattati transatlantici fatti ingollare a forza  agli occidentali delle due sponde, Israele, Katar  e Arabia Saudita inseriti a forza nella NATO (1), Israele di fatto inserita nella Unione Europea insieme alla Turchia (fine dei visti d’entrata per 80 milioni di  loro),   con l’accettazione da parte di Berlino e quindi Bruxelles  del dispotismo  ottomani ed incivile, anti-europeo  che Erdogan sta  instaurando.  E’ la fine d’Europa,  della civiltà europea con le sue articolazioni nazionali, le sue culture diverse e tuttavia unificate dal cristianesimo. Ed è  impressionante vedere con quanto tempismo “El Papa”  appoggia, anzi consacra – fra gli applausi dei media e dei politici progressisti –  questo progetto mondialista (parodia dell’universalità cristiana):  l’inondazione di musulmani sarà un bene per nonna Europa”, la renderà “feconda”. Ma non è preoccupato, “Francesco”, che vi scompaia   il cristianesimo? Nient’affatto. Come ha spiegato Eugenio Scalfari – il suo interprete autorizzato –   qualche sera prima al Teatro Eliseo, “Questo è il primo Papa che ha detto che Dio è uno, e non è di nessuno. I cristiani sono una delle confessioni”.
 
Il  Papa del G.A.D.U

Il sogno massonico si realizza: un Papa a capo della religione generale per il mondo,  de-sacramentata,  quella del  Dio generico, il Grande Architetto dell’Universo,  buono (loro credono)  per eternizzare il sistema terminale. Già “L’Osservatore Romano”  ha pubblicato  lo scorso 26 aprile, un importante articolo per la svolta in corso,  intitolato “Il disagio dei monoteismi”, a firma  Marco Vannini,  studioso della mistica ma su posizioni   gnostiche. Sul giornale della ex Santa sede, Vannini   sostiene ed esalta la tesi (tipicamente massonico-gnostica) “che i monoteismi, tutti, in testa il giudeocristianesimo, sono per essenza esclusivi e violenti nei confronti di ogni altro credo, all’opposto degli antichi politeismi, per essenza pacifici”. E continua:

“In un tempo di rinnovata violenza in nome di Dio, una vera tolleranza religiosa, capace di riconoscere la relatività senza scivolare nella banalità, può sussistere solo superando la distinzione mosaica tra vera e falsa religione  (…) “Nel nostro mondo globalizzato la religione può trovare posto solo come ‘religio duplex’, ovvero religione a due piani, che ha imparato a concepirsi come una tra le tante.(…) Siccome, nonostante la globalizzazione, non ci sarà mai un’unica religione, un’unica verità, un unico Dio, la ‘religio duplex’ è quella che permette di restare uniti e solidali nel comune destino umano”.  (2)

Non è  forse questa la religione di El Papa? Ostile ai cattolici, “chiusi farisaici” legati alla dottrina, alla “verità” che va superata in nome della “carità”. E del business che deve restare “efficiente” per il capitale  globale.   Infatti, ha detto Scalfari “Oggi questa questione è di un’importanza enorme”,  ed è appunto nel senso indicato da Wanka: inserire nuovi arrivati nel sistema produttivo tedesco, il più efficiente.  Francesco e Wanka uniti nella lotta per il governo mondiale.  Voluto dal capitalismo terminale, che ha una fretta eccezionale  di questi tempi. Far durare il capitalismo terminale.

Le due giulive

Le due sceme infatti –   orecchiando quel che è stato loro ordinato – hanno stilato un Progetto singolare: quello di trasformare in Utopia desiderabile  un sistema economico non sostenibile – quello della deflazione e del debito impagabile  – che loro hanno creato. Rendere permanente, eterno,  il Capolinea  dei Creditori che  hanno perseguito con tanta “efficienza” la massima retribuzione del Capitale, fino all’usura, da  svuotare i paesi dalle popolazioni di lavoratori  dell’europa,  qualificati perché preparati da un civiltà che fino a ieri fu industriale, ma nutrita di una cultura più antica e più alta, e innervata di cristianesimo,    illudendosi  di sostituirli con negri e  islamici, senza qualificazione alcuna, e senza alcuna “etica del lavoro”, perché anche quella – come tutti gli elementi della civiltà – è un lascito cristiano.

Nulla di meglio che riportare quel che mi ha scritto l’amico Gianluigi Marletta:

“Ecco cosa ci preparano i poteri forti. “L’aspetto positivo dei nostri governanti è che non si nascondono più nelle loro dichiarazioni (non ne hanno più bisogno). La ministra Giannini spiega che: nella società futura NON ci sarà più spazio per la famiglia perché tutti dobbiamo abituare di essere sballottati per i continenti a cercare lavoro;  visto che gli europei neo-schiavi non faranno più figli, dovremo riempire il nostro paese di migranti. Ecco fatto! Capite a cosa sono serviti femminismo, rivoluzione sessuale, gender, immigrazione selvaggia e destabilizzazione di interi continenti? Dovete essere precari, anaffettivi, migranti perenni. Parola di ‘ministra’ della Repubblica”.

Eh sì: tutte le goie dell’edonismo libertario si sono rovesciate nella neo-schiavitù. Il nomade anaffettivo avrà pur sempre la pornografia per  consolarsi mentre  si sballotta da continente a continente a cercare lavoro.   La fine della famiglia, sogno del Capitalismo terminale – e di Satana – è  finalmente realizzato. Il punto (piccolo insignificante) è che questa “civiltà”  di  satana   che  rende  i vostri figli schiavi nomadi e masturbatori,  non è, semplicemente,  sostenibile. E loro la vogliono rendere eterna, gli usurari. Si fanno aiutare da El Papa. Ma fallirà “per le sue stesse contraddizioni”; come fu già il sovietismo.

Il Pontefice della UE e TTIP

Lo mette in chiaro Ettore Gotti Tedeschi, economista, che è stato per breve tempo “Il banchiere del Vaticano” (prima di essere espulso: non  vogliono cattolici nella Santa Sede di Bergoglio). Sulle soluzioni della ministra tedesca Wanka, Gotti Tedeschi dice:

“Le considerazioni di Wanka sono insostenibili. L’”accoglienza” reale, benefica,  [di tanti immigrati]    si può realizzare solo in condizioni di equilibrio economico, non di grave crisi – come quella attuale –   che aggraverà il modello stesso di accoglienza. L’integrazione vuole investimenti altissimi, e le risorse non ci sono; andranno perciò sottratte alle spese per la sanità e pensioni degli anziani. Quello che non capiscono questi burocrati è che le soluzioni da loro prospettate provocheranno una rivoluzione epocale, sociale, culturale e politica. Vedrete alle prossime elezioni quali partiti prenderanno il potere in Europa… Già: i partiti “populisti, xenofobi”,   che stanno crescendo. E contro questo progetto.  Il sistema terminale li reprimerà con tutti i mezzi, anche violenti,  e provocherà lo scontro. Gotti Tedeschi: “Se si vuole esser pragmatici, si facciano anche i conti. Quanti immigrati sono necessari per compensare il gap di popolazione ( senza vere soluzioni economiche )? diciamo, solo per l’Italia, dieci milioni? Ma se è vero, se è vero che per risolvere la crisi economica europea sono necessari una cinquantina di milioni di emigrati, abbiamo capito finalmente cosa stanno progettando i governanti europei, magari con l’appoggio della Autorità morale? Mah!”.

“Il  problema  che questi vogliono risolvere  è dovuto proprio alle politiche malthusiano-ambientalistiche avviate negli anni ’70 quando si varò il Nuovo Ordine Mondiale,  dove sempre grazie alle politiche anti-natalità degli anni ’70, si avviò la crisi economica che oggi qualcuno vuol risolvere con le politiche di immigrazione. In pratica si vuole risolvere gli effetti (e non le cause) agendo proprio sugli effetti. Per capire, basterebbe andarsi a rileggere quello che l’Oms (Organizzazione Mondiale Sanità) scriveva nel 1992, invitando ad occuparsi di chi è sano e produttivo (e non di chi è anziano e malato), lasciando intendere che l’immigrato ha questi caratteri. Il direttore generale Oms (Hiroschi Nakaijama) spiegava anche che l’etica cristiana non poteva  più esser applicata in futuro. Non mi meraviglia pertanto neppure la considerazione che  non ci sarà più spazio per la famiglia come la intendiamo oggi”. E’evidente che uno dei veri obiettivi è proprio la distruzione della famiglia (cristiana) che educa i figli soggettivamente, sottraendoli alla educazione omogenea “di Stato” voluta dalla cultura gnostica.

 “Si pensi solo alla difficoltà che sta rivelandosi   nella “integrazione europea” per la  dfferenza di visione protestante e cattolica!”.  Integrare in questa anche i musulmani a milioni, e di colpo, sarebbe come ripetere l’errore di “quando è stato fatto l’Euro, con lo stesso superficiale approccio usato a fine anni ’90, questa volta dal punto di vista socio competitivo. Scusatemi se riaffermo che il nostro problema vero è l’inadeguatezza della nostra classe dirigente politica (e religiosa). Amen”.

Amen.
 
Note: “La Nato si allarga ancora. Dopo l’espansione a est, l’Alleanza Atlantica estende il numero dei “paesi osservatori partner” guardando al medio oriente. Dopo Israele, anche Giordania, Qatar, Bahrein e Kuwait disporranno di una sede permanente all’interno del quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles. L’annuncio, ritardato dalle negoziazioni turco-israeliane, è stato dato il 4 maggio scorso, in occasione dell’entrata in carica del nuovo Comandante supremo alleato in Europa (SACEUR), il generale Curtis M. Scaparrotti. E’ questo un modo per aggirare la clausola di mutua difesa che obbliga tutti gli alleati a intervenire in caso di necessità. La Nato apre così la porta a nuovi scenari catastrofici per l’Europa e il mondo”. 

sabato 7 maggio 2016

Non poteva essere altrimenti...

Renzi: “Il Ttip ha l’appoggio totale e incondizionato del governo Italiano”. Il premier si augura che l’accordo di libero scambio tra Usa e Ue si chiuda entro la fine del prossimo anno. Per Calenda la pubblicazione del mandato della trattativa rispondere a chi si oppone all’accordo, ma le perplessità rimangono.

Il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti ha “l’appoggio totale e incondizionato del governo” italiano. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo a Palazzo Colonna, a Roma, dove si è tenuta una giornata di dialogo sul Ttip organizzata dal vice ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda.

“Ogni giorno che passa è un giorno perso”, secondo Renzi, il quale si attende “un salto di qualità e uno scatto in avanti” nelle trattative, con l’augurio che si concludano “entro la fine del prossimo anno”. Perché il Ttip, ne è convinto il premier, “non è un semplice accordo commerciale come altri, ma è una scelta strategica e culturale per l’Ue”.

Il presidente del Consiglio non ammette critiche dunque. Anzi, l’iniziativa di oggi “è una risposta” a tutti coloro che si oppongono alla firma dell’accordo tra Usa e Ue. Poco importa se le contestazioni arrivino da premi nobel come Joseph Stiglitz, o da parlamentari europei dello stesso partito del premier, come Sergio Cofferati.

Anche Calenda ha puntato il dito contro “chi ritiene che il Ttip sia un accordo fatto per le multinazionali, con l’obiettivo si abbassare gli standard di sicurezza sociali e regolamentari”. Da questo punto di vista ha salutato con favore la declassificazione del mandato per le trattative. Se il documento viene letto “in buona fede”, sostiene il viceministro, si trovano tutte le “risposte alle comprensibili preoccupazioni dell’opinione pubblica”. In particolare, secondo l’interpretazione che Calenda dà del mandato, “i servizi pubblici non sono oggetto di negoziazione, così come non lo è la cultura o l’accesso indiscriminato degli OGM, o ancora la possibilità di limitare la sovranità dei governi europei”.

Tuttavia, soprattutto su quest’ultimo punto, i pareri non sono concordanti. La segretaria generale del Ces (Confederazione dei sindacati europei) ha espresso forti critiche all’Isds, il meccanismo che consentirebbe a un’azienda di intentare causa contro uno Stato membro davanti alla Corte di giustizia europea, qualora si ritenesse danneggiata da una legge nazionale in contrasto con il Ttip. Per Bernadette Ségol, “occorre eliminare il meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato”. La sindacalista si chiede “perché, nelle nostre democrazie, gli investitori abbiano bisogno di tutele speciali”.

Che le regole siano il vero punto cruciale del trattato lo ha confermato esplicitamente Giorgio Squinzi. Per il presidente di Confindustria, infatti, “il vero problema non sono le barriere tariffarie ma quelle regolamentari”.

sabato 30 aprile 2016

Tutto il mondo contro l'austria... noi no!

Santa Austria, speranza d’Europa  – San Fedele – (un tempo, era l’anniversario di nozze dei miei Genitori. Poi, Papà è andato nel Mondo a fianco… ) – a casa, a Taurianova di Nino Spirlì

E, allora, non siamo pazzi, noi, i sognatori della Destra italiana! E non siamo i soli, da Capo Nord a Lampedusa, a sapere che esista un’Europa che si è rotta le balle di essere invasa e conquistata viscidamente  dall’islam. Anzi, dal Nazislamismo, come lo definisce nel suo eccellente saggio giuridico lo scrittore e Maresciallo dell’Arma Riccardo Prisciano (peraltro punito per islamofobia dai suoi superiori). L’Austria, il suo Popolo, ha scelto di confermare la propria lucidità mentale ed intellettuale. Il proprio rigore civile. La propria appartenenza. La Storia dell’Occidente e la Fiducia in un futuro libero e democratico. E, non ultima, la Fede nel Figlio di Dio, Salvator Mundi. Gesù di Nazareth.

Lo ha fatto esercitando il nobile diritto al voto. Entrando nel seggio elettorale, scegliendo di accettare la scheda e segnare con una X la propria scelta. Quella giusta. La stessa che, mesi fa, fecero i nostri cugini Francesi, premiando Marine e Marion Le Pen. Il Loro Amor di Patria. Il coraggio, la tenacia, la chiarezza delle idee e delle decisioni. La difesa dei diritti della gente comune e non delle lobbyes che si stanno arricchendo con gli sbarchi e la falsa accoglienza. Anche i tedeschi, alle ultime tornate amministrative, hanno dato un paio di bordate alla insopportabile extracurvy al gusto di birra, quella Merkel che ridacchia di noi e cerca di farci diventare una sorta di budello pieno di immigrati che nessun altro Paese europeo vuole. Né l’Austria, né la Francia, né la Spagna (che gli spara sui gommoni), né l’Ungheria, la Germania, la Macedonia, la Bulgaria, la Grecia stessa, né i Paesi del Nord Europa, che, adesso e finalmente, li risputano per via aerea… Continuo?

Insomma, siamo i soli, assieme a quei fintoni dello Stato della Città del Vaticano, col loro monarca dalle scarpe sfondate e il cuore marxista, a farci invadere dai migliori attori 2.0. Piangono, piangono, si disperano sui barconi massomafiosi. Ma, appena toccata terra (nostra), cominciano ad urlarci in faccia pretese assurde e minacce. E rubano, ammazzano, spacciano, e, quando sono in festa, sgozzano povere capre sui balconi di casa o in mezzo alla strada. Senza che un solo pezzo di fango animalista e pacifista scriva una sola riga contro quella porcheria. Mentre il mio agnello pasquale me lo avvelenano con le campagne stampa stracolme di foto melense di bambini e capretti intrecciati in grovigli d’amore da immaginetta da beghina. La speranza, oggi, fiorisce a Vienna! Se, al secondo turno, Norbert Hofer, Leader indiscusso del Partito della Libertà, attualmente primo assoluto nella classifica dei più votati col suo 35% e più, vincerà le presidenziali austriache, avremo un bell’esempio da seguire. Una virtù da emulare! Speriamo che il miracolo avvenga. Che i nostri ritrovati Amici Austriaci, fieri difensori della nostra Storia, si uniscano nel voto e ci regalino un Presidente in cui ci riconosceremo anche tutti noi che, Fratelli di Oriana, ne benediciamo profezie e speranze. Per gli invasori non sarà una buona notizia, ma per chi spera di poter dare un futuro cristiano, libero e democratico ai propri figli, sì. Dio lo voglia! (anche se il papa cattolico rema contro). Fra me e me… In cammino verso la Chiesa d’Oriente…

C'è chi spera su questo governo...

Chi difende i suoi confini e chi resta a guardare. L'immigrazione dai Paesi del Mediterraneo meridionale sta distruggendo quel po' di Europa unita che gli europei erano riusciti a costruire di Piero Ostellino

Sta succedendo quello che i pessimisti avevano previsto. L'immigrazione dai Paesi del Mediterraneo meridionale sta distruggendo quel po' di Europa unita che gli europei erano riusciti a costruire. Prevalgono gli egoismi nazionali e ciascuno affronta il problema a modo suo. L'Austria minaccia la costruzione di una sorta di muro di polizia di frontiera che respinga gli immigrati di passaggio in Italia verso i Paesi dell'Europa del Nord, col risultato che il nostro Paese si ritrova con una patata bollente nelle mani e non sa come cavarsela. Se, poi, si aggiunge che l'Austria vorrebbe istituire suoi controlli polizieschi sul nostro territorio, si vede come senza una politica dell'immigrazione l'Italia non possa cavarsela.

La verità è che senza una razionale politica dell'immigrazione, l'Europa appare indifesa e totalmente condizionata dai Paesi del Mediterraneo dai quali gli immigrati partono alla volta della Grecia e dell'Italia per dirigersi, poi, verso Nord, dove sperano di trovare lavoro. Una politica dell'immigrazione l'Italia l'aveva trovata, salvo poi abbandonarla quando l'accoglienza era diventata un colossale affare per politici e cooperative disoneste. Tutto era basato su accordi con i Paesi di provenienza dell'immigrazione: aiuti in cambio della garanzia di trattenere i disperati dall'imbarcarsi. Il nostro Paese che è quello che rischia di fare le spese della mancanza di coordinamento europeo dovrebbe farsi di nuovo portavoce di questa istanza, incominciando con l'investirci un po' di quattrini allo scopo di incoraggiare anche gli altri a seguire l'esempio. Siamo in grado di farlo?

Personalmente ne dubito, per almeno due ragioni. La prima è che non abbiamo le risorse finanziarie. La seconda è che non c'è un governo tanto forte e autorevole da farsi portavoce di una siffatta iniziativa. Così, dopo la Grecia, rischiamo di diventare l'anello debole della costruzione europea. Il governo Renzi invece di sommergerci di chiacchiere perché non si dà da fare e non si fa promotore dell'iniziativa? Se c'è una speranza di salvare l'Europa dall'invasione, questa è di trattenere chi ci vuole arrivare: impedire loro di partire, fornendo l'occasione per restare nei Paesi del Sud del Mediterraneo. Sarebbe l'occasione, per il governo del rottamatore, di distinguersi dai governi che lo hanno preceduto e non hanno saputo risolvere il problema. L'incognita è che lo sappia fare questo governo.

venerdì 22 aprile 2016

Il demente scafista di Dio

Francesco, “scafista” di Dio. Domenica 17 Aprile 2016 – Santi Elia, Paolo e Isidoro, Martiri – a casa, a Taurianova di Nino Spirlì

Sì, dai, facciamoli sbarcare, sia dai canotti che dagli aerei. Accogliamoli, infine, nelle nostre case e, anzi, consegniamo loro devotamente una copia delle chiavi. Volessero uscire a mangiare un kebab…  Tanto, prima o poi, ce le fotteranno comunque, le case nostre costruite col sudore dei nostri Padri. E cerchiamo, mi raccomando, di individuare quelli fra loro che vogliamo ospitare; facciamolo intelligentemente prima che partano dai loro Paesi, e preghiamoli di inviarci, magari con lo smartphone di cui sono dotati anche i loro neonati, la foto delle pietanze che vogliono trovare a tavola all’arrivo e il disegno del tappeto per la preghiera che meglio si intona col colore degli occhi o delle djellaba. Non sia mai ci dovessimo sbagliare di gusto o tonalità. Potrebbero incazzarsi o, peggio, restare delusi dell’accoglienza italiana. Informiamoci su che marca di shampoo per chioma turbantata, smalto per  unghie nascoste e crema per le rughe sottovelate usino le signore e quale sia il calibro di pistola o la lunghezza di lama del coltello più gradita al marito, al nonno, allo zio e al nipotino kamikaze salterello. Non facciamoci riconoscere per quello che siamo: disattenti e superficiali. Confusionari e disorganizzati. Anzi, cominciamo a studiare tutte le loro lingue, anche quelle più sgrammaticate; leggiamo il loro codice e memorizziamolo, soprattutto i capitoli che riguardano gli infedeli (noi) e la giusta fine che devono fare (boom! o anche zac!). Mettiamoli a loro agio, insomma. Come ci ordinano i nostri governanti imposti dalla massoneria e dalle banche. Come ci impone, sputandoci schizzi di coscienza favelera, il papa venuto dalla fine del mondo (cristiano). Come ci consigliano le bavose associazioni (dis)umanitarie, sempre pronte a salvare il culo e la pelle dei migranti for money, mentre se ne strafottono dei CRISTIANI MASSACRATI IN TUTTO IL MONDO IN QUANTO CRISTIANI!

Dai, ragazzi, andiamo a prenderceli, questi milioni di “pacifici fraterni invasori” e porgiamo, durante il comodo viaggio, l’altra guancia per qualche caracca (o papagno). Carichiamo per primi i bambini, così facciamo contenti un po’ di monsignori col vizietto; a seguire, i giovani, quelli che serviranno a far detonare le cariche necessarie per ricostruire stazioni, aeroporti, piazze, scuole, chiese… Non dimentichiamo le stivate di donne, di colore è meglio, per il mercato del piacere da siepe. E, infine, gli imam! Quelli, per favore, non manchino! Anzi, abbondiamo con gli imam. I più ortodossi. Quelli che ci spiegano come si picchiano le mogli, ci si immola per il profeta, si mutilino le bambine, si pieghino a suon di frusta le schiene dei giovani refrattari. Poi, infine dell’infine, carichiamo i vecchi. Anche gli sdentati di cent’anni. Quelli depositari della saggezza popolare. Quelli che stanno accovacciati per intere giornate, come per un’eterna cagata, davanti alla porta di casa o ai giardinetti e ti guardano come se tu fossi l’incarnazione di ogni male, e ti sputano sui piedi appena gli passi vicino. Su, su, diamo retta al popolarmisericordioso papa Francesco, da ieri anche nocchiere  di lusso per famiglie non già cattoliche, cristiane, ma, si dice, autenticamente maomettane. Di quelle che ci mancavano nella collezione. I migranti pontifici. Accogliamoli in questa nostra casa loro, sapendo che, male che vada, entro dieci vent’anni, faranno saltare definitivamente chiese e monsignori, governi e palazzi, sventreranno banche e luoghi del potere. Ma a noi, detto “papale papale” non faranno un cacchio: perché non valiamo e non varremo niente. Al limite, ci daranno un pugno di couscous da mangiare per farsi servire. Una croce. Quella di Cristo fu più pesante e insanguinata.

Fra me e me. Verso il Golgota, grazie al papa traghettatore (per chi fabbrica chiodi per le croci)

Si avvicinano le elezioni...

Pensioni o 20 euro al mese. Offresi mancia elettorale. Arrotondare a 100 gli 80 euro o ritiro dal lavoro flessibile. Renzi cerca la mossa populista in vista delle amministrative di Antonio Signorini

Il governo è alla ricerca del regalo da fare agli italiani. Da settimane si rincorrono ipotesi di misure fiscali o previdenziali da inserire, al più tardi, nella legge di stabilità. Palazzo Chigi fa pressione sul ministero dell'economia: tempi strettissimi per una misura d'effetto. L'ultima ipotesi è stata lanciata ieri dal Messaggero, con un aumento del bonus in busta paga dai famosi 80 a 100 euro tondi. Come noto la misura è stata varata dall'esecutivo Renzi a inizio mandato, in piena luna miele con gli italiani, ed è limitata ai redditi inferiori ai 26 mila euro lordi, sono esclusi i pensionati e gli incapienti. Lo stesso premier nelle settimane scorse ha fatto capire che adesso serve una misura per rendere più inclusivo il bonus, facendolo arrivare ai pensionati con redditi bassi. Questo piano non è tramontato, ma a Palazzo Chigi i consiglieri del premier hanno anche studiato la possibilità di aumentare il vantaggio per chi già lo percepisce, portando il «credito Art. 1 Dl 66/2014» (questa la voce del bonus in busta paga) da 80 a 100 euro.

La giustificazione a questa e a altre ipotesi simili è che bisogna rilanciare i consumi. Ma tutto fa pensare che si tratti di un modo per non perdere il capitale di consensi guadagnato con la prima versione del bonus, che dal punto di vista elettorale è stata un po' un buco nell'acqua, nel senso che la misura è stata approvata lontano da elezioni politiche, peraltro quando i consensi per il nuovo Presidente del Consiglio erano ancora alti. Ma tutti i regali hanno un costo e ieri il governo si è affrettato a smentire. Da New York, dove si trova Renzi, fonti vicine al premier hanno assicurato che «Non c'è alcun piano di portare a 100 gli 80 euro (che restano una misura stabile del governo)». Il problema, manco a dirlo, sono le coperture. Tutta l'operazione costa più di quattro miliardi di euro, che graverebbero su un bilancio, quello del 2017, che è già ad alto rischio di procedura di infrazione europea per deficit eccessivo. Una soluzione è stata indicata giorni fa dallo stesso Renzi con un annuncio che è passato un po' in sordina. Il taglio dell'Ires che era in programma nel 2017 slitterà di un altro anno. Si liberano così 3,7 miliardi che sono già stati messi a bilancio, che passano con un colpo di bacchetta dalle imprese alle famiglie. Il dato certo è che la ricerca di un segnale forte da dare agli italiani è ormai la principale occupazione del governo. Restano in campo le altre ipotesi. Un ritocco alle aliquote Irpef ad esempio. Poi le pensioni. Ma l'intervento per rendere più flessibile i criteri rigidissimi della Fornero e delle altre riforme è sempre più a rischio. Qualsiasi soluzione generalizzata rischia di fare infuriare l'Unione europea.

Probabile che su questo tema alla fine prevalgano le ragioni dei conti pubblici. E che si arrivi a una soluzione che privilegia l'uscita anticipata dal lavoro come scelta individuale e i cui costi ricadono interamente sul pensionando che la fa. Sotto forma di un «prestito», come ha anticipato giorni fa il Giornale, che passi per i fondi pensione, le banche o l'Inps. La previdenza riguarda, per definizione, il futuro. E il consenso elettorale non si guadagna con una riforma delle pensioni, per quanto generosa possa essere. Il centrosinistra abolì lo scalone della riforma Maroni, gravando sull'equilibrio della previdenza italiana per quasi dieci miliardi all'anno. Ma poi perse le successive elezioni. Renzi lo sa.

Sul bonus bebè

 Dal facebook di Forza Nuova

Italia? Tutti benvenuti, tranne gli italiani
Bergamo, i magistrati fanno riferimento ad una direttiva UE, accolgono il ricorso di un'immigrata (certamente ben indirizzata dai patronati pro immigrazione) e condannano l'Inps a pagarle il bonus bebè di 2.000 euro l'anno per tre anni, arretrati compresi: anche gli immigrati con permesso di soggiorno breve vengono così equiparati agli italiani. L'Inps si prepari ad una valanga di richieste. Preferenza nelle graduatorie per casa e asili nido, Sanità gratuita, indennità di accompagnamento, diritto all'istruzione…
I pensionati? Rovistino pure nei cassonetti.