lunedì 9 ottobre 2017

Fare di tutto per lo ius soli

Nel frattempo, sale la lista dei radical chic che fanno lo sciopero della fame a "staffetta". E' la volta dell'archistar Renzo Piano... Niente altro che omuncoli ridicoli.


"Don Minniti" ora apre alla Chiesa. L'ultima mossa per salire a Palazzo Chigi. Il sì allo ius soli lo ha riavvicinato ai cattolici. E il Pd trema di Angelo Amante

Roma - I cattolici lo abbracciano, la destra lo rispetta. Le sindache 5 Stelle di Torino e Roma, Chiara Appendino e Virginia Raggi, non negano di apprezzarne l'atteggiamento. Il sostegno trasversale al ministro dell'Interno, Marco Minniti preoccupa invece la sinistra. Il titolare del Viminale potrebbe essere un nome da spendere per Palazzo Chigi, specie se dalle prossime Politiche non dovesse venire fuori una chiara maggioranza di governo.

Da mesi, Minniti vola nei sondaggi. Il ministro gode di grande considerazione anche all'estero: lo scorso agosto il New York Times lo definì «Lord of the Spies», signore delle spie, facendone un ritratto lusinghiero. Ne hanno tracciato il profilo anche gli inglesi del Guardian, i francesi di Le Figaro e i tedeschi della Süddeutsche Zeitung. I risultati ottenuti da Minniti sul fronte sbarchi (meno 25% rispetto al 2016), hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a tutte le cancellerie europee. E piace anche a destra. «Chi pensa alla sharia deve capire che in Italia no, su questo non ci possono essere mediazioni, sono valori non discutibili», ha detto ieri il ministro, parlando ad Aosta alla Scuola per la democrazia.

Il rapporto tra il numero uno del Viminale e il mondo cattolico è stato segnato da alti e bassi. Ma i segnali di convergenza si moltiplicano. Sempre ieri, il ministro è tornato a parlare dalle colonne di Avvenire. Il direttore del giornale dei vescovi, Marco Tarquinio, non aveva lesinato critiche nei confronti del codice di condotta varato la scorsa estate per le Ong che operano nel Mediterraneo. Su questo tema, si era anche arrivati vicini a uno scontro interno al governo con un altro cattolico, Graziano Delrio. Ora la musica è cambiata. Il punto di contatto decisivo è la questione ius soli. Ad Avvenire, Minniti ha ribadito che si deve «fare di tutto» per approvare la legge sulla cittadinanza ai figli di immigrati «anche così com'è, in questa legislatura». Per sostenere la linea di maggiore fermezza nella gestione degli sbarchi, Minniti ha cercato fin da subito il sostegno dei cattolici, contando anche sui buoni uffici del premier, Paolo Gentiloni. Il ministro dell'Interno ha stabilito una relazione salda con il suo omologo in Vaticano, monsignor Giovanni Angelo Becciu, e con il segretario di Stato, Pietro Parolin.

Chi non vede di buon occhio l'irresistibile ascesa di Minniti è la sua stessa famiglia politica. Le scelte sulle Ong furono criticate dall'area cattolica del Pd guidata da Delrio, mentre la sinistra interna al partito, che fa capo al Guardasigilli Andrea Orlando, prese le difese delle organizzazioni non governative. Si è schierato contro Minniti anche il suo vecchio mentore, Massimo D'Alema, che pochi giorni fa, sprezzante, lo ha definito un «tecnico della sicurezza». Ma è tutto Mdp a considerare le politiche sull'immigrazione un tentativo di rincorrere la destra. Infine c'è Matteo Renzi, preoccupato dai consensi al ministro, che dal Viminale potrebbe dare scacco matto prima al Nazareno e poi a Palazzo Chigi.

sabato 7 ottobre 2017

Lo stato contro Peppina


 Hanno cacciato Peppina. Lo Stato ha cacciato Peppina, con la sua assurda severità. I giudici hanno cacciato Peppina, con la loro ingiusta e insensata decisione. Ma soprattutto i politici, tutti, hanno cacciato Peppina. Incapaci di rimediare a una legge sbagliata nonostante le passerelle da campagna elettorale, giocata sulle spalle di una signora di 95 anni. È stato, infatti, rigettato il ricorso contro il sequestro della casetta dove vive l’anziana Giuseppa Fattori. La decisione è stata presa dai giudici già nella serata di ieri e comunicata oggi a procura e legale della famiglia. Peppina sarà così cacciata dalla casetta di legno, di poco più di 60 metri quadrati, edificata in località San Martino di Fiastra. Una casetta realizzata dai familiari dell’anziana questa estate per consentire alla donna di rimanere là dove ha sempre vissuto. Al suo paese. Un paese martoriato dal terremoto, dove la signora chiedeva solamente di poter morire in pace. Ora, invece, dovrà andarsene. Come annunciato dalla figlia Agata Turchetti.

E mentre a Fiastra, cacciano Peppina, a Castelluccio Di Norcia 1452 Mt., il vento ha distrutto il tendone provvisorio pensato per offrire un asilo momentaneo ai ristoratori e un banco di prodotti tipici. Perché a non far niente di concreto questo succede. Che si buttano anziane fuori di casa e si scopre che le soluzioni tampone non valgono nulla. O quasi. 


Pagliacci di governo


L’uomo dei diritti del Pd ha un problema a riconoscerli: da 5 anni non versa i contributi all’assistente parlamentare. Il deputato Khalid Chaouki, coordinatore dell'intergruppo cittadinanza e immigrazione, è citato in giudizio dalla sua assistente parlamentare per omessi versamenti. Il Fatto.it lo chiama e per magia "tutto risolto, pagherò". Ma agli atti non risulta. C'è poi il caso di Scilipoti che ha pagato 1.500 euro per conciliare la causa con un portaborse al nero. E pure chi alla fine cede, ma pretende il silenzio con una clausola penale da 50mila euro di Thomas Mackinson    

C’è un campione dei diritti umani e del Pd che si scopre evasore contributivo totale e pure contumace. Ha appena aderito allo sciopero della fame per lo ius soli e da sempre difende parità di diritti tra stranieri e italiani, ma alla sua assistente parlamentare – italianissima – da cinque anni non versa un contributo che sia uno, come fosse una colf in nero, totalizzando nell’arco di un’intera legislatura la bellezza di 12.500 euro di mancati versamenti previdenziali. La storia che tira in ballo Khalid Chaouki – deputato e coordinatore dell’intergruppo cittadinanza e immigrazione – racconta meglio di altre la doppia morale del ceto politico nostrano. Diceva Ghandi che la democrazia si vede da come si tengono gli animali. In Italia anche da come i parlamentari trattano i loro assistenti, come conferma lo scandalo appena costato le deleghe a un sottosegretario. Nel caso specifico Chaouki appena eletto ha assunto una collaboratrice ma nonostante le richieste di regolarizzare la posizione non le ha versato i contributi per quasi 5 anni. Così lei lo trascina in giudizio, al quale lui si sottrae finendo per essere dichiarato contumace dal giudice, come un qualunque gestore di pub in fuga dal Fisco.

Parliamo di un giovane politicamente cresciuto sulla battaglia per i diritti degli ultimi fino a diventare un pezzo grosso del Partito Democratico. “Ma è tutto risolto – assicura lui al telefono, preso alla sprovvista – è vero, c’è stato un ritardo nel versamento (di 5 anni, ndr) che è dovuto a problemi personali, ma ora abbiamo trovato un accordo, per cui la causa sarà ritirata. Altro non dico”. Il legale di lei, avvocato Marzia Rositani, avvertito dell’interesse della stampa in serata precisa: “Un possibile accordo è in avanzato stato di composizione”. Accordo che arriva dunque dopo il vorticoso giro di telefonate ma agli atti, per ora, non risulta nulla di tutto ciò. Tanto che è già fissata la prossima udienza che si terrà il 20 febbraio 2018, alla fine della Legislatura.

Per saperne di più bisogna superare i cancelloni grigi di Piazza Buozzi, sede del tribunale civile di Latina. Muoversi tra le cancellerie e ruolini delle udienze. Col numero di protocollo 906/2017, da marzo scorso, pende qui l’azione giudiziale proposta dall’assistente S.M. contro Chaouki Khalid da Casablanca. Si scopre allora che in verità Chaouki è anche uno dei pochi che dopo un biennio di cocopro ha fatto un contratto regolare alla Camera, anzi coi fiocchi, approfittando degli incentivi previdenziali del JobsAct. Quando però ha capito che non coprivano tutti i costi e che una parte della previdenza sarebbe stata a suo carico ha deciso semplicemente di non pagare, ipotecando senza troppe remore il futuro pensionistico. Perché alla fine è come se lei non avesse mai lavorato. E poco importa se l’evasione contributiva, per certa giurisprudenza, si configura come un reato di appropriazione indebita, giacché i contributi sono trattenuti in buona parte anche dallo stipendio del lavoratore. E infatti lui non sembra preoccuparsene più di tanto.

A giugno si è svolta la prima udienza alla quale non ha partecipato alcun legale del citato in giudizio, per il semplice fatto che il deputato non si è mai costituito. Era presente però l’Inps perché avendo anticipato i contribuiti figurativi, e verificato di non aver mai ricevuto i pagamenti effettivi, ha aderito al giudizio contro il “datore”. I giudizi in realtà sono poi due, perché l’assistente ha almeno preteso il pagamento della 13esima prevista dal contratto sottoscritto post Jobs Act che il deputato non voleva pagare. Il giudice ha emesso un decreto ingiuntivo, mr Chaouki ha pagato. E forse un giorno pagherà davvero il resto.

La vicenda è un’ulteriore anomalia dell’anomalo sistema di lavoro nei palazzi della Repubblica. Fabio Santoro è il legale che segue alcune delle cause al fianco dell’Associazione degli assistenti parlamentari (Aicp) che giovedì era in piazza Montecitorio a protestare contro la condizione di precariato e sfruttamento della categoria. Dalla sua viva voce si scopre una notizia: quando gli onorevoli sono citati in giudizio corrono a conciliare. E’ successo con Domenico Scilipoti contro il quale ha difeso un assistente che sosteneva di essere stato impiegato al nero per alcuni mesi, e alla fine ha pagato 1.500 euro per conciliare la causa davanti al giudice.

Ma gli onorevoli conciliatori – che da datori sfruttavano i loro stessi collaboratori – nei panni del debitore spesso tengono la posizione fino all’ultimo. “Di solito propongono accordi stragiudiziali o direttamente in giudizio, appena inizia il processo, nei quali fanno balenare la restituzione del dovuto a fronte di un impegno alla riservatezza totale, a tutela della loro immagine, circa l’irregolarità dei rapporti in essere”. Impegno che in un caso è arrivato a una proposta di penale record di 50mila euro. Tanto, a giudizio dell’onorevole in questione, valeva la reputazione di un deputato. Non per nulla la proposta è stata rifiutata. E lui ha conciliato lo stesso.

Crede all’impegno della Boldrini per una revisione delle norme che metta fine agli abusi? “Non ci credo, spero di essere smentito. Ha avuto quasi cinque anni di tempo per occuparsene e la situazione le è stata prospettata dal primo giorno della legislatura esattamente come con Bertinotti e Fini prima di lei. Promettere ora, a fine legislatura, un impegno sembra una premura pre-elettorale. Basta una delibera del suo ufficio, e se in quello non ha l’appoggio dei capigruppo lo convochi in modo da formalizzare le posizioni, così che ciascun partito si assume la sua responsabilità in questa storia di fronte agli elettori. Ha il sostegno di tutto il Paese su questo. Vediamo se vincerà ancora una volta l’ipocrisia”.

venerdì 6 ottobre 2017

I lavori che gli italiani non vogliono più fare...


Adesso i migranti non vengono a svolgere solo i lavori che gli italiani non intendono più fare. Ma anche quelli piuttosto ambiti, o che comunque hanno lunghe file di attesa a causa della crisi del mercato del lavoro. Come i bidelli. Un decreto del ministro Valeria Fedeli, infatti, permetterà agli stranieri, anche i migranti con semplice permesso di soggiorno, di accedere alla terza fascia della graduatoria Ata per le scuole. Scavalcando così migliaia di italiani in attesa da anni. Da lungo tempo infatti le graduatorie per le supplenze del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole italiane scorre a rilento. In molti vi aspirano, anche solo per lavorare qualche mese. Ma adesso dovranno fare i conti con la concorrenza degli stranieri.

Il governo per far fronte alla richiesta dell'Ue di permettere a tutti gli immigrati comunitari, profughi e titolari di protezione sussidiaria o permesso di soggiorno di contendere agli italiani le supplenze o i posti fissi del settore Ata nella scuola. Il decreto dice per la precisione "titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permenente". Quindi via libera agli extracomunitari. La protesta, come spiega La Verità oggi in edcola, è stata portata avanti dal Presidente nazionale di Feder.ata, Giuseppe Mancuso: "Negli ultimi anni si sono persi posti di lavoro nel settore del personale non docente della scuola - dice - I pensionati non sono stati rimpiazzati e circa 15- 20.000 precari attendono un inserimento stabile: sono precari che hanno già avuto una formazione e hanno un’esperienza del lavoro, molto delicato, da compiere nella scuola". Precari che potrebbero essere superati dagli immigrati. "È decisamente irrazionale scavalcare questi precari che attendono da anni e immettere cittadini di altri Paesi che possono avere tutte le qualità e anche titoli equivalenti ma non possono avere l’esperienza già maturata sul campo dai precari italiani".

venerdì 29 settembre 2017

Sull'essere indegni

Un predisente della repubblica che parla contro il proprio paese, è un presidente indegno di ricoprire una carica del genere.

Mattarella: “No ad un ritorno alla sovranità nazionale”. È bufera: “Parla contro la Costituzione”

È il tema della sovranità a tenere banco in occasione delle celebrazioni per l’anniversario dei Trattati di Roma. Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «nessun ritorno alle sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità». «Nessun Paese europeo, da solo, potrà mai affacciarsi sulla scena internazionale con la pretesa di influire sugli eventi, considerate le proprie dimensioni e la scala dei problemi», ha aggiunto il capo dello Stato, durante la cerimonia a Montecitorio per il sessantesimo del trattato con cui sono state istituite la Comunità economica europea e la Comunità europea dell’energia atomica, gettando le basi per l’attuale Unione.
 
Meloni: «La nostra sfida è quella della sovranità»

Proprio ciò che è diventata l’Unione europea oggi, però, impone di ritrovare una nuova centralità per gli Stati. «La sfida che dobbiamo riuscire ad interpretare è la sfida della sovranità, di una proposta politica che dica “prima gli italiani”, che dica “difesa del nostro prodotto, dei nostri lavoratori, del nostro made in Italy, dei nostri diritti, dei nostri confini”», ha ricordato ai microfoni di RTL 102.5 Giorgia Meloni, che sabato all’Angelicum di Roma, nel corso dell’incontro “Italia Sovrana in Europa”, presenterà un’idea di Europa ispirata al modello  della confederazione di Stati. «Dobbiamo fare cartello come Italia, come fanno le altre nazioni anche quando tentano di venire a occupare la nostra realtà, come fanno le altre nazioni europee», ha sottolineato ancora la presidente di Fratelli d’Italia.

Le nuove ingerenze del vaticano...


"Se il tempo che si vuole frapporre per l'approvazione, è un tempo destinato a migliorare le cose, avrebbe un senso. Ma se rimandare vuol dire soltanto prendere tempo, cercare di non pagare il prezzo per un'approvazione così importante, allora qualche difficoltà c'è ad apprezzare tutto questo". Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, torna alla carica. E, ai microfoni del Gr1, atttacca quelle forze politiche che hanno rinviato la legge sullo ius soli: "Due anni fa questa legge alla Camera è stata approvata da chi oggi non l'approva".

Nonostante lo stop in parlamento, la Cei continua a sostenere (con vigore) la legge che regala la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. E adesso se la prende con quelle forze politiche che, dopo aver appoggiato lo ius soli, hanno fatto un passo indietro. "Probabilmente chi si è tirato indietro avrà le sue buone ragioni - attacca Galantino - purtroppo sul tema dello ius soli sono state scaricate tante tensioni - aggiunge, poi, il segretario della Cei - su questo tema sono stati scaricati i temi e i problemi dell'immigrazione ma è una realtà che non c'entra niente". In Italia, secondo Galantino, c'è "un'eccessiva semplificazione e soprattutto un approccio curvaiolo, da tifo da stadio".

Già ieri Galantino si era scagliato contro il parlamento per aver fermato l'iter della legge. "Si è trovato il modo di accelerare sui diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso - aveva tuonato - si dia almeno la stessa attenzione ai diritti di italiani tenuti senza cittadinanza". Una presa di posizione che ha fatto infuriare anche le associazioni arcobaleno. "Non ha senso mettere in competizione i nostri diritti con quelli degli altri - ha commentato il portavoce di Gay Center, Fabrizio Marrazzo - sono stati dati diritti a persone che non li avevano, su questo punto bisogna in realtà fare ancora molti passi in avanti in Italia, ma questo non significa che si debba colpevolizzare una comunità che sulla questione dello ius soli non ha influenza. Spetta alla politica dare risposte".

martedì 26 settembre 2017

I soldi degli sms


Il tesoretto destinato con gli sms ai terremotati è finito, come denunciano i comitati di chi ha dovuto fare i conti col sisma, per il "finanziamento di appalti che nulla hanno a che vedere con il terremoto". Una serie di progetti che fanno discutere. Ecco qui quali sono quelli finanziati:

La pista ciclabile. Il voltafaccia della Regione - È diventata l’opera simbolo dello sviamento dei fondi destinato ai terremotati con gli sms solidali: la pista ciclabile Civitanova – Sarnano. Si tratta di un anello che congiunge i due paesi delle Marche, uno solo dei quali, Sarnano, rientra nel cratere del terremoto. Ma la contestazione è soprattutto rivolta alla natura dell’opera dal costo di 5,5 milioni: cosa c’entra una pista ciclabile con l’aiuto ai terremotati? La Regione Marche la vede come volano per il turismo, ma è difficile pensare che sia il tipo di aiuto per cui gli italiani hanno deciso di allargare il cuore e il portafogli. E infatti la Regione ha fatto dietrofront dopo le polemiche.

La nuova strada che scende giù dalle colline - Molto contestata la previsione di spendere 5 milioni per ammodernare una strada, la Valdaso, che dalle colline marchigiane scende verso il mare, coinvolgendo il piccolo centro di Comunanza che è effettivamente uno dei Comuni colpiti dal sisma. Si tratta di un'opera di cui si vagheggiava da tempo e che in effetti non ha legami con la ricostruzione post terremoto. Per alcuni è anche non indispensabile, vista la presenza di una super strada. La Regione Marche ha spiegato che così vuol dare lavoro ad aziende locali facendole restare in zona. Ma lo scopo pare diverso dall'aiuto immediato offerto grazie agli sms solidali.

Grotta termale fuori uso da decenni - Altri tre milioni degli Sms solidali sono stati destinati dalla Regione Marche a riaprire la grotta sudatoria di Acquasanta Terme (Comune incluso nel «cratere»), una struttura termale chiusa da decenni. E non per colpa dell'ultimo terremoto. Di per sé non c'è niente di sbaglio a rendere di nuovo fruibile la splendida grotta che un sondaggio del Fai ha votato tra i «luoghi del cuore» preferiti dagli italiani. Ma ancora una volta, le Marche hanno scelto di usare il denaro versato per dare una mano a chi ha perso la casa o l'azienda per scopi scollegati dal terremoto che, pur meritando il finanziamento, dovrebbero attingere altrove.

I sette eliporti per ogni tipo d'emergenza - Tra le opere che verranno finanziate attraverso gli sms solidali ci sono anche sette elisuperfici destinate al decollo e atterraggio notturno di elicotteri in paesi delle Marche. La cifra stanziata è di 1,5 milioni di euro e, tra tutte, è la destinazione che può vantare una qualche forma di legame con le finalità di aiuto ai terremotati. Le elisuperfici potranno infatti essere utilizzate anche da mezzi di pronto intervento della Protezione civile che, in passato, hanno spesso avuto notevoli difficoltà a raggiungere le più impervie tra le zone appenniniche colpite dal sisma, spesso collegate da strade che il terremoto ha reso inagibili.

Le tre scuole da costruire: una fuori cratere - Anche la Regione Lazio è finita nel mirino per l'uso disinvolto dei fondi raccolti grazie alla generosità degli italiani. Circa tre milioni di euro sono stati destinati alla costruzione ex novo di tre scuole nei Comuni di Poggio Bustone, Rivodutri e Collevecchio. L'ultimo dei tre paesi beneficiati, Collevecchio, non rientra però tra le località incluse nell'area del «cratere» terremotato, eppure fruirà dello stanziamento di oltre un milione di euro. I comitati dei terremotati fanno anche notare che per l'edilizia scolastica sono disponibili altri 230 milioni di euro e quindi i fondi degli Sms potrebbero essere usati altrove.

lunedì 25 settembre 2017

La chiesa mondialista e lo ius soli

La Cei in campo per i migranti: ius soli, accoglienza, xenofobia. Il presidente della conferenza episcopale, cardinal Bassetti: "La nuova cittadinanza favorirà l'integrazione" di Luca Romano

Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti aprendo il consiglio permanente della Conferenza Episcopale italiana torna ad affrontare il tema dello ius soli. "Alla luce del Vangelo e dell’esperienza di umanità della Chiesa, penso che la costruzione di questo processo di integrazione possa passare anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza, che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sè", ha affermato il cardinale. Dunque la posizione della Cei riguardo alla legge per il momento congelata al Senato che introiduce la cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia è abbastanza chiara: "Accogliere, proteggere, promuovere e integrare sono i 4 verbi che Papa Francesco ha donato alla Chiesa per affrontare la grande sfida delle migrazioni internazionali", ha aggiunto Bassetti. Il processo di integrazione "richiede, innanzitutto, di fronteggiare, da un punto di vista pastorale e culturale, la diffusione di una ’cultura della paurà e il riemergere drammatico della xenofobia. Come pastori non possiamo non essere vicini alle paure delle famiglie e del popolo. Tuttavia, - avverte Bassetti - enfatizzare e alimentare queste paure, non solo non è in alcun modo un comportamento cristiano, ma potrebbe essere la causa di una fratricida guerra tra i poveri nelle nostre periferie. Un’eventualità che va scongiurata in ogni modo".

Il presidente della Cei inoltre ha anche parlato dei recenti episodi di violenza che hanno copito diverse donne in Italia: "Vorrei testimoniare la più sincera vicinanza a tutte quelle donne che in Italia, pressochè quotidianamente, sono vittime di una violenza cieca e brutale". Infine il cardinale parla anche di Fisco e di tutte quelle misure da adottare per dare un sostegno forte alle famiglie, soprattutto quelle numerose: "Una misura di cui avvertiamo l'assoluta importanza non solo perché avrebbe dei benefici sui redditi familiari ma perché potrebbe avere degli effetti positivi su un tema cruciale per il futuro della nazione: quello della natalità". "Il contesto attuale - caratterizzato da un crescente aumento di convivenze, separazioni e divorzi, nonché da un tasso di natalità che continua a diminuire drammaticamente - ci impone di guardare alla famiglia in modo concreto, senza cercare alcuna scorciatoia, scorgendo nelle fragilità della famiglia non solo i limiti dell'uomo, ma soprattutto il luogo della Grazia".

domenica 24 settembre 2017

In pompa magna...

Per consegnare 11 casette di legno in croce, si sono presentati tutti in pompa magna, sorridenti e sereni. Quegli stessi che dicevano alle popolazioni terremotate che no, nessuno vi lascerà soli. Dopo un anno consegnano altre 11 casette... Ceriscioli (quello che voleva usare i soldi degli sms... a proposito di sms, parla Pirozzi, qui) dice che spera di consegnarne il 90% entro fine anno... che parla a fare sto buffone! Ma io, che sono io, invece di ringraziare sta marmaglia, l'avrei cacciata a calci nel culo a costo di beccarmi un anno di galera. Qui il post sulla consegna, vi prego, leggetelo e guardate bene quelle facce da culo dei dirigenti marchigiani! Intanto, la signora Peppina, viene sfrattata dalla casetta di legno con l'accusa di abuso edilizio. Una vergogna infinita.

giovedì 21 settembre 2017

Le femministe e gli stupri

Le femministe ad intermittenza hanno manifestato contro i presunti stupratori di Firenze (insieme a sveglio-Nardella) perchè italiani, hanno manifestato contro lo stupratore (italiano) siculo ma non lo hanno fatto col caso di Rimini, di Roma e in un altro paio di casi altrettanto gravi se non gravissimi con gli stupratori immigrati. Su questa notizia, raccontata sommessamente al tg 5, ignorata dalla maggior parte delle testate, la si dice sottovoce. E' il secondo caso... ma zitti eh? Perchè non si può creare allarmismo. Perchè non si può dire che gli immigrati (illegali) sono delinquenti e hanno evidenti problemi con la sessualità e di psiche.

Bergamo, operatrice di un centro di accoglienza stuprata da un immigrato

Una operatrice di 26 anni di un centro di accoglienza per rifugiati in provincia di Bergamo sarebbe stata violentata da un migrante. L'abuso darebbe avvenuto a Fontanella, nella Bassa Bergamasca e un ventenne originario della Sierra Leone è stato fermato. 

Riporta il sito Bergamonews.it che le urla della ragazza hanno richiamato l'attenzione di altri due ospiti del centro che hanno sfondato la porta e costretto il giovane alla fuga. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri della stazione di Calcio, subito allertati, che grazie alla descrizione del migrante lo hanno individuato e fermato poco dopo. La vittima è ora ricoverata all'ospedale di Treviglio con una prognosi di trenta giorni.

mercoledì 20 settembre 2017

I tweet di Gentiloni...


sabato 16 settembre 2017

L'ha detto davvero


venerdì 15 settembre 2017

Sull'obbligo dei vaccini

Un tempo si sarebbe detto "il re è nudo", per intendere qualcosa sotto gli occhi di tutti ma che nessuno aveva il coraggio di dire. Ebbene, a dirla chiara ha pensato Dario Martini, redattore de "Il tempo" con un articolo di ieri, 13 settembre. Il Codacons ha subito ripreso la notizia, già denunciata diverso tempo addietro, chiedendo una volta per tutte un chiarimento. Di cosa si tratta? Del conflitto miliardario di interessi che c'è dietro i #vaccini obbligatori. Conflitto che vede coinvolti il ministero della Salute e il colosso farmaceutico Glaxo, produttore dei vaccini in questione. Il conflitto è stato segnalato anche dal vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Maddalena. Chiariamo qualche dato.

Chi è Glaxo

La Glaxo SmithKline è uno dei colossi dell'industria farmaceutica mondiale. Produce la maggior parte dei vaccini imposti obbligatoriamente dalla legge #Lorenzin. Una spa quotata in borsa sui principali canali speculativi, per definizione, ha come scopo ultimo il profitto. Con l'introduzione dell'obbligo dei vaccini, è matematico comprendere quale balzo in avanti possano avere le entrate economiche della società. Fin qui tutto bene, dato che si parla di un'azienda privata che vende un prodotto. O No? A quanto pare no, dice Martini, perché le cose non stanno esattamente così.
 
La Glaxo all'interno del ministero della salute

L'obiezione sollevata da Martino e dal Codacons è che la Glaxo stia abusando della posizione avvantaggiata di alcuni suoi membri per favorire la vendita di un prodotto, i vaccini.

Insinuazione molto grave, che però Martino argomenta in questo modo. Emanuele Calvario è un nome sconosciuto, ma Martino, documenti pubblici alla mano, lo identifica come un membro del consiglio di amministrazione della fondazione Smith Kline. Fin qui tutto bene, se non fosse che Calvario è anche il segretario particolare del ministro della salute. Anche Raniero Guerra, nonostante se ne sia già parlato, potrebbe non essere molto noto. Si tratta di un altro membro del cda della fondazione, in particolare dal 2007 al 2010. E fin qui tutto normale. Se non fosse che Guerra risulta essere il direttore generale della Prevenzione del Ministero. Guerra è colui che ha ideato, dice Martino, il decreto vaccini. Raniero Guerra si è espresso anche sul caso della piccola Sofia Zago, morta all'ospedale di Brescia pochi gironi fa. Guerra ha pubblicamente escluso, in un'intervista a "La Repubblica", che ci siano le condizioni perché si sia trattato di una puntura di zanzara. Secondo il Codacons inoltre, Guerra avrebbe firmato tutti i provvedimenti sui vaccini, mentre avrebbe dovuto non farlo ai sensi dell’articolo 323 del codice penale.

Ma non finisce qui, dice Martino, perché nel cda della fondazione troviamo anche Roberto Basso, portavoce del ministro dell’Economia, e Angelo Lino Del Favero, dg dell’Istituto superiore di Sanità.
 
La replica del ministero: non c'è fine di lucro

Il giornalista de "Il Tempo" ha chiesto specificamente al ministero se vi sia conflitto di interessi in tutto questo. La replica del ministero è stata chiara. Calvario lavora a titolo gratuito, non ha competenze operative in tema di farmacologia e la fondazione Smith Kline non ha scopo di lucro. Quindi un uomo che decide sui vaccini non avrebbe competenze, sottolinea "Il tempo", chiarendo anche che la fondazione Smith Kline è finanziata dalla Glaxo. Ulteriore figura chiave in questa vicenda sarebbe Alessandro Picardi, manager e direttore della relazioni istituzionali e internazionali della RAI, cioè in sostanza colui che decide quale informazione diffondere in collaborazione con le istituzioni, cioè con il ministero della salute. Che c'entra? C'entra in quanto marito dello stesso ministro Lorenzin.

giovedì 14 settembre 2017

Sui presunti stupri di Firenze

Un paio di cose. Se a Firenze, è davvero stata una cosa consensuale, l'imbecillita' dei due carabinieri va punita in un determinato modo. Gli va tolta la divisa e vanno rimandati a casa. Se fosse stupro, li si condanna a 20 anni. Finora, le prove, pare che portino alla consensualità non troppo sobria. Se venissero condannati per questo, quanti "presunti" stupratori ci sono in giro? Non si potrebbe, per correttezza, nemmeno paragonare questo caso a quello di Rimini. Sul perché, arrivateci voi.

Nel frattempo,  le femministe (Lucarelli in primis, dietro di lei le Chiare Cecilie Santamarie, le faschion bloggers, le giornaliste e persino occhi vispi Nardella da Firenze) sono tornate dalle ferie lunghe e adesso, tuonano contro l'italico carabiniere. Sullo stupro di Rimini, hanno taciuto.

venerdì 8 settembre 2017

Sbagliato fare connessioni, dice...

Sbagliato fare connessioni, dice colei che vive con la scorta. Però, quando sono gli italiani pallidi a commettere crimini contro le donne, si urla all'emergenza violenza ed insorgono le femministe. Quando gli stessi crimini li compiono gli stranieri, si tende troppo spesso in qualche modo con la supercazzola, di giustificare. Poi, sta cosa della violenza di genere, è insopportabile. Tra l'altro, in congo (e non solo), è risaputo e conclamato che lo stupro è sia etnico che un atto di guerra. E tornano le domande: chi facciamo arrivare in italia? Non bastano i criminali italiani?


I femminicidi sono in calo ma l'emergenza il governo la sente comunque "finché il fenomeno non verrà debellato": parola di Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e già ministro per le Riforme col governo di Paolo Gentiloni.

Intervistata dal Corriere della Sera, la Boschi affronta il tema della violenza di genere partendo da una delle questioni più spinose: quella della supposta correlazione fra immigrazione e violenze, che il sottosegretario nega con decisione. "Che l'autore o la vittima siano italiani o stranieri - spiega - non cambia niente, la gravità è pari", afferma invitando a non fare "facili connessioni" in materia.

E l'esponente del governo elenca diverse misure elaborate dal governo per contrastare la violenza. Nel piano dell'esecutivo sono comprese progetti specifici di formazione per carabinieri e agenti di polizia penitenziaria, per controllare meglio i condannati per reati sessuali all'interno delle carceri. Inoltre sono stati avviati protocolli di collaborazione con il Csm per la formazione dei magistrati e con i sindacati per la prevenzione degli abusi sul lavoro.

Particolare attenzione, assicura poi il sottosegretario, verrà dedicata a non lasciare sole le donne nel percorso successivo alle violenze: "Se esse avvengono nel contesto familiare alcune non denunciano perché hanno paura di perdere la casa, le relazioni affettive o la sicurezza economica e per questo abbiamo previsto, fra l'altro, strumenti più efficaci sulle politiche abitative", lavorando con i Comuni per stabilire criteri prioritari nell'assegnazione delle case popolari.